Dieta per Intolleranze Alimentari e Perdita di Peso: Guida Completa

Negli ultimi anni, i test per le intolleranze alimentari hanno guadagnato popolarità, specialmente tra coloro che soffrono di problemi intestinali o desiderano perdere peso. Spesso si sente parlare di diete disintossicanti basate sulle intolleranze alimentari, ma la loro efficacia per dimagrire è oggetto di discussione. In molti casi, queste diete si rivelano poco efficaci per raggiungere l'obiettivo di perdita di peso.

Intolleranze Alimentari: Cosa Sono?

Le evidenze scientifiche indicano che le intolleranze alimentari più comuni sono quelle al lattosio e al glutine. Esiste anche l'intolleranza al nichel, sebbene sia più propriamente definita come allergia e non sia ancora chiaramente definita.

Intolleranza al Lattosio

Chi soffre di intolleranza al lattosio deve escludere il latte e molti derivati, come latticini e formaggi. Alcuni prodotti, come yogurt e formaggi a pasta dura (parmigiano o grana), sono spesso ben tollerati, ma a volte è necessario escluderli completamente.

La sintomatologia più comune dell’intolleranza al lattosio è ben nota, purtroppo, a chi ne soffre: gonfiore addominale, mal di stomaco, crampi, eruttazioni, meteorismo, flatulenza, diarrea, gastrite, colite (o sindrome del colon irritabile), stitichezza, ma anche nausea, reflusso gastroesofageo, vomito, mal di testa, eruzioni cutanee, stanchezza, irritabilità e sonnolenza sono i sintomi più frequenti.

Intolleranza al Glutine (Celiachia)

Le persone con intolleranza al glutine, o celiachia, devono escludere totalmente questo nutriente presente nella maggior parte dei cereali, ad eccezione di riso, mais e grano saraceno. Pertanto, è necessario seguire una dieta senza glutine.

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Intolleranza al Nichel

La dieta per l'intolleranza al nichel è più complessa, poiché questo elemento è presente in molti alimenti. Chi ne soffre deve seguire una rigorosa dieta senza nichel, poiché anche minime quantità possono essere mal tollerate.

Intolleranze Alimentari e Peso Corporeo

È importante sottolineare che l'intolleranza a un alimento non causa direttamente aumento di peso e non impedisce di dimagrire. Anzi, spesso è vero il contrario. Capita non di rado, infatti, che soggetti affetti inconsapevolmente da intolleranze alimentari (come la celiachia, ovvero l’incapacità intestinale di assorbire il glutine, o l’intolleranza al lattosio) vedano salire o al contrario scendere l’ago della bilancia senza cause evidenti e senza aver cambiato le abitudini alimentari né la quantità di tempo dedicata all’attività fisica.

L’idea molto diffusa che questo disturbo alimentare possa anche far ingrassare è, in molti casi, veritiera. L’infiammazione da cibo che può instaurarsi nel tempo a causa di una intolleranza alimentare non trattata adeguatamente, infatti, contribuisce a innescare un meccanismo ormonale che, in molti casi, porta alla formazione e all’accumulo di grasso corporeo, soprattutto nella zona addominale.

Diverse ricerche scientifiche effettuate negli ultimi anni hanno dimostrato che questo tipo di infiammazione, anche se di basso grado, tende a sollecitare particolari cellule immunitarie stimolandole a produrre molecole capaci di provocare un insulino resistenza. In questo modo l’insulina continua a essere prodotta e messa in circolo dal pancreas, ma le cellule del corpo diventano meno sensibili alla sua azione. Gli zuccheri che circolano nel sangue, infatti, non vengono trasferiti ai tessuti né metabolizzati come avviene invece nelle normali condizioni fisiologiche.

Un’elevata glicemia, però, è dannosa per l’organismo e l’insulina, che prova comunque a fare il suo lavoro, finisce per immagazzinare gli zuccheri in veste di sostanze di riserva, come se il corpo fosse indotto da una serie di segnali di pericolo a non consumare energia e calorie ma piuttosto a stiparle sotto forma di depositi di grasso, causando così un aumento del peso corporeo.

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Perdita di Peso e Malassorbimento

Un’allergia alimentare non consente l’assunzione di un determinato alimento o sostanza anche in quantità minime senza una reazione immediata del corpo che, se non trattata tempestivamente, può portare anche a conseguenze gravi. Quando non si verifica questa patologia ma invece un’intolleranza alimentare, come quella al lattosio, interviene un malassorbimento intestinale della sostanza o dell’alimento in questione. In questa condizione clinica vengono alterati la digestione, l’assorbimento o il trasporto dei diversi alimenti e nutrienti attraverso la parete intestinale, con una conseguente malnutrizione del soggetto intollerante e l’insorgere di sintomi più o meno aggressivi come la diarrea e il vomito.

