Dieta per Sindrome Metabolica: Linee Guida

La sindrome metabolica non è una malattia ad eziologia uni-fattoriale, bensì una condizione clinica caratterizzata da più elementi predisponenti e reciprocamente ingravescenti. Questi fattori, uniti l'un l'altro, aumentano significativamente il rischio di diabete mellito tipo 2, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, ipertensione, aterosclerosi, infarto miocardico, ictus cerebrale, invalidità permanente e morte.

Cos'è la Sindrome Metabolica?

La sindrome metabolica, detta anche sindrome da insulino-resistenza o sindrome X, è caratterizzata dalla presenza contemporanea di più condizioni, tra le quali: ipertensione, glicemia alta a digiuno, dislipidemia (cioè livelli anomali dei lipidi nel sangue), obesità addominale, che predispongono a un elevato rischio cardiovascolare e di diabete di tipo 2.

La sindrome metabolica è strettamente correlata e costituita da:

  • Sovrappeso (BMI >24,9), obesità (BMI > 30,0) e obesità viscerale, con circonferenza addominale superiore a 88cm nelle donne ed a 102cm negli uomini
  • Alterazione del metabolismo glucidico, con glicemia a digiuno maggiore a 110mg/dl
  • Alterazione del metabolismo lipidico:
    • Ipercolesterolemia con colesterolo totale > 200mg/dl
    • HDL < 40mg/dl nell'uomo e < 50mg/dl nella donna
    • LDL > 160mg/dl
    • Ipertrigliceridemia con trigliceridi > 150mg/dl
  • Alterazione (aumento) della pressione sanguigna con livelli > 85/135mmHg.

In caso di sindrome metabolica si osservano frequentemente diverse comorbilità, come: steatosi epatica grassa, iperuricemia (nei soggetti predisposti), litiasi biliare, calcolosi renale (nei soggetti predisposti), disordini gastro-esofagei (reflusso gastroesofageo, ernia iatale ecc), sintomi di alterazione intestinale (colon irritabile) ecc.

Sintomi della Sindrome Metabolica

La sindrome metabolica spesso non causa manifestazioni evidenti, ma in alcuni casi possono comparire sintomi associati a disturbi come l’ipertensione o l’iperglicemia. Nel primo caso possono manifestarsi mal di testa, vertigini, perdite di sangue dal naso, mentre nel secondo necessità di urinare frequentemente, secchezza delle fauci e aumento della sete.

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Cause della Sindrome Metabolica

Le cause della sindrome metabolica non sono ancora del tutto chiare, anche se appare evidente che l’obesità e lo stile di vita sedentario contribuiscano ad aumentarne il rischio.

Molti esperti ritengono che il fattore chiave della sindrome metabolica sia l’insulino-resistenza, cioè la scarsa sensibilità delle cellule a questo ormone che impedisce l’assorbimento cellulare del glucosio, condizione che porta ad alti livelli di zuccheri nel sangue.

Altri fattori di rischio che possono contribuire alla sindrome metabolica sono età avanzata e menopausa. Inoltre, alcune patologie come steatosi epatica, calcoli biliari, apnee notturne e ovaio policistico sono considerate come facenti parte della costellazione della sindrome metabolica.

Diagnosi della Sindrome Metabolica

La diagnosi di sindrome metabolica è piuttosto articolata poiché subordina alle singole alterazioni metaboliche di cui sopra e, per ottenere una positività alla sindrome metabolica propriamente detta, è necessario che vengano confermati almeno 3 dei 4 fattori di rischio sopra menzionati.

La diagnosi di sindrome metabolica viene effettuata sulla base di alcuni parametri, che comprendono la misura della circonferenza della vita, dei livelli di trigliceridi e colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo “buono”), della glicemia a digiuno e della pressione sanguigna.

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I criteri diagnostici della sindrome metabolica sono oggetto di discussione. Le linee guida internazionali più note sono quelle dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), dell’IDF (Fondazione internazionale per il diabete) e del NCEP-ATP III (il National cholesterol educational program adult treatment panel III), ma divergono tra loro.

