Dimagrire senza fare grosse rinunce è il sogno di tutti, ma sappiamo che non è affatto facile, soprattutto per i ritmi frenetici delle nostre vite, in cui è difficile trovare il tempo di pesare gli alimenti o di contare le calorie ad ogni pasto.
Il Metodo Bianchini si basa sui principi della biochimica alimentare e le combinazioni dei cibi. Secondo questi principi, infatti, ogni alimento agisce diversamente da persona a persona: di conseguenza, gli alimenti andranno individuati attraverso la conoscenza del proprio corpo e personalizzati per ciascun soggetto.
L'ideatore di questo metodo è Paolo Bianchini, consulente nutrizionale e nutraceutico, che vive e lavora a Salò in provincia di Brescia, sul lago di Garda.
Cos'è il Metodo Bianchini?
Il Metodo Bianchini può essere definito come uno stile di vita, piuttosto che una dieta, dove:
- Non è necessario pesare gli alimenti.
- Non si calcolano le calorie.
- Si possono utilizzare tutti i tipi di cottura.
- I condimenti sono liberi.
- Non si devono assumere farmaci, integratori o sostituti del pasto.
- L'attività fisica non è obbligatoria.
Alcuni divieti, anche se pochi, sono comunque presenti, ma questi alimenti andranno evitati fino al mantenimento, che può prevedere fino a 2 o 3 giorni a settimana completamente liberi.
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I Pilastri del Metodo Bianchini
Il Metodo Bianchini aspira a diffondere un nuovo modo di vivere l’alimentazione: non più basato su restrizioni o mode di diete passeggere, ma fondato sulla conoscenza dei meccanismi che regolano la vita e sulla capacità di ascoltare i segnali del proprio corpo per imparare a rispettarlo.
Importante è comprendere che, per ognuno di noi, gli alimenti possono portare a risposte sensoriali differenti in base a come, cosa e quando mangiamo, quando siamo stressati o rilassati, quando facciamo sport, quando e quanto dormiamo, quando siamo a casa o in viaggio.
Per intraprendere il metodo è essenziale essere aperti al cambiamento, sfatando molti falsi miti alimentari. Non c’è un rigido schema settimanale: nel menù proposto ci sono alternative per colazione, pranzo e cena, ogni giorno si sceglie liberamente cosa e quanto mangiare.
Tutto molto semplice e senza penalizzare il piacere del gusto perchè si usano liberamente il sale, l’olio e il burro e si possono mangiare a sazietà anche i nostri dolci per la colazione.
Chi può iniziare il percorso?
Il metodo è adatto a persone dagli 8 ai 99 anni, sedentari o sportivi, con l'eccezione di vegetariani o vegani. Mettere in tavola un piatto gustoso che possa aiutare a ritrovare una buona forma fisica e benessere è un passo straordinario che apre la porta al rispetto e cura del patrimonio corpo che viviamo. Questo presuppone però una scelta: occorre essere pronti al cambiamento del proprio stile alimentare e a rivoluzionare le proprie convinzioni.
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Nota Bene: i bambini dagli 8 ai 12 anni possono iniziare il percorso gratuitamente a condizione che almeno uno dei genitori abbia già seguito il metodo o lo inizi insieme.
Quanto dura il percorso?
Il percorso inizia con la consulenza della 1^ fase e termina quando raggiungi il tuo obiettivo, non c’è un tempo prestabilito, dipende tutto da te. E’ un percorso in fasi (1^ fase, 2^ fase, 3^ fase, mantenimento a vita) collaudato da anni per garantire la massima efficienza temporale e la massima adattabilità alla quotidianità.
Se sei una persona che lavora molto o viaggia tanto, che è spesso al ristorante o in mensa aziendale, è importante che tu abbia una soluzione che funzioni rapidamente senza sacrifici o inutili restrizioni.
A conclusione del percorso si accede al mantenimento: avrai compreso come mangiare in qualunque situazione e in qualunque luogo nel mondo ti trovi senza dover per forza rinunciare a qualche alimento e saprai gestirti in autonomia per il resto della vita.
Chi raggiunge il proprio obiettivo in poco tempo può saltare alcune fasi del percorso e accedere subito al mantenimento.
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Attività fisica e costi
- Seguendo il metodo devo per forza fare attività fisica? No.
- Quanto costa? 8- 12 anni: ogni consulenza è gratuita.
Senza uso di farmaci, integratori, pasti sostituivi o beveroni.
Paolo Bianchini: L'Ideatore
Paolo Bianchini è consulente nutrizionale e nutraceutico, ideatore di un metodo innovativo che unisce scienza, esperienza e semplicità per guidare le persone verso un nuovo rapporto con l’alimentazione. La sua missione nasce da una convinzione chiara: mangiare bene non deve essere complicato, ma un atto naturale, libero dai retaggi culturali e dietetici che spesso limitano e frustrano chi cerca di migliorare il proprio stile di vita.
