La cirrosi epatica è una malattia caratterizzata dalla distruzione di una parte consistente delle cellule del fegato, con la loro sostituzione ad opera di tessuto fibroso simile a quello costituente le cicatrici e completo sovvertimento dell’architettura. La cirrosi epatica è una malattia cronica irreversibile del fegato, caratterizzata da un andamento lento e progressivo.
Incidenza e Cause della Cirrosi Epatica
In Italia, vi sono circa 30-60 casi di cirrosi per 100.000 abitanti /anno, corrispondenti ad un totale di 26.000 nuovi casi per anno. Nel nostro paese, le cause più comuni della cirrosi epatica sono: le epatiti virali croniche (epatite B o epatite C) ed il consumo eccessivo di alcool (cirrosi post-etilica). L’Epatite C da sola o in combinazione con alcool ed epatite B è presente nel 72.1% dei casi. Alcune forme di cirrosi sono dovute a malattie genetiche che determinano un accumulo nel fegato di alcuni minerali, come il rame o il ferro o a meccanismi autoimmuni.
Diagnosi e Complicanze
La cirrosi epatica può decorrere per lungo tempo senza sintomi specifici. La diagnosi può essere difficile da fare in quanto l’esame clinico può non aiutare e le analisi del sangue non sempre forniscono informazioni sullo stato funzionale del fegato. Può essere di aiuto conoscere le abitudini alimentari (ad es. consumo di alcolici), quali farmaci vengono assunti e se esistono malattie epatiche tra i famigliari. E’ in questa fase definita della “cirrosi compensata”, che andrebbe posta la diagnosi, perché è più facile trattare le cause e bloccare l’evoluzione della malattia.
La diagnosi di cirrosi è invece semplice quando iniziano a comparire le complicanze della malattia. Circa il 3% ogni anno dei soggetti affetti da cirrosi epatica sviluppa un tumore del fegato. Questa percentuale aumenta nelle forme correlate all’infezione dal virus dell’epatite virale C. L’epatocarcinoma può essere però precocemente identificato e curato mediante programmi di sorveglianza con effettuazione sistematica del dosaggio dell’alfa-fetoproteina e di ecografia epatica ogni 6 mesi.
Gestione delle Complicanze
Se compaiono rigonfiamento delle caviglie (edemi) e dell’addome (ascite), va impostata una dieta povera di sale e vanno prescritti diuretici. Per ridurre il rischio di sanguinamento o per impedire il ripetersi di una emorragia digestiva, vengono prescritti farmaci (beta-bloccanti) che riducono la pressione del sangue nelle varici esofagee. L’assunzione di questi farmaci non deve essere mai interrotta bruscamente.
Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina
Gli estratti di fegato sono inutili; i prodotti di erboristeria sono inefficaci e talvolta dannosi e tossici. In linea generale, l’esistenza di una malattia cronica di fegato deve rendere molto prudenti nell’assunzione di farmaci. La maggior parte dei farmaci viene metabolizzata dal fegato e nel paziente con cirrosi gli effetti sono spesso alterati. Alcuni farmaci sono meno attivi, mentre altri divengono più attivi e possono determinare effetti indesiderati.
Principi Generali della Dieta per la Cirrosi Epatica
In linea di massima è necessario limitare l’introduzione di zuccheri semplici, talvolta quella di proteine (formaggio e carne) e di liquidi. Una dieta con apporto proteico definito va effettuata solamente in chi presenta ricorrenti episodi di encefalopatia epatica. Se possibile, deve essere eliminata la malattia che ha determinato la cirrosi. In caso di alcolismo il paziente deve essere astinente (non assumere più alcolici) da molti mesi.
La dieta deve essere bilanciata, adeguata alle esigenze della persona e al suo reale fabbisogno energetico: evitare di mangiare tanto per non ingrassare, o di mangiare meno per non dimagrire, migliora il decorso della malattia. Evitare di insaporire primi piatti e passati di verdura con il sale. In presenza di cirrosi, la mancanza di appetito, l’alterazione del gusto, la nausea, il vomito, la sazietà precoce e le restrizioni alimentari non giustificate sono tra le principali cause di denutrizione. Attenzione, però, perché chi ha la cirrosi epatica con ascite può diminuire di peso (massa magra) anche se la bilancia non lo rileva. In presenza di encefalopatia epatica va posta attenzione alla qualità e quantità dei secondi piatti, in quanto è consigliabile una riduzione delle proteine.
Importanza della Valutazione Nutrizionale
La valutazione dello stato nutrizionale dovrebbe essere alla base di una corretta gestione del Paziente con cirrosi epatica, ma risulta di non semplice esecuzione, in quanto in questa tipologia di Pazienti non è stato identificato né validato alcun indicatore attendibile. Parametri di valutazione nutrizionale (biochimici, antropometrici e impedenziometrici) risultano sufficientemente precisi e applicabili nei Pazienti con malattia epatica compensata, ma in fase di scompenso (ascite o edema, ridotta funzione di sintesi epatica, sanguinamento gastrointestinale) i tradizionali metodi di valutazione nutrizionale diventano più difficili da interpretare.
