La dieta mediterranea non è solo una dieta, ma uno stile di vita, cultura e tradizione.
Cos'è la Dieta Mediterranea?
La Dieta Mediterranea, conosciuta anche come dieta cretese, è un modello alimentare basato sulle tradizioni culinarie dei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo, come Italia, Grecia e Spagna. Questo modello alimentare è rinomato per i suoi numerosi vantaggi, tra cui il miglioramento della salute cardiovascolare e la promozione della longevità.
Come regime dietetico è caratterizzato dall'uso abbondante di alimenti freschi e non che non hanno subito processi industriali. Gli elementi chiave nella composizione dei pasti sono: frutta e verdura fresche, cereali integrali, legumi, pesce e frutti di mare, olio d'oliva extra vergine e un moderato consumo di vino rosso.
Pane, pasta, frutta fresca di stagione come dessert quotidiano e olio extra-vergine di oliva come principale fonte di grassi, verdura a volontà, cereali integrali, semi, tanti legumi, quantità moderate di proteine magre (pesce, frutti di mare, carne di pollame), uova, latticini. Carne rossa poca, dolci pochissimi. Sono gli ingredienti principali della Dieta Mediterranea, per l'Unesco “Patrimonio orale e immateriale dell'umanità”. Non un semplice regime alimentare, ma uno stile di vita che abbraccia le tradizioni secolari radicate nelle terre soleggiate dei Paesi del Mediterraneo.
La Scoperta della Dieta Mediterranea
Opinione comune vuole che l’invenzione del concetto sia attribuita al dott. Anciel Keys, epidemiologo e nutrizionista alla School of Public Health dell’Università del Minnesota. Quest’ultimo, a partire dagli anni ‘40, studiò che nella popolazione del Cilento, grazie al tipo di alimentazione osservata, si evidenziava una bassa incidenza di patologie cardiovascolari. L’alimentazione della popolazione, infatti, si basava sull’utilizzo di cibi poveri e facilmente rinvenibili in quelle zone, come pasta, pane, legumi, frutta, cereali, verdura, pesce, olio di oliva e vino: tutti alimenti poveri di grassi saturi, ma ricchi di omega 3 e polifenoli.
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A introdurre e teorizzare per primo il modello tradizionale della Dieta Mediterranea, dimostrandone l’efficacia in maniera scientifica fu, negli anni ’50 e ’60, il biologo, fisiologo ed epidemiologo statunitense Ancel Keys. Già alla fine della Seconda Guerra Mondiale, lo scienziato cominciò a collegare l’incidenza di alcune malattie nelle aree affacciate sul Mediterraneo (Italia, Grecia, Spagna e Francia) con il modello alimentare praticato in quelle zone. Lo colpì un dato particolare: mentre nella società americana, dove i consumi alimentari stavano già assumendo le caratteristiche odierne (ad esempio: fast food, molta carne rossa, tanti grassi), le malattie cardiovascolari erano molto diffuse, in alcune regioni del Mediterraneo - soprattutto in Campania e nell’isola di Creta - queste erano quasi inesistenti.
Nel 1957 Ancel Keys avviò il Seven Countries Study (lo studio dei sette Paesi), che coinvolse 12.000 uomini, di età compresa tra 40 e 59 anni, in tre continenti: parliamo della più grande indagine epidemiologica della storia. Con l’obiettivo di indagare il legame tra alimentazione, colesterolo e malattie cardiovascolari, furono analizzate le abitudini alimentari di gruppi di cittadini italiani provenienti da tre comuni rurali del nord, centro e sud (Crevalcore in provincia di Bologna, Montegiorgio in provincia di Fermo e Nicotera in provincia di Vibo Valentia), assieme a gruppi di uomini provenienti da Paesi Bassi, Finlandia, Giappone, USA, Grecia ed ex Jugoslavia, per un totale di 16 gruppi e 7 Paesi (compresa l’Italia).
Fu così sviluppato l"indice MAI" (Mediterranean Adequacy Index): un parametro/punteggio per misurare quanto ci si discosta dal modello mediterraneo di riferimento. Come Dieta Mediterranea Italiana di riferimento fu scelta quella del gruppo di Nicotera, divenuta celebre quale sede dello studio pilota del Seven Country study. Dalle analisi dei dati della cittadina calabrese, la prevalenza di infarto risultò difatti bassissima (circa lo 0.7 %), mentre ipertensione, diabete e sovrappeso erano davvero poco comuni.
