Dieta Chetogenica ed Emorroidi: Cosa Devi Sapere

La dieta chetogenica sta riscuotendo sempre più attenzione e successo, ma può generare pericolosi fenomeni di improvvisazione. Infatti, la chetogenesi presuppone la conoscenza di alcuni processi fisiologici e metabolici di base ed è indispensabile la guida di un professionista qualificato ed esperto.

Cos'è la Dieta Chetogenica?

La dieta chetogenica è nata più di cento anni fa per scopi terapeutici, in particolare nel trattamento dell’epilessia. Successivamente questo regime alimentare si è evoluto e adattato consentendo l’applicazione in diversi contesti, quindi anche per il dimagrimento. Questa dieta induce il corpo ad entrare in un particolare stato fisiologico e metabolico che utilizza, a scopo energetico, i grassi invece degli zuccheri.

Infatti, l’organismo impiega principalmente il glucosio per produrre energia e svolgere tutte le sue funzioni. Con la dieta chetogenica viene fortemente limitata la disponibilità di carboidrati inducendo il corpo ad utilizzare i grassi e producendo delle molecole: i corpi chetonici.

La dieta chetogenica prevede un apporto di carboidrati molto basso, di proteine discreto e di grassi medio-alto. In questo modo il corpo entra in chetosi, di solito dal terzo giorno di dieta e finché si mantiene un basso apporto di carboidrati. Spesso si associa la riduzione dei carboidrati ad una perdita di peso automatica, questo non è assolutamente vero.

Infatti, il bilancio energetico è sempre il punto centrale dal quale partire per una perdita di grasso e di peso. Le calorie contano ed a prescindere dal tipo di alimentazione che si segue se si introducono meno calorie rispetto ai fabbisogni energetici si dimagrisce. Infine, poiché la quantità di proteine non è alta e rispetta le linee guida ed i fabbisogni della persona, la dieta chetogenica non è iperproteica.

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Caratteristiche della Chetosi

Va specificato che la chetosi fisiologica, ottenuta dalla riduzione di carboidrati e la formazione di corpi chetonici, non crea nessun problema ad un organismo sano. Spesso la preoccupazione nei confronti di questo approccio dietetico è che la chetosi porti ad una acidificazione del sangue. Tuttavia, in un soggetto sano ci sono dei meccanismi che controllano la chetosi e impediscono che accada una cosa simile.

La chetosi, che il corpo induce in assenza di quantità adeguate di carboidrati, potrebbe essere una conseguenza di un adattamento ed un’evoluzione ancestrale. Se presente una quantità sufficiente di carboidrati la maggior parte di organi e tessuti utilizza proprio questi per ottenere energia.

Ci sono poi alcune eccezioni, ad esempio il cuore utilizza sempre un misto glucosio, acidi grassi e chetoni. Il glucosio viene ottenuto maggiormente dai carboidrati assunti dalla dieta ma una parte può essere prodotta anche a partire da altre sostanze.

La quantità di chetoni, con un’alimentazione del genere, aumenta molto e dopo qualche giorno la maggior parte dell’energia deriverà da acidi grassi e chetoni. Il cervello continuerà invece a bruciare chetoni e glucosio ma con un’elevata percentuale di chetoni.

Altri organi, oltre al cervello, necessitano di glucosio per funzionare correttamente, tra questi: i globuli rossi, la midollare del surrene ed il midollo osseo.

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I Vantaggi

I principali e più accreditati vantaggi di seguire una dieta chetogenica sono:

  • perdita di peso
  • diminuzione del senso di fame
  • riduzione delle emicranie e cefalee
  • calo della glicemia nel sangue
  • riduzione di alcuni marcatori dell’infiammazione

Oltre a questi benefici la dieta chetogenica è molto studiata ed usata in ambito neurologico e nel trattamento di alcune patologie. Ad esempio, l’efficacia della dieta chetogenica nel trattamento dell’epilessia è ormai testimoniata da molti studi scientifici.

Recenti studi sembrerebbero indicare come la dieta chetogenica possa contribuire anche al trattamento di patologie neurodegenerative come Parkinson, Alzheimer e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Proprio in virtù dei diversi aspetti, per i quali questo tipo di alimentazione può essere sfruttata, sono presenti differenti tipi di diete chetogeniche.

Le differenze dietetiche sono determinate principalmente dal grado di chetosi e da ciò che si vuole ottenere in base alla condizione presente.

Tipologie di Dieta Chetogenica

Come tutte le diete anche la dieta chetogenica deve essere correttamente calibrata su un corretto quantitativo di energia (calorie) rispetto ai fabbisogni della persona. Però rispetto agli altri tipi di protocolli, la chetosi viene innescata da un preciso rapporto tra grassi e la somma di proteine e zuccheri.

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Questo rapporto viene chiamato rapporto chetogenico e può variare da 1:1 a 4:1 , in base a che livello di chetosi si voglia arrivare. La dieta chetogenica originaria, ad esempio, presuppone un rapporto 4:1 con una quantità di grassi molto elevata in grado di garantire una chetosi profonda.

Questo tipo di approccio si è visto avere degli ottimi risultati soprattutto con le crisi epilettiche. Un altro tipo di dieta chetogenica è la VLCKD, ossia Very Low-Calorie Ketogenic Diet, una dieta fortemente ipocalorica molto spesso utilizzata in casi di obesità. In questo caso il rapporto chetogenico è meno sbilanciato in favore dei grassi e si privilegia una perdita di peso rapida.

Un altro tipo di dieta chetogenica è quella MCT (Medium Chain Triglyceride), in cui i grassi sono costituiti da acidi grassi a catena media. Questa tipologia di grassi sono presenti ad esempio nell’olio di cocco ed altre fonti di vegetali.

