Dieta e Reflusso Gastroesofageo: Consigli Alimentari e Stile di Vita

La malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) è una delle più comuni malattie gastrointestinali e colpisce il 13-19% delle persone in tutto il mondo, con una maggiore prevalenza nel mondo occidentale. Il quadro clinico è caratterizzato da sintomi tipici come il bruciore retrosternale e i rigurgiti, e da sintomi atipici che comprendono tosse cronica, dolore toracico, sensazione di fastidio alla glottide, otiti, laringiti, asma.

I sintomi del reflusso gastroesofageo sono piuttosto fastidiosi: i pazienti lamentano un bruciore alla bocca dello stomaco (dovuto all’azione lesiva dell’acido cloridrico) e il rigurgito del bolo alimentare (a volte fino alla bocca) nelle due ore successive al pasto. Ne soffre almeno il 15% della popolazione italiana, ma il dato è omogeneo in tutto l’Occidente.

Se si pensa di soffrire di questo disturbo, è fondamentale chiedere consiglio al medico, così da individuare la strategia terapeutica più efficace. Al di là dei trattamenti che possono essere suggeriti dal medico, i pazienti che soffrono di reflusso gastroesofageo dovrebbero adottare alcuni comportamenti preventivi, primo fra tutti rivedere le proprie abitudini alimentari. È essenzialmente ‘dietetica’ e basata sulla correzione dello stile di vita perché il ricorso cronico ai farmaci è necessario solo in caso di sintomatologia severa, persistente e dolorosa.

Alimenti da Preferire e da Evitare

Innanzitutto, è importante ricordare che non tutte le pietanze sono uguali: esistono, infatti, alcuni cibi che possono peggiorare i sintomi del reflusso, e altri che, al contrario, possono contribuire ad alleviarli.

Tra gli alimenti che non possono mancare all’interno di una dieta varia ed equilibrata ci sono le verdure, in particolare quelle che contengono fibre, pochi zuccheri e grassi. Lo stesso vale per la frutta, che è alla base di una sana alimentazione in quanto ricca di vitamine, minerali e nutrienti indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo. Soprattutto le mele, le banane e le patate dovrebbero essere parte integrante della dieta perché svolgono una azione lenitiva sulle pareti dello stomaco. Alcuni frutti sono meglio, per l’ernia iatale, quelli esotici.

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Coloro che soffrono di reflusso gastroesofageo, però, dovrebbero evitare la frutta acida, come gli agrumi, in quanto questa può favorire il reflusso. Agrumi: Arance, pompelmi e limoni, succo d’arancia e di mirtillo, pomodoro e sugo e salsa, ma anche tutti gli alimenti a base acida, sono da eliminare o da ridurre significativamente nella dieta.

In merito alle proteine, invece, vanno predilette quelle magre, provenienti da fonti a basso contenuto di grassi saturi. Le principali sono contenute nelle carni magre, come il pollo e il tacchino, nel pesce e nei frutti di mare, e nei legumi, come i fagioli e le lenticchie. Pesce: è ricco di omega 3 che apporta particolari benefici all’apparato gastrico.

Sebbene le uova rappresentino una buona fonte di proteine, chi soffre di reflusso dovrebbe evitare il tuorlo in quanto ricco di grassi, quindi il consumo dell’alimento può essere limitato all’albume. Un altro alimento da prendere in considerazione sono i cereali, che sono ricchi di fibre e possono contribuire a lenire il reflusso gastroesofageo. I cereali integrali a basso contenuto di grassi. L'ingente quantità di fibre dei cereali integrali assorbe i succhi gastrici dello stomaco, rendendo meno probabile il fenomeno del reflusso gastroesofageo.

Allo stesso modo, gli alimenti ricchi di zuccheri raffinati possono contribuire al reflusso. È importante notare che gli alimenti non provocano le stesse reazioni a tutti e che, quindi, alcuni cibi possono rivelarsi efficaci per alcune persone e non per altre. Così come non esistono alimenti in grado di curare il reflusso gastroesofageo, non è possibile pensare che eliminare alcuni cibi dal proprio regime alimentare possa garantire che questo non si presenti.

Alimenti da evitare o limitare

  • Cibi piccanti: in cima alla lista fra i cibi ‘irritanti’, specie per l’esofago, ci sono il pepe e il chily.
  • Cibi grassi: sono spesso causa di reflusso ma anche di un peggioramento dei sintomi perché stimolano la produzione di una maggiore quantità di acido nel corso della digestione. Particolarmente dannosi sono i cibi ricchi di grassi saturi, quindi latticini, burro, panna, formaggio fresco, insaccati, carne di maiale e i fritti. Allo stesso modo vanno evitati anche il brodo di carne e tutte quelle preparazioni a base di carne che richiedono molte ore di cottura, ad esempio gli stufati, spezzatini, brasati e ragù.
  • Cibi caldi e liquidi: meglio mangiare tiepido.
  • Menta e cioccolato: questi due alimenti golosi contengono sostanze chimiche ‘nocive’ che possono stimolare il rilascio di acidi nello stomaco e far rilassare il cardias. Il cioccolato è spesso visto come un alimento determinante il peggioramento dei sintomi del reflusso, tuttavia nessuno studio clinico ha valutato i benefici della sospensione del cioccolato dalla dieta.
  • No alla caffeina e alla teina: quindi a caffè, thè, alcool, e ogni altra bevanda che possa contenere queste sostanze. Sebbene la pratica comune associ il consumo di caffè alla comparsa dei sintomi di GERD, una recente analisi, non ne ha rilevato un’associazione significativa. Se il consumo di bevande alcoliche, può peggiorare i sintomi di GERD, diminuendo la pressione del LES, aumentando la secrezione acida attraverso la stimolazione di gastrina,e riducendo la motilità esofagea e lo svuotamento gastrico, anche le bevande analcoliche come le bibite, che sono spesso gassate, aumentano la secrezione acida gastrica e causano distensione gastrica e reflusso acido.

