Seguire un’alimentazione controllata è essenziale per chi soffre di malattia da reflusso gastroesofageo (GERD). Una dieta specifica, concordata con il medico, può alleviare i sintomi ed evitare complicazioni. Al Rome American Hospital gruppo Nefrocenter, specialisti esperti curano e trattano la malattia da reflusso gastroesofageo.
Alimenti Consentiti e Metodi di Cottura
Gli alimenti consentiti sono diversi, senza vere e proprie limitazioni alimentari, ma diventano importanti i metodi di cottura e le quantità.
Cibi da Evitare Assolutamente
La dieta per il reflusso gastroesofageo deve limitare o vietare totalmente il consumo di cibi grassi, acidi, speziati e piccanti. Ogni cibo vietato ha una motivazione importante:
- Cibi grassi: rallentano lo svuotamento dello stomaco, aumentando la pressione sullo sfintere esofageo inferiore e favorendo il reflusso.
- Cibi acidi: irritano la mucosa esofagea, peggiorando i sintomi del reflusso.
- Cibi speziati e piccanti: aumentano la produzione di succhi gastrici, irritando la mucosa.
- Bevande gassate: aumentano la pressione nello stomaco.
- Alcol: irrita la mucosa esofagea e può rilassare lo sfintere esofageo inferiore.
- Cioccolato: contiene metilxantine, che possono rilassare lo sfintere esofageo inferiore.
Comportamenti da Seguire Assieme alla Dieta
Esistono dei comportamenti da seguire da associare alla dieta:
- Mangiare pasti piccoli e frequenti: aiuta a ridurre la pressione sullo stomaco e a facilitare la digestione.
- Masticare bene il cibo: aiuta a facilitare la digestione e a ridurre la quantità di aria nello stomaco.
- Non coricarsi subito dopo aver mangiato: attendere almeno 2-3 ore prima di andare a dormire.
- Dormire con la testa sollevata: riduce il reflusso notturno.
- Perdere peso: se si è in sovrappeso o obesi può aiutare a ridurre i sintomi del reflusso.
Fattori che Influenzano il Reflusso Gastroesofageo
Quando ha carattere cronico, il reflusso gastroesofageo è dovuto a un malfunzionamento del cardias, ossia la valvola che, posta tra esofago e stomaco, impedisce la risalita del cibo proprio da quest'ultimo. Tra i fattori che possono pregiudicare il funzionamento del cardias, rientrano condizioni come l'obesità, il fumo di sigaretta, l'ernia iatale, l'asma, l'assunzione costante di certi medicinali, la gravidanza, lo stress e un'alimentazione poco salutare.
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Le grandi abbuffate per frenare i morsi della fame, dovuti a un digiuno prolungato, rappresentano, per le persone con reflusso gastroesofageo, una delle principali ragioni di comparsa della sintomatologia.
Per chi soffre di reflusso gastroesofageo, un errore molto comune che può scatenare la sintomatologia è andare a letto poco tempo dopo il pasto, quindi con la cosiddetta “pancia piena”. L'eccessiva presenza di grasso a livello addominale comporta una pressione intraddominale più elevata del normale.
Tra i nemici giurati di chi soffre di reflusso gastroesofageo rientrano gli intingoli e soprattutto gli alimenti ricchi di grassi (es: fritti, carni rosse grasse, formaggi grassi, troppo olio ecc.); questi, infatti, permangono nello stomaco a lungo (perché richiedono molto tempo per la digestione), inducono un'ingente produzione di succhi gastrici (sempre per motivi legati alla digestione) e, infine, riducono il tono muscolare del cardias.
Uscendo dall'ambito dietetico-alimentare, un altro importante fattore capace di scatenare il fenomeno del reflusso gastroesofageo è il fumo di sigaretta.
L'ingente quantità di fibre dei cereali integrali assorbe i succhi gastrici dello stomaco, rendendo meno probabile il fenomeno del reflusso gastroesofageo.
