Un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) deve essere supportato da una dieta in grado di fornire tutti i nutrienti di cui la donna ha bisogno. Seguire una dieta per PMA adeguata può influenzare positivamente l’esito della fecondazione assistita.
L'Importanza della Nutrizione nella Fertilità Femminile
Con fertilità femminile indichiamo la capacità di una donna di concepire un figlio. Questa dipende principalmente da due fattori: l’età della donna e la qualità degli ovociti. Ogni donna nasce con un numero prestabilito di follicoli che, durante la fase di ovulazione, portano alla maturazione di una cellula uovo. Una buona qualità degli ovociti è la base sia per una gravidanza naturale sia durante un percorso di fecondazione assistita poiché influisce positivamente sulla fertilità femminile.
La nutrizione gioca un ruolo importante nell’influenzare la fertilità femminile. Ogni fase del ciclo necessita di nutrienti diversi e specifici. Durante la fase di sviluppo follicolare, è importante prestare attenzione alla qualità delle proteine e dei grassi sani.
Alimentazione Prima e Durante il Ciclo di PMA
Prima di iniziare un trattamento di fecondazione assistita è necessario seguire una dieta PMA equilibrata e fare una moderata attività fisica in modo di mantenere o di raggiungere un peso sano. Un BMI ideale è compreso tra 20 e 25 , se si avvicina a 30 potrebbe compromettere il trattamento. Importante è confrontarsi con il ginecologo comunicandogli farmaci ed erbe che assumete perché ci potrebbero essere delle controindicazioni. Evitare o limitare l’abuso di caffé e soprattutto dell’alcool e naturalmente smettere di fumare.
Durante il ciclo di PMA continuare con una dieta bilanciata e un attività fisica lieve evitando fumo , alcool e limitando l’uso di caffeina. Evitare l’uso di farmaci e in caso di necessità chiedere al ginecologo quale usare. In questa fase meglio evitare l’uso di pesce ad alto contenuto di mercurio . Importante è bere molta acqua , può prevenire l’OHSS.
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Dieta Dopo il Transfer dell'Embrione
Dopo il transfer dell’embrione continuare la dieta bilanciata e diminuire l’attività fisica. Continuare a bere molta acqua in quanto riduce la stitichezza ed aiuta lo sviluppo delle cellule.
Le due settimane post transfer sono un momento delicato dal punto di vista emotivo e fisiologico. Ricordiamoci sempre che i primi 5 giorni dopo il transfer sono i più importanti per il buon esito del trattamento in quanto vi è l’attaccamento degli embrioni.
Alimenti Consigliati e Da Evitare Dopo il Transfer
L’alimentazione deve essere sana ed equilibrata, quindi mangiare qualsiasi tipo di alimenti senza restrizioni eccessive. Ogni tanto è possibile bere anche qualcosa di alcolico o del caffè. È frequente la stitichezza.
Possibilmente utilizzare olio extra vergine e aggiungetelo crudo a fine cottura sulle vostre pietanze.
Da evitare invece un eccesso di glutine e carne rossa. Il consiglio è quello di continuare con cereali integrali, frutta e verdura di tutti i colori e alimenti ricchi di ferro, per promuovere il flusso sanguigno e l’impianto dell’embrione. Le alghe sono una buona fonte di vitamine del gruppo B.
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Alimenti da evitare o ridurre:
- Evitare o almeno ridurre il consumo di ananas (l’ananas contiene la bromelina ed è controindicata se si assumono farmaci anticoaugulanti in quanto può favorire sanguinamenti ed emorragie.
- Evitare o ridurre il consumo di papaya (Gli effetti avversi attribuiti alla papaia interessano principalmente il lattice e in particolare il suo contenuto proteico, che si ritiene essere abortivo. Un consumo di grandi quantità di papaina e chimopapaina, o la diretta applicazione del lattice, provocherebbe delle contrazioni uterine incontrollate che porterebbero all’aborto.
- Evitare o ridurre il consumo di spinaci (è bene non mangiare questa verdura in grande quantità.
- Evitare carni affumicate ed insaccati (durante le fasi di preparazione di questi alimenti vengono aggiunti sia nitrito di sodio che nitrito di potassio.
Più in generale, è consigliabile mantenere un’alimentazione a basso indice e carico glicemico, in modo da evitare una sovrapproduzione di insulina che può inficiare la qualità degli ovuli. È poi importante consumare alimenti ricchi di antiossidanti come frutta e verdura, dando via libera ai colori: arancione, verde, rosso, viola. In ultimo, ma non per importanza, è essenziale assumere i cosiddetti “grassi buoni”, che possiamo trovare in yogurt intero (ovviamente bianco, quelli alla frutta o comunque con un sapore diverso da quello naturale sono ricchi di zuccheri), frutta secca, semi e olio extravergine di oliva.
