La Dieta dei 17 Giorni: Benefici e Controindicazioni

Dopo le abbuffate delle vacanze, molti cercano una dieta adatta per ridurre il rischio di ammalarsi. Inevitabilmente, sono in molti ad affidarsi al «fai-da-te», una scelta che può costituire un’insidia. Si chiama dieta dei 17 giorni ed è stata ideata da un medico di base, il dottor Michael Rafael Moreno, che è partito con un obiettivo preciso: superare quel punto di stallo a cui si arriva affrontando una dieta quando, dopo i primi chili persi, la lancetta inesorabilmente si ferma. Proprio per questo il percorso da seguire si articola in 4 fasi da 17 giorni ciascuna.

Le Differenze con la Dieta Dukan

Ma che differenze ci sono con la Dukan? “La mia dieta offre molta più scelta di proteine rispetto a quella che è più limitata da questo punto di vista” ci racconta il dott. Moreno. “Credo che il mio programma offra molte più alternative e cerchi davvero di integrare il maggior numero di cibi per ottenere una’alimentazione il più possibile corretta.

Perdita di Peso Veloce: Pro e Contro

Nella prima fase i chili vengono persi molto in fretta ma al contrario di quello che si pensa, per il dott. Moreno non è controproducente: “Una perdita di peso veloce può al contrario motivare le persone.

Controindicazioni e Avvertenze

Come tutti i regimi però anche questo ha i suoi pro e contro: è sconsigliata ai diabetici e a chi ha problemi renali e gioca soprattutto sui primi facili chili persi velocemente: “vere controindicazioni non ce ne sono, se non per diabetici di tipo 1 con l’insulina. Mentre è l'ideale per diabetici di tipo 2 , tanto che molti di loro riescono ad ottenere una diminuzione dei farmaci utilizzati.

Alternative alla Dieta dei 17 Giorni

Oltre alla dieta dei 17 giorni, esistono altre opzioni dietetiche da considerare, come la dieta del digiuno intermittente e la dieta chetogenica. È fondamentale scegliere un regime alimentare che si adatti alle proprie esigenze e condizioni di salute, preferibilmente sotto la supervisione di un professionista.

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Dieta del Digiuno Intermittente

La dieta del digiuno, conosciuta anche come dieta «mima digiuno», prevede l’assunzione controllata di proteine (11-14 per cento), carboidrati (42-43 per cento) e grassi (46 per cento), per una riduzione calorica complessiva compresa tra il 34 e il 54 per cento rispetto all'apporto canonico. Sotto questa etichetta, rientrano due tipologie di dieta. La dieta 5:2 prevede che per cinque giorni alla settimana si possa mangiare assumendo tutti gli alimenti, senza eccezioni. Il periodo deve essere inframezzato da due giornate (tra loro non consecutive) in cui l'approvvigionamento energetico non deve essere superiore a un quarto di quello abituale: ovvero tra 500 e 600 chilocalorie (200-250 a colazione e 300-350 a cena). Si parla anche di dieta del digiuno intermittente quando si concentra l'assunzione di alimenti in un periodo variabile tra 6 e 8 ore (schema 16/8). Prima dell'inizio della giornata e dopo l'ultimo pasto, viene evitato anche il più piccolo spuntino, in modo da abituare l'organismo a vivere e a «lavorare» in condizioni di riduzione della sazietà. «Alimentarsi in maniera intermittente è una scelta che può far parte di uno stile di vita sano», ha affermato lo stesso Mattson, seguace della dieta del digiuno intermittente da vent'anni. Ci sono diversi aspetti da considerare, però, prima di valutare l'adozione di un simile regime alimentare. Soprattutto all'inizio, in seguito da un drastico cambiamento delle proprie abitudini di vita, una persona può avere difficoltà a gestire la sensazione di fame e l'irritabilità che possono manifestarsi nelle prime settimane. Per questo motivo, come sempre quando ci si mette a dieta (in questo caso il dimagrimento non è il beneficio più rilevante), è fondamentale essere seguiti da uno specialista esperto. Questo anche perché, pur non trattandosi di un digiuno vero e proprio, un simile regime alimentare non è adatto a tutti e non è raccomandabile, per esempio, ai bambini, ai ragazzi in fase in crescita, alle donne in gravidanza, agli anziani e alle persone alle prese con una malattia cronica. E va in ogni caso seguito per un periodo limitato di tempo.

Dieta Chetogenica

Se c’è una dieta la cui natura è spesso fraintesa quella è la dieta chetogenica. La premessa su cui si basa la dieta chetogenica è la capacità del nostro organismo di utilizzare con grande efficacia le riserve lipidiche quando la disponibilità di carboidrati venga notevolmente ridotta.Negli ultimi anni si è visto un rinnovato interesse della comunità scientifica nei confronti di questo regime alimentare, con l’avvio di promettenti filoni di indagine sull’utilizzo della chetogenica oltre che per il trattamento dell’epilessia e dell’obesità anche per quello di altre patologie come certe forme tumorali, alcune patologie neurologiche come Alzheimer e Parkinson, varie forme di cefalea, il Diabete e la Sindrome Metabolica.

Quando il glucosio è presente in quantità sufficiente allora risulta essere la sorgente di energia preferita da parte della maggior parte dei tessuti del corpo. La restrizione severa dell’apporto di carboidrati, attraverso l’azione su ormoni quali insulina e glucagone, promuove la mobilitazione di lipidi dai tessuti di riserva e la loro utilizzazione a scopo energetico. Vista la scarsità di glucosio l’acetilCoA presente viene utilizzato per la produzione di corpi chetonici, sostanze dai nomi complessi come acetone, acetoacetato e acido β-idrossibutirrico, che divengono carburante d’elezione per le cellule del Sistema Nervoso Centrale. L’effetto di risparmio delle riserve proteiche potrebbe avvenire attraverso diversi meccanismi: l’uso di proteine è rilevante nei primi giorni della dieta, ma man mano che l’organismo comincia ad utilizzare in maniera preponderante acidi grassi liberi e chetoni per le proprie esigenze energetiche la richiesta di glucosio cala drasticamente, accompagnata della riduzione dell’uso di aminoacidi a scopo energetico.

La chetosi determina modifiche nella concentrazione di diversi ormoni e nutrienti, tra cui grelina, amilina e leptina e, ovviamente, dei corpi chetonici stessi. È probabilmente attraverso queste variazioni che viene a determinarsi uno degli effetti più rilevanti della dieta chetogenica: la riduzione o la totale scomparsa della sensazione di fame che è tipica della chetosi profonda, indubbiamente una situazione che meglio aiuta a sopportare le rigorose restrizioni alimentari di questa dieta.

Tabella: Alimenti Ricchi di Fibre

Ecco una tabella che mostra i dieci alimenti più ricchi di fibre, utili per integrare la dieta:

Alimento Fibre per 100g
Fagioli secchi 17,5 grammi
Lenticchie secche 13,8 grammi
Mandorle secche 12,7 grammi
Orzo perlato 9,2 grammi
Lamponi 7,4 grammi
Fichi secchi 13 grammi
Pasta integrale 6,4 grammi
Pane integrale 6,5 grammi
Farro 6,8 grammi
Carciofi 5,5 grammi

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