La malattia renale cronica (MRC) rappresenta una patologia molto prevalente ed in crescita; in Italia ne è affetta il 7-8% della popolazione generale. La terapia nutrizionale è un elemento centrale che si integra perfettamente con quella farmacologica nella gestione del paziente con Malattia Renale Cronica.
Le diete renali sono terapie efficaci per ritardare l’inizio della dialisi, per ridurre segni e sintomi del’insufficienza renale e per mantenere lo stato di nutrizione. Fin dal XIX secolo era stato intuito che la sindrome uremica fosse causata dalla ritenzione di molecole e tossine derivanti dal catabolismo delle proteine dietetiche.
Fu però solo dal 1964, con lo studio di Giovannetti e Maggiore, che la dieta ipoproteica ha assunto il ruolo di terapia dell’uremia cronica. Ancora oggi la terapia nutrizionale, sebbene con sfumature diverse, ha un ruolo centrale e in alcuni casi insostituibile nel trattamento conservativo della malattia renale cronica. Nelle fasi precoci di malattia può contribuire a rallentare la progressione della malattia, mentre nelle fasi più avanzate può prevenire e/o correggere segni e sintomi uremici e ritardare l’inizio della dialisi.
Linee Guida Nutrizionali nella Malattia Renale Cronica
Nel 2020 sono state pubblicate le nuove Linee Guida per la nutrizione nella malattia renale cronica. Per i pazienti non diabetici clinicamente stabili con malattia renale cronica in stadio 3-5 non dialisi, si raccomanda un apporto proteico di 0,55-0,60 g/kg/d o una dieta fortemente ipoproteica 0,28-0,43 g/kg/d integrata con aminoacidi essenziali e cheto analoghi.
Tipi di Dieta Ipoproteica
- Dieta Ipoproteica Standard: apporta 0,6 g/kg/die di proteine, di cui almeno il 60% ad alto valore biologico, come pesce e carne. Il fabbisogno energetico è garantito dai carboidrati (55-60 % dell'apporto energetico totale) e lipidi (30-35% dell'apporto energetico totale). Limitando gli alimenti ricchi di proteine e fosforo (come latticini e alimenti trasformati o con conservanti), la dieta è anche ipofosforica (600-700 mg/giorno), iposodica (5-6 grammi di sale da cucina). Nel contempo, aumentando l'assunzione di cibi di origine vegetale, interi, freschi o poco lavorati (frutta e verdura fresca, cereali e granaglie) questa dieta aggiunge i benefici derivanti dall’elevato apporto di fibre e alcali.
- Dieta Ipoproteica Vegana con Proteine Complementari: fornisce 0,7 g/kg di peso corporeo di proteine. È un'opzione quando non sono disponibili o accettati i prodotti aproteici. Per coprire il fabbisogno di aminoacidi essenziali si utilizzano combinazioni di cereali e legumi. Nel caso di una LPD vegana con l’assunzione di proteine non selezionate, si ricorre alla integrazione di aminoacidi essenziali e/o chetoacidi (Ketosteril®), nella misura di 1 cp. ogni 10 Kg di peso corporeo. I chetoacidi sono aminoacidi senza il gruppo aminico, che viene rimpiazzato da un atomo di calcio: nell’uomo è possibile la loro transaminazione al corrispettivo amino acido.
- Dieta a Bassissimo Contenuto Proteico: apporta 0.3-0.4 g/kg/die di proteine, esclusivamente vegetali e non selezionate, e per questo viene obbligatoriamente supplementata con aminoacidi essenziali e chetoacidi ((Ketosteril®, 1 compressa ogni 5 Kg di peso corporeo). Questo regime dietetico richiede grande motivazione e impegno da parte dei pazienti e dei care-giver, ed è solitamente limitato a pazienti selezionati con CKD molto avanzata e con elevata aderenza alle restrizioni dietetiche.
Meccanismi d'Azione delle Diete Ipoproteiche
Le LPD funzionano perché riducono la produzione di prodotti di scarto derivati dalle proteine (animali in particolare) ed eliminati per via renale, con conseguente minore ritenzione di tossine uremiche, di fosforo, di sale e di acidi fissi. Rispetto alle proteine animali, e a parità di quantità, le proteine vegetali hanno effetti favorevoli sull'emodinamica glomerulare e sulla proteinuria, generano un minore carico acido e apportano un fosfato meno biodisponibile; inoltre l’elevato apporto di carboidrati complessi e fibre contribuisce a stabilire un favorevole equilibrio del microbiota intestinale, favorendo specie batteriche benefiche con predominanza del metabolismo saccarolitico.
