Bulimia: Cause, Sintomi, Conseguenze e Trattamenti

La bulimia è uno dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Si caratterizza per l’eccessiva assunzione di cibo, le cosiddette abbuffate, seguite da episodi volti a liberarsi della quantità di cibo ingerita, con metodi quali il vomito autoindotto o l’uso di lassativi.

Cos'è la Bulimia?

La Bulimia Nervosa è un disturbo alimentare in cui una persona segue una modalità di alimentarsi distruttiva per cercare di controllare il proprio peso. Le persone che soffrono di Bulimia tendono ad abbuffarsi consumando grandi quantità di cibo in un breve periodo di tempo questo seguito da tentativi di eliminare il cibo dal loro corpo tramite l'uso di lassativi o autoinducendosi il vomito. Questi comportamenti sono tenuti segreti e carichi di forti emozioni sgradevoli. In aggiunta allo stress mentale, queste condotte di abbuffata ed eliminazione, producono danni al corpo.

Diversamente da chi soffre di Anoressia, le persone con Bulimia non mostrano una significativa perdita di peso ma comunque le complicazioni dovute al disturbo sono serie e possono mettere a rischio la vita.

Tale circolo tende ad autoperpetrarsi tra preoccupazione per il peso, dieta ferrea, abbuffate e condotte di compenso. Paradossalmente la dieta ferrea aumenta la probabilità e la frequenza delle abbuffate.

Prevalenza ed Esordio

L’esordio si ha generalmente in un’età compresa tra i quindici e i venticinque anni, con un picco nella fascia d’età che va dai 17 ai 19. Nei paesi occidentali la prevalenza è di circa un caso ogni cento giovani donne. Anche se forse i dati di prevalenza e incidenza tendono a sottostimare la dimensione effettiva del fenomeno.

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Cause della Bulimia

Non esiste una causa specifica che induca l’insorgenza di questa condizione, tuttavia esistono dei fattori predisponenti correlati allo stato psicologico ed emotivo della persona, al contesto socio-culturale in cui vive e alle relazioni interpersonali instaurate. Per la maggior parte si tratta, dunque, di fattori psicologici che influenzano il comportamento alimentare.

Tra i fattori predisponenti possono esserci, ad esempio, le complicanze gravidiche e i danni perinatali, la presenza di familiari che soffrono o hanno sofferto di un disturbo alimentare, avere una bassa autostima e considerazione personale o essere troppo perfezionisti, le difficoltà interpersonali e l’insoddisfazione della propria immagine.

A questi, di solito, si aggiungono uno o più “fattori scatenanti”, per esempio lutti, eventi traumatici, la fine di una relazione importante, cambiamenti di vita (come un cambio di scuola o di città).

Spesso l’ossessione per il peso corporeo deriva anche da pressioni legate allo sport o al lavoro: per esempio ballerine e attrici sono soggetti a forte rischio di sviluppare disturbi alimentari, in quanto sono costrette a mantenere una certa immagine e un determinato peso corporeo.

Sintomi della Bulimia

I sintomi che possono far pensare alla bulimia sono:

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  • Abbuffate ricorrenti caratterizzate da eccessiva voracità nel consumare cibo e dalla perdita di controllo dell’atto del mangiare. Le abbuffate ricorrenti consistono di mangiare per un determinato periodo di tempo quantità di cibo superiori rispetto alla norma.
  • Comportamenti di compensazione: il più frequente è il vomito autoindotto, ma alcune persone assumono anche lassativi e diuretici con lo scopo di non assimilare tutte le calorie introdotte con il cibo.
  • Preoccupazione estrema per il proprio peso corporeo.

Conseguenze Mediche della Bulimia

Le complicanze mediche, spesso sottovalutate, sono conseguenti sia delle abbuffate sia delle condotte di compenso. Se non trattati in tempi e con metodi adeguati, i disordini alimentari possono diventare una condizione permanente e nei casi gravi portare alla morte, che solitamente avviene per suicidio o per arresto cardiaco.

Ricorrenti abbuffate e condotte di eliminazione richiedono sforzo fisico e possono portare ad un generale senso di debolezza e fatica.

Sistema Digerente

Gola dolente o mal di stomaco sono i primi e ovvi danni fisici collaterali evidenti. Una cronica autoinduzione del vomito causa una varietà di sintomi nel tratto digerente, a cominciare dalla bocca. L'alto contenuto di acidi del vomito può danneggiare i denti, causando l'erosione dello smalto, sensibilità dentale e danni da masticazione di gomme. Guance o bocca gonfie possono insorgere dall'ingrossamento delle ghiandole salivari. Vomito eccessivo può causa dolore o gonfiore alla gola.

