Negli ultimi anni, la "dieta chetogenica" è diventata sempre più popolare. Si tratta di un regime alimentare specifico che riduce significativamente i carboidrati, aumentando l'apporto di proteine e grassi.
Sbilanciando le proporzioni dei macronutrienti, si "costringe" l'organismo a produrre glucosio autonomamente e a consumare più grassi dal tessuto adiposo. Quando i carboidrati sono molto bassi, le cellule usano i grassi per l'energia, tranne i neuroni. Questo processo, chiamato chetosi, produce corpi chetonici che il cervello può usare.
Solitamente, la chetosi si attiva dopo un paio di giorni con 20-50 grammi di carboidrati, ma ci sono eccezioni. È importante ricordare che questa condizione può essere tossica, e il corpo elimina i corpi chetonici attraverso i reni.
La dieta chetogenica ha un forte impatto sull'organismo ed era inizialmente utilizzata per ridurre le crisi epilettiche nei pazienti che non rispondevano ai farmaci. Può essere seguita per perdere peso, ma di solito solo per brevi periodi (massimo qualche settimana). È fondamentale ricordare che non è facile da seguire: anche un piccolo aumento dei carboidrati può interrompere la chetosi.
A volte, prima della chetosi, si possono avere sintomi come nausea, stitichezza, stanchezza e difficoltà respiratorie.
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Settembre è spesso visto come un momento per rimettersi in forma dopo le vacanze. Secondo Paolo Bianchini, nutrizionista, è il momento ideale per ricalibrare l'alimentazione.
Saltare i pasti può sembrare una soluzione rapida, ma è controproducente. Il digiuno altera cortisolo, grelina e leptina, aumentando stress, fame e accumulo di grasso.
Durante le vacanze, gli orari dei pasti spesso cambiano, causando squilibri ormonali e rallentando il metabolismo. Dopo l'estate, è comune aver esagerato con carboidrati e zuccheri.
Sostituire brioche e dolci con colazioni salate per alcune settimane può aiutare a ridurre l'assunzione di zuccheri e aumentare la sazietà.
Le raccomandazioni forniscono informazioni chiare su modalità e tempistiche di somministrazione dei vaccini.
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Le vacanze sono finite, ma i loro benefici non ancora. Anzi, è il momento di mettere a frutto il benessere accumulato durante l’estate, in modo da non disperderlo con l’arrivo dell’autunno.
Come? Non una semplice passeggiata, ma una vera e propria camminata sportiva a passo medio, alla velocità di 6 chilometri all’ora per circa 100 passi al minuto. Ecco come deve essere il “walking” finalizzato al dimagrimento e alla salute del corpo, secondo anche uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine.
Una camminata energica, insomma, con falcata ampia, durante la quale è importante il controllo della postura e del ritmo, impegnativo per consentire di sviluppare una certa potenza perché diventi un’attività allenante.
“Nel mio libro ‘La Dieta della Camminata’ spiego che, per perdere peso, attività fisica e corretta alimentazione vanno di pari passo”, chiosa Sara Cordara, biologa nutrizionista esperta in nutrizione e integrazione sportiva.
“Con una premessa fondamentale: ogni dieta deve essere personalizzata e ritagliata in base alle esigenze di ciascun individuo (i gusti, la tipologia di lavoro, l’età, il sesso, la presenza di patologie, il livello di attività fisica, eccetera). Nel libro propongo diversi schemi alimentari, che preparano alla cosiddetta ‘fase di mantenimento’ - tra le 1500 e le 2000 calorie giornaliere circa - e che può essere presa a modello per una corretta e sana ‘dieta’, intesa come stile alimentare lineare, semplice, senza restrizioni particolari. Ecco in che cosa consiste questo piano alimentare.
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COLAZIONE - 250 ml di latte parzialmente scremato + 4/6 fette biscottate con della confettura senza zuccheri aggiunti, o del miele.
Gli antiossidanti sono degli elementi preziosi per il nostro benessere. Per rispondere a questa domanda è opportuno effettuare un piccolo passo indietro. Dal punto di vista dei meccanismi molecolari, il processo di invecchiamento cellulare, e le malattie che ne conseguono, è legato all’aumento dello stress ossidativo indotto dai radicali liberi.
Per poter prevenire questa serie di eventi dannosi che concorrono all’insorgenza dell’invecchiamento e delle patologie ad esso correlate, gli antiossidanti giocano un ruolo importante. Sono sostanze in grado di neutralizzare l’effetto nocivo dei radicali liberi. Questi ultimi sono composti altamente instabili molto dannosi per l’organismo perché possono accelerare i processi di invecchiamento cellulare e attivare i processi infiammatori.
Sono antiossidanti alcune vitamine, in particolare i carotenoidi (beta carotene), precursori della vitamina A, la vitamina C, la vitamina E. Alcuni minerali, fra cui il manganese, il molibdeno, il rame, il selenio, lo zinco sono invece parte integrante di sistemi enzimatici coinvolti nel complesso network antiossidativo della cellula, così come alcune sostanze definite vitamino-simili come il coenzima Q10, i pigmenti vegetali come i flavonoidi e la clorofilla.
La vitamina C si trova principalmente negli alimenti di origine vegetale, in particolare negli agrumi, ma anche in ribes e kiwi, fra gli ortaggi in particolare modo nei peperoni e nei pomodori e negli ortaggi a foglia verde quali spinaci, cavoli, asparagi.
La fonte principale di vitamina E sono gli oli derivati dai semi come arachidi, girasole, mais e soia. Il coenzima Q si trova sia nel mondo vegetale sia in quello animale. Qualche “dritta”? Si può trovare in diversi parti del vitello, maiale e sardine.
Crema, cappello e protezione: in estate non bisogna trascurare le precauzioni per la nostra pelle. Mantenere la pelle idratata bevendo molta acqua: solo una pelle ben idratata, infatti, apparirà anche luminosa e fresca. La raccomandazione è quella di consumare almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno.
La vitamina A dona alla nostra pelle tantissimi benefici, ad esempio favorisce la sintesi di componenti preziosi come i mucopolisaccaridi, presenti nella cute e nel sottocute, ritarda la formazione delle rughe e neutralizza l'azione dei radicali liberi che accelerano il processo di invecchiamento della nostra pelle.
Per preparare la pelle al sole è bene puntare sugli alimenti ricchi di betacarotene, che nell’organismo si trasformano in vitamina A: frutta e verdura di colore giallo (carote, albicocche, pesche, mango, papaia, arance, melone, susine, ecc.) e le verdure a foglia verde scuro (coste, spinaci, erbette, ecc.).
Importantissima risulta l'azione della vitamina C, che partecipa al processo di formazione del collagene, “proteina-mattone” della pelle, capelli e unghie. La vitamina E protegge la pelle dai raggi UV e dai radicali liberi che la possono danneggiare. Lo zinco, oltre a neutralizzare i radicali liberi, partecipa al processo di costruzione del collagene.