La dieta chetogenica è sempre più popolare, una strategia considerata vincente per la perdita di peso, per trattare specifiche patologie, per migliorare la salute metabolica.
Cos'è la Dieta Chetogenica?
Una dieta chetogenica di solito prevede che una parte significativa dell’apporto calorico totale sia garantita da un aumento dell’assunzione di grassi rispetto alle diete tradizionali, con l’obiettivo di indurre lo stato di chetosi, in cui il corpo utilizza i grassi come principale fonte di energia. Questa è la conditio sine qua non che rende possibile instaurare lo stato di chetosi fisiologica attraverso la dieta. L’esclusione dei carboidrati rende necessario aumentare la quota di proteine e grassi consumati, per raggiungere il fabbisogno calorico giornaliero.
La chetosi nutrizionale è un processo fisiologico in cui il corpo utilizza i corpi chetonici come fonte energetica, mantenendo livelli di chetoni nel sangue tra 0,5 e 5 mmol/L. Nei soggetti sani l’organismo regola naturalmente la produzione di chetoni e il pH del sangue, evitando il rischio di chetoacidosi.
La Dieta Chetogenica VLCKD
La dieta chetogenica a contenuto energetico molto basso (VLCKD, Very Low Calorie Ketogenic Diet) è un trattamento dietetico a scopo terapeutico, caratterizzato da un apporto calorico estremamente ridotto, una forte limitazione dei carboidrati (meno di 50 g al giorno), una restrizione dei grassi (10-15 g/die sotto forma di olio extravergine d’oliva) e un apporto normoproteico controllato, tra i 65 e i 90 grammi di proteine ad alto valore biologico.
Negli ultimi decenni, la dieta chetogenica VLCKD ha guadagnato un ruolo sempre più centrale nel trattamento non solo dell’obesità e del sovrappeso, ma anche di numerose patologie correlate.
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La Storia della Dieta Blackburn
La dieta chetogenica ha radici profonde nella medicina clinica, dove inizialmente trovò impiego nel trattamento dell’epilessia. Tuttavia, è solo verso la metà degli anni ’70 che il professor George Blackburn dell’Università di Harvard, considerato il padre della moderna Very Low Calorie Ketogenic Diet (VLCKD), iniziò a definire in maniera sistematica i principi di quella che allora veniva descritta come “digiuno con risparmio proteico”.
Blackburn ha avuto il merito di riconoscere i vantaggi della produzione di corpi chetonici, definendo i principi per riprodurre in modo controllato questo meccanismo fisiologico all’interno di un protocollo dietetico medicalizzato, preciso ed efficace. Ha inoltre lavorato per stabilire in modo rigoroso il fabbisogno proteico necessario a prevenire la perdita della massa magra durante la fase di dimagrimento.
Non esiste attualmente un programma dietetico così approfonditamente studiato e supportato da una così ampia letteratura scientifica internazionale. I principi fisiologici alla base della dieta chetogenica sono relativamente semplici.
Come Funziona la Dieta Chetogenica
Quando il glucosio introdotto con la dieta è presente in quantità sufficienti, esso rappresenta il substrato energetico preferenziale della maggior parte dei tessuti. Una dieta con un contenuto estremamente ridotto di zuccheri (tra i 30 e i 50 g/die) e grassi (circa 10-15 g di olio extravergine d’oliva) determina una riduzione dei livelli di insulina e un aumento del glucagone.
L’adozione di un protocollo VLCKD, con un apporto glucidico non superiore ai 50 g/die, provoca nelle prime ore una lieve riduzione della glicemia, che stimola la secrezione di glucagone. A partire da quel momento, il fabbisogno energetico dell’organismo è soddisfatto grazie all’utilizzo dei trigliceridi accumulati nel tessuto adiposo e alla gluconeogenesi.
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Dal punto di vista fisiologico, il principale fattore che regola la produzione dei corpi chetonici è il contenuto di glicogeno epatico, il cui compito è mantenere stabile la glicemia. Quando l’apporto di carboidrati scende sotto i 50 g/die, si verifica un abbassamento della glicemia, con conseguente riduzione dell’attività insulinica e aumento del glucagone. Segue un ulteriore calo della glicemia, che riduce il rapporto insulina/glucagone, dando avvio all’attivazione del catabolismo dei trigliceridi.
L'assunzione quasi esclusiva di proteine obbliga l’organismo ad utilizzare le proprie riserve energetiche, quindi la massa grassa, per produrre i corpi chetonici con una concomitante riduzione del tessuto adiposo. Da una quota proteica equilibrata.
Elementi Chiave della Dieta Chetogenica
- Il primo elemento chiave è la limitazione dell’assunzione di carboidrati, che non deve superare i 50 g al giorno.
- Il secondo pilastro è rappresentato dal corretto apporto di proteine ad elevato valore biologico.
- Il terzo aspetto cruciale è la limitazione dei grassi alimentari.
Le fibre vegetali sono fondamentali per completare il senso di sazietà e per regolarizzare la funzione intestinale, prevenendo la stipsi.
