Dieta per SIBO: Cosa Mangiare per Gestire l'Iperproliferazione Batterica Intestinale

Oggi la redazione di NutriBees ha chiesto alla Biologa Nutrizionista Martina Toschi di dare qualche consiglio su cosa mangiare e quale dieta seguire nel caso in cui si soffrisse di iperproliferazione batterica intestinale (SIBO). Scopriamo cosa ci ha detto e quale tipo di alimentazione è più corretta in questi casi.

Cos'è la SIBO?

L’iperproliferazione batterica intestinale, o più comunemente SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth in inglese), è definita come una crescita eccessiva dei batteri nell’intestino tenue. Di norma la maggior parte dei batteri si trova nell’intestino crasso. Tuttavia, a causa di certe condizioni o malattie, può accadere che i batteri del colon proliferino più in alto nel sistema digerente, fino all’intestino tenue. La SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth) è una sindrome caratterizzata da una sovracrescita batterica nell’intestino tenue. Spesso considerata una vera malattia, si stima coinvolga il 25% della popolazione e l’80% di chi è affetto da colon irritabile.

A differenza del colon la concentrazione dei batteri nel tenue è estremamente inferiore poiché gli acidi gastrici e biliari prevengono il passaggio dei batteri nell’intestino, mentre la normale peristalsi porta alla loro eliminazione. I batteri che normalmente vivono nel colon, arrivano nell’intestino tenue e iniziano così a proliferare specie quali Escherichia Coli, Lactobacillus, Bacteroides e Streptococcus con conseguente infiammazione e danneggiamento dell’epitelio intestinale.

Sintomi della SIBO

Ne conseguono diversi sintomi digestivi: diarrea, gonfiore, gas intestinali, dolori addominali, nausea, dispepsia, stitichezza e anche affaticamento. La severità di questi sintomi varia in funzione dell’entità della contaminazione, delle specie batteriche implicate e dell’estensione del tratto intestinale interessato. Questi sintomi non specifici complicano la diagnosi di SIBO, tanto più che sono molto simili ai sintomi di altre malattie o sindromi gastrointestinali, come l’IBS.

I sintomi principali della SIBO rispecchiano i sintomi di altri disturbi gastrointestinali, in particolare l’84% dei soggetti con sindrome dell’intestino irritabile hanno la SIBO (che quindi può esserne considerata la causa). Inoltre la SIBO può anche essere associata alla Sindrome da Permeabilità Intestinale dato che questi batteri in eccesso danneggiano la mucosa intestinale.

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Questi batteri in eccesso nell’intestino tenue inducono, lungo periodo delle gravi carenze nutrizionali, in particolare consumano le vitamine del gruppo B, come la vitamina B12. Essi possono anche consumare alcuni degli amminoacidi o proteine, che abbiamo ingerito, che può portare sia ad una carenza proteica (perdita di massa muscolare) e un aumento della produzione di ammoniaca da alcuni batteri (e quindi intossicazione).

Cause della SIBO

Riguardo alle cause, nella maggior parte dei pazienti la SIBO è dovuta alla crescita eccessiva dei vari tipi di batteri che dovrebbero normalmente essere nel colon. Spesso una presunta intolleranza alimentare nasconde una sovracrescita microbica o una cura scorretta a base di probiotici può portare ad un’eccessiva colonizzazione dell’intestino tenue da parte dei batteri.

Gli inibitori della pompa gastrica sono tra i farmaci maggiormente usati ed è stato dimostrato che la SIBO colpisce in media il 50% dei pazienti che assumono questi farmaci a dosaggio pieno per 1 anno e può raggiungere la percentuale del 70-75% dopo 5 anni di terapia continuativa.

La causa della SIBO è generalmente complessa, e probabilmente colpisce più di uno dei meccanismi di protezione elencati sopra. Invecchiamento e assenza di attività fisica (Con l’avanzare dell’età l’apparato digerente rallenta nella sua funzione. Secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Gastroenterology, il 66% dei pazienti con malattia celiaca che hanno mantenuto una rigorosa dieta priva di glutine sono comunque risultati positivi alla SIBO.

Diagnosi della SIBO

Successivamente si richiedono dei test specifici quali il breath test al glucosio o lattulosio.

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Principi Fondamentali della Dieta per la SIBO

I batteri fanno naturalmente parte della flora intestinale e si nutrono principalmente di carboidrati: una dieta che comprenda un notevole ammontare di questo tipo di alimenti li nutre in abbondanza consentendogli di crescere e proliferare nell’intestino. La dieta è fondamentale perché i cibi che ingeriamo hanno il potere di nutrire alcuni batteri intestinali piuttosto che altri e quindi costituisce uno strumento fondamentale imprescindibile. L’obiettivo della dieta nella SIBO è quello di riparare il rivestimento intestinale, ridurre l’infiammazione, sbarazzarsi della proliferazione batterica e mangiare una dieta ricca di nutrienti essenziali che il corpo non riusciva ad assorbire.

