Dieta e Apnee Notturne: Un Approccio Integrato

In Italia, il problema del sovrappeso e dell'obesità è una vera emergenza sanitaria, con un adulto su tre in sovrappeso e uno su dieci obeso. Questi dati sono allarmanti poiché il peso eccessivo è associato a gravi complicazioni, tra cui patologie cardiovascolari, disturbi metabolici e la sindrome delle apnee notturne (OSA).

L’eccesso di peso determina o aggrava il sintomo dell’apnea notturna così come la cattiva qualità del sonno influenza il metabolismo.

Il Legame tra Obesità e Apnee Notturne

Esiste di certo una forte correlazione tra apnea notturna e peso corporeo. Nelle persone in sovrappeso o obese, l’accumulo di tessuto adiposo (grasso) nella regione del collo e negli spazi retro-faringei contribuisce a ridurre il calibro delle vie aeree, specie quando si è in posizione sdraiata, pertanto un eccesso di grasso favorisce l’insorgenza della malattia.

Infatti, l’eccesso di peso favorisce la formazione di depositi adiposi nel collo che ostacolano le vie aeree superiori ed innescano il russamento notturno. Un altro fattore chiave nell’origine dell’apnea notturna è l’incremento della circonferenza addominale dovuto all’eccesso di adipe che, comprimendo la parete toracica, riduce il volume polmonare.

Obesità che, tra l’altro, si accompagna già di suo ad altre patologie. Legata all’obesità c’è una condizione clinica che si chiama sindrome metabolica. E’ una condizione che prevede l’essere diabetico, avere la pressione alta, il colesterolo alto, l’acido urico alto, i trigliceridi alti. Queste sono tutte patologie legate al sovrappeso e all’obesità.

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L’obesità in particolare porta a fenomeni tipo ipertensione, alterata glicemia a digiuno, colesterolo alto. A questi soggetti, quando entrano in apnea, ovvero in ipossia intermittente cronica, gli si rinforza l’ipertensione e l’alterazione della glicemia.

Come detto precedentemente, l’obesità può rappresentare una delle cause di apnea notturna ma si è visto che vi è una relazione reciproca tra le due patologie. Infatti anche l’apnea notturna può favorire l’incremento di peso corporeo. Ciò poiché un sonno di scarsa qualità determina sonnolenza diurna e come conseguenza riduzione dell’attività fisica per mancanza di volontà, oltre che un maggiore appetito.

Il Ruolo del Grasso Linguale

La perdita di peso è un trattamento efficace per l’apnea ostruttiva nel sonno (OSA), ma non si erano completamente approfondite le ragioni ed i meccanismi. Utilizzando la risonanza magnetica per misurare l’effetto della perdita di peso sulle vie aeree superiori nei pazienti obesi, i ricercatori hanno scoperto che la riduzione del grasso della lingua è un fattore primario nel ridurre la gravità dell’OSA.

Il nuovo studio ha incluso 67 partecipanti obesi con apnea ostruttiva notturna da lieve a grave, con un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30 (rientrano nella classificazione di sovrappeso e obesità i soggetti con BMI rispettivamente superiore a 25 e a 30). Attraverso la dieta o un intervento chirurgico per la perdita di peso, i pazienti hanno perso in media quasi il 10% del loro peso corporeo per sei mesi.

Complessivamente, i punteggi delle apnee notturne dei partecipanti sono migliorati del 31% dopo l’intervento di perdita di peso. Il gruppo di ricerca ha quindi quantificato i cambiamenti tra la perdita di peso complessiva e le riduzioni dei volumi delle strutture delle vie aeree superiori determinando che una riduzione del volume di grasso della lingua era il collegamento principale tra perdita di peso e miglioramento dell’apnea notturna.

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Il gruppo ha anche scoperto che la perdita di peso ha comportato una riduzione dei volumi della pterigoide (un muscolo della mascella che controlla la masticazione) e della parete laterale faringea (muscoli ai lati delle vie aeree). Entrambi questi cambiamenti hanno anch’essi migliorato l’apnea notturna, ma non nella stessa misura della riduzione del grasso della lingua.

L'Importanza della Dieta e dello Stile di Vita

L’apnea notturna è una patologia che può essere gestita innanzitutto attraverso il cambiamento dello stile di vita. Questo include la perdita di peso che è importante ai fini di contenere la gravità di tale disturbo. Fondamentale per gestire l’eccesso di peso corporeo è il cambiamento delle abitudini alimentari associato ad uno stile di vita attivo.