Studioso instancabile e appassionato libero ricercatore, ha dedicato anni di formazione e sperimentazione a comprendere i meccanismi biochimici che regolano il nostro organismo. Questo percorso lo ha portato a sviluppare un approccio unico, capace di trasformare le abitudini alimentari non attraverso regole rigide e restrizioni, ma tramite una nuova consapevolezza, che restituisce alle persone il piacere di nutrirsi in armonia con il proprio corpo.
Con il suo metodo, ha già aiutato migliaia di persone il valore del “mangiare in chiave biochimica”, sperimentando benefici concreti in termini di energia, benessere e qualità della vita.
La Dieta Ormo-Chimica
Il dottor Paolo Bianchini ha messo a punto la cosiddetta dieta «ormo-chimica», in grado di mantenere un equilibrio ormonale ottimale, ma perdendo peso. Approfondiamo di cosa tratta nello specifico questa dieta, indagando anche i segreti che consentirebbero di perdere chili, basandosi sugli ormoni.
Che cosa si intende per dieta «ormo-chimica»?
«È un regime alimentare in grado di ristabilire nell’organismo i livelli endocrini corretti grazie a un preciso schema alimentare in cui le combinazioni di particolari cibi e l’orario di assunzione degli stessi giocano un ruolo chiave».
Quindi, la dieta «ormo-chimica» è la stessa cosa di quella ormonale?
«No, la dieta ormonale deve essere prescritta solo dal medico a seguito di esami specifici che abbiano evidenziato squilibri ormonali e quindi in teoria è strettamente personalizzata. L’alimentazione biochimica della dieta ormo-chimica, invece, tiene conto della risposta ormonale e non necessita di esami specifici perché la fisiologica risposta ormonale è standard per tutti (eccetto eventuali squilibri che solo il medico endocrinologo può accertare). Ovvio che può essere personalizzata, ma tenendo conto di altri fattori, già comuni ad altre diete: età, sesso e stile di vita».
Quindi, la dieta ormo-chimica è diversa, se si parla di uomini e donne?
«Sì, e soprattutto vale per gli ormoni sessuali, ovvero testosterone nell’uomo ed estrogeni nella donna. Un calo degli estrogeni - evento tipico della menopausa - porta infatti ad avere un fisico “a mela”, cioè con accumulo del grasso nella parte superiore del tronco. Al contrario, più estrogeni fanno sviluppare un fisico “a pera”, per cui con accumulo di grasso nei fianchi, nelle cosce e nei glutei. Anche nell’uomo, con l’avanzare dell’età, diminuisce la produzione di testosterone e ciò porta all’accumulo di cellule adipose. Queste ultime, a loro volta, favoriscono la produzione dell’enzima aromatasi, che trasforma il testosterone in estrogeni. L’aromatasi viene inibita dall’azione dello zinco e tra gli alimenti ricchi di zinco ci sono il pesce, i latticini e le uova. Tra l’altro, quando si abbassa il testosterone aumenta il cortisolo in circolo».
Chiariamo una volta per tutte: che ruolo svolgono gli ormoni a tavola?
«Gli ormoni contribuiscono a regolare moltissimi aspetti: il metabolismo, l’appetito, la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, la glicemia, il desiderio sessuale e, ultimo ma non ultimo, l’assimilazione delle molecole ingerite attraverso i cibi. Insomma, gli ormoni giocano un ruolo chiave per la nostra salute, ma purtroppo l’interazione tra ormoni e cibo in Italia è nettamente sottovalutata dagli stessi addetti ai lavori».
Quanti pasti prevede al giorno?
«Dipende dal soggetto ma normalmente dai 3 ai 5 pasti al giorno, come la maggior parte delle diete».
E quanto è importante mangiare a orari prestabiliti?
«È fondamentale, perché non è importante quanto mangiamo, ma a che ora mangiamo. Per esempio, la colazione andrebbe fatta tra le 7 e le 8.30/9: è l’ora migliore in cui assumere carboidrati come pane, pasta e riso perché in questa fase della giornata l'azione liposintetica e anabolica dell'insulina è contrastata dagli ormoni corticosteroidei. Il pranzo invece andrebbe consumato tra le 12 e 13.30, mentre la cena tra le 19 e 20.30. Tutti gli amidi alla sera vanno evitati per migliorare l’assimilazione intestinale delle proteine. Ricorrere a pasti proteici senza amidi è legato al fatto che il profilo ormonale che si instaura nelle ore serali favorisce l'utilizzo dei grassi a scopo energetico e la costruzione di massa muscolare durante la notte. In ogni pasto è importante attivare quello che io definisco “carburatore ormonale”, ovvero un mix equilibrato di ormoni che come risposta possano attivare anche la dopamina e la serotonina, i neurotrasmettitori del benessere».