Il problema alla base della SIBO è la fermentazione, pertanto zuccheri e carboidrati dovrebbero rimanere sotto i 40 g al giorno. Il problema alla base della sovracrescita batterica dell’intestino è la fermentazione e quindi la dieta non può basarsi su zuccheri e carboidrati. Se si riduce l’introito di polisaccaridi, oligosaccaridi e disaccaridi si ha un miglioramento veloce dei sintomi.

Alimenti da Evitare

  • Tra gli zuccheri da evitare vi sono tutti i dolcificanti (mannitolo, sorbitolo, lattulosio, sucralosio, fruttosio…) e ovviamente tutti i cibi con zuccheri della frutta aggiunti.
  • Vanno eliminate anche molte verdure troppo fibrose e i legumi (fagioli, piselli, ceci, lenticchie, soia), questi ultimi difficili da digerire ed eccessivamente ricchi di fitati.
  • Vanno assolutamente evitati tutti i latticini, per il loro contenuto di lattosio.
  • Eliminare zucchero e farine raffinate, miele, ortaggi amidacei (patate, melanzane), crucifere (cavoli, broccoli) frutta e latticini.
  • Non si deve assumere nessuna bevanda gassata e zuccherata.

Alimenti Consigliati

  • Meglio scegliere il glucosio e il miele.
  • Tra i carboidrati concessi vi sono anche le patate e il riso bianco, perché poveri di fibre e perciò poco fermentabili; l’alto indice glicemico tuttavia ne limita il consumo a una mezza porzione per pasto (massimo).
  • Le verdure concesse devono essere preferibilmente cotte (al vapore) e consumate in piccoli quantitativi per pasto.
  • È concessa la frutta fresca (da evitare quella secca) e con minore contenuto di fruttosio.
  • È possibile consumare Parmigiano reggiano stagionato almeno 30 mesi in quanto privo sia di lattosio sia di caseine.
  • Sono ammessi al massimo 2 caffè al giorno, bevuti senza zucchero.
  • Al contrario sono indicati: radicchio rosso, indivia, carote, zucchine, ravanelli, cetrioli, finocchio, zucca, asparagi, funghi.

Raccomandazioni Aggiuntive

  • È fondamentale inoltre bere ogni giorno almeno 2 litri di acqua naturale (o con aggiunta di limone).
  • Si consiglia di limitare i pasti a 3 al giorno per favorire la pulizia dell’intestino.
  • È preferibile mangiare 4-5 volte a giorno piccoli pasti piuttosto che 3 pasti principali.
  • È importante mangiare ananas matura tutti i giorni perché essendo ricca di bromelina, aiuta a ridurre l’infiammazione e facilitare la digestione.

Come Curare la SIBO

La cura di questa condizione consiste prima di tutto nel correggere le condizioni che hanno provocato il disequilibrio del microbiota. Inoltre è importante accertarsi che vi sia una buona motilità intestinale tra i pasti per svuotare l’intestino ed eliminare i batteri. Un modo per farlo è quello di consentire un tempo adeguato tra i pasti. A seconda dell’efficienza della digestione, sono necessarie dalle tre alle cinque ore tra i pasti.

Il trattamento richiede molto tempo e dipende anche dall’alimentazione, dallo stile di vita e dall’utilizzo di cure specifiche. L’antibiotico prescritto è generalmente la rifaximina, terapia ben tollerata e con una buona efficacia.

Probiotici e SIBO

Assumere integratori probiotici e mangiare cibi probiotici è sicuramente fondamentale. Prima dell’avvento del frigo si utilizzava la fermentazione degli alimenti come metodo di conservazione di cibi come verdura, frutta, latticini, carne e pesce. Questo processo per via dei probiotici rende i cibi più digeribili, aumenta la loro capacità antiossidante e il contenuto di vitamine.

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Le verdure fermentate più famose sono i crauti dal cavolo cappuccio, ma possono essere fermentati tantissimi tipi di verdure come ad esempio la carota, la cipolla, i peperoni, il sedano, il cavolo rosso, la barbabietola e i cetrioli. Anche il pane, i formaggi, la birra, il vino, il sidro e l’aceto possono essere fermentati dall’azione di batteri, lieviti o funghi filamentosi.

Uno studio pilota svolto dai ricercatori presso il Center for Medical Education and Clinical Research a Buenos Aires ha scoperto che i probiotici hanno un tasso di efficacia superiore a quello degli antibiotici. In questo studio, Lactobacillus casei, Lactobacillus plantarum, Streptococcus faecalis e ceppi selezionati di Bifidobacterium sono stati somministrati per cinque giorni alla metà del gruppo di studio, mentre l’altra metà del gruppo di studio ha ricevuto antibiotici per cinque giorni. Tutti i partecipanti hanno mangiato la stessa dieta, che ha limitato il consumo di latticini, legumi, crucifere e alcol. I risultati?