La reazione immediata e più frequente dell’organismo, di fronte a un malassorbimento dei processi digestivi, è la diarrea, in genere abbondante e acquosa, che riflette il carico osmotico con cui si trova a dover fare i conti. Il grasso non digerito a opera di batteri intestinali, inoltre, viene trasformato in acidi grassi che possono provocare un aumento delle secrezioni intestinali, peggiorando così ulteriormente la diarrea. La perdita di peso, che può essere anche molto pronunciata, è un riscontro comune e spesso conseguente agli episodi frequenti di diarrea o vomito.

Spesso la perdita di peso corporeo è associata ad altri sintomi del malassorbimento, come la flatulenza e il gonfiore addominale, causati dalla fermentazione batterica delle sostanze alimentari non assorbite che comporta la produzione di sostanze gassose, come il metano e l’idrogeno, provocando talvolta anche distensione e forti dolori addominali: in questi casi può essere utile seguire una dieta per meteorismo e pancia gonfia associata, ovviamente, a un basso contenuto di lattosio, come sarà il medico stesso a consigliarvi.

Altri possibili sintomi del malassorbimento intestinale che talvolta accompagnano la perdita di peso sono la comparsa di edemi cutanei periferici, un aumento del mal di testa, l’insorgere di anemia dovuta a una carenza di ferro (uno dei minerali presenti nel latte) o della vitamina B12, disturbi emorragici (generalmente legati a una carenza di vitamina K, che di solito si manifesta attraverso ecchimosi sulla pelle), patologie e dolori ossei (spesso associati a un deficit di vitamina D causato da un malassorbimento del calcio), debolezza motoria generalizzata, confusione e irritabilità (dovute principalmente al malassorbimento delle vitamine) e manifestazioni neurologiche di vario tipo.

Come Gestire le Intolleranze Alimentari per la Perdita di Peso

Prendere coscienza delle proprie intolleranze alimentari, attraverso test ed esami clinici specifici, e individuare i cibi critici, seguendo i consigli del medico, è fondamentale. Impostare un programma di rieducazione alimentare che preveda se, come, quando e quanto inserire determinati alimenti nella propria dieta avrà come effetto primario una rapida diminuzione dello stimolo infiammatorio e lo spezzarsi della catena di reazioni difensive che possono portare all’aumento di peso.

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Una volta recuperata la tolleranza alimentare e riconquistato il peso forma, basterà mantenere un’alimentazione equilibrata e variegata, sia nella qualità che nella quantità dei cibi consumati, per non avere più problemi con la bilancia.

Quando si verifica un malassorbimento di questo tipo con relativa perdita di peso nel paziente intollerante al lattosio, i due obiettivi fondamentali per ripristinare il benessere dell’organismo sono la correzione delle carenze nutrizionali incorse e, laddove possibile, la cura e il trattamento delle malattie che hanno dato origine al problema, ricorrendo, se il medico lo riterrà necessario e in seguito a un’accurata visita e diagnosi, alla somministrazione di integratori o farmaci.

Come Aumentare di Peso in Modo Salutare

Se, a causa di un’intolleranza al lattosio, avete subito un dimagrimento indesiderato al di sotto del vostro peso forma, non vi resta che recarvi da un medico specialista in nutrizione che, attraverso le domande e gli esami previsti, saprà individuare con certezza il vostro disturbo, darvi tutte le informazioni del caso e consigliarvi le migliori diete senza lattosio da seguire nella situazione specifica che vi caratterizza e in base alla gravità della vostra intolleranza.

Molti cibi salutari ma ad alto contenuto calorico sono privi di lattosio, per fortuna, e quindi si riveleranno utili alleati per prendere peso. Assumendo un’ampia varietà di alimenti nutrienti e calorici, mettere su qualche chilo nel rispetto del benessere dell’organismo sarà molto semplice e persino piacevole: vi basterà cercare di assumere ogni giorno più calorie rispetto a quelle bruciate con l’attività fisica o con le consuete attività quotidiane e assicurarvi di consumare a ogni pasto principale e ad ogni spuntino alimenti ad alto contenuto calorico e nutrizionale ma senza dover ripiegare sui cibi spazzatura.

I latticini, e in particolar modo i formaggi, possono costituire ad esempio una preziosa fonte di grassi salutari e calorie, anche se si è intolleranti al lattosio. Gli ottimi prodotti delattosati in commercio possono offrire un valido aiuto in questo senso, consentendo a chiunque di consumare alimenti gustosi ma privi di lattosio, come il latte, lo yogurt con le sue molte proprietà benefiche, la panna fresca e da cucina e perfino il gelato, capaci di garantire il giusto apporto di grassi e calorie oltre ai preziosi valori nutrizionali tipici del latte vaccino tradizionale.

Contrariamente a quanto spesso si pensa, infatti, i prodotti delattosati hanno le stesse calorie degli alimenti corrispettivi contenenti lattosio, con l’unica differenza che i primi risultano più digeribili e leggeri per l’intestino. Potete anche decidere di alternare, nella vostra dieta per prendere peso, il latte vaccino delattosato con un latte vegetale, come quello di cocco, quello di soia, quello d’avena e quello di mandorla, bevande che possono avere un più alto contenuto di grassi e calorie rispetto al latte classico e che possono quindi aiutarvi a ingrassare più velocemente rispetto a quanto farebbero i tradizionali latticini.

