Dieta per Anziani Allettati: Linee Guida per una Nutrizione Adeguata

Con l’età, le necessità alimentari cambiano a causa delle modificazioni dell’organismo e delle patologie che possono svilupparsi. In Italia, la popolazione è sempre più anziana e, stando ai dati ISTAT 2022-2023, oltre 1 ultrasessantacinquenni su 2 ha una patologia cronica, come tumori e malattie cardiache. L’alimentazione sana negli anziani è uno dei fattori fondamentali per una migliore qualità di vita insieme a un’attività fisica frequente e all’evitamento di fumo e alcolici. Ma abitudini pregresse e fattori come isolamento e depressione possono portare la persona ad approcciarsi al cibo in modo poco sano.

Cambiamenti Fisiologici e Nutrizionali nell'Anziano

  • Riduzione del metabolismo: Si spendono meno energie, diminuisce la massa magra e quindi cala il fabbisogno di calorie.
  • Alterazione del senso del gusto e dell’olfatto: Con l’avanzare dell’età, è possibile che si perda in modo più o meno importante il senso del gusto o che si percepiscano i sapori e gli odori in modo diverso. Questo può far perdere la voglia di mangiare in alcune persone.
  • Problemi di masticazione: La perdita dei denti, più comune con l’età e soprattutto dove si è avuta una cattiva igiene orale, altera la masticazione (anche in presenza di protesi dentarie). Sembra che le protesi dentarie riducano anche la capacità di percepire i sapori.

In ogni caso è fondamentale la varietà della dieta per garantire l’apporto dei diversi macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) e micronutrienti (proteine e minerali). In una nostra intervista, il dottor Francesco Francini Pesenti, del Servizio di Nutrizione Clinica dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ha sottolineato che la carenza di alcuni nutrienti (proteine, vitamine, minerali) ha ripercussioni sull'organismo, per esempio sul sistema immunitario e, prima di tutto, “quello muscolo-scheletrico.

Linee Guida per un'Alimentazione Sana

Le linee guida per un’alimentazione sana nell’anziano si sovrappongono a quelle dell’adulto, richiedendo un ricco apporto di verdure e frutta (5 porzioni al giorno) e cereali integrali (3 porzioni al giorno), proteine magre (2 porzioni al giorno), grassi sani (30 grammi al giorno) e acqua (8-10 bicchieri al giorno). Si consiglia di ridurre i grassi e gli zuccheri (incluse le bevande zuccherate) in modo proporzionato all’attività della persona.

Macronutrienti

  • Carboidrati: meglio scegliere quelli complessi, contenuti in cereali, pane integrale, legumi e certi tipi di verdura e di frutta, che forniscono energia, fibra, ferro, insieme ad altri minerali e vitamine.
  • Proteine: il fabbisogno resta costante, privilegiando il pesce (ricco di grasi polinsaturi benefici per il sistema cardiovascolare), legumi, uova, latte e formaggi (senza esagerare, specie con quelli stagionati). Come dichiara il dottor Francini Pesenti, “più che mattoni, sono una vera e propria impresa edile, con funzioni di costruzione, di demolizione, di trasporto, di deposito, di difesa dalle insidie ambientali e persino di progettazione e coordinamento dei lavori”. Da preferirsi uova, latticini magri, legumi (fagioli, piselli, ceci, lenticchie, fave), alimenti economici e sani, oltre a pesce, carni bianche e legumi, mentre sono da assumere al massimo una volta a settimana le carni rosse, i salumi o gli affettati.
  • Grassi: vanno ridotti preferendo quelli più ricchi in acidi monoinsaturi e polinsaturi: olio di oliva, alcuni oli di semi, grassi del pesce e della frutta secca (in piccole dosi). Attenzione a non assumerne più di due cucchiai al giorno per non superare il fabbisogno di energia.

