Perché la Dieta del Nutrizionista Non Funziona: Motivi e Soluzioni

Ti sei mai chiestə perché, nonostante impegno e sacrifici, le diete non portano mai a risultati duraturi? Non riuscire a stare a dieta, purtroppo, è un fenomeno molto comune. Molte mie pazienti me l’hanno detto, con fare scoraggiato, quando le ho incontrate la prima volta: “Dottoressa, le diete con me non funzionano”. Beh, ma com’è possibile?

In linea di massima, se la persona che segue la dieta è in sovrappeso e la strategia tecnicamente corretta, non "dovrebbero" manifestarsi particolari difficoltà nella riduzione ponderale della massa grassa. La scienza non ci dice forse che, idealmente, in deficit calorico, chiunque può dimagrire? E allora, deve esserci altro dietro a queste affermazioni.

Quando pensiamo alle diete e al benessere, ci scontriamo spesso con un senso di fallimento e un elenco di motivi per cui pensiamo di non farcela. Questi motivi, però, nascondono delle scuse che ci impediscono di ottenere risultati duraturi.

Le Ragioni del Fallimento Dietetico

Ecco alcuni dei motivi più comuni per cui una dieta, anche se prescritta da un professionista, potrebbe non funzionare:

1. Aspettative Irrealistiche

Aspettative irrealistiche che causano insoddisfazione sono alla base dell’alto tasso di abbandoni di chi decide di cambiare regime alimentare. Fare il calcolo delle calorie di ogni pasto è la primissima tentazione di chi vuol dimagrire: in realtà è una pratica inutile, se non addirittura dannosa. Perdere peso più lentamente di ciò che ci si aspetta genera frustrazione, scarsa autostima e stress. Si aumenta così di peso e si peggiora ulteriormente il proprio stato d’animo. In definitiva, si perde completamente la motivazione, più in sé stesso che nel nutrizionista di riferimento.

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Iniziare una dieta ma non riuscire a portarla a termine. In termini medici si chiama drop-out e capita all’80% delle persone che scelgono di dimagrire. Il primo e più importante effetto di questa resa è che si recuperano rapidamente i chili persi, a volte anche qualcuno in più, generando un deprimente effetto yo-yo.

2. Fattori Emotivi e Psicologici

Le emozioni influenzano fortemente il nostro rapporto con il cibo. Un famoso e molto interessante “esperimento del milkshake” ha mostrato che le convinzioni possono influenzare persino la produzione di ormoni come grelina e leptina, regolatori di fame e sazietà. Mangiare rilassa, distrae, consola e sovente rappresenta la risposta emotiva a situazioni spiacevoli, problemi scomodi e stati d’animo che non riusciamo ad affrontare, gestire o controllare.

3. Approccio Troppo Rigido

Le diete impostano spesso un approccio rigido: o le segui perfettamente, o “molli tutto”. La parola “dieta” significa originariamente stile di vita. Non tutte le diete hanno un lieto fine.

4. Mancanza di Personalizzazione

Il nostro fabbisogno energetico cambia ogni giorno: in base a sonno, attività fisica, ormoni, stress. Non è raro che un paziente manifesti il bisogno di perdere peso anche quando non sarebbe oggettivamente necessario, per quanto rilevato attraverso le indagini antropometriche (peso, altezza, circonferenze, plicometria) e attraverso l’analisi bioimpedenziometrica vettoriale (BIVA).

5. Stallo del Peso

Se nonostante un apposito regime alimentare e un’adeguata attività fisica non riesci a dimagrire oltre un certo punto, potresti essere bloccato nel cosiddetto stallo del peso, o plateau del peso. Si tratta di una condizione in cui il processo di dimagrimento sembra arrestarsi nonostante i tuoi sforzi, e per lo più è fisiologica e molto comune, soprattutto dopo alcuni mesi di dieta. Spesso, inoltre, lo stallo del peso è anche relativo alla propria memoria metabolica.

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6. Problemi Metabolici e Ormonali

Altra problematica frequentemente riportata dai pazienti in ambulatorio è la sindrome dell’ovaio policistico, uno dei più comuni disordini endocrini delle donne in età riproduttiva. Se il vostro endocrinologo ha già escluso o risolto farmacologicamente un possibile ipotiroidismo, è utile ricavare il dato del metabolismo basale attraverso l’esecuzione di una calorimetria o di una bioimpedenziometria vettoriale.

7. Errori Comportamentali Inconsapevoli

Quelle inconsapevoli invece, derivano principalmente da una mancanza di istruzione sul da farsi; i casi più frequenti riguardano: la stima dell'olio usato per condire - il famoso "filo d'olio", che spesso diventa una "cascata torrenziale" - la sostituzione errata dei cibi - ad esempio, rimpiazzare dei fiocchi di latte light con una mozzarella, che contiene quasi il triplo delle calorie - ecc.

