Il regime per le intolleranze alimentari è uno schema dietetico che serve per favorire la remissione dei sintomi e il recupero progressivo della tolleranza a un cibo. E’ uno schema ideato all’inizio del secolo scorso, consiste in un piano piuttosto rigido di continua eliminazione e reintroduzione dell’alimento responsabile dei sintomi dell’intolleranza alimentare.
In questo schema alimentare, utilizzato anche per indirizzare la diagnosi di un’intolleranza, gli alimenti non sopportati vengono totalmente esclusi dalla dieta per circa 15 giorni. In linea di massima si tratta di un programma piuttosto semplice, che difficilmente incontra le resistenze del paziente, a meno che gli alimenti non tollerati siano più di uno.
La remissione dei sintomi consente al paziente di allargare le maglie dello schema, nel tempo ci sarà perciò la riduzione dei giorni di sospensione: prima tre, poi due e, infine, solo uno alla settimana.
Se siete costretti a cambiare la vostra alimentazione non vi basterà solo la forza di volontà. Qualsiasi intolleranza crea disagio e non è facile cambiare il proprio stile di vita. Avrete molte tentazioni e ogni pretesto sarà buono per farvi cadere.
Le abitudini sono difficili da cambiare e forse riuscirete ad ingannare gli altri ma sicuramente non voi stessi. Vi verranno in mente pensieri del tipo: “In famiglia non mi capiscono”, “Fuori casa è impossibile stare in riga, ri- comincerò al ritorno dal viaggio”, “Ma con questa dieta non posso mangiare più niente”, “Preparare piatti diversi per la cena è troppo impegnativo!” e questi “ritornelli” vi impediranno di modificare le vostre abitudini e quindi di riscoprire salute e benessere.Meglio trovare il modo per trasformare il vostro “limite” in un gioco e sicuramente tutto vi sembrerà più facile.
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Ovviamente all’inizio meglio farsi dei promemoria e delle tabelle con l’elenco dei cibi concessi e vietati. Al supermercato perderete un po’ di tempo a leggere le etichette degli ingredienti, ma via via che passeranno i giorni conoscerete a memoria tutti i prodotti che potete consumare senza pericolo.Scoprirete nuovi sapori, nuovi alimenti fino a ieri sconosciuti come quìnoa, miglio, grano saraceno, castagne e amaranto,canapa e nuove bevande alternative al latte. Scoprirete un mondo nuovo e in men che non si dica vi adatterete e non sarà più una strada in salita. Comincerete a stare meglio e il tutto vi verrà automatico.
I primi tempi stilatevi un menu’ settimanale dove programmerete cosa consumare a colazione e cosa cucinare per pranzo e cena. In questo modo, almeno inizialmente, sarà piu facile e ciò vi servirà anche quando andrete a fare la spesa.Ci sono piatti che con pochi accorgimenti potete continuare a mangiare. Ad esempio le lasagne, cambiando la besciamella, usando una lasagna di farina di riso e un ragù bianco verrà ottima comunque!
Ricordatevi che si tratta di sostituire alcuni cibi con altri e non di “privazione”.Credetemi, sperimentare un’alimentazione diversa vi darà molto di più di quanto possiate immaginare.Per i primi mesi raccogliete in un libricino le ricette dei piatti che vi preparate e aiutatevi con Internet, di “ricette senza senza”, come le chiamo io, oramai ce ne sono molte.Parlate della vostra intolleranza con amici e familiari e fatevi dare consigli su nuovi piatti da cucinare.Bevete molto tra i pasti e cercate di fare attività fisica all’aria aperta. Sono piccoli accorgimenti che aiutano l’eliminazione delle tossine.
La Dieta a Rotazione
La dieta a rotazione, ottima soluzione nel caso di intolleranze, prevede giorni di “dieta libera” durante i quali è possibile consumare tutti gli alimenti indistintamente e quindi approfittare per mangiare il piatto che piu vi manca.I risultati della dieta a rotazione non saranno immediati e durante le prime settimane qualche piccolo disturbo “da astinenza” (diarrea, prurito, asma, foruncoli, emicrania) potrebbe presentarsi.