Micronutrienti Essenziali

  • Vitamina D: Combatte la perdita di tessuto osseo (osteopenia e osteoporosi), la depressione e altri disturbi.
  • Calcio: È essenziale per la salute delle ossa e contribuisce alla prevenzione di alcuni tipi di cancro.
  • Vitamina C: è essenziale perché migliora l’assorbimento del ferro quando assunta con alimenti che ne sono ricchi (soprattutto carni e pesci, ma anche vegetali come cavoli di Bruxelles e mandorle). Questo è importante perché gli anziani sono a rischio di sviluppare anemia sideropenica (cioè dovuta a carenza di ferro).
  • Potassio.
  • Vitamina B12: Attenzione alla carenza di B12, che colpisce circa il 20% degli anziani.

Altri Consigli Importanti

  • Idratazione: è importante assicurare la giusta idratazione, ricordandosi di bere acqua senza aspettare di essere assetati (con l’età avanzata lo stimolo della sete tende a ridursi).
  • Frazionamento dei pasti: anche per facilitare la digestione è bene frazionare l’apporto alimentare quotidiano in più piccoli pasti.
  • Qualità degli alimenti: soprattutto per gli anziani che vivono soli la tentazione di saltare i pasti o di adattarsi a piatti freddi e riscaldati è forte: vale la pena sforzarsi di preparare cibi semplici ma appetitosi, adeguandosi a eventuali problemi (ad esempio di masticazione).
  • Limitare cibi dannosi: A causa della riduzione del gusto, dell’olfatto e dell’appetito a cui si può andare incontro con l’età, spesso gli anziani preferiscono alimenti più saporiti, quali dolci (incluse le bevande zuccherate), fritti, ricchi di grassi saturi (come burro e panna) o cibi molto salati come affettati e salumi. In realtà, è bene ridurre l’assunzione di questi cibi, dal momento che favoriscono l'insorgenza di malattie croniche come diabete e disturbi cardiovascolari. Gli alcolici, dannosi per il fegato e altri organi, sarebbero sempre da evitarsi.

Gestione di Inappetenza e Difficoltà di Deglutizione

Inappetenza

È comune che gli anziani perdano parzialmente o del tutto l’appetito. Per prima cosa, va indagata la causa, perché potrebbe essere possibile affrontare il problema alla radice. Preferire cibi morbidi, facili da masticare, come verdure e carni bianche al vapore. Se l’alimentazione non è comunque sufficiente, il dottor Francini Pesenti suggerisce delle formule alimentari. “Sono sostanzialmente dei latti artificiali modificati per l’adulto, la cui utilità è però incerta.

Disfagia

La disfagia consiste nell’incapacità più o meno grave di deglutire. Si stima che colpisca circa il 45% degli ultrasettantacinquenni, a causa di malattie neurologiche (malattia di Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, sclerosi multipla), vascolari (come ictus e vasculopatia) o disturbi al collo, inclusi tumori. Indici di disfagia lieve sono tosse durante i pasti, deglutizioni ripetute e raucedine, ma è importante consultare un medico per poterla diagnosticare con certezza. In generale, è consigliato assumere cibi abbastanza morbidi o liquidi da poter essere assunti con un cucchiaio, bere molto, mangiare con lentezza e assumere molti pasti poco abbondanti nel corso della giornata. Attenzione ai cibi con doppia consistenza, come la pastina in brodo, perché possono causare difficoltà. In caso di disfagia per liquidi, generalmente è bene addensare i liquidi affinché abbiano la consistenza di un budino.

Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina

Demenza

La persona con demenza può dimenticarsi di mangiare e avere altri problemi concomitanti che le impediscono di nutrirsi a dovere. In questi casi, è bene fornirle cibi che le piacciono in forma liquida, semiliquida o tagliata a piccoli pezzi. Occorre nutrirla lentamente, alternando il pasto a piccoli sorsi d’acqua. Non bisogna mai insistere nel caso non voglia mangiare.