Come Affrontare le Difficoltà e Riuscire a Dimagrire

Avere difficoltà a perdere peso nonostante gli sforzi è un problema più comune di quanto si pensi. Se la dieta non funziona, non significa che tu stia facendo qualcosa di sbagliato in modo irreparabile. Spesso, il mancato dimagrimento dipende da fattori che possono essere corretti con i giusti accorgimenti.

Ecco alcuni consigli per superare gli ostacoli e raggiungere i tuoi obiettivi:

1. Fissa Obiettivi Realistici

All’inizio di un percorso alimentare o dimagrante, è fondamentale fissarsi degli obiettivi nel medio e lungo termine. Questi traguardi vanno poi monitorati, con controlli costanti e accurati. Dobbiamo procedere per piccoli passi, impegnarci giorno per giorno, rieducarci alla buona tavola, avere propositi realistici e perseguibili sul lungo periodo: solo in questo modo eviteremo che i chili persi siano solamente apparenti e possano tornare in fretta, con tutti gli interessi.

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2. Trova un Professionista Affidabile

La prima cosa che deve fare chi vuole perdere peso o comunque cambiare le proprie abitudini alimentari è contattare un professionista degno di tale nome e non affidarsi alle pozioni magiche del guru di turno. Non sei solo: se vuoi affrontare un processo di dimagrimento sano ed efficace senza perdere la motivazione, affidarti a un professionista è spesso la soluzione migliore.

3. Comunica con il Tuo Nutrizionista

Terzo elemento fondamentale: dialogare. Bisogna esprimere allo specialista a cui ci si è affidati le proprie perplessità, i dubbi e le ansie, senza temere giudizi o rimproveri. I momenti di debolezza sono comuni, necessari e fondamentali.

4. Ascolta il Tuo Corpo

Se ci fissiamo unicamente sul responso della bilancia, perdiamo di vista un aspetto importante: la conoscenza del nostro corpo, che in qualche modo ci parla. Se perdiamo massa grassa, ce ne accorgiamo innanzitutto dai vestiti, che iniziano ad andare più larghi, ma anche al tatto, banalmente quando ci facciamo la doccia.

5. Non Eliminare Intere Categorie di Alimenti

Pane e pasta vengono considerati i grandi nemici della linea, per cui li bandiamo del tutto dalla tavola: questo, però, ci fa adottare una dieta fortemente sbilanciata e carente. Anche in fase di dimagrimento, il 60 per cento del nostro introito calorico quotidiano deve essere rappresentato dai carboidrati, di cui il 90 per cento complessi (pane, pasta, riso, etc), facendo attenzione a preferire le varianti integrali.

6. Non Saltare i Pasti

Mantenere i cinque pasti giornalieri (colazione, pranzo, cena e due spuntini) rappresenta la strategia più efficace per dimagrire e restare in salute: al contrario, per una predisposizione ancestrale, quando l’organismo vive uno stato di “carestia” c’è una naturale tendenza a conservare il grasso come scorta di emergenza.

7. Gestisci lo Stress

Lo stress può farci cercare conforto nel cibo, ma è importante riconoscere che non siamo contenitori da riempire (di cibo). Non sottovalutare il sonno: Il sonno è essenziale per ridurre lo stress e gestire meglio l’alimentazione. Quando non dormi a sufficienza, aumenta il desiderio di zuccheri e grassi.

8. Sii Sincero con Te Stesso e con il Tuo Nutrizionista

La sincerità degli utenti, con sé stessi e con i professionisti che li seguono, non è assolutamente da dare per scontata; tuttavia, su questo aspetto non è possibile intervenire. L'atteggiamento omertoso sul decorso fallimentare della dieta non è infatti così raro. Le persone provano vergogna nel confessare di non avere la giusta motivazione e temono il giudizio del terapeuta. Tuttavia, in questo modo non vengono forniti i presupposti essenziali per migliorare la situazione. Avere difficoltà nel rispettare una dieta dimagrante, quindi, non è una colpa.

9. Considera l'Attività Fisica

Certo è che facendo sport si ottengono anche molti altri benefici, sia a livello salutistico, ma anche nel calo ponderale; ad esempio, l'attività fisica rinvigorisce i muscoli, crea debito di ossigeno e migliora l'utilizzo metabolico dei carboidrati, il che contribuisce ad aumentare il dispendio energetico e a ottimizzare la destinazione dei nutrienti assunti. Anche chi non ha mai fatto sport può beneficiare, ad esempio, dell’allenamento con la cyclette, anche a casa.

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