Nel mio caso, dopo due settimane di dieta a rotazione e in particolare eliminando la patata, ho cominciato ad avvertire alcuni sintomi da “astinenza”. Le persone a me più vicine mi hanno fatto notare: nervosismo, depressione, stanchezza, irritabilità, aggressività, sonno disturbato, comparsa di vecchi sintomi, ecc. Ci sono volute altre due settimane durante le quali avrei voluto rinunciare a portare a termine questo percorso prima di apprezzare gli sforzi fatti e abituarmi alla nuova alimentazione. Sono andata avanti perchè ho visto i risultati sulla bilancia, dormivo meglio e non dovevo correre in bagno 10 volte al giorno.
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La dieta doveva andare avanti 3 mesi in realtà ho proseguito con le nuove regole per almeno 6 mesi prima di poter dire: ci sono riuscita!Ho ritrovato il benessere, perso dei chili, non mi sento più gonfia, ho smesso di assumere cortisone e se proprio devo essere sincera fino in fondo, mi sento bene con me stessa. Ora sono consapevole di cio’ che mangio e sono perfettamente in grado di percepire anche il minimo segnale di allarme che il mio corpo mi lancia.Ogni tanto mi concedo uno strappo alle regole ma so che nei giorni successivi devo tornare ad osservare una dieta priva degli alimenti non tollerati.
La dieta contro le intolleranze è uno dei più collaudati regimi disintossicanti. Consente di perdere all'inizio soprattutto liquidi perché favorisce la depurazione dell'organismo, ma dopo i primi giorni anche grassi perché stimola il metabolismo, cioè tutto l'insieme dei processi di assimilazione, trasformazione ed eliminazione dei cibi. In più permette di scoprire eventuali intolleranze alimentari, dà il tempo di smaltire eventuali effetti tossici di alcuni cibi sul proprio organismo e insegna a variare i propri menù, elemento fondamentale per imparare a mangiare in modo più equilibrato.
Un altro suo punto di forza è che si tratta di un regime dimagrante di tipo qualitativo e non quantitativo. Non bisogna pesare tutto e calcolare rigidamente le calorie.
Le Caratteristiche
La caratteristica fondamentale è che i cibi vanno associati secondo un criterio preciso che rispetta la loro suddivisione in famiglie biologiche o gruppi.
Benefici
La dieta svolge un'elevata funzione depurativa.Variare le abitudini, introdurre le diverse categorie di alimenti solo ogni 4 giorni, favorisce la disintossicazione. E' noto infatti che per eliminare gli effetti tossici di un cibo, il nostro corpo necessita di un tempo che va dai 2 ai 4 giorni. Ha poi un grande potere dimagrante perché, oltre a favorire la perdita dei liquidi, stimola il metabolismo producendo un aumento del consumo energetico quotidiano. Consente così di perdere da 3 a 5 chili in 16 giorni.
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I primi chili eliminati sono costituiti prevalentemente da liquidi, segnale dell'efficacia depurativa della dieta; il successivo dimagrimento è dato, però, dallo smaltimento dei depositi di adipe, provocato dall'attivazione del metabolismo.
Per raggiungere i risultati sperati è importante che nella giornata, oltre ai tre pasti principali, siano previsti due spuntini (uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio) a base di spremute di agrumi o di succhi di frutta che si possono consumare tutti i giorni secondo le quantità previste.
Se Provocasse Fastidi
Dal momento che la dieta a rotazione ha un elevato potere disintossicante, è possibile cbe nel primo periodo in cui viene seguita provochi alcuni piccoli fastidi. Per questo motivo può essere utile tenere un diario giornaliero dei cibi consumati e degli eventuali sintomi disintossicanti.
Ecco i principali segnali che possono comparire nei primi giorni della dieta: bocca amara al mattino, cefalea. diarrea. insonnia; meteorismo. sbadigli, singhiozzo, sonnolenza, torpore. Questi eventuali effetti non devono allarmare perché sono la conseguenza della disintossicazione in corso.
Qualora ci si accorgesse, grazie al diario alimentare, che nei giorni successivi al consumo di un preciso alimento (o famiglia o gruppo di alimenti) si presentano costantemente e in modo piuttosto marcato uno o più sintomi di disintossicazione, forse si è individuata una intolleranza precisa ed è necessario sottoporre il problema all'attenzione del medico curante.
Le Famiglie Biologiche
- GRAMINACEE: avena, bambù, canna da zucchero, farro, gramigna, grano, grano saraceno, mais, malto, miglio, orzo, riso, segale.
- ROSACEE: albicocche, ciliegie, cotogne, fragole, lamponi, mandorle, mele, more, nespole, pere, pesche, prugne, susine.
