L'alimentazione è un aspetto fondamentale della prevenzione primaria del cancro. La ricerca scientifica si è impegnata molto in questo settore, tanto che arrivano importanti conferme sul fatto che alcuni fattori quali consumo di alcolici, obesità e fumo di sigaretta, sono associati a un rischio aumentato di sviluppare cancro al seno.
Dopo una diagnosi di carcinoma mammario, per le donne è necessario rivalutare anche il proprio comportamento a tavola. L’alimentazione occupa un aspetto primario per il nostro organismo, sia in caso di salute che in caso di patologie importanti come il cancro al seno. Inoltre, bisogna considerare alcuni effetti collaterali che possono insorgere durante l’iter terapeutico che si sta seguendo.
In questo articolo, esploreremo la correlazione tra alimentazione e cancro al seno, offrendo consigli pratici su cosa preferire e cosa evitare per la prevenzione e il supporto durante le terapie.
Il ruolo della nutrizione oncologica
Il ruolo del nutrizionista è importante, in primis, per prevenire la malnutrizione, condizione che colpisce circa il 75% dei pazienti oncologici e se non corretta può degenerare in cachessia. Inoltre l’aspetto nutrizionale diventa fondamentale in corso di terapia, per contrastare gli effetti indesiderati delle terapie farmacologiche come ad esempio nausea, perdita di appetito, alterazione del gusto e difficoltà a deglutire. Questo è importante al fine di limitare deficit nutrizionali e migliorare la qualità di vita del paziente sia in corso di tumore, che per accelerare la ripresa nel post-intervento, meglio ancora se in affiancamento alla figura medica (vedasi somministrazione di integratori).
L'importanza della composizione corporea
Durante la visita si effettua un’anamnesi clinica (con i dati relativi alla salute tramite esami del sangue e studio dei sintomi) e un’anamnesi alimentare. Successivamente eseguo l’analisi della composizione corporea tramite bioimpedenziometro (BIA), - che mi permette, di valutare la percentuale di massa grassa, liquidi e di massa muscolare, molto rilevante nei pazienti oncologici. Infatti, in questi pazienti il più delle volte si assiste ad una perdita involontaria e progressiva di massa muscolare (ricca delle nostre centraline energetiche: i mitocondri) con conseguente cachessia ossia il deperimento totale sistemico dell’organismo.
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Quindi la composizione corporea è un esame che diventa fondamentale per monitorare la percentuale della massa attiva. Mentre è importante tenere sotto controllo la quantità di massa grassa, in quanto più una persona è in sovrappeso più ci sarà la possibilità di sviluppare recidive.
Alimentazione e tumore al seno: cosa preferire
Gli alimenti universalmente riconosciuti come protettivi contro il cancro si trovano nella nostra dieta mediterranea. Alcuni alimenti però, sono particolarmente importanti per la prevenzione del tumore al seno, come ad esempio, tutti i prodotti vegetali che contengono naturalmente ormoni di origine vegetale chiamati fitoestrogeni.
Oltre all’appunto sul moderare il consumo dei grassi e di prestare attenzione alla loro qualità, la letteratura scientifica ha dimostrato l’esistenza di micronutrienti funzionali per il tumore al seno. Tra questi, i più importanti, sono gli isotiocianati - composti fitochimici presenti nella famiglia delle crucifere - quindi broccoli, cavolfiori e verze. Questi isotiocianati, in particolare quelli del broccolo, contrastano lo stress ossidativo e a differenza di altre molecole anti cancerogene che si trovano in frutta e verdura, ostacolano il metabolismo degli estrogeni, modificandone la struttura chimica ed impedendone la loro azione (rallentando quindi la crescita tumorale).
Sono pertanto molto importanti ed il loro consumo è raccomandato sia nella fase di prevenzione che in corso di tumore. Oltre ai broccoli, sono stati individuati effetti positivi legati al consumo di frutti rossi - fragole, lamponi, mirtilli e melograni - delle carote e dei semi di Chia (per la presenza di omega tre). Infine, il consumo di The verde è raccomandato soprattutto nella fase di prevenzione.
- Frutta e verdura: Molti frutti e verdure sono ricchi di nutrienti vegetali, noti come fitochimici. In particolare, verdure come broccoli, cavolfiori e cavoli sono consigliati in quanto possiedono proprietà antiestrogene. Tale abitudine aiuta a mantenere il peso nella norma diminuendo la densità calorica dei pasti principali, aumenta e prolunga il senso di sazietà e induce l’apporto di fitonutrienti importanti per la salute e di fibra. Inoltre non dovrebbero mai mancare almeno 200 grammi al giorno di verdure a foglia. Tra i vegetali che fanno da scudo protettivo contro l’insorgenza del tumore al seno, infatti, i più efficaci sono soprattutto gli ortaggi a foglia, sia cotti che crudi: spinaci, cicoria, bietola, lattuga e tutte le verdure di questo tipo.
