Dieta per la Nevralgia del Trigemino: Alleviare il Dolore con l'Alimentazione

La Nevralgia del trigemino, nota anche come “tic doloroso”, è caratterizzata da attacchi improvvisi, lancinanti, simili a volte a una scossa elettrica che si avvertono su un solo lato del viso e sono dovuti a una irritazione del nervo trigemino. È un dolore facciale raro: riguarda 1 persona su 25 mila.

Che cos'è la Nevralgia del Trigemino?

La Nevralgia trigeminale è caratterizzata da attacchi di dolore improvvisi, a “scossa elettrica” o “a stilettata” della durata di pochi secondi che possono ripetersi in salve, localizzati ad un lato del viso con una distribuzione che rispetta quella del nervo trigemino. Più comunemente il dolore è localizzato a livello di guancia-ala del naso o al labbro inferiore-mento, solo nel 5% dei Pazienti il dolore è riferito a occhi e fronte. La parte destra del viso risulta più frequentemente colpita rispetto alla sinistra. Solo in rari casi il disturbo è bilaterale.

Fattori Scatenanti

Caratteristica tipica della Nevralgia trigeminale è rappresentata dal fatto che gli attacchi sono innescati da stimoli innocui: mangiare, parlare, fumare, lavarsi i denti, farsi la barba o addirittura una corrente d’aria. Non di rado il dolore viene riferito con partenza da uno o più denti, con il risultato che molte persone si rivolgono inizialmente al loro Dentista e alcuni possono sottoporsi a cure dentarie non necessarie prima di ottenere una diagnosi corretta.

Andamento Ciclico

La Nevralgia trigeminale tende a presentarsi in cicli. I Pazienti spesso presentano lunghi periodi di attacchi frequenti fino a centinaia di volte al giorno, seguiti da settimane, mesi o anni liberi da dolore.

Il Ruolo della Dieta nella Gestione della Nevralgia del Trigemino

Per la nevralgia è utile una dieta coerente in associazione ad una terapia specifica, per applicare strategie alimentari idonee a contenere la risposta infiammatoria e l’acidificazione. Si tratta di una metodica complessa che considera la scelta del cibo e dello stile di vita parte integrante della terapia. Nella nevralgie una dieta coerente si associa efficacemente a terapia farmacologica consentendo di ridurne il dosaggio, motivo evidente per il quale è spesso banalizzata e trascurata nelle prescrizioni. L’impiego una dieta coerente è particolarmente importante in tutte le patologie degenerative e infiammatorie.

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Una dieta coerente con il trattamento della nevralgia applica strategie alimentari idonee a ridurre l’ infiammazione cronica e la situazione metabolica iperacida tipica in questi pazienti. Il cibo routinariamentre assunto interferisce in modo significativo con il corretto equilibrio del cortisolo. Stress e cibo inadeguato comportano entrambi una disregolazione testa del ritmo circadiano dei glucocorticoidi. Alla presenza di stress o cibo errato nella qualità e orario di assunzione, si assiste a un’alterazione dell’asse HPA. Gli effetti negativi di una circadianità perduta cortisolo e delle alterate retroazioni ormonali comportano l’alterazione della corretta risposta infiammatoria.

La dieta coerente con il trattamento, seleziona i pasti secondo le retroazioni ormonali indicate, determina un equilibrio acido-base e un contenimento della risposta infiammatoria e\o del dolore.

Diagnosi e Cura Convenzionale

Per la diagnosi nella nevralgia si ricorre agli esami radiografici, la risonanza magnetica, la elettromiografia e gli esami di laboratorio. La cura convenzionale impegna terapia farmacologica analgesica, antinfiammatoria, miorilassante, immunosoppressiva o cortisonica a secondo dei casi. Alcuni casi richiedono tecniche di tipo chirurgico per ripristinare la salute.

La nevralgia evidenzia talvolta una incapacità del paziente a concludere la fase infiammatoria con tendenza ad un andamento cronico con riacutizzazioni episodiche del dolore. Questo tende a produrre un comportamento del paziente proteso a trascurare la prevenzione nella latenza clinica e dunque all’ uso eccessivo degli analgesici in fase di riacutizzazione. Il pregio del trattamento con dieta coerente risiede proprio nel fornire uno strumento valido anche per la prevenzione delle riacutizzaioni, oltre che certamente per coadiuvare la cura delle fasi acute.

