La Dieta di Papa Francesco: Un Esempio di Sobrietà e Salute

I medici hanno consigliato a Papa Francesco di dimagrire per non peggiorare i suoi problemi con la sciatica. Per fortuna, dimagrire non significa rinunciare al gusto e ai cibi che ci piacciono. Scopriamo insieme cosa mangia il Pontefice per mantenersi in forma, tra tradizioni argentine e scelte salutari.

Pasta e Dieta: Un Binomio Possibile

La pasta è un alimento ‘amico della dieta’ perché è ricca di carboidrati complessi a lento assorbimento e per questo protegge il nostro organismo da picchi glicemici, garantendo invece un quasi immediato e prolungato senso di sazietà”. Partendo da questo presupposto, Migliaccio ha elaborato per il Papa una dieta dove un piatto di pasta al giorno non manca mai.

“La pasta, se consumata nelle giuste quantità, si può mangiare ogni giorno nel contesto di un’alimentazione equilibrata e di un corretto stile di vita. Ma grazie al suo elevato potere saziante, è consigliata anche nelle diete dimagranti. Per Papa Francesco io consiglierei tranquillamente una porzione da 80 grammi di pasta al giorno, cucinata al dente e condita con pomodoro, basilico e olio extra vergine d’oliva, o anche in modo diverso. E poi dovrebbe camminare almeno 20 minuti al giorno.

Energetica ma leggera, la pasta è facilmente digeribile e amica del cuore. Inoltre è un importante agente antistress, perché favorisce il rilascio della serotonina. Ed è noto che la prima regola del successo di una dieta sta nel non rinunciare al gusto di mangiare e agli alimenti che ci piacciono.

Gli ultimi dati Istat del rapporto “Noi Italia”, confermano che gli italiani sono i più longevi e magri d’Europa e l’Italia è anche il Paese in cui c’è il minor tasso di incidenza di malattie cardiovascolari e di obesità. Una dieta per tenere il proprio corpo in linea e sempre giovane, come quello di Papa Francesco.

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La Giornata Alimentare del Papa: Frugalità e Semplicità

La dieta di Papa Francesco è una dieta particolare per tenere sveglio anche lo spirito. Il primo appuntamento è con la sveglia. Per Papa Francesco suona alle 4,45. Un particolare a cui prestare attenzione, per chi vuole adottare la dieta del Papa, è di non mangiare subito appena scesi dal letto.

Niente cibo subito e nemmeno caffè al risveglio. Prima di fare colazione, così come fa il vescovo di Roma, occorre aspettare le otto. Dalla sveglia sono trascorse quasi quattro ore senza toccare cibo. La colazione è un pasto piuttosto sobrio e frugale: latte scremato come consigliato dal medico personale per non appesantire l’organismo con troppi grassi, pane, marmellata, biscotti.

Un po’ di frutta o succo di frutta. Il secondo appuntamento a tavola è a pranzo. In genere consuma pasta in bianco, poco pane e qualche dolce. Non manca la frutta e la verdura e in alcuni casi il pollo ruspante senza pelle.

In quanto ai formaggi: yogurt alla frutta, ricotta, stracchino, mozzarella e caciocavallo. Il terzo appuntamento di Papa Francesco con la tavola è alle ore 20:00 quando si siede per la Cena.

Il Cibo come Dono e Strumento: I Precetti di Papa Francesco

Il commiato di Papa Francesco alla vita terrena dello scorso 21 aprile fa ulteriore luce sull’immenso patrimonio di insegnamenti che lascia al mondo e che lo consacra a grande guida spirituale quale è stato nei suoi dodici anni di Pontificato.

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Nella sua Enciclica “Laudato Sii” ogni aspetto dell’esistenza è stato contemplato con l’accorato appello ad una riunione di volontà umane per vivere meglio; tra le raccomandazioni di sicuro l’invito ad una sana alimentazione, al rispetto del pianeta attraverso quel che ci nutre evitando quella “follia del ventre” che da uomini ci ha fatto divenire consumatori dannosi per noi stessi e per l’ecosistema.

Cibo dono di Dio, simbolo di vita. “Dimmi come mangi e ti dirò che anima possiedi. Nel modo di mangiare si rivela la nostra interiorità, le nostre abitudini, i nostri atteggiamenti psichici”: così ha detto Bergoglio nel suo discorso dedicato a “La gola” nel ciclo di catechesi “Vizi e virtù”, dichiarando con sicurezza come l’alimentazione sia la manifestazione di qualcosa di interiore.

“Questo rapporto sereno che Gesù ha stabilito col cibo dovrebbe essere riscoperto e valorizzato, specialmente nelle società del cosiddetto benessere, dove si manifestano tanti squilibri e tante patologie. Si mangia troppo, oppure troppo poco. Spesso si mangia nella solitudine. Si diffondono i disturbi dell’alimentazione: anoressia, bulimia, obesità”, ha continuato a dire toccando con le sue profonde parole il dramma di alcune “dolorosissime malattie legate per lo più ai tormenti della psiche e dell’anima”.

“Se lo consideriamo da un punto di vista sociale, la gola è forse il vizio più pericoloso, quello che sta uccidendo il pianeta - ha aggiunto il Papa durante la stessa udienza generale in Vaticano - perché la voracità con cui ci siamo scatenati, da qualche secolo a questa parte, verso i beni del pianeta sta compromettendo il futuro di tutti”.