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Dieta per la Gastrite
La dieta per la gastrite si basa, in larga parte, sulle stesse semplici regole della dieta per il reflusso gastroesofageo.
Alimenti Consigliati
- Colazione: biscotti secchi, marmellate e miele.
- Latte: preferibile scremato, poiché quello intero è ricco di grassi, proteine e calcio che aumentano l’acidità gastrica. Non esagerare con il latte.
- Pasta e riso: si possono mangiare con sughi e condimenti leggeri.
- Carni: quelle bianche (tacchino, pollo) e quelle magre (vitello e coniglio).
- Affettati: bresaola e prosciutto (sia crudo che cotto).
- Pesce: tutti i tipi (sia fresco che surgelato).
- Formaggi: quelli freschi (come ricotta o mozzarella).
- Verdure: tutte vanno bene, ma un pasto serale molto abbondante di fibre potrebbe favorire il reflusso.
- Acqua: naturale non gassata, diluisce i succhi gastrici e protegge lo stomaco.
Alimenti da Limitare o Evitare
- Bevande alcoliche: da evitare assolutamente i superalcolici. No al vino bianco, meglio un bicchiere di rosso.
- Bevande: limitare l’uso di tè, caffè, bibite gassate, bibite contenenti caffeina, succhi di frutta (arancio, pompelmo, limone, ananas, pomodoro).
- Menta: sembra ridurre il tono della valvola tra stomaco ed esofago.
- Dolci: evitare quelli farciti con creme o cioccolato.
- Condimenti: evitare il burro, strutto e dado. Meglio condire solo con olio d’oliva (meglio se extra-vergine). Fritti e soffritti dovrebbero essere evitati.
Consigli Aggiuntivi
- Masticare bene e mangiare lentamente: la triturazione del cibo e l’azione della saliva facilitano la successiva funzione gastrica.
- Evitare abbinamenti di cibi che contengono proteine con diversa provenienza: come uova e legumi oppure carne e formaggi.
- Non affrontare la notte subito dopo un lauto pasto!
- In caso di obesità e sovrappeso: l’aumento della pressione intraddominale favorisce la risalita del contenuto gastrico.
Gastrite: Informazioni Utili
La gastrite è un processo infiammatorio dello stomaco, in particolare della sua mucosa, che può presentarsi sia in forma acuta che cronica. La gastrite cronica è invece caratterizzata dalla presenza di eritema, erosioni e dall’assenza di “rughe” sulla membrana gastrica la cui causa più frequente è l’Helicobacter pylori, un batterio molto diffuso nella popolazione che può essere diagnosticato anche con test non invasivi come quello del respiro (Urea Breath Test - UBT) e la ricerca dell’antigene fecale.
La gastrite cronica è frequente nella popolazione adulta sana, soprattutto dopo i quarantacinque anni d’età. I dolori allo stomaco che si manifestano a digiuno con un fastidio localizzato nella parte centrale della metà superiore dell’addome possono spesso recedere se si introducono alimenti, ma possono anche manifestarsi durante il pasto (sazietà precoce) oppure insorgere dopo, creando così un fastidioso senso di pienezza e gonfiore addominale.
Una forma più insidiosa di gastrite è quella in cui si verifica l’atrofia della mucosa gastrica: in questo caso può non essere presente una sintomatologia specifica e tale caratteristica può ritardare la diagnosi del disturbo, con un rischio elevato di carenza di vitamina B12.
Raccomandazioni Dietetiche per la Gastrite
Le seguenti raccomandazioni dietetiche hanno come scopo la diminuzione della secrezione acida dello stomaco, in quanto non esistono diete e/o restrizioni alimentari particolari in caso di gastrite. Può essere utile, soprattutto nelle fasi acute della malattia, frazionare l'alimentazione in pasti piccoli e frequenti (colazione, spuntino, pranzo,merenda e cena).
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Alimenti da Evitare (Gastrite)
- Tonno in scatola, acciughe, pesce in salamoia o affumicato e piatti pronti.