- SOLANACEE: cayenna, melanzane, paprica, patata, peperoncino, peperone, pomodoro, tabacco.
- RUTACEE: arancia, bergamotto, cedro, chinotto, lime, limone, mandarino, pompelmo.
- CRUCIFERE: cavolo broccolo, cavolo cappuccio, cavoletto di Bruxelles, cavolfiore, cavolo verza, crescione, mostarda, rapa, ravanello, rucola, senape bianca.
- CHENOPODIACEE: barbabietola da zucchero, bietole, bietolone rosso, spinaci, porri.
- OMBRELLIFERE: anice, carota, coriandolo, cumino, finocchio, prezzemolo, sedano.
- LABIATE: basilico, maggiorana, origano, rosmarino, timo.
- LEGUMINOSE: arachidi, ceci, carrube, fagioli, fave, lenticchie, liquirizia, lupini, piselli, soia, tamarindo.
- CUCURBITACEE: cetriolo, cocomero, melone estivo e invernale, zucca, zucchina.
- COMPOSITE: camomilla, carciofo, cicoria, girasole, lattuga.
- MUSACEE: banane.
- VITACEE: ribes nero e rosso, uva spina, uva rossa e bianca.
- LILIACEE: aglio, asparagi, cipolla.
I Gruppi Alimentari
- GRUPPO 1: aceto, Funghi, lievito di birra, lievito per il pane, muffe.
- GRUPPO 2: carne di maiale, lardo, strutto, salumi, prosciutto.
- GRUPPO 3: latte, latticini, bovini, agnello, salumi contenenti lattosio.
- GRUPPO 4: uova, pollo, galletto, faraona.
- GRUPPO A SÉ PESCI: rombo, spigola, cernia, pesce spada, orata, dentice, nasello, palombo, coda di rospo, pescatrice.
- ALCUNE CARNI: tacchino, coniglio, cavallo, selvaggina.
E i singoli pesci e le singole carni non inseriti in alcun gruppo non interferiscono con altri alimenti. Quindi è possibile mangiarli tutti i giorni. Si può ad esempio consumare rombo il primo giorno di dieta, spigola il secondo, palombo il terzo e così via.
Il Programma
La dieta a rotazione prevede l'introduzione di tutti i principi nutritivi (proteine, carboidrati, grassi, sale rmneroli e vitamine); può, pertanto, essere seguito da tutti senza particolari problemi. Tutti gli alimenti ammessi nelle varie giornate possono essere assunti senza limiti quantitativi (le uniche restrizioni sono segnalate). Questo perché si tratta di una dieta qualitativa e non quantitativa. Il dimagrimento è consentito dalle giuste associazioni, non dal calcolo minuzioso delle calorie. I primi risultati significativi si hanno dopo circa 16 giorni; eventualmente la dieta si può ripetere una seconda volta. Il programma proposto è uno schema-tipo di 4 cicli da 4 giorni che ciascuno può variare in base alle proprie abitudini alimentari e ai propri gusti, rispettando: l'andamento ciclico di 4 giorni;l'intervallo di 2-4 ore tra un pasto e l'altro.
Le 10 Regole da Seguire
- I cibi possono essere cotti o crudi, freschi o surgelati.
- I condimenti consentiti sono: sale, aceto di mele, salsa di soia; olio extravergine di oliva usato il meno possibile (2 cucchiaini circa al giorno).
- Gli aromi devono seguire le regole della rotazione, per cui se il primo giorno si usa il basilico, appartenente alla famiglia delle labiate, nei 3 gíorní successivi non si potrà insaporire i cibi né con basilico né con maggiorana, origano, rosmarino o timo, aromi appartenenti alla stessa famiglia.
- Come dolcificante va usato il fruttosio (2 cucchiaini al giorno).
- Le bevande permesse sono acqua oligominerale e tisane.
- lo schema va ripetuto per almeno 16 giorni.
- Dal primo al quinto giorno potrebbero presentarsi dei sintomi dovuti alla disintossicazione, non bisogna preoccuparsi.
- Il pasto delle 14.00 può essere sostituito con quello delle 20.00 e viceversa.
- Alle 11.00 e alle 17.00 è possibile, al posto della spremuta e dei succhi di frutta,inserire lo stesso tipo di frutta consumata al mattino.
