Dieta Pax Insulinica: Esempio e Principi Fondamentali

Innumerevoli studi hanno ormai dimostrato come la dieta chetogenica rappresenti una giusta strategia non solo per la perdita di peso, ma anche nel trattamento di malattie infiammatorie e degenerative. Quando si parla di chetogenica si fa riferimento ad un regime alimentare che induce una condizione metabolica nota come chetosi fisiologica, basata su una normale assunzione di proteine, una percentuale di grassi bassa, normale od anche molto elevata a seconda dell’obiettivo della dieta, ma sempre una molto ridotta assunzione di carboidrati.

Un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha dimostrato come gli stili alimentari a elevato indice glicemico aumentano in misura considerevole il rischio di mortalità, e la loro relazione diretta con la patogenesi di molte malattie come obesità, sovrappeso, diabete, cancro e malattie cardiovascolari.

"Un vero e proprio autogol per la salute" scrive il Dott. Andrea Grieco, Medico specializzato in Nefrologia e Neurologia, uno dei pionieri a livello internazionale degli studi sulla Matrice Extracellulare e della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI). Grieco nel suo libro La Nutrizione dal 2020 in poi parla di una vera e propria “overdose glucidica”, responsabile, sempre attraverso l’insulina, della formazione del grasso viscerale, un vero e proprio organo endocrino che, producendo citochine infiammatorie, continuamente giorno e notte, deteriora la salute negli anni silenziosamente ma inesorabilmente, e rappresenta una delle cause di malattie devastanti come la sindrome metabolica, il diabete, nonché malattie infiammatorie croniche, autoimmunitarie, cardiovascolari, cerebrovascolari, neurodegenerative e tumori.

La dieta I-Pax è una dieta antinfiammatoria: chi la segue adotta un vero e proprio stile di vita, con un'alimentazione equilibrata e consapevole in grado di ridurre i processi infiammatori, migliorare il metabolismo, riequilibrare i livelli di insulina. Questo tipo di regime alimentare si basa su alimenti antinfiammatori, che sono anche in grado di stabilizzare la glicemia, evitando i picchi di insulina poco dopo aver mangiato. Si prediligono alimenti freschi e naturali, evitando tutto il cibo ultra processato.

Principi Fondamentali della Dieta Pax Insulinica

La chiave della Dieta Antinfiammatoria è mantenere stabile la glicemia, evitando i picchi di insulina che favoriscono l’infiammazione. Per farlo, bisogna fare scelte alimentari mirate, privilegiando alimenti freschi e naturali ed evitando quelli ultra-processati. Seguire una dieta antinfiammatoria non significa solo eliminare alcuni cibi, ma adottare un nuovo approccio all’alimentazione, più equilibrato e consapevole e si basa su principi che aiutano a stabilizzare i livelli di insulina, ridurre i processi infiammatori e migliorare il metabolismo, con benefici che vanno dal controllo del peso al benessere intestinale e ormonale.

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Un quadro che delinea in converso la necessità di un urgente cambio di rotta:

  • Un freno ai cibi insulinogeni come pane, pasta, pizza, legumi, patate, mais, cereali integrali e non.
  • Un’attenzione da porre anche alla quantità assunta di frutta, che non va certo eliminata ma consumata con la consapevolezza degli effetti che il suo quantitativo di zuccheri ha sul metabolismo.
  • Introduzione di forme di mini-digiuno.
  • E’ altrettanto importante un allungamento dell’intervallo tra un pasto e l’altro, saltando regolarmente su base settimanale uno o più pasti o allungando l’intervallo temporale tra un pasto e quello successivo.
  • Moderazione delle quantità di cibo ingerito, in netto contrasto con la ipernutrizione imperante.

Esempio di Schema Alimentare: Il Metodo 3-1-3-1

Il regime alimentare della Pax Insulinica permette per più giorni di mantenere la glicemia entro valori contenuti, in grado di evitare l’eccesso di stimolazione della secrezione di insulina, attraverso il facile schema 3-1-3-1.

A proposito comunque di diete chetogeniche, Cerusico e Grieco altresì sottolineano che si tratta di un regime alimentare non semplice da seguire, e per il quale è fortemente sconsigliato il “fai da te”.

Sindrome Metabolica e Dieta

La sindrome metabolica non è una malattia ad eziologia uni-fattoriale, bensì una condizione clinica caratterizzata da più elementi predisponenti e reciprocamente ingravescenti; questi fattori, uniti l'un l'altro, aumentano significativamente il rischio di diabete mellito tipo 2, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, ipertensione, aterosclerosi, infarto miocardico, ictus cerebrale, invalidità permanente e morte.

La sindrome metabolica è strettamente correlata e costituita da:

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  • Sovrappeso (BMI >24,9), obesità (BMI > 30,0) e obesità viscerale, con circonferenza addominale superiore a 88cm nelle donne ed a 102cm negli uomini
  • Alterazione del metabolismo glucidico, con glicemia a digiuno maggiore a 110mg/dl
  • Alterazione del metabolismo lipidico: Ipercolesterolemia con colesterolo totale > 200mg/dl, HDL < 40mg/dl nell'uomo e < 50mg/dl nella donna, LDL > 160mg/dl
  • Ipertrigliceridemia con trigliceridi > 150mg/dl
  • Alterazione (aumento) della pressione sanguigna con livelli > 85/135mmHg.

In caso di sindrome metabolica si osservano frequentemente diverse comorbilità, come: steatosi epatica grassa, iperuricemia (nei soggetti predisposti), litiasi biliare, calcolosi renale (nei soggetti predisposti), disordini gastro-esofagei (reflusso gastroesofageo, ernia iatale ecc), sintomi di alterazione intestinale (colon irritabile) ecc.

La diagnosi di sindrome metabolica è piuttosto articolata poiché subordina alle singole alterazioni metaboliche di cui sopra e, per ottenere una positività alla sindrome metabolica propriamente detta, è necessario che vengano confermati almeno 3 dei 4 fattori di rischio sopra menzionati.

Il primo intervento nella lotta alla sindrome metabolica è la dieta associata ad attività fisica. La dieta per la sindrome metabolica è finalizzata al ripristino dell'omeostasi generale; per raggiungere tale scopo, è necessario prima di tutto effettuare un dimagrimento utile ed incisivo sui parametri metabolici, riducendo la massa grassa e (possibilmente) tonificando/ipertrofizzando quella magra.

Caratteristiche della dieta per la sindrome metabolica:

  • Apporto di tutte le vitamine e dei sali minerali nelle razioni raccomandate
  • Apporto di almeno 30g/die di fibra alimentare (modulatrice dell'assorbimento di grassi e zuccheri, regolatrice della peristalsi intestinale, saziante e prebiotica)
  • Apporto di colesterolo < 200mg/dl
  • Apporto significativo di alimenti ricchi di antiossidanti, fitosteroli, lecitina e altre molecole utili all'organismo
  • Predilezione per alimenti contenenti carboidrati a medio-basso INDICE glicemico (moderazione del picco insulinico)
  • Predilezione per alimenti ricchi di acidi grassi essenziali della famiglia ω‰3 e ω‰6 (riducono i trigliceridi nel sangue, hanno un'azione positiva sul colesterolo, riducono la pressione arteriosa, e se assunti nel giusto rapporto fluidificano il sangue e sono anti-infiammatori, ecc)
  • Eliminazione del sale da cucina aggiunto e limitazione degli alimenti conservati
  • Aumento degli alimenti grezzi, non lavorati, soprattutto quelli ad ampio contenuto di potassio e magnesio
  • Eliminazione degli alimenti dolci.

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