La Dieta Dove Si Mangia Tutto: Benefici e Controindicazioni

La ricerca di una dieta efficace e sostenibile è un tema centrale per molte persone. Tra le varie opzioni, emerge la cosiddetta "dieta dove si mangia tutto", un approccio che apparentemente non esclude nessuna classe di alimenti. Ma cosa si nasconde dietro questa promessa di libertà alimentare?

Cos'è la Dieta "Dove Si Mangia Tutto"?

La dieta "dove si mangia tutto" si presenta come un regime alimentare che non prevede l'esclusione di alcuna categoria di cibi. Fondamentalmente, si tratta di un regime che non prevede di escludere nessuna classe di alimenti, proprio come, per esempio, la tanto celebrata Dieta Mediterranea. Tra l’altro prevede un dimagrimento graduale, un’altra caratteristica sicuramente apprezzabile. I pasti previsti sono cinque al giorno (colazione, pranzo, cena e due spuntini, uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio) e le regole poche: cucinare al vapore o al forno e utilizzare al massimo due cucchiaini di olio a pasto.

Si può mangiare un po’ tutto, ma l’assenza di restrizioni sul tipo di alimenti da mettere nel piatto non esime dalla necessità di dosarli. Ecco, quindi, che nell’esempio di menù giornaliero compaiono le grammature.

Esempio di menù giornaliero:

  • Colazione: Latte (o bevanda alla soia) con fette biscottate con marmellata, oppure biscotti o cereali integrali, un frutto, caffè o tè.
  • Spuntino (metà mattina): Yogurt, frutta secca o cioccolato.
  • Pranzo: Pasta o riso (integrali o basmati) con verdure e parmigiano, uova o legumi, altre verdure e un altro frutto.
  • Merenda: Frutto o yogurt.
  • Cena: Carne o pesce, uova, legumi o latticini (formaggi o ricotta), con pane, contorno di verdura e un frutto.

Perché Fa Dimagrire?

La dieta "dove si mangia tutto" fa dimagrire perché è una dieta ipocalorica. In altre parole, ti fa mangiare meno di quanto tu abbia bisogno e, di conseguenza, ti costringe ad attingere alle tue scorte di grasso, consumandole, per far fronte ai tuoi fabbisogni energetici.

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Limiti e Controindicazioni

Nonostante l'approccio apparentemente flessibile, questa dieta presenta dei limiti significativi:

  • Mancanza di Personalizzazione: Solo un nutrizionista, dopo aver valutato la tua situazione, può personalizzare un piano alimentare rendendolo adatto alle tue esigenze.
  • Eccesso di Frutta: Sono previste fin troppe porzioni di frutta. Quattro porzioni al giorno, peraltro in un regime ipocalorico, possono essere troppe.
  • Confusione: In generale, si tratta di una dieta che lasciando così ampia scelta può generare molta confusione. In fondo, non fa altro che riassumere i consigli generici che spesso si leggono sulle riviste.

Controindicazioni:

  • Gravidanza e Allattamento: Sconsigliata durante la gravidanza e l’allattamento, quando è necessario tenere in considerazione i fabbisogni del feto o del bambino in crescita, oltre che quelli della mamma.
  • Patologie Specifiche: Può essere inadatta anche in caso di patologie specifiche: sempre meglio verificare con un esperto che non preveda il consumo di alimenti che andrebbero limitati o addirittura esclusi.
  • Disturbi dell'Alimentazione: Non è nemmeno un regime adatto a chi convive con un disturbo dell’alimentazione, per cui il fai da te è sempre sconsigliato.

Alternative e Considerazioni Finali

La dieta mediterranea incassa un (nuovo) importante successo, questa volta al termine del confronto con altri schemi alimentari più «in voga». Nessun regime più di quello studiato e validato dal fisiologo americano Ancel Keys - e caratteristico delle regioni del Meridione italiano: oltre che della Grecia, della Spagna e dei Paesi Nordafricani - è efficace nel garantire una perdita di peso duratura. E, grazie alla riduzione di una serie di fattori di rischio (cardiovascolari e metabolici), un complessivo miglioramento delle condizioni di salute.

«La nostra ricerca suggerisce che, a prescindere dal tipo di dieta, è quasi sempre la riduzione dell’apporto energetico a determinare il dimagrimento - spiega Monica Dinu, prima firma dello studio e ricercatrice del dipartimento di medicina sperimentale e clinica dell'Università di Firenze -. L’effetto sui fattori di rischio cardiometabolico, invece, appare più eterogeneo».

Precisiamo subito che nessuna dieta è “migliore” di un’altra a prescindere: se non fa male alla salute, riesci a sostenerla nel lungo periodo e si adatta alle tue esigenze allora è la dieta che fa per te. Ricorda che è la dieta che deve adattarsi a te e non viceversa!

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