Dieta per la Proteinuria: Guida Completa per la Gestione della Malattia Renale

La malattia renale cronica (MRC) è definita come ogni patologia che colpisce il rene, portando a una perdita progressiva della sua funzione o a complicanze dovute alla ridotta funzionalità renale. La Società Italiana di Nefrologia stima che circa una persona su 10 in Italia soffra di MRC, spesso senza esserne a conoscenza. La conseguenza più grave della MRC è l'insufficienza renale cronica (IRC), caratterizzata dalla perdita irreversibile della capacità dei reni di filtrare le scorie e i sali minerali in eccesso.

Esami di laboratorio semplici e poco costosi su sangue e urine permettono una diagnosi precoce di MRC, valutando la velocità del filtrato glomerulare e la presenza di microalbuminuria. Un trattamento adeguato può prevenire o ritardare l'IRC e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, che sono frequenti nei pazienti con MRC.

La nefropatia diabetica è la causa più comune di IRC, una malattia insidiosa e progressiva che compromette la funzionalità renale. In passato, la diagnosi di IRC si basava sui livelli di creatinina nel sangue, ma oggi si sa che il danno renale inizia molto prima dell'aumento della creatinina, rendendo cruciale una diagnosi tempestiva.

Proteinuria: Un Fattore di Rischio Modificabile

La proteinuria, ovvero la presenza di quantità anomale di proteine nelle urine, è un noto marker di danno renale e un fattore importante nella progressione della malattia renale cronica. La comunità scientifica ha sempre cercato di capire come la terapia nutrizionale possa influenzare e modificare la proteinuria, limitando il suo impatto sulla progressione verso la malattia renale terminale.

La proteinuria è un fattore di rischio indipendente per la progressione verso l'insufficienza renale terminale e la sua riduzione è una strategia importante per ritardare e prevenire la perdita della funzione renale. Tra i meccanismi che correlano la proteinuria alla progressione del danno renale, l'alterazione della permeabilità della barriera glomerulare è uno dei più importanti.

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Il transforming growth factor-beta (TGF-b) svolge un ruolo fondamentale nel processo di fibrosi e sclerosi glomerulare, incrementando la sintesi di matrice extracellulare. La ricerca scientifica si è concentrata su come la terapia nutrizionale possa influenzare e bloccare questi processi patologici, preservando la funzione renale.

Approcci Nutrizionali per la Gestione della Proteinuria

La riduzione dell'apporto proteico è l'approccio terapeutico-nutrizionale più utilizzato ed esaminato. Studi hanno dimostrato come una dieta a basso contenuto proteico (LPD) riduca l'iperfiltrazione e la sclerosi glomerulare. Chaveau et al. (2007) hanno analizzato le modifiche della proteinuria in risposta a una "very low protein diet" (VLPD) con supplementazioni amminoacidiche o di ketoanaloghi (sVLPD) in pazienti con Chronic Kidney Disease (CKD), riscontrando una riduzione della proteinuria di circa il 50%.

Un recente studio ha valutato l'associazione tra la dieta vegetariana e la prevalenza di CKD, segnalando una ridotta prevalenza di proteinuria nel gruppo "vegano". Un piccolo trial monocentrico ha valutato l'effetto di una dieta ipoproteica in pazienti con virus da Epatite B e glomerulonefrite cronica, dimostrando che il gruppo con supplementazione di ketoanaloghi aveva una riduzione significativa della proteinuria delle 24 ore.

Una metanalisi di trial clinici randomizzati controllati ha evidenziato come il principale effetto della dieta ipoproteica non fosse il miglioramento dell'eGFR, ma la riduzione della proteinuria. Tuttavia, è fondamentale garantire un corretto apporto energetico (30-35 kcal/kg/die) per prevenire la malnutrizione.

Linee Guida Dietetiche per Pazienti con Proteinuria

Per la gestione ottimale della persona affetta da IRC, è opportuno che il paziente sia seguito da un dietista esperto col supporto di un team motivato per assicurare il raggiungimento e/o il mantenimento di uno stato nutrizionale soddisfacente. In mancanza di tale supporto, è possibile seguire alcune indicazioni di massima basate sulle Linee Guida Italiane delle Società di Nefrologia e di Dietetica e Nutrizione Clinica. Ecco alcune raccomandazioni:

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  • Ridurre la quantità di proteine: Consumare circa 0.7 g di proteine per kg di peso ideale.
  • Apporto calorico adeguato: Circa 35 Kcal per kg (peso ideale)/die per i soggetti di età < 60 anni e circa 30 Kcal per kg (peso ideale)/die per i soggetti di età > 60 anni.
  • Aumentare carboidrati e lipidi: Per garantire un simile apporto calorico, aumentare le percentuali di carboidrati e lipidi nella dieta.

