In Croazia, e precisamente a Vukovar, cominciò la parte più sanguinosa della guerra nei Balcani che portò allo smembramento della Jugoslavia. Il conflitto etnico, iniziato nel 1991 e finito nel 2001, ha lasciato delle cicatrici profonde in tutto il Paese che, in base alla Costituzione, è oggi una repubblica parlamentare monocamerale.
Il Parlamento (Sabor) è eletto ogni 5 anni con un sistema proporzionale che porta a una frammentazione partitica abbastanza elevata, mentre il Primo Ministro è nominato dal Presidente della Repubblica.
La scena politica croata è stata dominata, fin dai tempi dell’indipendenza, da HDZ (Unione Democratica Croata): si tratta di un partito di ispirazione centrista appartenente al Partito Popolare Europeo, che ha espresso 3 dei 6 Presidenti della Repubblica e 9 dei 12 Premier che si sono succeduti dalla nascita dello Stato ad oggi.
La Presidente uscente Kolinda Grabar-Kitarović e l’attuale Primo Ministro Andrej Plenković sono entrambi legati a HDZ. Il principale antagonista di HDZ è il Partito Socialdemocratico (SDP), nato dalle ceneri della Lega dei Comunisti di Croazia, la forza politica che ha governato in modo autoritario il Paese fino allo scoppio della guerra nei Balcani.
L’SDP ha espresso un Presidente della Repubblica (Ivo Josipović) e due Premier. A queste due forze maggiori si affiancano partiti minori e figure indipendenti, come il Sindaco di Zagabria Milan Bandić: ex comunista entrato anche lui nell’SDP dopo il disfacimento della Jugoslavia, ricopre la carica di Sindaco di Zagabria quasi senza interruzioni dal 2000.
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Da sempre le elezioni presidenziali sono un’occasione sfruttata dai personaggi più disparati per salire alla ribalta nazionale. In questa ultima tornata uno dei più chiacchierati è un tal Milan Bandić, da non confondere col sindaco di Zagabria di cui sopra: il vero nome di questo candidato è in realtà Dario Jurican, ed è un direttore cinematografico che ha cambiato il proprio nome con quello del Sindaco di Zagabria promettendo parodicamente, in caso di elezione, “più corruzione per tutti”.
Il principale sfidante è il leader dell’SDP, cioè l’ex primo ministro Zoran Milanović, che vuole riformare la Costituzione in modo tale che sia il Parlamento ad eleggere il Presidente della Repubblica, e non più direttamente i cittadini.
Un altro dei favoriti è il cantante Miroslav Škoro. Ex membro dell’HDZ, Škoro se ne è distaccato ponendosi come candidato anti-sistema deciso a rappresentare “le persone che vogliono il cambiamento”.
Infine, Mislav Kolakušić è un ex giudice eletto come indipendente al Parlamento Europeo il 26 maggio scorso.
Stando alle ultime rilevazioni di Politico, la Presidente uscente sarebbe in testa col 29% delle preferenze, ma sarebbe tallonata dal socialdemocratico Milanovic (27%).
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La Presidente uscente e l’ex primo ministro sembrano quindi avere possibilità maggiori di accedere al ballottaggio previsto per il 5 gennaio del prossimo anno.
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