Consumate con tranquillità anche formaggi naturalmente privi di lattosio, come il Gorgonzola DOP e quelli stagionati almeno 6 mesi, come il grana, il parmigiano e il pecorino. Ma esistono molti altri formaggi a basso contenuto di lattosio eppure ricchi di grassi e calorie che potrebbero aiutarvi piacevolmente a far salire l’ago della bilancia, come la Mozzarella di Bufala Campana DOP, la Fontina DOP, il provolone, lo stracchino, la robiola, il brie, il caciocavallo e il mascarpone.

Miti e Realtà sulle Intolleranze Alimentari

Le intolleranze alimentari costituiscono una tematica vasta, ricca di falsi miti e teorie che non hanno alcun riscontro nella realtà dei fatti. Quando si perde peso a seguito dell’eliminazione di alimenti come glutine o lattosio, si associa subito questa perdita di peso alla presunta intolleranza al suddetto alimento. In realtà, ciò che spesso accade, è che il peso cala a seguito di una riduzione nelle calorie consumate: eliminando un gruppo di alimenti si riduce anche l’apporto calorico complessivo, che può portare alla perdita di peso.

Le allergie alimentari comportano forti reazioni che coinvolgono il sistema immunitario e i sintomi possono variare da lievi a molto gravi, arrivando ad essere estremamente pericolosi. Le intolleranze alimentari invece possono causare disagi ma non coinvolgono il sistema immunitario; i sintomi delle intolleranze generalmente si esprimono attraverso problemi digestivi come gonfiore, gas, diarrea oppure sintomi non legati all’apparato intestinale ma comunque lievi, come mal di testa e irritabilità.

È inutile effettuare il test, con la speranza di poter perdere peso eliminando tutti gli alimenti positivi al test, infatti diete troppo restrittive possono creare ulteriori problemi nutrizionali e metabolici. Per dimagrire bastano dieta e attività fisica.

Le Migliori Diete per la Perdita di Peso

Il settore delle diete è molto saturo, il che può rendere la scelta del giusto piano di perdita di peso una sfida. Non esiste un unico modo migliore per perdere peso, perché il corpo e lo stile di vita di ognuno sono diversi. Per le persone in sovrappeso, ridurre il peso corporeo del 5% può apportare notevoli benefici alla salute.

Mentre le diete drastiche possono portare a una rapida perdita di peso, apportare modifiche piccole, semplici e sostenibili a quali e quanti cibi e bevande si consumano possono aiutare a ridurre il peso.

Dieta Flexitariana

La dieta flexitariana è adattabile, facile e conveniente. È talvolta nota come dieta semi-vegetariana o "vegetarianismo occasionale", in cui si mangia vegetariano per la maggior parte del tempo ma si ha la flessibilità di gustare la carne in occasioni speciali. Seguire la dieta è semplice: basta mangiare più alimenti di origine vegetale.

Dieta Mediterranea

La dieta mediterranea non è un modo rapido per perdere peso, ma piuttosto un modo di mangiare bene per il corpo, il cuore e la mente. Questo la rende un'ottima scelta per chiunque voglia cambiare stile di vita in modo sostenibile. La dieta mediterranea è conforme alle linee guida per uno stile di vita sano, in quanto si basa sul consumo di alimenti prevalentemente vegetali e di frutta e verdura di qualità, incorporando anche cereali integrali, noci, legumi, frutti di mare e grassi insaturi provenienti da oli extravergine di oliva.

Dieta Keto

La dieta keto consiste nel seguire uno stile alimentare a basso contenuto di carboidrati, sviluppato per costringere l'organismo a utilizzare diversi tipi di combustibile per la sua energia. Riducendo l'apporto di carboidrati e aumentando significativamente quello di grassi, si costringe l'organismo a entrare in uno stato di chetosi metabolica.

Digiuno Intermittente

Il digiuno intermittente (noto anche come dieta part-time) consiste nell'utilizzare le riserve di grasso al posto del glucosio per ottenere energia, con conseguente perdita di peso. I periodi di digiuno si verificano tra le normali "finestre di alimentazione". Con le ore di digiuno intermittente si possono consumare meno calorie in generale durante la settimana.

Conclusioni

Sia la dieta Flexitariana che quella Mediterranea offrono un'ampia varietà di alimenti e supportano cambiamenti duraturi nello stile di vita. La dieta keto si distingue per una rapida perdita di peso, ma deve essere intrapresa con cautela da alcuni gruppi di persone.

Le intolleranze alimentari sono molto diffuse: si stima che il 40% della popolazione, di tutte le età, ne soffra. Per perdere peso bisogna seguire una dieta che consideri sia le calorie necessarie per dimagrire, ma anche i cibi a cui siamo risultati intolleranti, che devono essere esclusi da tale dieta.

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