Dieta Gianmarco Tamberi: Alimentazione e Performance

Da sempre il peso-forma per un atleta è fondamentale, ma ora agli ultimi Giochi Olimpici con il “caso” Tamberi ed i suoi calcoli renali si è infiammata la polemica. Un chilogrammo in meno che può valere un oro olimpico, zavorra che può cambiare la vita regalando prestazioni atletiche eccezionali così come grandi delusioni perché il corpo non ha retto lo stress di una dieta troppo stringente.

Tamberi, campione che ormai conosciamo da oltre un decennio, ha sempre avuto importanti variazioni sulla bilancia, andando ad aumentare anche 6-7kg nel periodo vacanza, (autunno- inverno), fino a rimettere le cose a posto ed essere lucido e tirato per il “periodo gare” estivo. Gimbo ha avuto la sfortuna di incappare nel problema “calcoli” nella gara della vita, tre ore prima della finale olimpica era in ospedale. Calcoli, sembra, che possano essere arrivati per la sua eccessiva magrezza e disidratazione, condizione necessaria portata all'esasperazione per cercare la massima leggerezza per sfidare la gravità.

Le precisazioni di Tamberi sulla sua dieta

A fare chiarezza per Avvenire il dietista e nutrizionista sportivo Francesco Fagnani, tanti campioni e sportivi passano nel suo studio romano. Lui stesso a fine agosto ha fatto chiarezza in un post social dedicato: «Stanno girando cavolate colossali e anche molto pericolose per chi legge. Articoli che parlano di una dieta che mi ha fatto perdere 7/8kg tra gli europei di giugno e le olimpiadi di agosto ed altri che dicono che io tutto l’anno bevo massimo un bicchiere d’acqua al giorno. Per darvi un’idea più precisa, il mio peso era 77.5 a fine gennaio, 75.5 a metà giugno e 74.0 alle Olimpiadi, stesso identico peso dell’anno scorso ai mondiali. Ad ogni allenamento bevo più di un litro e mezzo d’acqua ed altrettanta ne bevo durante la giornata. La mia dieta è stata studiata e condivisa da diversi professionisti e sono più di dieci anni che seguo questo regime alimentare senza mai aver avuto problemi. Difficile pensare di cambiarla nell’anno più importante della mia carriera senza un motivo preciso».

L’azzurro, oro olimpico a Tokyo 2021, ha così continuato: «Sono il primo a dirvi che è una dieta molto stretta e difficile, come tutti gli allenamenti che faccio durante l’anno sono molto pesanti e studiati per portarmi al limite ma questo è l’unico modo che un atleta ha per provare a raggiungere il proprio massimo livello. Che lo sport di alto livello non sia salutare è un dato di fatto ma sono forti anche le emozioni. È emerso che sono geneticamente predisposto a questo tipo di problema avendo una storia familiare di calcoli renali».

Tornato a casa dopo i Giochi olimpici di Parigi 2024, Gianmarco Tamberi, per tutti «Gimbo», ha dedicato un lungo post Instagram a un argomento che gli sta a cuore: le fake news che circolano sul suo conto. Altista 32enne, Gianmarco Tamberi, che alle Olimpiadi di Parigi non è riuscito a ottenere le tanto agognate medaglie, ha voluto fare un distinguo tra ciò che è vero e ciò che è falso per quel che concerne la sua alimentazione e la sua salute.

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Dall'ultimo post social di Gianmarco Tamberi si viene a sapere che c'è un fattore di predisposizione genetica ai problemi renali. «Dopo i tanti esami fatti è emerso che sono geneticamente predisposto a questo tipo di problema. Le coliche, che dopo averle provate non augurerei davvero a nessuno, sono un dolore violento e improvviso che si manifestano per lo più in soggetti, come nel mio caso, che hanno una storia familiare di calcoli renali».

Nelle scorse settimane, e in particolare nei giorni immediatamente precedenti l'avvio delle Olimpiadi 2024, in tanti (fra emittenti e media) hanno criticato la dieta rigida e restrittiva di Tamberi, giudicandola eccessiva e pericolosa. Sono circolati articoli dedicati alla sua ossessione per le medaglie olimpiche, ossessione che avrebbe portato l'atleta a superare i propri limiti fisici e mentali, arrivando a mettere a repentaglio la sua salute.