Esempio di Schema Dietetico (4 Giorni)
Di seguito un esempio di schema dietetico a rotazione per 4 giorni:
| Giorno | h. 8.00 | h. 11.00 | h. 14.00 | h. 17.00 |
|---|---|---|---|---|
| PRIMO GIORNO | pere (rosacee); tisana, a scelta tra malva, verbena, finocchio, ortica. | spremuta di agrumi | pollo, possibilmente petto, alla griglia (gruppo 4); insalata in foglie (composite) | spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero |
| SECONDO GIORNO | mandarini (rutacee); tisana (vedi primo giorno) | succo di frutta senza zucchero | sogliola bollita (gruppo a sé); carote (ombrellifere) | spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero |
| TERZO GIORNO | melone d'inverno (cucurbitacee); tisana (vedi primo giorno) | spremuta di agrumi | tacchino, preferibilmente petto, alla griglia (gruppo a sé); bietole al vapore (chenopodiacee) | spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero |
| QUARTO GIORNO | banane (musacee); tisana (vedi primo giorno) | succo di frutta senza zucchero | carne di manzo alla griglia (gruppo 3); cavoletti di Bruxelles al vapore (crucifere) | spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero |
Questo schema può essere ripetuto e variato seguendo le regole indicate.
Mantenimento
Terminati i 16 giorni di dieta si può tornare a un'alimentazione normale, seguendo, però alcune indicazioni:
- Rispettare l'intervallo di 2-4 ore tra un pasto e l'altro.
- Variare il più possibile l'alimentazione cercando di consumare i diversi cibi appartenenti a tutte le famiglie e gruppi.
- Consumare alle ore 14.00 un primo piatto (graminacee) e verdure e alle 21.00 un secondo (gruppo 1, 2, 3, 4 e gruppo a sé) e verdure.
Dieta senza Istamina
Seguire una dieta senza istamina può sembrare una sfida, ma con un po' di pianificazione è possibile creare un'alimentazione sana e gustosa, che aiuti a prevenire i sintomi fastidiosi legati all'intolleranza. Questo tipo di dieta richiede attenzione nella scelta degli alimenti, ma non implica necessariamente dover rinunciare al piacere di mangiare. Con il giusto approccio, è possibile mantenere un'alimentazione equilibrata e varia.
Cos'è l'Istamina?
L'istamina è una sostanza chimica, chiamata amina biogena, prodotta dal corpo che partecipa a tante funzioni. È coinvolta nelle reazioni allergiche, nell'infiammazione e nella regolazione del ciclo sonno-veglia. La sua funzione principale consiste nel favorire la dilatazione dei vasi sanguigni e nell’attivazione del sistema immunitario per combattere infezioni o allergie.L'istamina si trova anche in molti cibi che mangiamo o viene liberata in risposta all’assunzione di determinati alimenti.
In alcuni individui, però, l'istamina può causare reazioni indesiderate. In particolare, l'intolleranza all'istamina è un disturbo che si verifica quando l’organismo non riesce a metabolizzare correttamente l’istamina, accumulandola nel corpo e causando sintomi fastidiosi come mal di testa, eruzioni cutanee, disturbi gastrointestinali, e congestione nasale. Per queste persone, è fondamentale seguire una dieta senza istamina, che aiuti a prevenire questi fastidiosi sintomi.
Dieta senza Istamina
La strategia più consigliata per prevenire la sintomatologia dell'intolleranza all'istamina è attualmente quella di seguire una dieta senza istamina. Questa dieta ha l’obiettivo di evitare cibi che favoriscono l'accumulo o la liberazione di istamina nel corpo. Non esiste una lista universale di alimenti da evitare, poiché l’intolleranza può variare da persona a persona, ma ci sono alcune linee guida generali che possono essere utili.
Chi deve seguire una dieta senza istamina
La dieta senza istamina è principalmente indicata per chi soffre di intolleranza all'istamina, un disturbo che si verifica quando l'organismo non è in grado di metabolizzare correttamente questa sostanza, spesso a causa di una carenza di enzimi come la diammina ossidasi (DAO).
Sebbene i sintomi dell'intolleranza all'istamina possano somigliare a quelli di una reazione allergica, la differenza fondamentale sta nel fatto che l'intolleranza non coinvolge il sistema immunitario. In altre parole, mentre l'allergia è una risposta immunitaria anomala a una sostanza esterna, l'intolleranza è un problema metabolico che riguarda la capacità dell'organismo di gestire correttamente l'istamina. Chi soffre di intolleranza all'istamina può manifestare sintomi come mal di testa, gonfiore addominale, eruzioni cutanee, congestione nasale o asma e altre reazioni simili a quelle allergiche, ma senza la mediazione del sistema immunitario.
