Dieta per la Rettocolite Ulcerosa: Alleviare i Sintomi e Migliorare la Qualità di Vita

La colite ulcerosa è una malattia cronica che interessa l'apparato gastroenterico e, assieme al morbo di Crohn, rientra tra le cosiddette malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI, o IBD, inflammatory bowel disease nella terminologia anglosassone).

Sono disturbi caratterizzati da un processo infiammatorio cronico che nella colite ulcerosa è limitato alla mucosa del colon e al retto, mentre nella malattia di Crohn può interessare qualunque segmento del tratto gastrointestinale.

Secondo le stime della Società italiana di colon-proctologia, la colite ulcerosa e la malattia di Crohn colpiscono oltre 100.000 persone in Italia. L’incidenza sarebbe pari a 8,1 nuovi casi per 100.000 adulti. Il disturbo insorge in modo uguale nei maschi e nelle femmine. Nella maggior parte dei casi la diagnosi avviene nella prima età adulta, con un secondo picco di incidenza fra i 55 e 65 anni.

Sintomi della Colite Ulcerosa

Tra i sintomi tipici della colite ulcerosa ci sono scariche di diarrea con feci miste a sangue e muco, tanto più frequenti quanto maggiore è la gravità della malattia.

La colite ulcerosa può iniziare in forma lieve, ma anche con un attacco acuto particolarmente grave. Quando la malattia è attiva, i segni e i sintomi possono comprendere: dolore addominale, diarrea, sanguinamento rettale, febbre, perdita di peso, segni di malnutrizione.

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Nelle forme più gravi ci possono essere anche complicanze come aumento della frequenza cardiaca (tachicardia), anemia, perdita di forze e di appetito, diminuzione delle proteine circolanti e squilibrio di importanti sostanze come potassio, sodio e cloro.

È stato infine ipotizzato che la colite ulcerosa possa essere associata a un maggior rischio di cancro.

Diagnosi della Colite Ulcerosa

Esistono diversi esami per giungere a una corretta diagnosi di questa patologia. Possono essere prescritti prelievi del sangue per verificare la presenza di anemia, un segnale di sanguinamento nell'intestino. Il medico può decidere di effettuare anche una TAC o una risonanza magnetica. Questi test riescono a mettere in evidenza anomalie che permettono di diagnosticare una MICI.

Sigmoidoscopia e colonscopia utilizzano invece una speciale sonda munita di una microscopica telecamera. Si può esaminare il retto e il colon alla ricerca di infiammazione, sanguinamento o ulcere ed effettuare anche una biopsia.

I sintomi e gli esami diagnostici permettono al medico di stabilire l’esatta natura del disturbo. La colite ulcerosa non va infatti confusa con la più comune sindrome del colon irritabile.

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Trattamento della Colite Ulcerosa

Sebbene in medicina non esista al momento una cura per la colite ulcerosa, le terapie riescono a ridurne significativamente i sintomi e possono anche portare alla remissione.

Oggi per trattare le MICI si ricorre a diverse classi di farmaci: antidiarroici, aminosalicilati, antibiotici, terapia biologica, immunomodulatori e corticosteroidi. Un farmaco cui si ricorre è, per esempio, la mesalazina, antinfiammatorio non steroideo (FANS).

Nel caso la malattia inizi con un attacco acuto, occorre il ricovero in ospedale. Gli specialisti sottopongono il malato in fase acuta a un trattamento intensivo, con alte dosi di cortisone, per circa 7-10 giorni. Vengono somministrati anche liquidi, plasma ed elettroliti, nonché sostanze ad alto contenuto calorico. In oltre la metà dei casi la risposta ottenuta è molto buona.

Se gli attacchi sono lievi o moderati, in genere si ricorre a un trattamento locale, cioè l'uso di farmaci somministrati per via rettale.

In alcuni casi lo specialista può decidere di optare per l'intervento chirurgico, che può essere effettuato come terapia alternativa in caso di fallimento della terapia medica, nelle forme gravi, oppure come scelta terapeutica nel caso di impoverimento della qualità di vita o scarsa risposta alle cure. Grazie ai perfezionamenti della tecnica chirurgica, questo intervento deve essere considerato come un valido strumento terapeutico. Spetta allo specialista stabilire le situazioni in cui sia necessario ricorrere a un’operazione.

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Infine, dal momento che lo stress può essere responsabile del peggioramento dei sintomi della malattia, per combatterlo vengono consigliate soluzioni semplici come l’esercizio fisico, anche leggero: si allevia in tal modo la depressione e si favoriscono le funzioni intestinali. Utile anche la tecnica di biofeedback, da eseguire con l'aiuto di un esperto, per ridurre lo stress e le tensioni muscolari.

