La steatosi epatica, comunemente chiamata "fegato grasso", è una condizione in cui si verifica un accumulo eccessivo di grasso nel fegato. Si distinguono due tipi principali: la steatosi epatica alcolica, legata al consumo eccessivo di alcol, e la steatosi epatica non alcolica (NAFLD), che si sviluppa in persone con un consumo di alcol assente o trascurabile.
La NAFLD è una condizione che comprende un ampio spettro di patologie del fegato, inclusa la steatoepatite non alcolica (NASH), una forma più grave che può evolvere in cirrosi epatica. Si stima che circa il 20% della popolazione adulta sia affetta da NAFLD, con una prevalenza ancora maggiore tra gli obesi.
Sintomi e Diagnosi
La steatosi epatica è generalmente asintomatica, ma può essere sospettata in presenza di elevati valori di transaminasi nel sangue. L'ecografia all'addome è un esame comune per verificare se il fegato è aumentato di volume e presenta una superficie liscia, segni tipici della malattia. In alcuni casi, possono essere necessari esami più specialistici come la TAC o la risonanza magnetica. L'unico esame che permette di distinguere la steatoepatite non alcolica dalla steatosi epatica è la biopsia del fegato.
Fattori di Rischio
I principali fattori di rischio per lo sviluppo del fegato grasso includono:
- Sovrappeso e obesità
- Diabete
- Aumento dei grassi nel sangue
- Componente genetica
- Malnutrizione
- Assunzione di alcuni farmaci
Obiettivi Nutrizionali
Essendo la steatosi e la steatoepatite associate ad alterazioni del metabolismo del glucosio e dei lipidi, all’obesità e a una ridotta sensibilità delle cellule dell’organismo all’azione dell’insulina, gli obiettivi nutrizionali sono mirati a:
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- Ridurre l'insulino-resistenza
- Ridurre i valori di trigliceridi
- Migliorare i parametri metabolici
- Proteggere il fegato dallo stress ossidativo
Raccomandazioni Dietetiche Generali
Fondamentale resta soprattutto la ‘buona’ tavola. Scegliere cibi ad elevato contenuto di fibre e a basso contenuto di grassi saturi a favore di quelli monoinsaturi e polinsaturi.
- Scegliere cibi ad elevato contenuto di fibre e basso tenore in zuccheri semplici.
- Scegliere cibi con un basso contenuto di grassi saturi e privilegiare quelli con maggiore tenore di grassi monoinsaturi e polinsaturi.
- Cucinare senza grassi aggiunti. Preferire metodi di cottura come: il vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, piuttosto che la frittura, la cottura in padella o bolliti di carne.
- Evitare periodi di digiuno prolungato, consumare pasti regolari. Preferire tre pasti e due spuntini per meglio controllare il senso di fame/sazietà e ridurre i picchi glicemici.
Alimenti Non Consentiti
- Superalcolici: liquori, grappe, cocktail con alcool.
- Alcolici, compresi vino e birra.
- Bevande zuccherine come cola, acqua tonica, tè freddo, ma anche succhi di frutta, perché contengono naturalmente zuccheri semplici, anche se riportano la dicitura “senza zuccheri aggiunti”.
- Zucchero bianco e zucchero di canna per dolcificare le bevande, sostituendolo eventualmente con il dolcificante. Oltre alle parti grasse delle carni.
- Maionese e altre salse elaborate.
Alimenti Consentiti con Moderazione
- Uva, banane, fichi, cachi, mandarini. Frutti più zuccherini e frutta secca ed essiccata vanno consumati in maniera limitata e in porzioni minori rispetto agli altri tipi di frutta.
- Sale. È buona regola ridurre quello aggiunto alle pietanze durante e dopo la cottura e limitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità (alimenti in scatola o salamoia, dadi ed estratti di carne, salse tipo soia).
- Le patate non sono una verdura, ma importanti fonti di amido, quindi è un vero e proprio sostituto di pane, pasta e riso. Possono perciò essere consumate occasionalmente in sostituzione al primo piatto.
- Affettati una o due volte alla settimana purché sgrassati. Tra questi il prosciutto cotto, il crudo, lo speck, la bresaola o l’affettato di tacchino e di pollo.
- Formaggi una o due volte alla settimana in sostituzione di un secondo piatto, preferendo tra i freschi quelli a basso contenuto di grassi (robiola) e, tra i formaggi stagionati, quelli prodotti con latte, che durante la lavorazione viene parzialmente scremato, come il grana padano, perché così si riduce la presenza di grassi saturi.