Consigli Comportamentali e Stile di Vita

Insieme alla dieta, occorrerebbe seguire anche alcuni comportamenti corretti correlati per lo più ad abitudini culinarie, della quotidianità e/o allo stile di vita. In particolare sarebbe bene ridurre la ‘sostanza’ dei pasti e renderli più frequenti, dando il giusto tempo alla digestione, specie alla sera. Non bisogna consumare pasti abbondanti, soprattutto a tarda sera. Ovvero lasciando passare almeno 2 o 3 ore dalla cena prima di coricarsi. Evitare di mangiare subito prima di andare a dormire, in quanto il processo digestivo non è completato e la posizione orizzontale può favorire la risalita dei succhi gastrici nell’esofago.

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Mangiare bene significa fare attenzione a non aumentare o a perdere peso, se necessario. Infatti anche l’obesità aumenta la pressione sull’addome e conseguentemente tutte le implicazioni digestive e non. Tenere sotto controllo il peso è quanto viene richiesto ai pazienti, ancor prima di iniziare la terapia. È questa, secondo gli esperti, l’unica raccomandazione riguardante lo stile di vita. Il sovrappeso e l’obesità si associano allo sviluppo di malattia di reflusso, il rischio di reflusso aumenta all’ aumentare dell’indice di massa corporea (BMI). Lo studio di de Bortoli et al. ha dimostrato che la perdita di peso del 10% si associa ad una significativa diminuzione dei sintomi da reflusso, quali pirosi, rigurgito, dolore torace non cardiaco ed eruttazione. Controllare il peso corporeo, evitando le condizioni di sovrappeso e obesità, in quanto i chili in eccesso rappresentano uno dei principali fattori di rischio per la risalita dei succhi gastrici.

Ben venga, dunque, l’attività fisica. Insieme al controllo della dieta, un regolare esercizio aerobico può aiutare nella gestione di GERD. Il moto fa bene, evitando però, specie in palestra, esercizi per gli addominali e nella quotidianità cercare di chinarsi il meno possibile e non indossare cinture strette e ventriere.

Anche il riposo ‘comodo’ ha la sua importanza. Sarebbe infatti indicato alzare l’appoggio per il tronco e la testa di circa 20-30 centimetri, mettendo dei cuscini o dei supporti sotto il materasso. Una piccola strategia che aiuta a tenere gli acidi lontano dallo stomaco durante il sonno. Sollevare il letto dalla parte della testiera, alzando le due gambe del letto da questa parte impiegando appositi rialzi.

Ridurre al minimo il consumo di alcolici nel corso del pasto della sera, fino ad astenersene completamente. Mi riferisco non solamente ai super-alcolici di fine pasto (limoncello, mirto, grappini vari, ecc.), ma anche semplicemente al vino, in quanto anche una minima quantità di alcool introdotta alla sera può favorire il reflusso acido dallo stomaco in esofago, attivando durante la notte il broncospasmo in modo riflesso.

Prestare particolare attenzione all’assunzione di farmaci inibitori delle fosfo-diesterasi. A questa categoria appartengono sia le teofilline (aminofillina, doxofillina, ecc.), utilizzate proprio per la cura delle sindromi ostruttive dei bronchi, sia gli inibitori specifici delle fosfo-diesterasi del pene, utilizzate per il trattamento del deficit erettile. Appartengono a questa categoria di farmaci il sildenafil (Viagra) e il vardenafil (Cialis), prescritti per il trattamento dell’impotenza maschile. Questi farmaci, favorendo il rilascio dello sfintere esofageo inferiore (LES) al quale ho già accennato prima, muscolo che, posto tra stomaco ed esofago, impedisce il ritorno del cibo in esofago, possono accentuare, in modo anche significativo, il reflusso gastro-esofageo.

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Ricordare di assumere, nel caso in cui il paziente asmatico presenti anche un reflusso gastro-esofageo (MRGE), i farmaci anti-acidi prescritti dal medico e, tra questi, quelli che più efficacemente siano in grado di inibire la produzione del secreto acido dello stomaco (farmaci inibitori di pompa protonica - PPI).

E se tutto questo non bastasse, sotto consiglio medico, è possibile ricorrere a una eventuale terapia farmacologica con antiacidi e/o farmaci che riducono specificamente la produzione acida gastrica.

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