Alimenti Consigliati, Consentiti con Moderazione e da Evitare

I seguenti capitoli indicano gli alimenti non consentiti, consentiti con moderazione, consentiti e consigliati in caso della patologia indicata. Nel seguire le indicazioni si deve però tenere conto che, per ottenere una corretta ed equilibrata alimentazione che fornisca all’organismo tutti i nutrienti di cui necessita, occorre assumere la giusta quantità (porzione) dell’alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni alimenti debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente, all’interno di uno schema alimentare personalizzato.

L’alimentazione della giornata deve rispettare il bilancio energetico di ciascuno e l’energia introdotta deve essere uguale a quella spesa per non aumentare il rischio di sovrappeso, obesità ma anche di malnutrizione .

  • Alimenti aproteici: Pane, pasta, riso, farina, crackers, fette biscottate, biscotti specificamente prodotti senza proteine.
  • Carne: Tutti i tipi ad eccezione di quelle molto grasse, scegliendo le parti più magre e meno venate.
  • Pesce: Fresco o surgelato ad eccezione delle varietà grasse.
  • Verdura: Sia fresca che surgelata esclusi i legumi (fagioli, ceci, lenticchie, fave, piselli).
  • Condimenti: Privilegiare l'uso di olio extravergine di oliva oppure scegliere olio di semi (non di semi vari ma di un seme solo, per es.

Riduzione del Potassio, del Sodio e Altri Consigli

La limitazione degli alimenti ricchi in potassio deve essere effettuata solo su precisa indicazione del Nefrologo curante, in quanto molti alimenti ricchi in potassio hanno importanti valenze salutistiche e possono aiutare a prevenire l’insorgenza di malattie cardiovascolari così frequentemente associate a questa patologia.

È buona regola ridurre il sale aggiunto alle pietanze durante e dopo la cottura e limitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità (alimenti in scatola o salamoia, dadi ed estratti di carne, salse tipo soia).

Altri consigli utili:

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  • Mantenimento o raggiungimento del peso ideale.
  • Adeguato controllo della pressione arteriosa.
  • Controllare il peso corporeo al mattino prima della colazione.
  • Attenzione ai farmaci.
  • Non fumare.

Per ridurre ulteriormente il quantitativo di fosforo degli alimenti è consigliato metterli a bagno in un recipiente e tenuti in frigo 8-9 ore prima della cottura.

Esempio di Menu per Insufficienza Renale

Ecco alcuni esempi di piatti che possono essere inclusi in una dieta per l'insufficienza renale:

  • Risotto al radicchio trevigiano
  • Filetto di merluzzo con ciliegini
  • Hamburger di melanzane
  • Insalata di riso con zucchine e peperoni
  • Mezze maniche alla ratatouille
  • Branzino al trito di basilico con le verdure
  • Spiedini di pesce spada e cipolla rossa
  • Filetto di orata con polenta

Alimenti Ricchi di Sodio da Evitare

Il sodio è presente in molti alimenti e in grandi quantità. Ecco i dieci alimenti che contengono più sodio:

  1. Salsa di soia (sodio: 5,72/100 grammi prodotto)
  2. Minestrone liofilizzato (sodio: 5,6/100 grammi prodotto)
  3. Prosciutto crudo di Parma (sodio: 2,57/100 grammi prodotto)
  4. Salame Brianza (sodio: 1,8/100 grammi di prodotto)
  5. Caviale (sodio: 2,2/100 grammi di prodotto)
  6. Salmone affumicato (sodio: 1,88/100 grammi di prodotto)
  7. Pecorino
  8. Salame Felino (sodio: 1,69/100 grammi di prodotto)
  9. Salame Napoli (sodio: 1,69/100 grammi di prodotto)
  10. Prosciutto crudo disossato, privo di grasso visibile (sodio: 2,4/100 grammi di prodotto)

Conclusioni

La dieta per la proteinuria e l'insufficienza renale richiede un approccio personalizzato e il supporto di professionisti qualificati. Seguendo le linee guida dietetiche e monitorando attentamente l'apporto di proteine, sodio, potassio e fosforo, è possibile gestire efficacemente la malattia renale e migliorare la qualità della vita.

Tabella I: Impacto de la LPD en pacientes diabéticos

Parámetro Resultados
Creatinina sérica Sin diferencias significativas
Filtrado glomerular Sin diferencias significativas
Hemoglobina glicosilada Sin diferencias significativas

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