- Olii vegetali polinsaturi o monoinsaturi, come l’olio extravergine d’oliva, l’olio di riso o gli oli monoseme: soia, girasole, mais, arachidi (per il loro potere calorico, controllare il consumo, dosandoli con il cucchiaio).
- Caffè. Alcuni studi in letteratura mostrano un effetto protettivo sul fegato, ovvero di ridurre il rischio di steatosi epatica non alcolica. Ma non bisogna esagerare. Due tazzine al giorno vanno bene, di più potrebbero comportare problemi vari, tra cui difficoltà a prendere sonno, disturbi gastrici e tachicardia.
Alimenti Consentiti e Consigliati
- Pesce di tutti i tipi almeno tre volte alla settimana. Privilegiare quello azzurro (aringa, sardina, sgombro, alice…) e salmone per il loro contenuto di omega 3.
- Verdura cruda e cotta da assumere in porzioni abbondanti. La varietà nella scelta permette di introdurre correttamente i Sali minerali, le vitamine e gli antiossidanti necessari per l’organismo. Alcuni ortaggi hanno un tropismo spiccatamente epatico, con un’azione tonica e detossificante sul fegato: carciofi, catalogna, erbe amare e cicoria in primis.
- Frutta, per il contenuto di sali minerali, vitamine e antiossidanti, si raccomanda l’assunzione di due porzioni al giorno, poiché contiene naturalmente zucchero (fruttosio). Preferire quella di stagione e limitare al consumo occasionale i frutti zuccherini precedentemente citati.
- Pane, pasta, riso, avena, orzo, farro e altri carboidrati complessi (privilegiando quelli integrali) a basso indice glicemico.
- Latte e yogurt scremati o parzialmente scremati.
- Carne sia rossa che bianca (proveniente da tagli magri e che sia privata del grasso visibile). Pollame senza pelle.
- Legumi da 2 a 4 volte alla settimana, freschi o secchi, al posto del secondo piatto (sono ricchi di proteine). Eventualmente assumerli passati, per evitare la formazione di gas intestinale e l’irritazione della mucosa.
- Acqua, tè, tisane senza zucchero. Erbe aromatiche per condire i piatti.
Regole Comportamentali
Oltre alla dieta, è importante adottare uno stile di vita sano per prevenire e gestire il fegato grasso:
- In caso di sovrappeso, eliminare i chili di troppo e normalizzare il “girovita”, ossia la circonferenza addominale, indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale, principalmente correlata al rischio cardiovascolare. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell’uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un “rischio moderato”, valori superiori a 102 cm nell’uomo e ad 88 cm nella donna sono associati ad un “rischio elevato”.
- Un calo di peso troppo veloce può determinare la comparsa di complicanze (accelera la progressione della malattia e porta alla formazione di calcoli biliari). Un regime dietetico troppo ristretto impedisce una buona compliance ed aumenta il rischio di recuperare il peso perso.
- Rendere lo stile di vita più attivo.
- Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana. La scelta va sempre effettuata nell’ambito degli sport con caratteristiche aerobiche, moderata intensità e lunga durata, come, ciclismo, ginnastica aerobica, cammino a 4 km ora, nuoto, più efficaci per eliminare il grasso in eccesso.
- Non fumare: il fumo rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare.
- Leggere le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in zuccheri e grassi saturi.
Esempio di Menu Settimanale
Un nuovo piano alimentare settimanale, studiato per contrastare la steatosi epatica, nasce dalla recente collaborazione siglata tra Fondazione Italiana Fegato Onlus e FoodPharm.
Ecco alcuni esempi di piatti che possono essere inclusi in un menu settimanale:
- Filetto di merluzzo impanato con erbe aromatiche e Grana Padano
- Alici con verdure
- Penne integrali alle verdure e Grana Padano DOP
- Petto di pollo alle erbe e limoni
- Involtino di tonno alle erbe aromatiche
- Filetto di branzino al forno con olive e capperi
- Grano spezzato con verdure e pollo alle erbe aromatiche
- Bucatini sgombro e rosmarino
- Salmone marinato
- Zuppetta di polipetti alla portolana
Nota bene: Tutte le raccomandazioni e i consigli presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo educativo ed informativo e si riferiscono al tema trattato in generale, pertanto, non possono essere considerati come consigli o prescrizioni adatte al singolo individuo, il cui quadro clinico e condizioni di salute possono richiedere un differente regime alimentare.
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