Il dimagrimento quindi è molto importante, poiché la perdita di peso favorisce la riduzione dei depositi adiposi nel collo che ostacolano il flusso d’aria e di quelli addominali, così da favorire una migliore funzionalità polmonare. Con la perdita di peso si riducono anche gli effetti che l’apnea notturna esercita sul benessere psico-fisico, quali la sonnolenza diurna, l’irritabilità, l’agitazione.

Il cambiamento dello stile di vita, quindi, fondamentalmente associato alla perdita di peso, rappresenta un’opzione chiave nel trattamento delle apnee notturne. Questo poiché ne riduce i sintomi e la gravità e talvolta nei casi più lievi potrebbe anche contribuire anche alla risoluzione del problema.

Dieta Vegetale e Rischio di Apnee Notturne

Una nuova ricerca condotta in Australia, ha esaminato l’associazione tra diversi tipi di diete e il rischio di OSA. L’analisi ha messo in evidenza una riduzione del rischio di OSA pari al 19% per le persone che seguivano una dieta prevalentemente vegetale, rispetto a coloro che seguivano regimi alimentari carenti di frutta e verdura. Per contro, un regime alimentare a base vegetale, ma ricco di dolci, grassi e alimenti raffinati, è risultato associato a un aumento del rischio di OSA del 22%.

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I risultati di questo studio suggeriscono che la modifica del regime alimentare potrebbe contribuire alla prevenzione e alla gestione e delle OSA, in affiancamento ad altre importanti modifiche dello stile di vita, quali astensione dal fumo, riduzione del peso in eccesso e pratica di esercizio fisico.

Russi di notte? Secondo Yohannes Melaku, “i fattori di rischio per l’apnea ostruttiva del sonno possono derivare dalla genetica, ma sono correlati anche alle abitudini quotidiane, in primis l’alimentazione. Finora la ricerca in questo senso si è concentrata sull’impatto della restrizione calorica, sulla perdita di peso o sul consumo di alimenti specifici.

“Questi risultati evidenziano l’importanza della qualità di cosa mangiamo anche in relazione al rischio di apnea ostruttiva del sonno. “Questa ricerca non ci dice perché la dieta sia importante, ma potrebbe essere che una dieta sana a base vegetale riduca l’infiammazione e l’obesità. Questi sono fattori chiave per il rischio di apnea ostruttiva del sonno.

Consigli Alimentari e Comportamentali

  • Prediligere, come condimenti, olio extravergine di oliva, olio di riso, oli monoseme (soia, girasole, mais, arachidi, etc.), oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi in genere.
  • Consumare adeguate quantità di frutta: sono consigliati due-tre frutti al giorno, senza però superare quotidianamente i 400 g di frutta.
  • Consumarla preferibilmente con la buccia (se commestibile e ben lavata), poiché è la parte che apporta più fibre e vitamine.
  • Preferire sempre la frutta fresca ai succhi, che sono più calorici (contengono spesso zuccheri aggiunti, oltre al fruttosio della frutta) e sono anche meno sazianti.
  • Consumare adeguate quantità (non più di 10-20g al giorno) di frutta secca a guscio (noci, nocciole, mandorle, pistacchi, etc.): le porzioni devono essere ridotte a causa dell’importante apporto calorico di questi alimenti.
  • Limitare il consumo di liquirizia.
  • Verdura cruda o cotta, da assumere in porzioni abbondanti (almeno 3-4 al giorno). La varietà nella scelta dei vegetali permette di introdurre correttamente i sali minerali, le vitamine e soprattutto gli antiossidanti necessari per l’organismo.
  • Pane, pasta, riso, avena, orzo, farro e altri carboidrati complessi.
  • Pesce di tutti i tipi (tonno, branzino, orata, dentice, etc.), da consumare almeno 3 volte alla settimana.
  • Legumi (piselli, fagioli, ceci, fave, lenticchie, etc.), da consumare almeno 2 volte alla settimana. È importante che i legumi siano considerati come un secondo piatto e non come un contorno: sono quindi da alternare a carne, pesce, uova, latte e derivati.
  • Carne (rossa o bianca), da consumare 3 volte alla settimana.
  • Formaggio, da consumare 2 volte a settimana e da intendersi come secondo piatto al posto di carne o uova. Alternare i formaggi freschi (mozzarella, robiola, ricotta, crescenza, etc.) con quelli stagionati semigrassi come il Grana Padano DOP, da utilizzare grattugiato (1 cucchiaio, 10 g) anche tutti i giorni per insaporire i primi piatti e le verdure al posto del sale.