C'è poi chi ha insinuato che Gianmarco Tamberi trascuri l'idratazione, sino al punto di bere un singolo bicchiere d'acqua al giorno. Falso, fa sapere il diretto interessato: «Come potete immaginare, oltre alla disinformazione generale, queste "perle" potrebbero anche essere dannose da condividere... Per darvi un'idea più precisa, il mio peso (monitorato giornalmente tutto l'anno) era 77.5 a fine gennaio, 75.5 a metà giugno e 74.0 alle olimpiadi (stesso identico peso dell'anno scorso ai mondiali). Ad ogni allenamento bevo più di un litro e mezzo d'acqua ed altrettanta ne bevo durante la giornata».

La dieta di Tamberi nel dettaglio

Apriamo ora il capitolo dieta. Quella di Gianmarco Tamberi è stata criticata da ogni parte: esagerata, troppo proteica, troppo carente di grassi, impossibile da seguire, dannosa, e molto altro ancora. Ecco il commento in merito rilasciato dal campione marchigiano. «La mia dieta è stata studiata e condivisa da diversi professionisti e sono più di 10 anni che seguo questo regime alimentare senza mai aver avuto problemi e facendo regolarmente controlli. Difficile pensare di cambiarla così di punto in bianco nell'anno più importante della mia carriera senza un motivo preciso... Sono il primo a dirvi che è una dieta molto stretta e difficile, come tutti gli allenamenti che faccio durante l'anno sono molto pesanti e studiati per portarmi al limite, ma questo è l'unico modo che un atleta ha per provare a raggiungere il proprio massimo livello. Vi assicuro che dopo la vittoria di Tokyo mi sarebbe piaciuto molto mettermi spaparanzato a godermi la vita e quella meravigliosa vittoria arrivata dopo tante sofferenze, ma non lo ritenevo corretto. Adoro mangiare e fare la bella vita come chiunque altro, ma per vincere le Olimpiadi nel 2021 ho dovuto fare un'infinità di sacrifici e sapevo che se avessi voluto provare a ripetermi a Parigi, avrei dovuto rimboccarmi le maniche e iniziare tutto da capo, come se nulla fosse successo. Che lo sport di alto livello non sia salutare è un dato di fatto, ma questo può regalarti delle emozioni talmente forti che valgono tutti i sacrifici fatti. So di aver fatto veramente tutto il possibile per presentarmi in questa stagione nelle migliori condizioni di sempre e penso di non potermi accusare di nulla».

Il mese scorso, Gianmarco Tamberi aveva spiegato al magazine GQ che «è una dieta prolungata nel tempo, ma allo stesso tempo non è una dieta leggera, è molto aggressiva perché quello che devo perdere è tanto. Devo arrivare alle Olimpiadi che sono al limite, per cui se perdi un chilo non hai più le energie e se hai un chilo in più invece è zavorra, quindi è molto complicato. Mi pesa tantissimo. Ho sempre detto che smetterò di fare questo sport per la dieta». E sempre a GQ, Tamberi aveva illustrato una sua giornata-tipo a tavola: «A colazione mangio fette biscottate integrali con marmellata senza zuccheri e ricotta light, un cappuccino col latte scremato. A pranzo 120 grammi di pasta in bianco, a merenda 40 grammi di parmigiano o un toast con pane integrale, prosciutto senza grassi e formaggio senza grassi, a cena proteine con carne magra.

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Alto 192 cm, agli ultimi Mondiali pesava 73,9 kg. La sua dieta? La mattina mangia fette biscottate integrali con marmellata senza zuccheri e ricotta light accanto a un cappuccino di latte scremato. A pranzo 120 grammi di pasta in bianco, per merenda 40 grammi di parmigiano o un toast integrale con prosciutto e formaggio senza grassi e cena a base di proteine con carne magra. Alla sera, un cioccolatino, a cui si aggiunge un gelato al pomeriggio la settimana prima della gara e un croissant o pane e Nutella il giorno stesso della gara.