Quindi, quali sono i cibi che influenzano o contrastano gli ormoni?
«Tutti i cibi possono influenzare gli ormoni, ma in linea di massima i cibi contenenti carboidrati influenzano l’insulina, quelli proteici il glucagone, quelli grassi leptina e colecistochinina».
La dieta ormo-chimica può anche riequilibrare l’assetto ormonale?
«Lo scopo principale di un’alimentazione in chiave ormonale è il benessere e ciò si ottiene attraverso un equilibrio ormonale. Il dimagrimento è un bonus che ci regala il corpo se dobbiamo anche dimagrire».
Quali sono gli ormoni che entrano in gioco quando parliamo di alimentazione?
- Favorisce l’aumento di peso: insulina.
- Favorisce il calo di peso: glucagone.
- Aumenta l’accumulo addominale: cortisolo.
- Regolano il metabolismo: FT4 e FT3.
- Riduce l’appetito: leptina.
- Rallenta l’appetito: colecistochinina (CCK).
- Aumenta il senso di fame: grelina.
Le Regole del Metodo Bianchini per Dimagrire
Il Metodo Bianchini può essere definito come uno stile di vita, piuttosto che una dieta, dove non è necessario pesare gli alimenti, non si calcolano le calorie, si possono utilizzare tutti i tipi di cottura, i condimenti sono liberi, non si devono assumere farmaci, integratori o sostituti del pasto e l’attività fisica non è obbligatoria. Alcuni divieti, anche se pochi, sono comunque presenti, ma questi alimenti andranno evitati fino al mantenimento, che può prevedere fino a 2 o 3 giorni a settimana completamente liberi.
Le Azioni Immunostimolanti del Metodo Bianchini
Ci sono delle azioni che, se svolte quotidianamente, possono aiutarci a stimolare il sistema immunitario e farci sentire più in forze e vitali.
- Il riposo: dormire un numero sufficiente di ore (andare a dormire entro le ore 23 e svegliarsi massimo alle 8) è fondamentale per il benessere generale del nostro organismo; infatti, durante le ore di buio il nostro cervello regola il sistema immunitario ed i linfociti agiscono con più efficacia.
- La serenità: per stimolare il nostro sistema immunitario è importante anche riuscire a riguadagnare la serenità, inserendo attività rilassanti e piacevoli, favorendo dove possibile il contatto con la natura e ribilanciando con il sistema parasimpatico la nostra centralità, stimolando così la produzione di serotonina, endorfine e acetilcolina.
- Stress e paure: cercare di eliminare le fonti di stress e di non farsi sopraffare dalle paure, perché gli squilibri emotivi indeboliscono biologicamente il nostro sistema immunitario.
- Probiotici e magnesio: depurare il colon è molto importante, sia perché è la parte del corpo in cui dimora la maggior parte del sistema immunitario, sia perché un buon equilibrio delle popolazioni microbiche che risiedono nell’intestino sono fondamentali per impedire ai virus di creare fastidi. Può quindi risultare utile l’assunzione di probiotici, tra cui Lactobacillus rhamnosus GG, Lactobacillus paracasei, Lactobacillus plantarum L-137, Lactococcus lactis JCM5805.
Cinque consigli del Metodo Bianchini
Paolo Bianchini ha fornito cinque consigli per ritrovare la forma fisica dopo le vacanze:
- Non digiunare: Saltare appositamente un pasto non è mai una scelta vincente. Rispettate il vostro corpo dandogli un nutrimento regolare nei 3 pasti principali in modo da creare un idoneo equilibrio ormonale che permette il dimagrimento.
- Riprendi gli orari della routine regolare: È fondamentale, una volta tornati alla routine quotidiana, riprendere a pranzare e cenare a orari fisiologicamente idonei. L'orario ottimale per la prima colazione è tra le 7 e le 8.30, perché è in quel lasso di tempo che il fisico accetta meglio gli alimenti con un carico glicemico più elevato. Il pranzo invece tra le 12 e le 13.30, mentre per la cena, che deve essere nutriente ma leggera, è preferibile che si concluda al massimo entro le 20.30 per facilitare la digestione e l'addormentamento.
- Aumenta il consumo di proteine: Prediligi proteine animali come carne, pesce o uova con un contorno di verdure di stagione. Puoi condire liberamente con olio a crudo o burro chiarificato anche in cottura, sale, erbe e spezie. Mangia a sazietà, non trattenerti nelle quantità per evitare di avere fame poco dopo.
