Dieta per Bulimici: Consigli e Strategie

La bulimia nervosa è un disturbo alimentare che può avere un impatto devastante sul corpo, sulle relazioni e sulla vita di una persona. Cercare aiuto per affrontare la bulimia è un passo essenziale per uscirne e può letteralmente salvare una vita. Spesso l’esordio della Bulimia si verifica in seguito ad una dieta ipocalorica o in seguito ad un evento stressante o ad un vero e proprio trauma emotivo.

Comprendere la Bulimia Nervosa

Nella Bulimia Nervosa, l’attenzione e l’insoddisfazione nei confronti del proprio corpo e aspetto fisico possono assumere un’importanza assoluta. La Bulimia Nervosa non stravolge solo i comportamenti alimentari, ma anche altre aree importanti della vita della persona.

La Bulimia Nervosa spesso è associata ad altri disturbi psichici come la depressione, l’abuso di sostanze, i disturbi d’ansia (in particolare fobia sociale, disturbo ossessivo compulsivo, disturbo di panico) e i disturbi di personalità.

Una caratteristica comune alle pazienti bulimiche (così come alle anoressiche) è il perfezionismo che spesso si esprime nell’imporsi dei livelli di aspettativa molto alti sia nella vita quotidiana sia negli obiettivi relativi all’alimentazione. Questo tipo di pensiero, chiamato anche pensiero dicotomico, si esprime con la tendenza a vedere le cose in bianco o in nero, a dividerle in buone o cattive. Il cibo allora sarà buono o pericoloso, una giornata sarà o totalmente positiva o catastrofica.

Una stima di sé molto bassa è uno degli aspetti fondamentali per la comprensione dei Disturbi del Comportamento Alimentare; nel caso della Bulimia spesso le crisi bulimiche aggravano questo aspetto della personalità in quanto avere un’abbuffata rappresenta un perdere il controllo sulla dieta e ne possono derivare depressione, delusione e angoscia.

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Le Cause della Bulimia

Purtroppo, certe teorie che enfatizzano il ruolo primario delle relazioni familiari nell’insorgenza di tali disturbi (che hanno portato a coniare termini dispregiativi come “madre anoressogena”) sono ancora in circolazione. Oggi sappiamo che la famiglia non “causa” il disturbo alimentare. Però le modalità emotive familiari possono influenzarne l’andamento e quindi avere un ruolo nel mantenere o aggravare il disturbo o, al contrario, favorirne il miglioramento.

Bisogna avere ben presente che la persona bulimica nella maggior parte dei casi ha una profonda ambivalenza rispetto all’iniziare una cura. Questo è il primo aspetto su cui si lavora quando si inizia un trattamento. La persona bulimica ha bisogno di capire, non di essere colpevolizzata. Spesso tali commenti sono il frutto di informazioni non corrette sul disturbo.

Il Ciclo della Bulimia

Un sintomo chiave della bulimia è il ciclo di abbuffate seguite da compensazioni, sia con il vomito autoindotto, sia attraverso diete restrittive, esercizio fisico, o l’uso di sostanze per cercare di compensare il cibo ingerito. Questo doloroso ciclo spesso sembra impossibile da interrompere.

Trigger Comuni

Molte persone che soffrono di bulimia possono identificare esperienze che innescano le abbuffate e la compensazione. Qualcosa di semplice come trovarsi in un luogo particolare o un momento specifico del giorno può essere un trigger. Lo stress e sentimenti di tristezza, solitudine e ansia possono essere anche essi dei trigger. Alcuni possono essere scatenati da certi cibi all’inizio della guarigione.

Il Ruolo della Restrizione

Un trigger comune per un’abbuffata è la restrizione. Limitare l’assunzione di cibo, che si tratti di negare una voglia o di non soddisfare le necessità nutrizionali fondamentali del corpo, può innescare una risposta naturale del corpo che percepisce la “fame”… e questo può portare a un’abbuffata. Quindi, anche se può sembrare controintuitivo, mangiare regolarmente è il fattore più importante per prevenire l’impulso di abbuffarsi.

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Come Affrontare la Bulimia: Passi Fondamentali

La guarigione dalla bulimia è un processo ininterrotto che non si conclude al momento della dimissione dal trattamento ospedaliero o anche mesi o anni dopo l’ultimo episodio di compensazione.

1. Cercare Aiuto Professionale

Il primo passo per guarire dalla bulimia è cercare aiuto. Confidati con un familiare o un amico di fiducia o rivolgiti a un professionista. Poiché il percorso di guarigione dalla bulimia è complesso, con molte difficoltà lungo la strada, il supporto di un professionista specializzato nella guarigione dai disturbi alimentari ti aiuterà a superare le difficoltà. Molti non riescono a guarire da soli.