Indicazioni
La dieta priva di istamina si basa principalmente sull'esclusione degli alimenti contenenti istamina o che ne favoriscono la sua liberazione. Tuttavia, va notato che esiste una certa variabilità nell’elenco degli alimenti da evitare, a seconda dei diversi studi scientifici e delle diverse diete a basso contenuto di istamina disponibili in letteratura. Inoltre, l'intolleranza all’istamina può variare significativamente da individuo a individuo. Fattori come la freschezza degli alimenti, le quantità assunte e l'eventuale presenza di altre condizioni di salute possono influenzare in modo significativo le reazioni di ciascuna persona.
La dieta a basso contenuto di istamina è un percorso solitamente diviso in tre fasi:
- Fase di eliminazione (10-14 giorni): rimozione dei cibi potenzialmente problematici per alleviare i sintomi.
- Fase di test (6 settimane): reintroduzione graduale dei cibi per individuare quelli problematici.
- Fase di mantenimento: una dieta personalizzata a lungo termine, in base alla propria sensibilità.
Cosa mangiare
Gli alimenti che possono essere consumati nella dieta senza istamina sono principalmente quelli freschi e non fermentati, che non hanno avuto tempo di accumulare istamina. Ecco alcune opzioni:
- Carni fresche: carni bianche o manzo e maiale appena cucinati.
- Pesce fresco: consumare pesce fresco
- Verdura fresca: zucchine, patate, carote, lattuga, cetrioli e cavoli.
- Frutta fresca: mele, pere, meloni e banane. Consumare con cautela fragole e kiwi.
- Cereali e riso: riso e cereali freschi, pane senza lievito, quinoa e avena.
- Latticini freschi: Latte e formaggi freschi (senza stagionatura).
- Oli e grassi: oli vegetali come olio d'oliva e cocco sono sicuri, mentre aceto e maionese potrebbero contenere istamina.
Cosa non mangiare
Esistono numerosi alimenti che vanno evitati da chi segue una dieta senza istamina, poiché favoriscono l'accumulo di istamina o ne stimolano il rilascio, tra questi troviamo:
- Alimenti fermentati: yogurt, formaggi stagionati, crauti, kimchi, miso e salsa di soia.
- Alcolici: vino, birra e champagne, che contengono alti livelli di istamina e ne ostacolano la degradazione.
- Pesce conservato: pesce in scatola, affumicato o marinato come tonno, sardine e salmone affumicato.
- Carni trasformate: salumi, insaccati e carne in scatola.
- Cibi in scatola: zuppe pronte e verdure in scatola, che potrebbero contenere conservanti che stimolano la produzione di istamina.
- Formaggi stagionati
- Alcuni frutti: banane troppo mature, fragole, arance e pomodori.
Esempio di una dieta senza istamina
Di seguito alcune alternative di piatti da poter inserire in una dieta senza istamina. È importante però ricordare che la dieta va personalizzata in base alle proprie esigenze e che una restrizione a lungo termine di alcuni alimenti non è raccomandata.
- Colazione:
- Porridge di avena con mele a cubetti
- Pane tostato con un velo di marmellata di mirtilli
- Pranzo:
- Riso con ceci
- Due uova sode con insalata di lattuga, cetrioli.
- Insalata di quinoa con pollo grigliato, carote, cetrioli e olio d'oliva
- Petto di tacchino grigliato con purè di cavolfiore e insalata di cetrioli e lattuga
- Cena:
- Merluzzo al forno (merluzzo o trota) con patate bollite
- Petto di pollo grigliato con insalata di lattuga e carote
- Filetto di trota al vapore con riso basmati e zucchine grigliate
- Spuntini:
- Una mela o una pera
- Mirtilli freschi o lamponi con una manciata di semi di chia
- Mandorle non salate
Per prevenire carenze nutrizionali, è consigliabile evitare il fai da te e consultare un professionista che possa valutare il piano alimentare e stabilire se sia davvero necessario escludere gli alimenti indicati. Inoltre, il professionista potrà guidare verso una corretta reintroduzione degli alimenti.
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