Lo studio, che si protrasse per alcuni decenni, dimostrò l’esistenza di un legame tra l’elevato consumo di grassi saturi, caratteristico delle diete nordamericane e nordeuropee, e un maggior rischio di malattie coronariche. Al contrario, i regimi alimentari più vicini alla Dieta Mediterranea, come quelli tradizionali cinese e giapponese, si rivelarono efficaci nel ridurre l’incidenza di queste patologie.
Nel novembre 2010 la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta dall’Unesco “Patrimonio culturale immateriale dell'umanità”, poiché in grado di beneficiare la salute, favorendo allo stesso tempo la produzione di cibo a basso impatto ambientale e la conservazione della biodiversità.
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La Piramide Alimentare della Dieta Mediterranea
Sulla base degli studi sull’Alimentazione Mediterranea eseguiti da Ancel Keys nasce la Piramide Alimentare della Dieta Mediterranea, introdotta, nel 1992, dal dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti d'America.
Nella nuova piramide alimentare, alla base, vengono posti i cereali integrali ricchi di fibra. Alla base, invece, troviamo gli alimenti che consumeremo quotidianamente e che costituiranno le fonti maggiormente utilizzate.
Alla base della piramide alimentare troviamo verdure in abbondanza, accompagnate da frutta e cereali integrali, pilastri fondamentali di un'alimentazione equilibrata.
Salendo, si collocano il latte e i derivati a basso contenuto di grassi, come lo yogurt, consigliati in 2-3 porzioni da 125 ml.
L'olio extravergine di oliva è il condimento per eccellenza e andrebbe utilizzato preferibilmente a crudo (circa 3-4 cucchiai al giorno), insieme a aglio, cipolla, spezie ed erbe aromatiche, ottime alternative al sale. Altri grassi salutari provengono dalla frutta a guscio e dalle olive, da consumare in 1-2 porzioni da 30 g.
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Più in alto nella piramide troviamo gli alimenti proteici, che vanno consumati non quotidianamente, ma su base settimanale. Le scelte migliori sono il pesce e i legumi, da preferire con almeno due porzioni alla settimana ciascuno. Seguono il pollame (2-3 porzioni settimanali), le uova (1-4 a settimana) e i formaggi, da limitare a due porzioni da 100 g (o 50 g se stagionati).
Al vertice della piramide si trovano gli alimenti da consumare con moderazione. Le carni rosse non dovrebbero superare le due porzioni settimanali da 100 g, mentre le carni processate (salumi, affettati) andrebbero limitate ancora di più, idealmente a una porzione da 50 g o meno alla settimana. Vale lo stesso per i dolci, da limitare il più possibile.
Composizione della Dieta Mediterranea
La composizione della Dieta Mediterranea è attentamente bilanciata per massimizzare i benefici per la salute. È relativamente difficile individuare le origini di questa dieta, ma molto probabilmente si è sviluppata insieme alle popolazioni che vivono nel bacino del Mediterraneo fin dagli albori della civiltà. Nel corso della storia, la dieta mediterranea ha incorporato alcune delle abitudini portate dai conquistatori, pur mantenendo vive e funzionali la maggior parte delle precedenti tradizioni locali.
Ecco la ripartizione delle percentuali consigliate dalla dieta mediterranea attualmente:
- Carboidrati: 50-60% dell'apporto calorico totale, principalmente da cereali integrali come pane, pasta e riso, e verdure.
- Proteine: 15-20%, con fonti principali legumi, pesce e latticini.
- Grassi: 25-30%, prevalentemente grassi monoinsaturi come quelli dell'olio d'oliva extravergine.
Alimenti Consigliati nella Dieta Mediterranea
Gli alimenti consigliati nella dieta mediterranea sono vari e ricchi di nutrienti essenziali. La dieta cretese, che è una delle varianti più famose, mette l'accento su prodotti freschi e di stagione, contribuendo a un'alimentazione equilibrata e sostenibile.
Ecco una lista dettagliata degli alimenti:
- Frutta e verdura fresche: Questi alimenti sono fondamentali per fornire vitamine, minerali e antiossidanti. Si consiglia di consumare almeno cinque porzioni al giorno, includendo una vasta gamma di colori e tipologie.