- Formaggi piccanti e fermentati.
Alimenti Consigliati (Gastrite)
- Pasta, riso, avena e cereali in genere, meglio se integrali.
- Frutta matura e verdura di stagione, variando i colori per favorire la corretta assunzione di vitamine, sali minerali, fibre e antiossidanti.
- Carni magre.
- Formaggi quali primo sale, fiocchi di latte, mozzarella di vacca o parzialmente decremati durante la lavorazione come il Grana Padano DOP.
- Acqua.
I pasti devono inoltre essere consumati con calma. La fretta è nemica della gastrite.
La gastrite tende a riacutizzarsi nel cambio di stagione, in particolare con l’arrivo della primavera perché fisiologicamente aumenta la secrezione di acidi e l’Helicobacter Pylori potrebbe approfittarsi dell’abbassamento delle difese immunitarie tipico di questo periodo.
Quando la fase acuta della gastrite è passata, è bene fare delle prove mangiando piccole quantità di determinati alimenti (quelli ritenuti più a rischio per l’insorgenza o il peggioramento del disturbo).
Reflusso Gastroesofageo: Ulteriori Indicazioni Dietetiche
Le indicazioni dietetiche per il trattamento del reflusso gastroesofageo prevedono la riduzione e l’evitamento di alcuni cibi che hanno un’azione negativa sullo stomaco. Questi alimenti richiedono lunghi tempi di digestione e rallentano lo svuotamento gastrico.
Alimenti e Abitudini da Evitare (Reflusso)
- Cibi molto caldi o molto freddi: la temperatura troppo calda o fredda favorisce i rigurgiti.
- Bevande alcoliche: vino, birra e liquori andrebbero sempre limitato a causa dei loro effetti negativi sulla salute.
- Caffè (anche decaffeinato): causa un’aumentata secrezione di succhi gastrici e rilassa la muscolatura dello stomaco, facilitando la risalita acida nell’esofago.
- Menta: come il caffè, esercita un effetto rilassante sulla muscolatura dello stomaco, peggiorando il reflusso.
- Pasti consumati velocemente: se si mangia troppo veloce, senza masticare adeguatamente, si ingeriscono interi bocconi di cibo che causano una pienezza gastrica precoce con rallentamento della digestione.
- Sforzo fisico subito dopo il pasto.
- Fumo di sigaretta!
Importanza dello Stile di Vita
Anche lo stile di vita svolge un ruolo cruciale nella gestione del reflusso gastroesofageo. Ad esempio, è consigliabile evitare di coricarsi o sdraiarsi subito dopo i pasti, in quanto ciò può favorire il ritorno del cibo e degli acidi nello stomaco verso l’esofago.
Lo stress può contribuire a peggiorare la gastrite, quindi trovare modi per gestire lo stress e rilassarsi può essere molto utile. Infine, evitare di fumare e mantenere un peso corporeo adeguato sono altri due fattori importanti nella prevenzione e nel controllo della gastrite.
Sintomi del Reflusso Gastroesofageo
Il contatto dei succhi acidi con la mucosa dell'esofago causa bruciore retrosternale (a livello del petto), sensazione di acidità, dolore. Spesso si può manifestare anche con raucedine e tosse, soprattutto notturna. Sintomi questi che se non accompagnati da altri più caratteristici, possono essere confusi con una tosse stizzosa dovuta ad altre cause. Altri sintomi sono il singhiozzo, la nausea, difficoltà a deglutire e digerire, nodo alla gola.
I sintomi solitamente si accentuano al momento di coricarsi. La posizione distesa/coricata favorisce, infatti, la risalita dei succhi gastrici.
| Sintomi Comuni del Reflusso Gastroesofageo |
|---|
| Bruciore retrosternale |
| Sensazione di acidità |
| Raucedine e tosse (soprattutto notturna) |
| Singhiozzo |
| Nausea |
| Difficoltà a deglutire e digerire |
| Nodo alla gola |