Per esempio, le concentrazioni sieriche di albumina non sono considerate un parametro di valutazione nutrizionale valido, in quanto influenzate dalla funzione di sintesi alterata del fegato, dalle perdite dovute alle paracentesi e dall’ infusione di albumina.
Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa
Alimenti Consigliati e da Evitare
È sempre opportuna una dieta varia ed equilibrata. In caso di sovrappeso, dislipidemia o accertata insulino-resistenza, ridurre l’introito di carboidrati a rapido assorbimento e di grassi animali, mantenendo un introito adeguato di proteine. È importante mantenere una costante attività fisica, compatibile con le proprie condizioni cliniche generali (sport leggero, passeggiate a passo veloce), evitando tuttavia sforzi fisici eccessivi in presenza di scompenso.
I Pazienti con cirrosi compensata non devono limitare l’introito calorico (35-40 kcal/kg/ die), né quello proteico (1,2-1,5 g/kg/die). È indicato consumare 4-6 piccoli pasti durante il giorno, compreso uno snack prima di coricarsi, per ridurre i periodi di digiuno, che possono accentuare il catabolismo.
Gestione dell'Ascite e dell'Encefalopatia Epatica
L’ascite è la complicanza più frequente e la maggiore causa di ospedalizzazione dei Pazienti cirrotici. Il Paziente con ascite, specie quando refrattaria, presenta una grave malnutrizione e sarcopenia. Il riposo a letto, la restrizione idrica (<1,5 L/die) e una dieta moderatamente iposodica (2 g/die) sono i primi presidi terapeutici. Un adeguato supporto nutrizionale deve essere stimolato e controllato e un’eventuale supplementazione orale o parenterale deve essere considerata. Non esistono studi sull’uomo che valutino il ruolo della dieta nella prevenzione o nel trattamento della peritonite batterica spontanea; tuttavia, la malnutrizione predispone a traslocazione batterica e a PBS come dimostrato in studi sugli animali.
In caso di encefalopatia epatica si consiglia un introito calorico di 30-40 kcal/kg/die con una dieta normo proteica, preferendo vegetali e latticini ed eventualmente integrando con aminoacidi a catena ramificata, per via orale o, meglio, parenterale. Inoltre, il consumo di fibre dovrebbe essere di 25-45 g/die. Il supporto nutrizionale per via enterale ha indicazione solo nei soggetti gravemente malnutriti in lista d’attesa per trapianto.
Alimenti da Evitare
Astensione da tutte le bevande alcoliche (vino, birra, aperitivi, superalcolici). Giova precisare che la dieta alimentare sarà differente, a seconda dello stato evolutivo della malattia.
Leggi anche: Benefici di una dieta sana
Esempi di Dieta
Di seguito sono riportati esempi di diete per diverse fasi della cirrosi epatica:
Cirrosi Epatica in Fase di Compensa
La dieta dovrà essere iperglicidica, ipolipidica e iperproteica.
- Caffè e tè se tollerati e/o graditi
- Latte parzialmente scremato gr. 150
- Fette biscottate gr. 20
- Marmellata gr. 30
- Zucchero gr. 10
- Pasta gr. 130
- Parmigiano grattugiato gr. 5
- Carne gr. 120
- Formaggi e latticini gr. 100
- Pane gr. 160
- Verdure e ortaggi gr. 400
- Frutta gr. 400
- Olio di oliva gr. 20
Cirrosi Epatica in Fase Ascitica
La dieta deve essere moderatamente ipolipidica e iposodica severa.
- Caffè e tè se tollerati e/o graditi
- Latte scremato gr. 180
- Pane tostato senza sale gr. 200
- Marmellata gr. 30
- Zucchero gr. 30
- Pasta gr. 130
- Carne gr. 120
- Formaggi e latticini gr. 100
- Verdure e ortaggi gr. 300
- Frutta matura gr. 400
- Olio di oliva gr.
Ulteriori Raccomandazioni
Vanno mantenuti in buon stato, per evitare infezioni generalizzate da microrganismi presenti in bocca, favorite anche dalle diminuzione delle difese immunitarie presenti nel cirrotico. La cirrosi può rallentare i riflessi nella metà dei casi. E’ necessaria una grande prudenza nella guida dell’auto. In presenza di una iniziale compromissione epatica può essere continuato, anzi, va incoraggiato un lavoro non pesante.