Dieta Chetogenica e Fertilità
Alcuni studi suggeriscono che una dieta chetogenica potrebbe avere un impatto positivo sulla fertilità, in quanto riduce l’infiammazione, migliora la sensibilità insulinica e favorisce il bilanciamento ormonale.
Molto spesso si sente parlare di diete chetogeniche in preparazione alle procedure di fecondazione assistita. Si tratta di un protocollo molto diffuso che ha discreti risultati, ma che è molto delicato e non adatto a tutti. Ancora di più, vale il discorso fatto in precedenza sul vestito da indossare: la dieta chetogenica deve essere elaborata, calcolata e misurata sulla singola persona. Una dieta chetogenica “fatta bene” è normoproteica e il quantitativo di proteine è calcolato sul singolo individuo. In assenza di controindicazioni, questo tipo di dieta può sicuramente essere utile prima di un ciclo di PMA, in caso di obesità o forte sovrappeso, così come in presenza di insulino-resistenza o dislipidemie.
Considerazioni Aggiuntive
Nel percorso di PMA il corpo si trova a dover fronteggiare una serie di step in cui il metabolismo può cambiare anche rapidamente. Gli ormoni, siano essi prodotti dal corpo o esterni, sono metabolizzati dal fegato, che è la centralina biochimica del nostro organismo. Un sostegno al fegato quindi è fondamentale per la durata del percorso e possiamo farlo con i cibi che danno un sostegno al fegato e alla depurazione.
Durante la stimolazione ovarica potrebbero verificarsi dei sintomi da iper-stimolazione che vanno da leggi a gravi dove occorre l’ospedalizzazione. In questi casi si consiglia riposo e uso di integratori di sali minerali per bilanciare lo squilibrio che porta ad aumentare i liquidi nel corpo.
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Ricetta per il polisalino naturale: in 500 ml di acqua aggiungi la spremuta di un limone e di un pompelmo (oppure di due limoni), 2 cucchiai di miele e un cucchiaino di sale marino integrale.
Nella fase del transfer inizia la somministrazione di progesterone, affinché questo come dice la parola stessa supporti la gestazione. In questa fase c’è una generale ritenzione idrica e un aumento dell’insulino-resistenza favorito proprio da quest’ormone.
Consigli Importanti
- Farmaci: L’unico medicinale che la paziente deve prendere sarà quello prescritto dal ginecologo con ricetta medica o referto di dimissione.
- Riposo: Il riposo consigliato non deve superare il tempo in cui la paziente resta presso il centro.
- Bagni: Devono evitarsi i bagni di immersione, tipo vasca da bagno, piscina o spiaggia. Il motivo è evitare possibili infezioni causate dalla piccola quantità di acqua che potrebbe entrare nella cavità uterina e non alterare la medicazione via vaginale che si sta somministrando alla paziente.
- Rapporti sessuali: Bisogna ricordare che non bisogna mantenere rapporti sessuali, né penetrazioni né orgasmi. Non vogliamo che l’utero soffra contrazioni o che eventuali posizioni durante la penetrazione possano toccare il collo dell’utero provocando piccole contrazioni.
- Perdite di sangue: Se appare una leggera perdita di sangue dopo il trasferimento non è il caso di allarmarsi. Non è necessariamente un sintomo di errore di annidamento o di aborto. Se la perdita fosse abbondante e continua, si consiglia riposo fino a quando la paziente stia 24-48 ore senza perdite perché non è possibile sapere come si evolve l’embrione fino al test di gravidanza e se l’emorragia è dovuta a sanguinamento da impianto.
- Stress: Cercare di vivere una vita psicologicamente tranquilla. Sappiamo che le emozioni e i sentimenti in gioco sono innumerevoli, per quello consigliamo di evitare qualsiasi situazione che possa causare stress o ansia.
In rete è facile trovare esempi di diete per chi si deve sottoporre a un ciclo di PMA. Queste pratiche - così come le diete fai da te - sono assolutamente da evitare, perché un’errata alimentazione potrebbe inficiare l’intera procedura, portando malnutrizione o infiammazione sistemica.
La sindrome dell’ovaio policistico è strettamente correlata all’insulino-resistenza. In questo caso la dieta dovrà essere obbligatoriamente a basso carico glicemico, con alimenti integrali e ricca di verdura. In questo caso, l’alimentazione deve puntare ad attenuare questo stato infiammatorio, per cui è necessario ridurre al minimo o, in alcuni casi, eliminare completamente alimenti contenenti glutine, latticini, carni rosse e grasse, nonché prodotti trasformati e industriali. Importante, invece, è il consumo di fibre, quindi sì alle verdure di ogni colore e anche alla frutta, preferibilmente biologica.
Come nutrizionista, sono qui per accompagnarti in questo percorso tanto delicato quanto emozionante. Per approfondire il ruolo dell’alimentazione e capire quali sono gli aspetti più importanti da considerare duranteun percorso di fecondazione assistita o PMA.