L'acido può irritare o creare lacerazioni all'esofago. Sangue nel vomito è indice di danni all'esofago. Anche lo stomaco può irritarsi. Acidità di stomaco, bruciori allo stomaco e reflussi acidi sono comuni.

Mettersi le dita in gola è un modo in cui le persone con Bulimia si inducono il vomito. Fare questo molte e molte volte può creare cicatrici sulla pelle di dita e mani (segno di Russel) dovute all'esposizione agli acidi.

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Un altro modo di liberare il corpo dal cibo è l'uso di diuretici, pillole dietetiche o lassativi. Il sovrautilizzo di questi prodotti può portare a difficoltà nei movimenti intestinali senza farne uso. Un uso scorretto di diuretici può danneggiare i reni. Danni all'intestino possono causare gonfiore, diarrea o stitichezza. Costringere l'intestino a movimenti frequenti porta ad avere problemi di emorroidi.

Sistema Circolatorio

Frequenti condotte di eliminazione portano a disidratazione, portando a pelle secca, muscoli deboli ed estrema fatica. Vomitando si va verso uno squilibrio elettrolitico. Bassi livelli di potassio, magnesio e sodio sono frequenti. Questo provoca difficoltà al cuore e può causare aritmie, indebolimento del muscolo cardiaco e insufficienza cardiaca.

La Bulimia può causare pressione bassa, polso debole e anemia. L'espulsione del cibo è un evento violento. La forza con cui avviene può causare la rottura di vasi sanguigni negli occhi.

Sistema Riproduttivo

La bulimia interferisce con il ciclo mestruale o lo interrompe del tutto. Uno squilibrio ormonale e stanchezza possono sopprimere il desiderio sessuale.

Altre Complicanze

La bulimia, e i disturbi alimentari in generale, possono causare severe complicanze per la salute della persona affetta. Alcune sono:

  • Disidratazione, che può condurre a situazioni cliniche più importanti come disturbi renali.
  • Problemi cardiaci, spesso individuati come irregolarità dei battiti.
  • Erosioni dentali dovute al passaggio di vomito (costituito dal materiale acido presente nello stomaco). Il vomito ripetuto, inoltre, può condurre ad una cospicua e permanente perdita dello smalto dentale, specialmente dei denti incisivi; questi diventano scheggiati, intaccati.
  • Problemi del tratto digestivo: erosioni esofagee e rilassamento dello sfintere esofageo inferiore dovuti alla ripetuta induzione del vomito, oppure alterazioni della funzione intestinale dovute all’assunzione continua di lassativi. Gastriti, esofagiti, emorroidi, prolasso rettale sono tra le altre patologie secondarie al vomito frequente e all’abuso di lassativi.
  • Ansia e depressione.
  • Assenza di ciclo mestruale. Altri effetti fisici a lungo termine della bulimia nervosa e dei potenziali rischi sono l’interruzione del ciclo mestruale problemi di fertilità correlati.
  • Abuso di alcol e droghe.
  • Anche la stanchezza cronica causata dal costante esaurimento delle sostanze nutritive durante gli svuotamenti è un rischio, oltre a futuri problemi di salute delle ossa, a causa della perdita di calcio.

Segno di Russel

Uno degli effetti di bulimia più diffusi è il “segno di Russell”: calli sulle nocche e sulle mani causati quando si induce il vomito. Con questa pratica, infatti questa parte della mano sgratta contro i denti.

Squilibrio Elettrolitico

Il vomito ripetuto e l’abuso di lassativi o diuretici inducono scompensi dell’equilibrio elettrolitico, soprattutto riducono i livelli ematici di potassio, con serie ripercussioni a livello cardiaco, renale, cerebrale. Chi compensa per molto tempo presenta uno squilibrio degli elettroliti persistente, con il rischio che ciò influisca sulla funzione cardiaca e renale.

Diagnosi della Bulimia

Per effettuare la diagnosi di bulimia, oltre alla visita medica e agli esami di laboratorio sul sangue e sulle urine, è fondamentale la valutazione psicologica con un esperto di disturbi del comportamento alimentare.

I criteri che si utilizzano per diagnosticare la bulimia sono stabiliti dall’American Psychiatric Association e comprendono diversi parametri da considerare:

  • Ricorrenti episodi di abbuffata, che sono definiti come l’introduzione in un determinato arco di tempo di una quantità di cibo maggiore di quella che la maggior parte delle persone sarebbe in grado di mangiare nello stesso tempo e nelle stesse circostanze.
  • Sensazione di perdita di controllo di ciò che si mangia durante l’episodio.
  • Presenza di comportamenti inappropriati finalizzati al controllo di peso (vomito autoindotto, utilizzo di lassativi o diuretici, digiuno, intensa attività fisica).
  • Le crisi bulimiche e i comportamenti di compensazione devono avvenire almeno due volte alla settimana per tre mesi.
  • Insoddisfazione del proprio aspetto, vergogna, e una eccessiva importanza data alla propria figura per determinare la stima di se stessi.