L'Importanza della Dieta nella Gestione della Colite Ulcerosa

Modifiche della dieta e dello stile di vita possono aiutare infatti a controllare i sintomi e allungare il tempo tra una riacutizzazione e l’altra di questa malattia.

Per contrastare il problema può essere utile tenere un diario alimentare e prendere nota di tutti i cibi consumati nell’arco della giornata e di come ci si sente. Inoltre, è consigliabile rivolgersi a un nutrizionista che, in accordo con il medico curante, può indicare la dieta corretta per il proprio disturbo e consigliare i cibi giusti da mangiare.

La colite ulcerosa è una seria patologia infiammatoria cronica a carico del colon che deve essere curata farmacologicamente e, nei casi più gravi, anche chirurgicamente. A tutt’oggi, le cause della colite ulcerosa non sono ancora note e, sebbene alcuni ritengano che i fattori dietetici possano essere uno dei motivi scatenanti la malattia, non vi sono evidenze scientifiche in tal senso; è però vero che in malattie simili un aggiustamento dietetico può decisamente migliorare la sintomatologia.

Molte patologie possono essere decisamente meglio gestite se il soggetto ha un buon stile di vita. L’alimentazione quindi è un’arma in più che è tanto più potente quanto più si vive meglio.

Consigli Generali sull'Alimentazione

  • Può essere utile bere un po’ più del normale, specialmente nel caso in cui si abbiano frequenti episodi diarroici. L'acqua è la bevanda migliore.
  • I liquidi introdotti non devono essere né troppo caldi né troppo freddi.
  • Si ricorda inoltre di evitare le abbuffate e si consiglia di consumare piccoli pasti ripartendoli correttamente durante la giornata; inoltre è importante masticare i cibi lentamente e accuratamente. Queste accortezze favoriscono il processo digestivo accorciandolo notevolmente.
  • Potrebbe anche essere utile talvolta scegliere la qualità degli alimenti, anche rinunciando ai piaceri del palato. Bisogna ad esempio favorire cotture al vapore o ai ferri evitare le fritture e i cibi troppo elaborati, conservati e grassi, soprattutto quelli confezionati o in scatola.

Alimenti Consigliati e da Evitare

L’alimentazione, nelle fasi di quiescenza della malattia, deve essere varia ed equilibrata, senza particolari restrizioni. L’apporto energetico sarà uguale a quello di un soggetto sano (30-35 Kcal/Kg/die). Vi deve essere un apporto equilibrato di tutti i nutrienti, incluse frutta e verdura, per evitare carenze vitaminiche. È utile assumere un’adeguata quantità di liquidi, per mantenersi ben idratati.

Alimenti particolarmente grassi, bibite gassate e bevande contenenti caffeina come caffè e tè (si possono consumare se decaffeinati e deteinati) sono da evitare.

Solo in caso di accertata intolleranza al lattosio (Breath Test al Lattosio positivo) è bene ridurre o eliminare latte e latticini freschi e utilizzare prodotti senza lattosio. Negli altri casi il latte non è controindicato.

Non vi sono alimenti proibiti, ma è opportuno ridurre o eliminare le fibre nei periodi di attività di malattia con diarrea, perché l’aumentato volume fecale incrementa il numero di scariche di feci, aumentando i disturbi del Paziente. Non vi è nessun effetto negativo delle fibre sulla malattia, ma, in caso di attività della stessa, esse possono incrementarne i disturbi.

In fase di benessere della CU, tra le verdure, da consumare preferibilmente cotte, è preferibile usare verdure povere di fibre quali: carote, finocchi, insalata, cuor di radicchio, pomodori privi di buccia e semi, melanzane, fagiolini privati dei semi e dei fili, zucchine.

Alimenti da Preferire e da Evitare nelle Fasi Acute della Malattia

Durante la fase acuta di rettocolite ulcerosa, l’intestino è particolarmente infiammato e sensibile. In fase acuta, quindi, se soffri di rettocolite ulcerosa prediligi i seguenti alimenti:

  • Carni bianche di qualità, come ad esempio, pollo o tacchino
  • Pesce magro, come il merluzzo o nasello, possibilmente non allevato
  • Brodo di carne
  • Uova ben cotte
  • Patate bollite
  • Mele cotte

Evita tutti gli alimenti ricci di fibre insolubili come verdure crude, cereali integrali, tutti i cibi ultra-processati, cibi fritti e cibi speziati, i legumi e le bevande gassate e alcoliche. In questa fase, l’obiettivo è quello di ridurre l’infiammazione e gestire gli episodi di diarrea. Per questo motivo, gli alimenti devono essere facilmente assimilabili e antinfiammatori.