Nel corso degli anni non sono mancati da parte di Papa Francesco i richiami più espliciti agli alimenti della Dieta Mediterranea. Si pensi per esempio al messaggio inviato alla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) nel 2021 in occasione della Giornata Mondiale dei Legumi: “Lenticchie, piselli, fagioli e ceci sono un cibo nobile, alimenti semplici e nutrienti che superano barriere geografiche, appartenenze sociali e culturali. Sono privi di superbia e non riflettono lusso”. Va da sé l’invito a seguire una dieta sana che dovrebbe essere un diritto di tutti, seguito dall’appello agli Stati perché incoraggino politiche di educazione pubblica all’inserimento di alimenti nutrienti conformi ad ogni realtà particolare.

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Cosa Mangiava Papa Francesco?

Sergio Dussin, cuoco di tre papi da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI fino a Bergoglio, aveva dichiarato in un’intervista che quest’ultimo mangiava “pane, buon formaggio e pizza”. Oppure riso e pasta in bianco e, come secondo piatto, carne bianca e pesce, non più di due volte a settimana. I dolci non li preferiva ma amava il gelato, il caffè, i prodotti di stagione come frutta e verdura della fattoria di Castel Gandolfo, ai Castelli Romani, sede della residenza pontificia estiva.

Il ritorno alla moderazione, alla frugalità, alla biodiversità, per tutto questo si è speso Papa Francesco. E più volte ha riportato i suoi personali ricordi: “L’insegnamento dei nonni e il rispetto che avevamo per il pane; lo baciavamo mente lo portavamo a tavola e non permettevamo che ne andasse sprecata nemmeno una briciola. Cristo stesso nell’Eucarestia si è fatto pane, pane vivo per la vita del mondo”. E ancora: “Mia madre rimase paralitica dopo aver partorito l’ultimo figlio, il quinto. Quando tornavamo da scuola la trovavamo seduta a pelare patate, con tutti gli altri ingredienti per il pranzo già disposti. Ci diceva come dovevamo mescolarli e cucinarli”.

Insegnamenti espressi con grande sicurezza che confermano il valore della Dieta appartenente ai Popoli del Mediterraneo e la legittimano come miglior modello da seguire in ogni dove, prezioso strumento per la salute del corpo, dell’anima e del mondo che abitiamo.

L'Approccio Francescano alla Tavola

L'approccio alla tavola di Jorge Mario Bergoglio è francescano. La chiusura dell'appartamento del palazzo apostolico e la scelta di vivere decentrato, nella residenza di Santa Marta, ha comportato anche l'epilogo di una cucina esclusivamente riservata ai Papi regnanti.

Francesco vuole una cucina semplice, nella quale a spiccare siano i prodotti di stagione. Tanta frutta e verdura, tutta proveniente dalle fattorie di Castel Gandolfo aperte negli anni Trenta all'interno delle Ville Pontificie.

Come gli antichi padri del deserto che vivevano di sole erbe in un regime di morigeratezza e sobrietà in segno di vicinanza ai poveri e nella consapevolezza che per anelare a Dio occorre rinunciare ai piaceri del mondo, il Papa detta la linea con una cucina al limite dell'austerità. Da quando ha "cambiato diocesi" - come ama dire lui stesso parlando del trasferimento da Buenos Aires a Roma - alterna riso e pasta rigorosamente in bianco. Molta verdura fresca, condita con olio di oliva, e poi tanta frutta. Soltanto raramente chiude i pasti con uno yogurt.

Francesco mangia - primo Papa della contemporaneità a farlo - all'interno di una mensa frequentata da molte altre persone. A chiunque passi da Santa Marta può capitare di trovarsi seduto vicino al vescovo di Roma. Dopo aver scelto di rinunciare all'appartamento al terzo piano del palazzo apostolico perché, ha detto, "mi è sembrato fin da subito un imbuto all'incontrario", pranza e cena in un refettorio dove i posti a sedere sono in tutto una quarantina.

Il tavolo del Papa è in fondo alla sala, senza alcun séparé. Al suo tavolo ci sono spesso seduti i due sacerdoti, uno argentino, l'altro egiziano, che lo aiutano nelle faccende di segreteria. Sovente si fermano altre persone. Francesco la sera, spesso, si serve da solo al buffet, in fila insieme agli altri. Diverse persone in quel frangente lo avvicinano, gli lasciano un biglietto o una lettera. Lui saluta tutti e a tutti risponde, sfruttando quei momenti per tastare il polso delle cose che accadono tutti i giorni, per ascoltare, per conoscere e parlare.

Nostalgia Argentina

Bergoglio non ha nostalgia della sua Argentina. A livello culinario rimpiange soltanto la pizza. O meglio, la pizzeria. "Perché non si ordina una pizza una volta?", gli hanno chiesto. "Sì - ha risposto - ma non è lo stesso... Il bello è andare lì". Stesso discorso per la pasticceria: Bergoglio ne aveva una proprio di fronte all'arcivescovado di Buenos Aires dove andava ogni tanto a prendere gli alfajores (due dischi di biscotti fatti con la maizena e uniti dal dulce de leche) e le empanadas (dei fagottini di pasta ripieni di carne).

La Semplicità a Tavola

Il Papa della prossimità, dunque, è per una cucina normale, semplice. Così del resto, è stato fin dal giorno dell'elezione. Nelle ore successive ai sarti pontifici che gli si avvicinarono comunicò di non volere le scarpe rosse papali. Gli dissero, tuttavia, che sotto l'abito bianco avrebbe dovuto indossare dei calzoni bianchi, come il protocollo prevede. "Dei calzoni bianchi? - rispose - .

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