- Cereali integrali: Pane integrale, farina d’avena e altri cereali integrali sono cibi ricchi di fibre. In un individuo sano l’apporto di fibra (almeno 25-30 g al giorno) abbassa il rischio di incidenza di molte malattie croniche come cancro al colon e malattie cardiovascolari, inoltre: rallenta lo svuotamento gastrico aumentando il senso di sazietà, rallenta e diminuisce l’assorbimento di zuccheri, grassi e colesterolo e viene fermentata dalla microflora dando benefici all’ambiente intestinale.
- Proteine: Alimenti che includono proteine come petto di pollo, tacchino, tonno e salmone sono consigliati in quanto garantiscono all’organismo il giusto contributo energetico.
Fitoestrogeni: un'arma a doppio taglio
Alcuni alimenti però, sono particolarmente importanti per la prevenzione del tumore al seno, come ad esempio, tutti i prodotti vegetali che contengono naturalmente ormoni di origine vegetale chiamati fitoestrogeni. Si tratta di sostanze presenti in alcuni tipi di verdure, in grado di mimare, cioè hanno una struttura chimica e un’azione simile agli ormoni femminili. I cibi più ricchi di fitoestrogeni sono la soia e i suoi derivati (latte di soia, tofu, tempeh), tutti i legumi, le fragole, i mirtilli, i lamponi e le pesche.
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La soia è particolarmente dibattuta in riferimento ai tumori al seno perché contiene i fitoestrogeni - ossia estrogeni di origine vegetale, molto simili a livello chimico ai nostri estrogeni, quindi a quelli animali. In corso di tumore al seno vanno evitati tutti gli integratori a base di soia, in quanto, contenendo una concentrazione di fitoestrogeni molto elevata (non comune nel cibo) diventano potenzialmente pericolosi in caso di tumore estrogeno dipendente. D’altro canto, non vi sono evidenze scientifiche tra il consumo di soia come alimento e l’insorgere di tumore mammario. Anzi, si è visto che il consumo di soia può essere protettivo, soprattutto nelle popolazioni abituate al consumo di questo alimento, come ad esempio, le popolazioni asiatiche, mentre per le altre popolazioni si raccomanda un consumo di soia non maggiore del 30% al giorno.
Particolarmente ricca di lignani (un gruppo di fitoestrogeni) è la crusca di frumento che ne è una fonte concentrata. Tutte le verdure contengono fitoestrogeni, ma le crucifere (cavolo rosso, bianco e nero, le cime di rapa, il broccolo romano o quello verde, e i cavolini di Bruxelles) da tempo note per le proprietà anticancro, contengono anche una molecola chiamata indolo-3-carbinolo (I3C) che, come ha dimostrato una recente ricerca, sarebbe in grado di riattivare un gene che contrasta la crescita del tumore.
Alimentazione e tumore al seno: cosa evitare
Per quanto riguarda gli alimenti da evitare, la letteratura scientifica non dà indicazioni circa la necessità di evitare un particolare tipo di alimento, ad eccezione del consumo di carne rossa trasformata - affettati e salumi. C’è infatti una correlazione diretta tra un consumo eccessivo di insaccati e l’insorgenza di tumori, con particolare riferimento al carcinoma del colon-retto. Andranno quindi consumati su base mensile o meglio ancora evitati del tutto.
Quindi, rispondiamo subito alla domanda: la carne rossa fa male? In riferimento alla carne rossa, al contrario di ciò che si pensa, non c’è evidenza scientifica tra il suo consumo e l’insorgenza di tumore alla mammella. Tuttavia, il consiglio è quello di limitarne l’introito ai 200-300 grammi settimanali prestando particolare attenzione alla modalità di cottura - andrebbe prediletta la cottura al vapore o in padella, piuttosto che la cottura alla brace (che facilita lo sviluppo degli IPA - idrocarburi policiclici aromatici - composti con potenzialità cancerogene).
- Carni e prodotti lattiero-caseari: Questi alimenti contengono quantità eccessive di grassi saturi malsani. E’ preferibile limitare il latte e suoi derivati nella donna con cancro al seno; gli estrogeni contenuti nell’alimento sono un fattore di rischio per le recidive. Nelle donne in cui è già stato diagnosticato un cancro al seno, mangiare quotidianamente almeno mezza porzione di latte o formaggi ad alto contenuto di grassi aumenta il rischio di recidiva. Sotto accusa è finito il latte ad alto contenuto di grassi: la bevanda intera, ma anche il burro, le creme, i formaggi stagionati, il gelato e i budini.