Vantaggi della Dieta Chetogenica
La dieta chetogenica a contenuto energetico molto basso (Very Low Calorie Ketogenic Diet) ha assunto negli ultimi cinquant’anni un ruolo centrale nel trattamento dell’obesità e del sovrappeso, nonché nella gestione di numerose patologie associate. La produzione controllata dei corpi chetonici permette un dimagrimento fisiologico e senza difficoltà.
- Molti pazienti apprezzano la possibilità di seguire la dieta anche fuori casa, senza pesare gli alimenti o stravolgere le proprie abitudini.
- Il raggiungimento degli obiettivi è strettamente legato al miglioramento della fiducia in sé stessi, con una riduzione del rischio di abbandono della dieta.
- Un apporto mirato di proteine ad alto valore biologico garantisce la conservazione della massa magra, essenziale per il mantenimento del metabolismo basale. L’effetto ipoglucidico della dieta riduce la stimolazione insulinica.
Anche dal punto di vista psicologico la VLEKT presenta alcuni vantaggi che consentono una migliore tolleranza dello “stare a dieta”. La rapidità nella perdita di peso rafforza la motivazione ed evita quello scoraggiamento che spesso accompagna un dimagrimento lento e faticoso. L’assenza della fame non innesca il senso di deprivazione e non genera quel malessere che normalmente si accompagna alle restrizioni alimentari, sia sul piano fisico che su quello emotivo.
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La sensazione di sazietà è potenziata dalla fornitura delle proteine e dalla sintesi di neuromediatori cerebrali, quali la serotonina, la noradrenalina e la dopamina, attivi sul controllo della fame e sul tono dell’umore.
Le proteine di riserva, presenti come fonte nelle masse muscolari e nella pelle, non sono intaccate come può succedere nelle altre diete ipocaloriche. Le proteine ad alto valore biologico che vanno assunte inizialmente, permettono di preservare la preziosa massa magra che solitamente nell’obeso è già carente. I corpi chetonici producono un effetto energetico tale da determinare una sensazione di benessere psico-fisico.
Grazie agli integratori proteici, la pelle ritrova la sua naturale elasticità. Le proteine costituiscono l’elemento principale delle fibre di collagene cutanee da cui dipende l’elasticità e la resistenza della pelle. Gli integratori proteici permettono il fisiologico turnover del collagene con protezione ed integrità della cute.
Risultati della Dieta Blackburn
Il risultato di questa dieta, da non confondere con quelle iperproteiche contraddistinte da quantità eccessive ed imprecise di proteine ma anche di grassi, ed una scarsa attenzione alla qualità degli aminoacidi, è in genere costante e permette di perdere tra il 7 e il 10% del peso di partenza nell’arco di soli 21 giorni.
Controindicazioni e Limiti della Dieta Chetogenica
Purtroppo però, come spesso accade con le diete, circolano nei media numerosi miti che generano confusione e disinformazione. Cerchiamo di individuare i più comuni, analizzandone le origini e valutando le evidenze scientifiche disponibili, per evitare di alimentare paure o speranze ingiustificate.
Se mal pianificata, qualsiasi dieta può portare a carenze nutrizionali. Per garantire un apporto adeguato di fibre, vitamine e minerali, è fondamentale variare la dieta e scegliere cibi di qualità. Essere in chetosi non equivale automaticamente a perdere peso.
Soltanto nelle discipline caratterizzate da un lavoro prolungato ad alta intensità è possibile che si verifichino problemi, legati alla assoluta necessità dell’utilizzo di glicogeno e glucosio da parte dei muscoli coinvolti.
La dieta chetogenica è stata studiata soprattutto per periodi limitati, e la sua sicurezza a lungo termine è ancora oggetto di ricerca, anche se esistono numerosi casi di soggetti con patologie neurologiche o metaboliche che per necessità terapeutiche hanno dovuto seguire questo tipo di dieta per periodi molto lunghi - se non a vita - con effetti collaterali minimi, che è comunque possibile controllare con adeguata pianificazione della dieta.
La fortuna della dieta chetogenica non sembra conoscere crisi. Una recente revisione e dichiarazione di consenso italiana ha allargato le sue indicazioni di impiego consigliandole come approccio terapeutico anche per patologie in cui non vi sono chiare evidenze di beneficio. Tuttavia è difficile oggi avere una visione oggettiva e indipendente sulla loro validità e sicurezza poiché numerose pubblicazioni in letteratura sono sponsorizzate da aziende che vendono kit o cibi preconfezionati per questo tipo di diete (Vlckd, da Very Low Caloric Ketogenic Diet, in italiano diete chetogeniche a bassissimo apporto calorico).
Considerazioni Finali
Ma attenzione: non è una dieta semplice da seguire e va assolutamente monitorata da vicino sotto la supervisione di un professionista sia in campo nutrizionale che medico. Così come va anche attentamente monitorata la fase successiva di transizione volta a reintrodurre i carboidrati in maniera graduale senza un recupero del peso di partenza, cosa che invece accade con molte diete iperproteiche malgestite.