- Cereali integrali: Pane integrale, pasta integrale, riso integrale, e altri cereali non raffinati sono importanti fonti di carboidrati complessi e fibre. Devono costituire il 50-60% dell'apporto calorico giornaliero.
- Legumi: Fagioli, lenticchie, ceci e piselli sono ottime fonti di proteine vegetali e fibre. Dovrebbero essere inclusi regolarmente nei pasti settimanali.
- Pesce e frutti di mare: Ricchi di acidi grassi omega-3, pesci come sardine, sgombro, tonno, dovrebbero essere consumati almeno due volte a settimana.
- Olio d'oliva extra vergine: Questo è il principale grasso utilizzato nella cucina mediterranea, noto per i suoi benefici per la salute cardiovascolare. Deve costituire il 25-30% dell'apporto calorico totale.
- Frutta secca e semi: Mandorle, noci, semi di lino e semi di zucca forniscono grassi sani e proteine, da consumare con moderazione.
- Latticini: Yogurt e formaggi, preferibilmente a basso contenuto di grassi, sono fonti di calcio e proteine.
- Carne bianca e pollame: Devono essere consumati con moderazione, mentre la carne rossa è limitata a poche volte al mese.
- Erbe aromatiche e spezie: Questi ingredienti non solo migliorano il gusto dei cibi, ma offrono anche benefici antiossidanti e antinfiammatori.
Benefici della Dieta Mediterranea
La validità della dieta mediterranea è dimostrata per la maggior parte dai risultati del famosissimo “Studio cooperativo internazionale di epidemiologia della cardiopatia coronarica” meglio noto come “Studio dei sette Paesi” (Seven Countries Study). In questo ed in altri studi vengono individuati nutrienti che sono alla base della dieta mediterranea, quali gli acidi grassi insaturi e polinsaturi, le fibre alimentari e numerosi composti con attività antiossidante, in gran parte di origine vegetale.
La dieta mediterranea fa bene alla salute: chi le è molto aderente e per lunghi periodi di tempo (potenzialmente tutta la vita) ha un minor rischio di mortalità e a malattie croniche.
Seguire questo regime alimentare può portare molti benefici, tra cui la riduzione del rischio di malattie croniche e il supporto alla salute del cuore, il controllo del peso e il miglioramento della qualità della vita.
Ecco alcuni dei principali vantaggi:
- Benefici Cardiovascolari: Numerosi studi hanno dimostrato che la Dieta Mediterranea riduce il rischio di malattie cardiovascolari grazie all'alto contenuto di grassi sani, come quelli presenti nell'olio d'oliva e nel pesce.
- Controllo del Peso: La varietà di alimenti ricchi di fibre, come frutta, verdura e legumi, aiuta a mantenere il senso di sazietà più a lungo, contribuendo alla gestione del peso.
- Riduzione del Rischio di Diabete: La dieta, ricca di cereali integrali e legumi, aiuta a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue, riducendo il rischio di diabete di tipo 2.
- Prevenzione del Cancro: L’alto consumo di frutta e verdura, ricche di antiossidanti, contribuisce a ridurre il rischio di alcuni tipi di cancro.
Sono molte le ricerche che confermano come la Dieta Mediterranea sia un valido alleato della salute. Seguirla vuol dire, ad esempio, ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, tumori, malattie respiratorie come la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) e malattie neurodegenerative, tra cui Alzheimer e Parkinson.
Studi Scientifici a Supporto
- Lunga vita con la Dieta Mediterranea: Nello studio pubblicato nel 2023 su JAMA Internal Medicine i ricercatori hanno confrontato gli effetti di vari modelli alimentari sani scoprendo che le persone che seguono una dieta prettamente mediterranea presentano un rischio inferiore di circa il 20% di morire prematuramente - per varie cause - nell’arco temporale di 36 anni.
- Dieta Mediterranea e cuore: le malattie cardiovascolari: A dimostrare gli effetti benefici della Dieta Mediterranea sulle malattie cardiovascolari è stato inoltre un importante studio clinico spagnolo pubblicato su The New England Journal of Medicine: PREDIMED (“Prevenzione con la dieta mediterranea”). I risultati hanno dimostrato che una Dieta Mediterranea integrata con olio extra vergine di oliva o di noci, nocciole e mandorle riduce l’incidenza di infarto miocardico, ictus o morte cardiaca.