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Il ritardo nell'inizio della terapia sostitutiva renale è un obiettivo primario delle LPD, che si può ottenere attraverso due modi. Attraverso la riduzione dell'iperfiltrazione del singolo nefrone, della proteinuria e del carico acido, si può rallentare il declino della funzione renale residua. Questi benefici non sono necessariamente mediati dall'effetto della restrizione proteica, ma anche dalla riduzione del carico di sodio, fosforo e di acidi che derivano dalle proteine animali e da alimenti ultraprocessati.
Invece, diete ricche di alimenti vegetali, forniscono un maggiore apporto di fibre, componenti bioattivi, vitamine, antiossidanti e una maggior carico di alcali. Ciò può avere implicazioni favorevoli nel controllo della pressione sanguigna e nella gestione dei disturbi metabolici come l'iperfosfatemia, l'iperpotassemia, l'acidosi metabolica e la dislipidemia.
Controindicazioni e Precauzioni
Come per le terapie farmacologiche, anche per le diete ipoproteiche esistono controindicazioni assolute o relative.
- Controindicazioni Assolute: Le malattie acute gravi o condizioni di stress si caratterizzano per ipercatabolismo proteico, aumentando così il fabbisogno proteico e rappresentano per questo una controindicazione assoluta. Alti livelli circolanti di citochine e molecole proinfiammatorie aumentano il catabolismo proteico per far fronte all'evento acuto. In questi contesti, un basso apporto proteico può attenuare la risposta allo stress e aumentare la perdita di massa magra. I disturbi del comportamento alimentare o una malnutrizione conclamata sono considerate controindicazioni assolute alla dieta ipoproteica.
- Controindicazioni Relative: Tra le controindicazioni relative possono rientrare la maggior parte delle cosiddette barriere (economiche, culturali, mancanza di supporto familiare o sociale, …) all'implementazione della dieta ipoproteica, disturbi psichiatrici, diabete scarsamente controllato, trattamento cronico con steroidi, malattie gastrointestinali croniche, inclusi disturbi della masticazione e breve aspettativa vita.
La perdita di peso indesiderata è una delle preoccupazioni più importanti nei pazienti in trattamento con dieta ipoproteica. La riduzione del peso corporeo, quando non attribuita a disidratazione, è espressione di un apporto energetico inadeguato che è invariabilmente associato ad un aumento del fabbisogno di azoto; questo impedisce il mantenimento del bilancio azotato neutro o positivo che dovrebbe caratterizzare una dieta ipoproteica ben condotta. La perdita di massa magra può verificarsi sia quando l’apporto proteico e aminoacidico è inadeguato, sia quando l’apporto proteico è adeguato ma l’apporto energetico è insufficiente.
Il punto centrale per ottenere gli effetti attesi e nello stesso tempo la sicurezza nutrizionale di una dieta ipoproteica è porre attenzione alle abitudini alimentari, impiegare un approccio graduale con stretto follow-up e personalizzare i piani dietetici.
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Alimenti Aproteici e Ipoproteici
Conciliare un basso apporto proteico con un apporto energetico da normale ad elevato è possibile grazie ai prodotti artificiali aproteici, che rappresentano la fonte energetica principale e ideale per il nefropatico. Questi prodotti includono pasta, tagliatelle, pane, biscotti, farina, minestre e dolci precotti: sono costituiti da carboidrati e pressoché privi di proteine e fosforo, e con basso contenuto di sale.
Gli alimenti aproteici sono dei prodotti dietetici destinati ad un'alimentazione particolare che contengono un residuo proteico non superiore all'1%, di alimenti di uso corrente con significativo tenore proteico, di derivazione vegetale come pane, pasta, biscotti, prodotti da forno e simili. Sono detti invece ipoproteici quegli alimenti che contengono un residuo proteico superiore all’1% e non superiore al 2%.
Esempi di Prodotti Aproteici e Ipoproteici Disponibili
- Aminò: ricca linea di alimenti a basso contenuto di proteine (aproteici ed ipoproteici) e a ridotto contenuto di Sodio, Potassio, Fosforo indicati nell'insufficienza renale, nel Morbo di Parkinson e nelle aminoacidopatie Metaboliche (es. PKU, Leucinosi, Tirosinemia).