Oli Essenziali

Oltre ai cambiamenti dietetici e agli integratori, l’uso di oli essenziali ha dimostrato di essere utile per le persone con la SIBO. In uno studio pubblicato su Alternative Medicine Review, l’olio di menta piperita ha mostrato fornire sollievo dai sintomi della SIBO. Va assunto oralmente facendo attenzione ad acquistare olii essenziali per uso interno.

Dieta Low-FODMAP

Nei soggetti particolarmente sensibili risulta efficace per la riduzione dei sintomi una dieta povera di FODMAP, ovvero un protocollo alimentare povero di oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili. Essi sono carboidrati a corta catena che vengono utilizzati dai batteri presenti nell’intestino tenue favorendo quindi una loro crescita (quando presenti) e aumentando i prodotti di scarto della fermentazione.

Cosa Sono i FODMAP?

I FODMAPs (Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides, and Polyols) sono un gruppo di carboidrati a catena corta che vengono poco assorbiti nel tratto intestinale. A causa della loro scarsa digestione, questi composti raggiungono il colon in grandi quantità, dove vengono fermentati dai batteri presenti, producendo gas e acqua.

I FODMAPs esercitano un forte effetto osmotico, richiamando acqua nell’intestino. Questo aumento di liquidi può provocare diarrea in soggetti sensibili. Inoltre, i FODMAPs vengono fermentati dai batteri presenti nell’intestino, producendo gas come idrogeno, anidride carbonica e metano, che contribuiscono ai sintomi di gonfiore e flatulenza.

Alimenti Ricchi di FODMAP

Quali sono e dove li troviamo?

  • Tra gli oligosaccaridi troviamo i fruttani ad esempio contenuti negli asparagi, cipolla, aglio e raffinosio e stachinosio principalmente presenti nella cuticola dei legumi;
  • tra i disaccaridi troviamo il lattosio, presente nel latte e derivati;
  • tra i monosaccari abbiamo il fruttosio contenuto nella frutta, in particolare mela, pera, mango, banana verde, pesca, anguria e nei preparati con elevato contenuto di fruttosio (succhi di frutta, conerve, bevande gassare, frutta secca, ecc.);
  • tra i polioli troviamo i dolcificanti che terminano con -olo come sorbitolo, maltitolo, xylitolo, isomalto.

Latte di mucca, capra, pecora, yogurt, gelati, formaggi freschi (es. Questa classificazione aiuta a guidare i pazienti nell’eliminazione temporanea degli alimenti che scatenano i sintomi.

Fasi della Dieta Low-FODMAP

  • Fase di eliminazione: Si eliminano tutti gli alimenti ad alto contenuto di FODMAPs per un periodo di 4-6 settimane.
  • Fase di reintroduzione: Gli alimenti contenenti FODMAPs vengono reintrodotti gradualmente, uno alla volta, per monitorare la tolleranza individuale.

Importanza della Supervisione Medica

È bene ricordare che questa tipologia di dieta è un protocollo alimentare che porta all’esclusione di una parte di alimenti che possono provocare degli effetti negativi nelle persone sensibili, pertanto deve essere limitata nel tempo e seguita da una reintroduzione graduale in base alla tollerabilità personale.

La dieta Low-FODMAP non deve essere seguita a lungo termine, poiché potrebbe ridurre l’apporto di nutrienti importanti e danneggiare la diversità del microbiota intestinale.

Seguire la dieta senza supervisione può portare a squilibri nutrizionali, come una riduzione dei carboidrati e delle fibre e un aumento dei grassi.

Terapie per la SIBO

Un trattamento efficace consiste nell’eradicazione dei batteri, nel trattamento delle condizioni che hanno contribuito alla formazione di questa condizione e nella prevenzione delle recidive. Dopo un’attenta analisi del medico è possibile percorrere diverse strade: una terapia antibiotica, per ora considerata la più efficace, l’uso di probiotici o di integratori a base di erbe, l’uso di protocolli dietetici anche in contemporanea alla terapia farmacologica.

La rifaximina viene utilizzata nei casi più gravi sotto controllo medico. Bifidobacterium animalis subsp.

Stile di Vita e SIBO

Oltre alla dieta e ai trattamenti farmacologici, è fondamentale intervenire sullo stile di vita per gestire efficacemente IBS e SIBO.

  • Igiene del sonno: un sonno di qualità è fondamentale per il recupero del corpo e per il benessere digestivo.

Consigli Finali

È bene seguire una dieta personalizzata per almeno due settimane. Gradualmente poi si andranno a inserire un alimento escluso per volta, continuando ad evitare e moderare il consumo di cereali, legumi, zuccheri, latticini, cibi raffinati e prodotti industriali.

Curare completamente la SIBO significa entrare in un processo che può durare anche due anni.

Per qualsiasi dubbio o richiesta di informazioni in merito all’argomento di questo articolo, oppure per un piano alimentare personalizzato e specifico per ogni esigenza e caso, ti invito a contattarmi attraverso i miei recapiti che trovi su questo sito oppure inviando un semplice messaggio attraverso il modulo di contatto.

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