Integrazione di Nutrienti Essenziali

Quando termina la fase acuta e la malattia entra in fase di remissione, è possibile cominciare a reintrodurre alcuni alimenti. In fase di remissione, è necessario occuparsi anche della giusta integrazione di nutrienti essenziali come:

  • Omega-3, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie
  • Vitamina D, fondamentale per il sistema immunitario
  • Ferro, per prevenire l’anemia che potrebbe arrivare a seguito dell’infiammazione intestinale
  • Probiotici naturali, come kefir, yogurt greco, verdure per supportare il microbiota intestinale

Come abbiamo sopra detto, in questa fase è possibile seguire un piano alimentare variegato equilibrato che preveda il graduale reinserimento degli alimenti per favorire anche il ripristino della salute intestinale. ll nutrizionista di fiducia potrà anche consigliarti di tenere un diario alimentare per monitorare la reazione ad alcuni alimenti. Ogni persona può reagire in modo diverso agli alimenti. Ricorda che la rettocolite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica ma può essere gestita con una corretta alimentare e con uno stile di vita sano.

Stile di Vita e Colite Ulcerosa

Uno stile di vita sano e abitudini corrette possono ridurre la frequenza delle riacutizzazioni della rettocolite ulcerosa e migliorare la tua qualità di vita.

  • Potrebbe essere utile introdurre attività fisica moderata e regolare per migliorare il funzionamento del tuo sistema immunitario e ridurre i livelli di infiammazione cronica.
  • Migliorare la qualità del sonno, fondamentale nella gestione delle malattie infiammatorie.
  • Eliminare il fumo, uno dei fattori di rischio per le malattie infiammatorie croniche intestinali.

Studio sull'Efficacia della Dieta Specifica

Saurabh Kedia et al. hanno condotto uno studio in cui, su un totale di 36 soggetti, sono stati scelti i 13 che, secondo il Permanova Test, presentavano l’ambiente intestinale più ricco di specie benefiche (Eubacterium rectale, Dorea, Roseburia, Faecalibacterium prausnitzii, Blautia e Bifidobacterium), insieme a livelli fecali adeguati di acido butirrico.

La dieta ha riscosso una buona compliance, dall’84,6% (a 8 settimane) al 66,7 % (a 48 settimane) di fortemente aderenti. Anche il rapporto di fibre solubili per assunzione di energia era elevato - a favore del metabolismo degli acidi grassi a catena corta e della salute della barriera intestinale e del GALT.

Infine, sono stati incoraggianti i risultati inerenti la remissione profonda (a 48 settimane): - il 25 % nel primo gruppo, nonché 6/24 pazienti contro 0/27 pazienti, simili a quelli della remissione endoscopica.

È importante includere una fonte di proteine a ogni pasto o spuntino: carne, pesce, uova, fagioli o lenticchie.

La peristalsi del colon è favorita dal giusto apporto di fibra alimentare, che dovrebbe essere introdotta nelle giuste dosi e con la maggior regolarità possibile. A tal proposito, gli enti di ricerca consigliano di assumere circa 30g/die (+/- 5g), quota che, in base alla soggettività, può essere aumentata o diminuita sulla base della risposta peristaltica individuale (frequenza delle evacuazioni e consistenza delle feci).

Trattandosi di molecole utili anche alla crescita delle colonie fisiologiche (funzione prebiotica), gli alimenti contenenti fibra agiscono sinergicamente ai probiotici (yogurt, latti fermentati, integratori, farmaci ecc.) per il mantenimento delle difese della mucosa; nel caso in cui il malato non faccia uso di alimenti probiotici, consultando il medico è possibile integrare l'apporto di questi ceppi batterici mediante farmaci o integratori alimentari contenenti: L. acidophilus, B. bifidum, L.

Dovendo ottemperare all'aumentato fabbisogno idrico (disidratazione indotta dalla diarrea), il primo accorgimento è quello introdurre acqua in maniera frequente; inoltre, ricordiamo che la diarrea mucoematica favorisce il malassorbimento nutrizionale, pertanto, potrebbe rendersi necessaria l'integrazione vitaminica associata a sali minerali (soprattutto magnesio e potassio).

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