Trattamento della Bulimia

Obiettivo principale del trattamento è, innanzitutto, quello di normalizzare il comportamento alimentare. Fortunatamente, esiste un trattamento per la bulimia valido e collaudato, con solide prove della sua efficacia. Il trattamento si svolge quasi sempre in un ambiente ambulatoriale (consultare un terapista una volta alla settimana), a meno che non ci siano altri problemi che richiedono un ricovero ospedaliero. Cercare un trattamento per la bulimia il più presto possibile è molto importante, sia in termini di riduzione del rischio degli effetti collaterali fisici a lungo termine e duraturi, sia perché è noto che si riscontrano risultati migliori se la bulimia e gli altri disturbi vengono trattati per tempo.

Il primo passo consistente in interventi cognitivi tesi a interrompere il circolo vizioso restrizione-abbuffata-vomito, attraverso procedure come colloqui informativi e motivazionali, concettualizzazione del disturbo e condivisione con il paziente. Vengono poi usate procedure cognitive per identificare e modificare le idee disfunzionali alla base del disturbo e tecniche comportamentali. Tra queste in particolare si usano la procedura di esposizione e prevenzione della risposta, che consiste nell’assunzione di cibo alla presenza di un operatore e in condizioni in cui le condotte di compenso vengono bloccate. La terza fase prevede l’applicazione di procedure finalizzate a mantenere i risultati raggiunti durante il trattamento.

Il trattamento psicoterapico è frequentemente associato a una terapia farmacologica. Il trattamento farmacologico si è dimostrato efficace nella riduzione della frequenza delle abbuffate, del vomito, delle ruminazioni sul cibo e sul peso. Inoltre, produce un miglioramento dell’umore e aumenta la collaborazione alla psicoterapia. Nella gran parte dei casi la terapia della bulimia è ambulatoriale.

La bulimia è un disturbo multifattoriale che richiede terapie da più fronti. Vi è un sottogruppo di pazienti con disturbo del comportamento alimentare che presentano frequenti episodi di abbuffate seguite da vomito autoindotto. Queste pazienti sembrano soffrire di un disturbo peculiare che si basa su una compulsione piacevole, “la sindrome da vomiting”, e rispondono ad interventi terapeutici ad hoc, volti a trasformare il rito piacevole in una esperienza sgradevole per estinguerne la sua ripetizione compulsiva.

Tabella Riassuntiva delle Complicanze della Bulimia

Sistema Complicanze
Digerente Gola dolente, mal di stomaco, erosione dello smalto dentale, gonfiore delle ghiandole salivari, esofagite, gastrite, emorroidi, prolasso rettale
Circolatorio Disidratazione, squilibrio elettrolitico (bassi livelli di potassio, magnesio, sodio), aritmie, indebolimento del muscolo cardiaco, insufficienza cardiaca, pressione bassa, anemia
Riproduttivo Irregolarità o interruzione del ciclo mestruale, squilibrio ormonale, diminuzione del desiderio sessuale, problemi di fertilità
Generale Debolezza, fatica cronica, problemi renali, problemi alle ossa (a causa della perdita di calcio)

Prevenzione della Bulimia

Le possibilità di prevenzione dei disturbi dell’alimentazione sono legate principalmente al contesto sociale e alle relazioni interpersonali. Non è, infatti, possibile prevenire in maniera assoluta questa malattia, ma, essendo la causa di origine psicologica, è possibile offrire supporto ai soggetti emotivamente più suscettibili e nella fascia di età a rischio.

Questi disturbi insorgono prevalentemente in età adolescenziale, un periodo importante di transizione per tutti, in particolare per le ragazze; è molto importante, dunque, osservare il comportamento delle adolescenti: se si osservano elementi che potrebbero far sospettare un disturbo alimentare o se le amiche frequentate soffrono di disturbi dell’alimentazione, è importante fornire sostegno psicologico.

Può essere utile discuterne con un pediatra o con il medico di famiglia.

Mangiare e vomitare senza volerlo è un sintomo che non dovrebbe essere ignorato. Può essere il campanello d’allarme di condizioni mediche o psicologiche che richiedono attenzione.

Ricorda che chiedere aiuto è un segno di forza, non di debolezza. Esistono professionisti pronti a offrire supporto e guidarti nel percorso di guarigione.

La tua salute è importante. Se tu o qualcuno che conosci sta affrontando difficoltà legate all’alimentazione o al vomito involontario, non esitare a cercare aiuto professionale.

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