- Aproten: offre un'ampia gamma di prodotti per tutti coloro che devono seguire un'alimentazione a basso contenuto di proteine e ad apporto controllato di sodio, potassio e fosforo.
- Mevalia Low Protein: un’ampia gamma di prodotti sviluppati per soddisfare in modo ottimale le esigenze nutrizionali e di gusto, incominciando da pane e biscotti, al mattino, fino alla pasta, a pranzo.
- Felicia: pasta aproteica Felicia, un alimento destinato a chi segue una dieta a basso contenuto di proteine. Indicata per il trattamento dietetico di soggetti affetti da disturbi metabolici congeniti, insufficienza renale cronica o altre malattie che richiedono un regime dietetico ipoproteico.
- Giusto: Pane e pizza, pasta e pastina e fragranti fette biscottate.
Importanza della Pianificazione e dell'Aderenza alla Dieta
Quando si è affetti da IRC e si vuole aderire correttamente alla terapia dietetica nutrizionale, la pianificazione diventa fondamentale, infatti, è importante avere sempre a disposizione i prodotti aproteici preferiti per non rimanere senza e doversi affidare ad alimenti inadatti alla propria condizione. La pianificazione diventa ancora più cruciale quando si viaggia, infatti è utile portarsi dietro i propri prodotti aproteici per utilizzarli quando necessario.
Sodio negli Alimenti: Esempi da Evitare
Il sodio è presente in molti alimenti e in grandi quantità. Ecco alcuni esempi di alimenti con alto contenuto di sodio:
- Salsa di soia (5,72/100 grammi prodotto)
- Minestrone liofilizzato (5,6/100 grammi prodotto)
- Prosciutto crudo di Parma (2,57/100 grammi prodotto)
- Caviale (2,2/100 grammi di prodotto)
- Salmone affumicato (1,88/100 grammi di prodotto)
- Salame Brianza (1,8/100 grammi di prodotto)
- Salame Felino e Napoli (1,69/100 grammi di prodotto)
- Pecorino (quantità variabile a seconda del tipo)
Terapia Nutrizionale e Malattia Renale Cronica: Stadiazione e Obiettivi
La definizione di malattia renale cronica, attualmente utilizzata in tutto il mondo, è quella proposta nel 2002 dalla National Kidney Foundation ed espressa nelle linee guida K/DOQI (Kidney Disease Outcome Quality Initiative). La stadiazione prende in considerazione due parametri: il danno renale e la riduzione della funzione renale intesa come velocità di filtrazione glomerulare (GFR).
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Il principale obiettivo è sicuramente rallentare la progressione della IRC. A livello sperimentale è stato ampiamente dimostrato che la TN ha una sicura efficacia nefroprotettiva; nell’uomo, invece, non sono stati confermati i risultati ottenuti nel modello animale. Con la TN, oltre al rallentamento della malattia, abbiamo l’obiettivo di prevenire e controllare le alterazioni metaboliche e le complicanze cliniche.
Benefici della Terapia Nutrizionale
- Controllo della Pressione Sanguigna: La riduzione proteica diminuisce l’introduzione di sodio, limitando così il rischio di ritenzione idro-salina e migliorando la risposta ai farmaci antipertensivi.
- Riduzione della Proteinuria: Il ridotto contenuto proteico della dieta, pur diminuendo la sintesi epatica di albumina, porta in realtà a un aumento di albumina sierica per riduzione della sua escrezione urinaria.
- Prevenzione della Malnutrizione: In un’analisi a posteriori dello studio MDRD è stata dimostrata la sicurezza sia della dieta ipoproteica (0,58 g/kg/die di proteine) che di quella fortemente ipoproteica (0,28 g/kg/die), nel mantenere un normale stato nutrizionale.
La terapia nutrizionale è un elemento centrale che si integra perfettamente con quella farmacologica nella gestione del paziente con restrizione proteica. Le diete ipoproteiche sono terapie efficaci per ritardare l’inizio della dialisi, per ridurre segni e sintomi del’insufficienza renale e per mantenere lo stato di nutrizione. Come per tutte le terapia farmacologiche, le diete ipoproteiche hanno indicazioni e controindicazioni e possono comportare il rischio di effetti collaterali indesiderati che devono essere affrontati e risolti tempestivamente.
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