2. Costruire una Rete di Supporto

La maggior parte delle persone che guarisce dalla bulimia non lo fa da sola. Hanno una rete di supporto che li aiuta lungo il cammino. Pertanto, costruire la tua rete di supporto è un passaggio cruciale per come guarire dalla bulimia. La tua rete può includere amici stretti, membri della famiglia di fiducia, il tuo team di trattamento, gruppi di supporto e anche gruppi online per persone in fase di recupero.

La Dieta nella Cura della Bulimia

La dieta è comunque necessaria al ripristino dell'equilibrio nutrizionale e ha una funzione educativa molto rilevante. Prima di continuare, è necessario sottolineare che la cura della bulimia nervosa non è semplice. I bulimici non parlano volentieri del proprio disturbo. Quando la bulimia nervosa crea un equilibrio tra le abbuffate e i metodi di purgazione/compenso, consentendo di mantenere il peso, si instaura una condizione difficile da “sbloccare”.

ATTENZIONE! La bulimia nervosa NON è una condizione che può essere trattata autonomamente.

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Caratteristiche Indispensabili della Dieta

La dieta per la bulimia nervosa deve mostrare alcuni caratteri indispensabili, che riguardano l'ambito alimentare e soprattutto quello psichico-comportamentale:

  • Regime alimentare normocalorico: Non bisognerebbe mai incoraggiare il bulimico a dimagrire, soprattutto in caso di normopeso.
  • Dieta che garantisce di NON ingrassare: È necessario ridurre lo stress, l'ansia e la paura di ingrassare. In caso di patologie metaboliche gravi e obesità, può essere necessaria una dieta leggermente ipocalorica.
  • Disabituare alla sensazione di fame: Tipica dei digiuni prolungati che seguono le abbuffate.
  • Varietà: Alternare i cibi e cercare di far consumare almeno un alimento per ciascun gruppo fondamentale degli alimenti. Questo è un aspetto che, nel lungo termine, favorisce la copertura dei vari bisogni nutrizionali.
  • Evitare di ricorrere agli alimenti in condizioni di sintomi ansiosi o depressivi: L'ansia predispone a un consumo maggiore di cibi salati e croccanti, mentre la depressione ad alimenti dolci e cremosi.
  • Integratori e farmaci: Se necessario, il bulimico deve fare uso di farmaci o prodotti da banco per coprire i fabbisogni nutrizionali. La decisione spetta al medico e al dietista.
  • Consumare i pasti in compagnia: La convivialità è un fattore preventivo per i disturbi del comportamento alimentare.
  • Atteggiamento non aggressivo.
  • Personalizzazione: La dieta per la bulimia nervosa dev'essere personalizzata al 100%.

Trattamenti Terapeutici

Il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare ha compiuto numerosi progressi. Il National Institute for Clinical Excellence (NICE) nel Regno Unito raccomanda la terapia cognitivo-comportamentale (CBT-BN) come intervento di prima scelta per gli adulti con bulimia nervosa. Recentemente è stata sviluppata una forma di CBT-BN “potenziata” chiamata CBT-E (Cognitive Behavior Therapy-Enhanced) derivata dalla teoria transdiagnostica e ideata per curare tutti i disturbi dell’alimentazione.

La Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT)

Viene raccomandato come intervento di prima scelta per gli adulti con bulimia nervosa la terapia cognitivo-comportamentale (CBT-BN, ideata da Fairburn negli anni ’80 presso l’Università di Oxford). Recentemente è stata sviluppata una forma di CBT-BN “potenziata” chiamata CBT-E (Cognitive Behavior Therapy-Enhanced) derivata dalla teoria transdiagnostica e ideata per curare tutti i disturbi dell’alimentazione.

Aspetti Psicologici e Comportamentali

Bisogna tenere bene in mente che comportamenti quali avere abbuffate o fare esercizio fisico eccessivo non sono il frutto di scelte personali, tantomeno segno di debolezza o scarsa disciplina. Anche tali reazioni sono spesso dovute ad una interpretazione sbagliata dei sintomi della persona bulimica ma non fanno altro che intensificare le emozioni negative.

Chi vuole aiutare una persona bulimica deve avere pazienza, la guarigione richiede tempo. A volte ignorare il problema è un modo per evitare i conflitti e cercare di creare un ambiente sereno. Si può essere aperti e onesti riguardo le proprie preoccupazioni ed essere specifici e concreti rispetto ai comportamenti problematici.

Conclusione

La bulimia nervosa è una condizione complessa che richiede un approccio terapeutico integrato. La combinazione di supporto psicologico, terapia comportamentale e una dieta personalizzata può aiutare le persone affette da bulimia a ritrovare un rapporto sano con il cibo e a migliorare la loro qualità di vita.

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