Per capire quanto stress si porti in pedana, basti pensare che Tamberi durante una gara perde circa due chili di peso. Non lascia nulla al caso e anche in fase di preparazione è stato attento a curare tutti i dettagli, in uno sport che, anche se all’apparenza non sembra, presenta fattori di rischio non indifferenti. Nel periodo di preparazione non esiste domenica, non esiste un giorno di pausa, l'unico giorno in cui non mi sono allenato è stato il 25 dicembre.

Un chilo di grasso nel corpo che, si dice, può valere almeno 2 centimetri nel salto in alto oppure 3 o 4 secondi per ogni chilometro in un maratoneta. Peso minore significa a parità di sforzo fisico consumare meno ossigeno e avere un gesto atletico più economico, fare meno fatica e in definitiva poter correre più veloce.

Il parere degli esperti

Fagnani prova a fare chiarezza sul peso degli atleti, il suo pane quotidiano: «Poche regole ma chiare: salvaguardare sempre la salute, troppo magri significa abbassare il sistema immunitario, poi il rapporto “pesopotenza”, ovvero la massima performance atletica possibile. Ci sono atlete donne che hanno problemi con il 18% e altre che vivono senza problemi con solo l’8% di grasso. Un maratoneta di alto livello oggi ha il 5-7% di massa grassa, le donne tra 7-9% e che hanno variazioni di peso, magari dai 49kg si passa nel giro di 4-5 mesi di preparazione maratona a 46kg.

«La dieta di un atleta è adatta al suo sport - mette subito le cose in chiaro Lorenzo Bergami, nutrizionista biologo e responsabile nutrizione di squadre, associazioni sportive e professionisti di discipline olimpiche -. Prima di tutto è funzionale agli obiettivi». Non è la prima volta che Tamberi ammette la fatica della sua dieta, a cui però presta grande attenzione perché supportata dalla sua ferrea volontà sportiva.

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«La dieta di Tamberi funziona bene per lui, la gestione del dettaglio è stata fondamentale per alleggerirsi nel suo sport antigravitazionale mantenendo la sua indomita esplosività - continua Bergami -. La dieta di ogni atleta professionista dev’essere sana ma funzionale prima di tutto al tipo di sport e alla performance, poi alla salute e infine alla coccola». Quindi nessun comfort food dev’essere maltrattato. «Non tutti gli atleti riescono a curare la gestione del dettaglio con altrettanta determinazione e costanza - conclude il nutrizionista sportivo -, anche se essa non rappresenta la determinante per la vittoria, bensì un marginal gain, che però conta sul peso finale della supremazia di un atleta nel suo sport». Un messaggio lapalissiano da cui emerge che la dieta di Gimbo non dev’essere emulata, perché il suo caso è un unicum.

Il dottor Gabriele Buracchi, biologo nutrizionista, spiega: "Pur non essendo completamente chiara la dieta seguita da Tamberi, almeno una cosa risulta evidente: l’atleta ritiene che per l’attività svolta il suo peso dovrebbe essere particolarmente basso. Ma se da un lato è ovvio che il sovrappeso è da evitare, e non solo a fini agonistici, dall’altro, le sue affermazioni vanno contro il concetto stesso di ‘peso forma’ che, come indica l’espressione stessa, ti assicura le migliori condizioni fisiche per ottenere i tuoi obiettivi. L’elemento che però salta più all’occhio è il fatto che Tamberi ha seguito una dieta iperproteica".

L’immunologo e allergologo Mauro Minelli approfondisce il caso di Gianmarco Tamberi, che in termini di comunicazione social non è stato davvero avaro di informazioni e di notizie di varia natura. L’atleta ha tenuto a farci sapere che la componente grassa nella sua massa corporeo complessiva era addirittura inferiore al 3,5%. Pur non conoscendo nei dettagli il regime alimentare seguito dall’atleta, c’è da credere che il suo profilo dietetico sia stato pressoché esclusivamente impostato su matrice proteica, in totale assenza di grassi, con l’aggiunta di pratiche che possono aver favorito un progressivo processo di disidratazione.

Tabella dei pesi di Gianmarco Tamberi

Data Peso (kg)
Fine Gennaio 77.5
Metà Giugno 75.5
Olimpiadi 74.0

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