- Cibi poco cotti: Alcune delle terapie per la cura del cancro al seno possono impattare in maniera diretta sulla diminuzione del numero dei globuli bianchi, rendendo l’organismo maggiormente vulnerabile alle infezioni. I cibi poco cotti, o totalmente crudi, possono impattare in maniera diretta sulla diminuzione del numero dei globuli bianchi, rendendo l’organismo maggiormente vulnerabile alle infezioni.
Latticini: un caso a parte
Per quanto riguarda il consumo di latticini - formaggi, latte e derivati - non esiste evidenza scientifica di una correlazione legata all’insorgere del cancro al seno. Tuttavia, va fatta una distinzione a livello geografico: le popolazioni che infatti sono abituate al consumo di latticini non presentano un aumento di rischio nel contrarre questo tumore.
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Uno studio del 2019 dimostra infatti come la popolazione britannica (quindi del Nord Europa), nonostante consumi mediamente più di tre porzioni di latticini al giorno non presenti un rischio più elevato di contrarre il tumore al seno. D’altro canto, la correlazione tra consumo di latticini e aumentata probabilità sussiste per le popolazioni asiatiche. Questo aspetto è particolarmente legato alla funzione del microbioma intestinale il quale è responsabile del completamento della nostra digestione.
Il cibo, infatti, ha la capacità di selezionare determinate specie batteriche, responsabili della digestione di particolari alimenti e molecole. Va da sé, quindi, che le popolazioni asiatiche, avendo abitudini alimentari molto diverse da quelle occidentali, hanno selezionato nel tempo microrganismi differenti dai nostri, i quali sono abituati a cibi diversi. Non c’è quindi da stupirsi se molte indicazioni nutrizionali sono diverse in base alla geografia.
Consigli aggiuntivi per uno stile di vita sano
Oltre a seguire una dieta equilibrata, è importante adottare uno stile di vita sano per prevenire il tumore al seno e migliorare la qualità della vita durante e dopo le terapie.
- Praticare uno stile di vita attivo: L’attività fisica per le donne che hanno avuto il tumore al seno è molto importante, gli effetti a breve termine sono: potenziamento del sistema immunitario; miglioramento della velocità di transito intestinale, della modulazione ormonale, della sensibilità all’insulina e diminuzione del grasso corporeo.
- Mantenere il peso corporeo nella norma: Una condizione di sovrappeso od obesità aumenta il rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro, tra cui il tumore al seno. Mantenere un peso nella norma, infatti, permette di controllare il grasso corporeo che, se in eccesso, causa infiammazione cronica, altera il metabolismo e influenza alcuni fattori di crescita e ormoni. Situazioni che favoriscono la crescita di cellule tumorali. Il proprio peso è da considerarsi normale se l’indice di massa corporea (IMC) è compreso tra 18,5 e 24,9. L’IMC si misura dividendo il peso in kg per l’altezza in metri al quadrato.
- Bere acqua: Sembra ovvio ma non è un’abitudine così diffusa, ricordiamo che per integrare l’apporto di acqua possiamo ricorrere a: Frutta e verdura fresche, spremute e centrifugati, zuppe e minestroni, tè e tisane senza zucchero.
- Limitare molto il consumo di alcol: Una delle poche evidenze convincenti a proposito di stile di vita e insorgenza di tumore al seno riguarda il consumo di alcol. È stato dimostrato che un consumo regolare che superi una unità alcolica al giorno (un bicchiere di vino o una birra piccola) innalza il rischio di tumore al seno nelle donne.
- Leggere le etichette: L’etichetta nutrizionale rappresenta l’unico vero strumento tutelato dalla legge che ci da informazioni riguardo l’alimento che acquistiamo. Non dimenticare quindi di leggere sempre le etichette escludendo tutti quei prodotti con una quota elevata di zucchero, sale o grassi saturi.
- Consumare solo occasionalmente alimenti ad alta densità energetica. Si intende quindi consumare occasionalmente dolciumi grassi, bevande gassate e zuccherate, formaggi stagionati, salumi, snack dolci e salati, brioches prodotti da forno elaborati (pizze e focacce con farine raffinate e grassi poco salutari come olio di palma e cocco o strutto). La frutta secca o a guscio, come noci, nocciole e mandorle, non fa parte di questa categoria di alimenti, nonostante il suo elevato apporto energetico apporta grassi buoni, sali minerali e vitamine, proteine e fibra. La giusta dose è circa 30g al giorno.
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