La dieta, in greco "diaita", significa "stile di vita", dunque molto più che un semplice elenco di alimenti. Uno stile di vita fatto di regole e abitudini ispirate alla tradizione mediterranea che in tutto il mondo è sinonimo di buona salute, prevenzione delle malattie e lunga vita sana, per usare una nuova parola, “bellessere”.
La dieta mediterranea è incentrata soprattutto sulla corretta scelta degli alimenti e i suoi principi più importanti sono riassunti in poche, chiare linee guida: maggiore consumo di proteine vegetali rispetto a quelle animali; diminuzione dei grassi saturi a favore di quelli vegetali insaturi; abbassamento della quota calorica globale; aumento dei carboidrati complessi; introduzione di fibra alimentare; giusta alternanza tra carne bianca, pesce e carne rossa.
Le Origini e l'Evoluzione della Dieta Mediterranea
Era stato nel corso della seconda guerra mondiale che Lorenzo Piroddi (1911-1999), confrontando le diverse modalità d’assunzione dei cibi tra le truppe coinvolte nel conflitto bellico di conterranei italiani, alleati e poi rivali tedeschi, e invasori/liberatori anglo-americani, aveva potuto porre in relazione la limitazione nel ricorso all’utilizzo di uova, latticini e carne con l’insorgere delle patologie cardiovascolari e del ricambio.
Nel secolo scorso, uno scienziato americano, biologo, fisiologo ed epidemiologo, studiò gli effetti dell’alimentazione sulla salute umana, con particolare riferimento all’incidenza delle malattie dell’apparato cardiovascolare e alla longevità. Come ricorda Lando Siliquini, in “Dieta mediterranea, il Tempio della Sibilla” (Albero Niro, Ortezzano 2013), l’indagine parte dall’università di Napoli nel 1952, con la dimostrazione che la colesterolemia era influenzata dall’assunzione di acidi grassi saturi. L’interesse di Keys nei confronti di quest’argomento traeva origine da un’osservazione empirica, quasi lapalissiana.
“A quel punto furono giudicati opportuni studi prospettici su gruppi di persone con differenti abitudini alimentari e diversa prevalenza di malattie cardiovascolari. “Nel 1958 sempre Fidanza pianificò un altro studio pilota, con la collaborazione del Centro per le Malattie Cardiovascolari di Ancona, in un gruppo di abitanti di Montegiorgio riscuotendo un’altissima percentuale di partecipazione.
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“Per il nord fu incluso il paese di Crevalcore (non potendo essere trascurate le tradizioni culinarie dell’Emilia). Andando a ben vedere, la cosa piuttosto curiosa fu invece che nel Seven Countries Study fu cancellato lo studio pianificato a Nicotera!
La clamorosa esclusione, oggi poco ricordata, fu dettata dalle difficoltà logistiche e giustificata con la ristrettezza dei fondi e la comparabilità delle osservazioni, tratte dall’indagine del 1957, con i risultati di Creta. “Seguirono i controlli del 1980, del 1985 e del 1991, nei quali oltre agli incidenti coronarici e cerebrovascolari furono rilevati l’autosufficienza, lo stato mentale e le condizioni fisiche.
In definitiva, come sintetizza Giuseppe Fatati, “nell’analisi dei dati la coorte calabrese scomparve, per cui quella definita Dieta Mediterranea Italiana era piuttosto una dieta dell’Italia centrale” (Mediterraneità, 2012).
Il Tempio della Sibilla e la Rappresentazione Moderna
Flaminio Fidanza (1919-2012) ammetteva che la “mediterranea” fosse una “dieta di riferimento”, cioè ideale, in cui i gruppi alimentari sono indicati in quanto in grado di soddisfare bisogni e prevenire inadeguatezze. A questo scopo, aveva elaborato un nuovo schema simbolico, impostato sul tempio greco-romano (il Tempio della Sibilla), scelto per una maggiore identificazione con la terra d’origine della dieta medesima e per soppiantare la desueta immagine “tombale” della piramide egizia.
Un tempio, in cui gli alimenti base, invece di andare dall’alto in basso, corrispondono alle parti architettoniche di maggiore interesse. Così, per esempio, sul timpano, è indicato il principio della moderazione; sui pilastri portanti, pane, cereali, patate, verdura e frutta fresca, secca o essiccata; sulle colonne, i legumi, mentre il basamento è costituito da olio extra-vergine d’oliva e vino (ma sempre nell’ambito della già richiamata moderazione: due bicchieri, e ai pasti).
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I Principi Fondamentali della Dieta Mediterranea
- Maggiore consumo di proteine vegetali rispetto a quelle animali.
- Riduzione dei grassi saturi a favore di quelli vegetali insaturi.
- Riduzione della quota calorica globale.
- Aumento dei carboidrati complessi.
- Introduzione nella dieta di fibra alimentare.
- Maggior consumo di carne bianca rispetto a quella rossa.
- Maggiore consumo di pesce e legumi.
- Meno dolci.