Non è controindicato andare in aereo o in alta montagna. Se presenti varici esofagee a rischio di sanguinamento, non vanno effettuati viaggi lunghi, specie in aree a basso livello sanitario. Sono fortemente raccomandate le vaccinazioni contro l’epatite A e B. E’ permessa una attività fisica non impegnativa e regolare. Per contro, sono sconsigliati sforzi fisici ( ad es. sollevamento di mobili o di pesi importanti) che aumentino la pressione intratoracica, soprattutto se presenti varici esofagee.
E’ poco o nulla compromessa nelle forme iniziali di cirrosi. In caso di cirrosi avanzata si osserva invece impotenza nell’uomo e amenorrea nella donna. E’ necessario portare una fascia. La pelle che ricopre l’ernia, estremamente fragile, va protetta con un tessuto delicato. Anche la cute delle gambe è generalmente molto fragile nel cirrotico. Una cattiva cicatrizzazione dopo piccolo traumatismo può provocare una ulcera cronica. E’ necessario avere una buona igiene, evitare minimi traumi (ad es. durante il giardinaggio), disinfettare e ricoprire bene le ferite.
La vaccinazione contro l’epatite A e B è fortemente raccomandata, in assenza di marcatori di pregresso contatto con questi virus. Sono consigliate le vaccinazioni anti-influenzale e anti-pneumococcica.
Il Ruolo del Microbiota Intestinale
Il gut microbiota (la cosiddetta flora intestinale ) è implicato nella patogenesi e nella progressione della cirrosi, e una diminuzione progressiva della diversità microbica è stata osservata in soggetti sani, negli individui con cirrosi compensata e in quelli con malattia scompensata.
La dieta è il principale fattore che determina la composizione del macrobiota intestinale. Uno studio ha evidenziato come i pazienti con cirrosi epatica che seguono una dieta mediterranea ricca di verdure e prodotti a base di latte fermentato, yogurt, caffè, tè e cioccolato presentano una maggiore diversità microbica intestinale e un minor rischio di ospedalizzazione rispetto a soggetti che non seguono tale regime alimentare.
Consigli Pratici per la Dieta Quotidiana
Considerando la condizione di cirrosi epatica compensata, è fondamentale seguire una dieta equilibrata per proteggere il fegato e mantenere una buona salute.
Dolci
È importante limitare il più possibile l’assunzione di zuccheri semplici. I dolci, soprattutto quelli ricchi di zucchero e grassi, dovrebbero essere consumati con molta moderazione e molto saltuariamente. In alternativa, puoi scegliere frutta fresca o dolci a basso contenuto di zuccheri e grassi. Come frequenza, non consumare alimenti dolci più di una volta alla settimana.
Formaggi
I formaggi possono essere ricchi di grassi saturi e sale, quindi è meglio limitarne il consumo, soprattutto quelli stagionati. Se desidera consumare formaggi, opti per quelli freschi a basso contenuto di grassi, come la ricotta o il formaggio spalmabile light, e cerchi di non eccedere nelle porzioni. Come quantità non superi i 150 g di formaggi stagionati alla settimana, oppure, in alternativa, 300 di formaggi freschi tipo ricotta o primo sale o light tipo Jocca.
Inoltre, si consiglia di seguire una dieta povera di sodio, limitando il sale come condimento e tutti gli alimenti molto salati, per evitare problematiche ipertensive e di ritenzione idrica.
Alimenti Benefici per il Fegato
Un’alimentazione sana per il fegato è importante perché questo organo svolge molte funzioni fondamentali per l’organismo. Molte malattie del fegato possono infatti essere prevenute con una dieta corretta, come la steatoepatite non alcolica (o malattia del fegato grasso non alcolico), che colpisce 1 persona su 4.
- Assumere almeno 5 porzioni al giorno di verdura e frutta.
- Limitare cibi processati, grassi, molto salati, che possono infiammare e portare disturbi al fegato.
- Sì ai grassi insaturi, che in quantità moderate aiutano a sentirsi sazi, forniscono sostanze che servono per la produzione di macromolecole utili all’organismo (come alcuni ormoni sessuali) oltre a contenere vitamine (come la vitamina E).
- In particolare, sono consigliati al massimo 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva oppure olio di lino al giorno e 2 porzioni la settimana di pesci grassi, contenenti omega-3 e omega-6.
- Verdure a foglia verde.
- Caffè.
- Tè verde.
- Olio d’oliva.
- Frutta secca.
- Fiocchi d’avena integrali.
- Con il loro contenuto in fibre, favoriscono la digestione, aiutano a sentirsi sazi e prevengono il rischio di alcuni disturbi.
Conclusioni
Prendersi cura del proprio fegato attraverso una dieta equilibrata e uno stile di vita sano è fondamentale, specialmente in presenza di cirrosi epatica. Consultare sempre un medico o un dietologo per un piano alimentare personalizzato.