- Prediligi colazioni salate: Prova colazioni salate per una ventina di giorni. Ad esempio un panino con prosciutto crudo o burro e salmone affumicato, uova strapazzate con una manciata di mandorle o noci.
- Riduci il consumo di frutta: Per dimagrire qualche kg velocemente e tornare in forma riducete la frutta per 2-3 settimane (limitandola solo alla colazione). Ma se riuscite, eliminatela per 2-3 settimane.
La frutta contiene fruttosio, uno zucchero naturale che però aumenta la glicemia e l’insulina (soprattutto se non abbinata a proteine).
La "Dieta" della Felicità
Esiste una dieta della felicità? Sì, perché mangiare qualcosa che ci piace non ha solo un effetto psicologico, ma anche fisico. Nel nostro corpo, quando assimiliamo un alimento, avvengono delle reazioni biochimiche, e alcuni cibi contengono sostanze come il triptofano, indispensabile per la sintesi della serotonina (l’ormone della felicità), le vitamine del gruppo B, la D, minerali come zinco, magnesio, selenio, ferro e cromo e gli acidi grassi polinsaturi.
Dove sono contenute queste sostanze che fanno stare bene? A parte gli alimenti noti a tutti, come il cioccolato, soprattutto in tre tipologie di cibi: il tuorlo d’uovo, la frutta secca e il pesce.
Nel Metodo Bianchini non ci sono quantità da pesare o misurare in termini calorici. No, perché se un cibo è funzionale a livello biochimico, cioè provoca una corretta risposta ormonale, se ne può assumere in buone quantità, tali comunque da soddisfarci.
Esempio di ricette per la colazione
Biscotti al cacao
Per 2 persone: 4 uova, 80 g di fruttosio, 50 g di burro chiarificato naturalmente privo di lattosio, 130 g di mandorle tritate fini, 20 g di mandorle tritate grossolanamente, 60 g di cacao amaro, 1 cucchiaio di cannella in polvere.Con l’aiuto di uno sbattitore elettrico, crea una crema spumosa mescolando le uova e il fruttosio. Inserisci anche il burro chiarificato nel composto di uova e fruttosio nella stessa ciotola, a mano, incorpora tutti gli altri ingredienti. Forma i biscotti e poggiali sulla carta da forno, distanziandoli tra loro. Prima di infornare, decora con mandorle tritate grossolanamente. Cuoci a 185 °C per circa 10-15 minuti (o finché i biscotti non creino una pellicina lucida, all’esterno). Variante: aggiungi ¼ di cucchiaio di zenzero in polvere o di pepe nero.
Cremoso al limone
Per 2 persone: 3 uova, 3 limoni grandi, 50 g di fruttosio, 6 g di gelatina, 200 ml di panna da montare (volendo senza lattosio).In una terrina separa gli albumi (tenendoli da parte) dai tuorli; monta questi ultimi con il fruttosio fino a ottenere un composto bianco e spumoso. Spremi e filtra il succo di 2 limoni e mezzo e versalo in un pentolino; aggiungi quindi i fogli di gelatina e lascia riposare per 5 minuti. Metti il pentolino sul fornello e, a fuoco basso, fai sciogliere mescolando bene e senza far bollire. Togli il pentolino dal fuoco e lascia intiepidire leggermente, quindi aggiungi al composto di uova e amalgama bene. In due ciotole separate monta la panna e gli albumi a neve ferma. Delicatamente, amalgamando dal basso verso l’alto, incorpora al composto di uova sia la panna sia gli albumi. Suddividi la mousse in 6 tazzine grandi da dessert, quindi metti in frigorifero per 4 ore prima di servire. Puoi decorare le coppette con una fettina di limone e foglioline di menta.
Polpettine di tonno
Per 2 persone: 200 g di tonno in scatola in olio extravergine di oliva, 2 uova, 1/2 spicchio d’aglio (facoltativo), 2 cucchiai di olio EVO, 6 olive verdi, pangrattato, 1 limone non trattato.Sciacqua le olive. Grattugia la scorza del limone, tieni da parte. Metti nel mixer l’aglio e trita alla massima velocità. Aggiungi il tonno, sgocciolato bene, le olive, la scorza di limone, le uova e l’olio. Prendi con le mani il composto, che deve risultare molto morbido e appiccicoso, forma delle palline col palmo della mano e rotolale velocemente nel pangrattato. Fodera con carta da forno una pirofila grande, disponi le polpettine distanziate e versa su ognuna un goccio di olio. Inforna sul ripiano medio per 20-25 minuti a 200 °C, finché non risulteranno dorate. Consiglio: mangiale calde o tiepide.