La dieta coerente è anche uno strumento di prevenzione importante per molte malattie. Cibo e cura sono interconnessi da precisi rapporti ormonali, biochimici e metabolici. Il trattamento tramite dieta è integrativo e non sostituitivo di altri strumenti di terapia. Nella nevralgia del trigemino è utile una dieta coerente con prevenzione o terapia per evitare i comportamenti alimentari che favoriscono le infiammazioni e per aumentare i cibi a PRAL negativo.

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Sintomi e Cause della Nevralgia del Trigemino

La nevralgia del trigemino è un intenso dolore al volto che coinvolge anche occhi, labbra, naso, cuoio capelluto, fronte, denti e mucose orali. Il dolore del trigemino è violento e procede per impulsi improvvisi. Si manifesta nell’area di distribuzione di un nervo sensitivo, ma al contrario di quanto accade nella neurite, spesso senza evidenti alterazioni morfologiche del nervo stesso.

Il trigemino è un nervo cranico, responsabile della sensibilità e del dolore a livello del volto. Il trigemino è implicato anche nella funzione motoria della masticazione, ma non nell’espressione del volto.

Le cause della nevralgia del trigemino non sono perfettamente indagate ed esistono svariate teorie per spiegare questa sindrome dolorosa: il danneggiamento della guaina mielinica del nervo, la compressione del nervo causata da altre strutture anatomiche, neoplasie, traumi, stress emozionale, intossicazioni e danni neurologici. Quando non si riesce a identificare una causa, la nevralgia del trigemino è chiamata idiopatica.

Gli episodi di dolore al trigemino si verificano in modo imprevedibile, scatenati da attività comuni e colpiscono generalmente un lato del volto. Durante l’attacco si percepiscono i fastidi come fossero scosse elettriche acute e urticanti della durata di alcuni secondi che però possono ripetersi fino a sfinire il paziente. I trigger points della nevralgia del trigemino sono zonidi cutanei la cui sollecitazione anche lieve, determina la salva d’intenso dolore.

Raramente la nevralgia del trigemino può essere bilaterale e benché la nevralgia del trigemino non sia una malattia pericolosa, l’intensità della sofferenza patita può essere invalidante la normale vita di relazione e lavorativa.

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Possibili Cause e Diagnosi

Una causa presunta della nevralgia del trigemino è la pressione esercitata da un vaso sanguigno sul nervo nel punto in cui questo esce dal tronco encefalico. Questa pressione probabilmente causa il danneggiamento della guaina mielinica, la fascia protettiva che circonda il nervo. La nevralgia del trigemino può essere legata al normale processo d’invecchiamento, quando i vasi sanguigni tendono ad allungarsi e possono allentarsi e pulsare contro un nervo. I sintomi compaiono anche nei malati di sclerosi multipla, una malattia che consiste nel deterioramento della mielina nel sistema nervoso centrale, oppure a volte sono causati da un danno della guaina mielinica causato dalla pressione esercitata da un tumore.

Non esiste un esame specifico in grado di diagnosticare la nevralgia del trigemino: la diagnosi di solito si basa sulla storia medica del paziente e la descrizione dei sintomi, su un esame clinico e su una visita neurologica accurata. Esistono infatti altri disturbi in grado di provocare dolori simili al volto, come la nevralgia posterpetica o altre sindromi come la cefalea a grappolo. La maggior parte dei pazienti che soffrono di nevralgia del trigemino è sottoposta a una risonanza magnetica, per escludere dalle possibili cause del dolore un tumore o la sclerosi multipla.

Trattamento e Strategie Alimentari

La cura convenzionale della nevralgia del trigemino è farmacologica o chirurgica per i casi più impegnativi. I farmaci utilizzati sono di natura sintomatica ovvero potenti analgesici anticonvulsivanti. Talvolta la malattia del trigemino dura nel tempo più della capacità di sopportare la terapia farmacologica del dolore. In altri casi la terapia farmacologica non ottiene risultati bastevoli fin dal suo esordio. La dieta non è una terapia del dolore ma può essere applicata per ridurre l’infiammazione cronica e la situazione metabolica iperacida tipica dei pazienti con dolore.