La Dieta Chetogenica è Sempre la Scelta Giusta?

Nonostante la dieta chetogenica sia molto utilizzata, è importante sapere che non sempre rappresenta la soluzione corretta e ideale per dimagrire. Non tutti gli individui rispondono allo stesso modo e soprattutto non è un modello alimentare che è possibile applicare senza considerare alcune condizioni mediche.

Infatti la dieta chetogenica è sconsigliata per soggetti cardiopatici, con patologie della tiroide, della cistifellea e con diabete di tipo 1. Anche in gravidanza ed allattamento è un tipo di alimentazione da evitare così come in soggetti con patologie renali o epatiche.

Le persone che seguono la dieta chetogenica hanno più possibilità di sviluppare stitichezza, carenze nutrizionali ed altre malattie croniche. La dieta chetogenica presuppone pianificazione, preparazione e qualche sacrificio.

Nella fase di passaggio alla chetosi si possono sperimentare sensazioni di affaticamento, mal di testa, stordimento che cessano appena si entra in chetosi. In ultimo non è da sottovalutare che essendo una dieta restrittiva molte persone trovano difficoltà a cenare fuori e mantenere una piacevole socialità.

E’ bene ricordare che i vari protocolli dietetici e dimagranti non sono valevoli indiscriminatamente per tutti.

Dieta Chetogenica e Emorroidi: Qual è il Collegamento?

I sintomi descritti possono essere correlati alla stitichezza causata dalla dieta ristretta, che favorisce la formazione di emorroidi e ragadi. Le macchie di sangue e i dolori anali sono probabilmente emorroidi e/o ragadi causate dalla costipazione, aggravata dalla dieta priva di carboidrati e povera di fibre.

Le sue perdite ematiche potrebbero essere dovute a ragadi anali o emorroidi subentrate a causa della sua stitichezza. Le consiglio di rivalutare una dieta ricca in scorie , fibre , per aiutarla ad essere più regolare ed ammorbidire le feci . Allo stesso tempo le consiglio di recarsi da un proctologo per avere un quadro più chiaro.

Purtroppo non so come sia impostata la tua dieta, la stitichezza, ad esempio, dipende dal fatto che magari bevi pochissimo e non mangi abbastanza frutta e verdura, se la stitichezza è grave può comportare sforzi e quindi potrebbero essere emorroidi ma ti consiglio di chiedere al tuo medico di base o gastroenterologo.

Direi anche di rivedere un pò la dieta e cambiare integratori. Per qualsiasi domanda resto a disposizione. Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. esponga i suoi dubbi allo specialista che le ha preparato il piano alimentare e faccia presente quali sono i suoi disturbi.

Cosa Fare in Caso di Emorroidi e Dieta Chetogenica?

In caso di emorroidi durante una dieta chetogenica, è fondamentale:

  • Consultare il medico curante ed il dietologo a cui ci si è rivolta.
  • Parlare di questi disturbi al dietologo che la segue e al suo medico di base.
  • Rivalutare una dieta ricca in fibre per ammorbidire le feci e favorire la regolarità intestinale.
  • Bere almeno 2 litri di acqua al giorno.
  • Considerare una visita proctologica per verificare il problema dei sanguinamenti.

La cura delle emorroidi prevede 3 stadi ben precisi: terapia dietetica, terapia farmacologica, terapia chirurgica o altri sistemi medici. Consumare 2 porzioni di frutta e due di verdura al giorno; ad ogni pasto, bere almeno due bicchieri d'acqua.

Altri Consigli Utili

Oltre alla dieta, è possibile considerare:

  • L'uso di prodotti a base di D-mannosio e probiotici per la cistite.
  • La valutazione delle intolleranze più comuni come frumento, latte e nichel.
  • L'utilizzo di probiotici E.Coli Nissle 1917 di origine umana.
  • Acidificare le urine con il Cranberry.

Complicanze e Come Gestirle

La disidratazione è la complicanza più comune ad esordio precoce: secchezza delle fauci, mal di testa, vertigini / ipotensione ortostatica e disturbi visivi si possono ovviare con un’adeguata assunzione di acqua (almeno 2 L di liquidi senza zucchero al giorno). Il mal di testa è un effetto collaterale temporaneo a breve termine.

Anomalie elettrolitiche come l’iponatriemia e l’ipomagnesemia, che sono potenzialmente dovute a disidratazione, escrezione urinaria di corpi chetonici e scarso apporto di micronutrienti, possono verificarsi principalmente nella fase attiva. È stato riportato che nei soggetti con un apporto costante di sodio, la natriuresi è transitoria e dura in genere dai giorni 2 a 6.

A livello gastro-intestinale, si possono verificare nausea / vomito, diarrea o costipazione, spesso correlati alla scarsa tolleranza della dieta che si traduce in una significativa resistenza alla dieta chetogenica e persino a ridurne l’efficacia. La diarrea è il più comune di questi sintomi, ma la maggior parte dei casi è transitoria e facilmente controllabile, a volte utilizzando farmaci antidiarroici a breve termine. Ciò potrebbe essere dovuto a difetti nell’assorbimento e all’intolleranza al grasso.

L'Importanza della Fibra

Per contrastare la stitichezza, è fondamentale una dieta ricca di fibre. Le fibre aiutano ad ammorbidire le feci e a regolarizzare l'intestino.

Quando Consultare un Medico

È sempre consigliabile consultare un medico o un proctologo in caso di sanguinamento anale, dolore persistente o altri sintomi sospetti.

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