- Dieta Mediterranea e diabete di tipo 2: L'analisi ha rivelato la corrispondenza tra un alto punteggio di aderenza alla Dieta Mediterranea e una probabilità inferiore di ammalarsi di diabete di tipo 2.
- Dieta Mediterranea e salute del cervello: La Dieta Mediterranea è un potente alleato del cervello. La dieta mediterranea è associata a un minor rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Gli alimenti ricchi di fibre e carboidrati complessi, come cereali integrali e legumi, aiutano a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue e migliorano la sensibilità all'insulina. Questo è particolarmente importante nella prevenzione e nella gestione del diabete.
- Dieta Mediterranea e tumori: L’adesione regolare alla Dieta Mediterranea è una delle strategie che possiamo adottare a tavola per ridurre il rischio di ammalarci di cancro: protegge dal rischio di sviluppare vari tipi di tumore, in particolare: tumore del colon-retto, tumore al seno, allo stomaco, al fegato, a testa, tumore del collo e della prostata.
- Dieta Mediterranea e obesità: Se è vero che il dimagrimento non rientra tra gli obiettivi della Dieta Mediterranea, questo regime alimentare è però utile alla prevenzione dell’obesità e al mantenimento della perdita di peso.
- Dieta Mediterranea e malattie respiratorie: Mangiare sano aiuta a respirare meglio. Un'alimentazione equilibrata e ricca di frutta, verdura, cereali integrali, frutta secca e pesce, compatibile con la Dieta Mediterranea, potrebbe ridurre il rischio di sviluppare la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), che comprende malattie come bronchite cronica ed enfisema.
Svantaggi della Dieta Mediterranea
Anche se segui una dieta per un mese ed effettivamente qualche chilo lo perdi, ma poi torni alle tue abitudini e al tuo peso pre-dieta, puoi davvero dire che abbia funzionato? Perdere chili quindi dipende da te, non dalla dieta: concetto valido anche per la mediterranea.
Tuttavia, come qualsiasi regime alimentare, presenta anche alcuni svantaggi, principalmente legati ai costi e alla disponibilità degli alimenti. Ecco alcuni svantaggi:
- Costo degli Alimenti: Alcuni alimenti freschi e non processati, come pesce, olio d'oliva e verdure di alta qualità, possono essere più costosi rispetto ai prodotti industriali.
- Reperibilità: In alcune aree, potrebbe essere difficile trovare tutti gli alimenti necessari per seguire rigorosamente la dieta mediterranea.
- Tempo di Preparazione: La preparazione di pasti freschi e bilanciati richiede tempo e pianificazione.
Dieta Mediterranea per Dimagrire
Il motivo per cui molti sportivi e molte persone che hanno come obiettivo una perdita di peso non vedono di buon occhio la dieta mediterranea è che questa non nasce e non ha mai avuto le caratteristiche di una classica dieta dimagrante. La dieta mediterranea per dimagrire esiste, ed è quella che semplicemente tiene conto di una riduzione delle quantità totali dei cibi più densi energeticamente a favore di frutta e verdura.
Come avrai capito, non basta seguire una dieta piuttosto che un’altra con la speranza di perdere peso automaticamente: è spesso l’idea alla base di chi vuole dimagrire ma senza mangiare di meno. Infatti, passare da una dieta all’altra senza risultati tangibili non è fantascienza.
Conclusioni
La Dieta Mediterranea rappresenta un regime alimentare sostenibile che fa bene non solo all’uomo ma anche al pianeta. Promuove il consumo di alimenti locali e di stagione, riducendo l'impatto ambientale associato alla produzione e al trasporto di cibo. La Dieta Mediterranea è un modello dietetico che non demonizza alcun alimento, ma predilige la varietà e l’equilibrio nel rispetto di porzioni e frequenze diverse a seconda dei cibi.
Importante notare che la dieta mediterranea rappresenta uno stile di vita tuttavia generale e flessibile, poiché pensata per essere seguita dall’intera popolazione mondiale: donne, uomini, bambini, adulti, anziani. Non indica, pertanto, né le quantità precise di una singola porzione e nemmeno una rigida quantità del numero di porzioni.
Essenzialmente cerca semplicemente di mantenere un rapporto equilibrato tra i nutrienti riducendo il consumo di alimenti industriali, di zuccheri aggiunti e di grassi saturi.
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