Alimenti da Limitare o Evitare

  • Alcolici e superalcolici.
  • Bevande zuccherine come cola, acqua tonica, tè freddo, ma anche succhi di frutta perché contengono naturalmente zuccheri semplici (fruttosio), anche se sulla confezione riportano la dicitura “senza zuccheri aggiunti”.
  • Prodotti da forno come biscotti, crackers, grissini, merendine, etc. poiché sono spesso ricchi di zuccheri e grassi. In questa categoria rientrano anche i prodotti che indicano in etichetta nutrizionale la presenza di “grassi vegetali” perché, se non diversamente specificato, di solito contengono oli vegetali di scarsa qualità come quello di cocco o di palma.
  • Alimenti in scatola o salamoia, dadi ed estratti di carne, salse tipo soia, etc.
  • Formaggi (o derivati del latte) con molti grassi, come mascarpone, gorgonzola, camembert, formaggi a doppia o tripla crema, etc., oppure formaggi ricchi di sale come alcuni molto stagionati.
  • Zucchero bianco, di canna, miele, sciroppi, etc.
  • Affettati e insaccati grassi come salame, coppa, pancetta, mortadella, etc., oltre alle parti grasse delle carni.

Ulteriori Suggerimenti Utili

  • Fare piccoli bocconi, non più grandi della falange di un pollice.
  • Compilare ogni giorno un diario alimentare, segnando tutto ciò che si è mangiato nella giornata, oltre all’attività motoria che si è svolta.
  • Non dimenticare di fare ogni giorno almeno 30 minuti di attività fisica aerobica (passeggiare, correre, andare in bicicletta, nuotare, etc.) o praticare attività sportive piacevoli, secondo le proprie preferenze (ballo, nuoto, tennis, etc.).
  • Cercare di non mangiare in maniera automatica (ad esempio mentre si guarda la televisione), ma di gustare ed apprezzare ogni singolo boccone.
  • Seguire i consigli per una corretta igiene del sonno, cioè i suggerimenti sulla posizione da assumere durante il sonno e modifiche comportamentali, come astensione del fumo e di farmaci depressori del sistema nervoso centrale.
  • Molto importante è anche la scelta del tipo di cottura.
  • Tra i cibi che sono ammessi all’interno di una dieta per contrastare le apnee notturne c’è sicuramente la frutta. Da evitare però i frutti che contengono troppo zucchero, come uva, cachi e fichi.
  • Infine, va ricordato che l’attività fisica svolge un ruolo importante: non è possibile perdere peso in maniera sana rinunciando completamente al movimento.
  • Valutare con il proprio medico curante e il medico nutrizionista la possibilità di utilizzare farmaci o integratori presenti in commercio per favorire il calo ponderale.
  • Evitare di consumare pasti molto abbondanti nelle ore serali: questa abitudine potrebbe compromettere la corretta digestione e, una volta coricati, favorire l’insorgenza dell’OSAS.
  • Cucinare senza grassi aggiunti. Preferire metodi di cottura semplici come a vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, etc.
  • Ridurre l’uso del sale e il consumo di alimenti ricchi in sodio in generale.

Approccio Multidisciplinare

Chiaramente la gestione delle apnee notturne prevede un approccio multidisciplinare, basato su diverse strategie terapeutiche, soprattutto nei casi più gravi. Solo il medico specialista potrà, in seguito, suggerire la migliore terapia: la ventilazione a pressione positiva delle prime vie aree (CPAP) favorisce la regressione della sintomatologia e rappresenta un importante ausilio per la cura dell’OSAS, tuttavia, può essere poco tollerata da alcune persone. In determinati casi, la terapia chirurgica (orofaringea, ipofaringea e maxillofacciale) può rimuovere i fattori ostruttivi della respirazione siti nelle vie aree d’interesse e risolvere la problematica. In tutti gli altri casi, la terapia medica ha invece come obiettivo primario l’eliminazione dei fattori che predispongono all’insorgenza di questa Sindrome o del russamento.

In aggiunta la degenza postoperatoria risulta più breve. Il cambiamento dello stile di vita, quindi, fondamentalmente associato alla perdita di peso, rappresenta un’opzione chiave nel trattamento delle apnee notturne.

Le soluzioni che può offrirti il nostro centro medico sono molteplici, a partire da una consulenza con la dietista Dott.ssa Alessandra Freda. Con un primo colloquio si elaboreranno soluzioni personalizzate mostrandoti le diverse possibilità a disposizione, dalla dieta chetogenica alla chirurgia bariatrica con il Dott. Andrea Formiga.

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