- Riduzione del consumo di insaccati, superalcolici, zucchero bianco, burro, formaggi grassi, sale e strutto.
Nicotera: Città della Dieta Mediterranea
Benvenuti in Calabria, a Nicotera per la precisione, in provincia di Vibo Valentia, con le sue spiagge dorate e le acque cristalline della Costa degli Dei, dove si mangia bene - non a caso è la Città della Dieta Mediterranea - e si respira la natura ad ogni angolo.
Nicotera è stata riconosciuta come uno dei luoghi di riferimento per lo studio e la promozione della Dieta Mediterranea, grazie alle sue radicate tradizioni culinarie e alla ricchezza di prodotti locali. La cucina di Nicotera riflette perfettamente i principi di questo modello alimentare, con piatti che esaltano la semplicità e la freschezza degli ingredienti.
Piatti Tipici di Nicotera
Tra i piatti tipici che incarnano la Dieta Mediterranea, troviamo il pasticcio di melanzane, la pasta con le sarde, e il celebre pane di Nicotera, accompagnato dall’olio d’oliva extravergine prodotto localmente. Ogni pasto è un’occasione per scoprire i sapori autentici della Calabria e apprezzare la genuinità degli ingredienti.
Mediterranea Food Week
Ed a proposito di eventi e di territorio, l’occasione perfetta per visitare Nicotera è anche quella di metà novembre: dal 13 al 17 novembre andrà in scena il Mediterranea Food Week, che valorizza e promuove attività di informazione e divulgazione sulle produzioni agroalimentari calabresi e l’educazione alimentare. Cinque le giornate dedicate alla manifestazione, interessate da un press tour con giornalisti e opinionisti del settore, tra workshop, showcooking, conferenze, formazioni, incontri e narrazioni sul tema della cucina e dell’arte mediterranea.
Eventi e Iniziative
Nicotera ospita numerosi eventi e iniziative volte a promuovere la Dieta Mediterranea e sensibilizzare i visitatori sui suoi benefici. Tra questi, spicca la Settimana della Dieta Mediterranea, un evento annuale che combina conferenze, degustazioni e laboratori culinari. Questi eventi non solo celebrano la ricca tradizione culinaria del territorio, ma educano anche il pubblico su come adottare uno stile di vita sano ed equilibrato.
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La Dieta "Intelligente" del Prof. Giorgio Calabrese
Secondo Calabrese è importante sostenere un regime alimentare sano ed equilibrato, perfetto sia per chi deve dimagrire sia per chi vuole mantenere il peso forma. Non una semplice dieta, ma uno stile alimentare fatto di regole e di abitudini ispirate alla tradizione mediterranea.
La dieta “intelligente” studiata dal Dott. Calabrese si basa sugli alimenti tradizionali della dieta mediterranea, dove i principi fondamentali sono il consumo di tanta frutta e verdura, cereali integrali, olio di oliva, noci e pesce, mentre sono più moderati i consumi di grassi animali e carne, soprattutto quella rossa.
Esempio di Menu Proposto
- Colazione: 30 grammi massimo di prodotto da forno, come fette biscottate integrali, biscotti integrali e solo un cucchiaio di miele o di marmellata. Si può bere un caffè senza zucchero.
- Spuntino di metà mattinata: 2 fette biscottate, un cucchiaio di marmellata o un frutto (mela o banana).
- Pranzo: Vengono preferite le proteine a scapito dei carboidrati. Si può mangiare carne (150 grammi) e/o pesce (200 grammi). Si possono mangiare anche 2 uova, massimo una volta a settimana. Si può accompagnare la fonte proteica con verdure a foglia verde, condite al massimo con un cucchiaio di olio.
- Cena: Si possono consumare carboidrati: 60 grammi di pasta o riso integrale.
La Legge Regionale sulla Valorizzazione della Dieta Mediterranea
Ci sono voluti anni ma infine la comunità scientifica internazionale ha riconosciuto alla Calabria la paternità della Dieta mediterranea. A comunicarlo è il consigliere regionale Orlandino Greco. Attraverso il Seven Countries Study, iniziato da Ancel Keys nel Minnesota nel 1947 e conclusosi attraverso indagini sul campo nel 1957 a Nicotera (VV), si riconosce come "Dieta Mediterranea Italiana di riferimento quella di Nicotera".
La Regione Calabria continua così il suo viaggio alla scoperta e conoscenza di questo patrimonio come ricchezza immateriale della tradizione calabrese e che ben si sposa con un altro elemento chiave il Turismo Slow/Lento, che determinerà le iniziative del prossimo anno, perché la Dieta Mediterranea è proprio questo: un modo di vivere, un elemento relazionale e culturale che rafforza il senso di appartenenza e di condivisione, il tipico “mangiare insieme”’ non significa semplicemente consumare un pasto ma vuol dire rafforzare il fondamento delle relazioni interpersonali, promuovere il dialogo e la creatività, tramandare l’identità e i valori delle comunità.
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