Nel trattamento della nevralgia del trigemino la dieta limita l’infiammazione cronica con strategie alimentari atte ad abbassarla progressivamente. In tale contesto è utile inoltre contrastare l’acidosi associata sia al dolore , sia alla somministrazione di analgesici e anticonvulsivanti. La dieta routinaria del paziente interferisce in modo significativo con il corretto equilibrio del cortisolo. Dolore e dieta inadeguata comportano, infatti, una disregolazione anche del ritmo circadiano dei glucocorticoidi denominata anche “flat cortisol rhythm”. Il cortisolo dovrebbe esprimere la sua acrofase circadiana intorno alle nove del mattino e la sua batifase circadiana a mezzanotte. Alla presenza di stress sia endogeno, sia esogeno e a ritmi alimentari non coerenti, si assiste a un’alterazione dell’asse HPA. Questa è caratterizzata anche da perdita d’equilibrio tra gli ormoni CRH, ACTH e cortisolo. Gli effetti negativi di una circadianità perduta cortisolo e delle alterate retroazioni ormonali comportano tra oltre altre infauste conseguenze un’interferenza con l’equilibrio ormonale e l’alterazione dell’equilibrio acido-base.

Una delle caratteristiche fondamentali della dieta è metodo d’indagine tramite l’analisi della composizione corporea. Un’alimentazione corretta in dieta secondo le retroazioni ormonali, oltre a comportare un efficiente processo digestivo, determina un equilibrio acido-base favorevole al contenimento della risposta al dolore. Un bilanciamento maggiormente alcalino comporta infatti vagotono e una soglia del dolore più elevata. Tale condizione corrisponde per il paziente affetto da nevralgia del trigemino ad una disponibilità a slatentizzare dolore più favorevole. Il paziente alimentato in dieta con una sequenza nutrizionale, corretta da rapporti glicemici commisurati alla circadianità del cortisolo e soprattutto con un bilanciamento iperalcalino, è contenuto nella risposta dolorosa.

La dieta coerente con il trattamento non è applicata solo al fine di ottimizzare il peso forma, ma sopratutto per contenere la risposta infiammatoria e la acidificazione associata a molte patologie. Si tratta di una metodica complessa che considera la scelta del cibo e dello stile di vita parte integrante di una terapia. Una dieta coerente con il trattamento si associa efficacemente a terapia farmacologica consentendo di ridurne il dosaggio, motivo evidente per il quale è spesso banalizzata e trascurata nelle prescrizioni.

Adottare un’ alimentazione coerente è particolarmente importante in tutte le patologie degenerative e infiammatorie che provocano dolore e disfunzione. L’ alimentazione non è solo necessaria per ottimizzare il peso, ma sopratutto per contenere la risposta infiammatoria. Un’ alimentazione coerente può ridurre il carico farmacologico e migliorare i risultati della terapia. Si consiglia però di associare alimentazione coerente ad ogni altra terapia per tutte le condizioni connesse a dolore.

Secondo tale approiccio le abitudini alimentari interferiscono in modo significativo con il corretto equilibrio del cortisolo. Stress e alimentazione inadeguata comportano, infatti, una disregolazione testa del ritmo circadiano dei glucocorticoidi. Alla presenza di stress sia endogeno, sia esogeno e a ritmi alimentari non coerenti, si assiste a un’alterazione dell’asse HPA. Gli effetti negativi di una circadianità perduta cortisolo e delle alterate retroazioni ormonali comportano l’alterazione della corretta risposta infiammatoria.

L’ alimentazione è sia un un presidio per la terapia che uno strumento di prevenzione importante. L’ alimentazione e la cura sono interconnessi da precisi rapporti ormonali, biochimici e metabolici. Il trattamento tramite alimentazione è integrativo di altri strumenti di terapia.

Una alimentazione coerente richiede esami strumentali, la valutazione dei sintomi e delle cause, diagnosi,conoscenza dei rimedi adatti al paziente e la conoscenza di tutte le altre forme di terapia per la quali la nutrizione clinica possa costituire alternativa o integrazione. Somministrare un’ alimentazione è atto medico e deve essere esercitata da un medico competente. Per una alimentazione coerente e personalizzata si consiglia di rivolgersi a un medico che operi solo tramite la verifica strumentale delle sequenze nutrizionali e delle terapie associate proposte al paziente. Sequenze nutrizionali basate solo sull’esperienza del medico, senza verifica strumentale della composizione corporea e degli altri parametri sono caratterizzate da imperfezioni metodologiche non necessarie.

Il trattamento del paziente con alimentazione non si contrappone ne sostituisce le linee guida della medicina convenzionale.

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