Malnutrizione e Supplementi Nutrizionali

La malnutrizione, ovvero un’alimentazione inadeguata per apporto di nutrienti ed energia, allunga i tempi di convalescenza dalle malattie perché rende le terapie meno efficaci e i percorsi di guarigione meno efficienti. Questo comporta un maggiore ricorso a farmaci, ricovero e assistenza. Come spiega il dottor Francesco Francini Pesenti in genere è più a rischio l’anziano che vive da solo: “tende a mangiare meno, esce poco per gli acciacchi, limita gli acquisti alimentari a pochi prodotti, buona parte dei quali dallo scarso valore nutrizionale. Basso reddito, dentizione inadeguata e depressione spesso concorrono a peggiorare ulteriormente questo quadro”. Una revisione di studi sul tema del 2023 ha stimato che quasi 1 paziente su 2 in Italia è a rischio malnutrizione. Al momento del ricovero in ospedale, la malnutrizione arriva a interessare quasi la metà delle persone over 65 con malattie croniche.

I supplementi nutrizionali orali sono prodotti destinati alla prevenzione o al trattamento della malnutrizione a integrare o persino sostituti alla normale alimentazione quando necessario. Una ricerca del 2019 del CeRGAS (Centro di Ricerche sulla Gestione dell'Assistenza Sanitaria e Sociale), dell’SDA Bocconi School of Management, ha mostrato che i supplementi nutrizionali orali riducono il rischio di complicanze e di nuovi ricoveri, con miglioramento della prognosi e della risposta ad alcune terapie, con una riduzione dei costi sanitari di gestione della patologia nell’ordine del 5-12%. Altri studi, come lo studio Nourish del 2016 e una ricerca pubblicata nel 2021, hanno mostrato che la terapia con supplemento nutrizionale orale può migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti anziani malnutriti.

Alimentazione Artificiale

Persone con grave anoressia, stenosi o fistole digestive, gravi problemi di deglutizione non possono essere alimentate normalmente. La difficoltà o l’impossibilità a ricevere naturalmente una corretta e adeguata alimentazione viene oggi sopperita con trattamenti di nutrizione artificiale (talvolta chiamata erroneamente nutrizione forzata). Si tratta di una procedura terapeutica che garantisce il bisogno nutrizionale di pazienti non più in grado di alimentarsi autonomamente. Entrambe necessitano di precisi protocolli terapeutici e di monitoraggio, personalizzati a seconda del singolo paziente.

Importanza dell'Alimentazione per la Guarigione

L’assunzione non adeguata di cibo rende più lunga e difficile la guarigione da infezioni, come una banale influenza che può complicarsi con quadri di broncopolmonite, e il recupero dopo interventi chirurgici.

Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa

Consigli Pratici per l'Alimentazione di Anziani Allettati

Per aiutare a mangiare una persona anziana allettata, inappetente o che ha difficoltà a deglutire è utile realizzare piatti liquidi o semiliquidi e saporiti e apprezzati dalla persona, per esempio conditi con olio, limone o formaggi duri stagionati. In effetti è fondamentale che gli anziani allettati o debilitati assumano i giusti nutrienti e siano ben idratati.

Le uova sono un’ottima fonte di proteine, si cucinano facilmente, non necessitano di particolare masticazione e, insieme al formaggio tenero, potrebbero elevare notevolmente il valore qualitativo dell’alimentazione di una persona anziana, senza aumentare il colesterolo. Dati recenti infatti hanno dimostrato che le uova non alzano la colesterolemia e che, peraltro, ridurre il colesterolo negli anziani aumenta la mortalità complessiva.

Se il soggetto è ospedalizzato si può ricorrere alle varie tecniche di nutrizione artificiale, come la somministrazionedi formule liquide tramite sottili sonde che giungono fino allo stomaco o alla nutrizione per via endovenosa.

Leggi anche: Benefici di una dieta sana

tags: #dieta #per #anziani #allettati #linee #guida

Scroll to Top