In linea generale, si ritiene che per la diagnosi di sindrome metabolica sia necessaria la presenza di tre dei seguenti parametri:

  • circonferenza vita: maggiore o uguale (≥) a 102 cm nei maschi, ≥ 88 cm nelle femmine;
  • pressione arteriosa: ≥ 130/85 mmHg;
  • colesterolo HDL: minore di 40 mg/dl nei maschi, < 50 mg/dl nelle femmine;
  • trigliceridi ≥ 150 mg/dl;
  • glicemia a digiuno ≥ 100 mg/dl.

Complicazioni della Sindrome Metabolica

La sindrome metabolica aumenta il rischio di malattie cardiovascolari (come aterosclerosi, coronaropatie, infarti, ictus) e di diabete di tipo 2.

Come Curare la Sindrome Metabolica con la Dieta

Il primo intervento nella lotta alla sindrome metabolica è la dieta associata ad attività fisica. La dieta per la sindrome metabolica è finalizzata al ripristino dell'omeostasi generale; per raggiungere tale scopo, è necessario prima di tutto effettuare un dimagrimento utile ed incisivo sui parametri metabolici, riducendo la massa grassa e (possibilmente) tonificando/ipertrofizzando quella magra.

Molte delle condizioni che contribuiscono alla sindrome metabolica possono essere contrastate con cambiamenti nello stile di vita e un’alimentazione sana.

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La dieta per la sindrome metabolica deve essere ricca di verdura, frutta, cereali integrali, carni magre, pesce e proteine vegetali. Va ridotto il più possibile il consumo di alimenti contenenti gli acidi grassi trans e quelli saturi, di carne rossa, di latticini, di insaccati, di sale e di zuccheri aggiunti. In caso di obesità o sovrappeso è importante perdere il peso in eccesso seguendo una dieta dimagrante sotto il controllo del medico.

È consigliata un’attività fisica moderata (come una camminata a passo veloce) di almeno 30 minuti al giorno. L’esercizio fisico, infatti, aiuta a tenere sotto controllo i livelli di glicemia, trigliceridi e pressione arteriosa, riduce la resistenza all’insulina e aumenta il colesterolo HDL a scapito dell’LDL (quello “cattivo”). Inoltre, una vita attiva favorisce la riduzione del grasso corporeo, soprattutto quello presente a livello addominale, e aiuta a perdere peso.

Se i cambiamenti dello stile di vita non sono sufficienti, possono essere prescritti dal medico farmaci o integratori per tenere sotto controllo colesterolo e trigliceridi, glicemia e ipertensione.

Linee Guida per la Dieta

  • Apporto di tutte le vitamine e dei sali minerali nelle razioni raccomandate
  • Apporto di almeno 30g/die di fibra alimentare (modulatrice dell'assorbimento di grassi e zuccheri, regolatrice della peristalsi intestinale, saziante e prebiotica)
  • Apporto di colesterolo < 200mg/dl
  • Apporto significativo di alimenti ricchi di antiossidanti, fitosteroli, lecitina e altre molecole utili all'organismo
  • Predilezione per alimenti contenenti carboidrati a medio-basso INDICE glicemico (moderazione del picco insulinico)
  • Predilezione per alimenti ricchi di acidi grassi essenziali della famiglia ω‰3 e ω‰6 (riducono i trigliceridi nel sangue, hanno un'azione positiva sul colesterolo, riducono la pressione arteriosa, e se assunti nel giusto rapporto fluidificano il sangue e sono anti-infiammatori, ecc)
  • Eliminazione del sale da cucina aggiunto e limitazione degli alimenti conservati
  • Aumento degli alimenti grezzi, non lavorati, soprattutto quelli ad ampio contenuto di potassio e magnesio
  • Eliminazione degli alimenti dolci.

Prevenzione della Sindrome Metabolica

Le stesse indicazioni che possono aiutare a contrastare la sindrome metabolica, possono anche contribuire a prevenire le condizioni che la causano. È quindi utile fare almeno 30 minuti al giorno di attività fisica, non fumare, mantenere il peso forma e seguire una dieta ricca di verdura, frutta, cereali integrali e proteine vegetali e da carni magre, e povera di sale e grassi saturi.

Esempio di Caso Clinico

Pensionata, ex pasticcera, presenta artrosi coxofemorale sinistra ed una sofferenza del rachide concentrata nel segmento lombare (assottigliamento dei dischi, protrusioni ecc.) che ne impedisce l'attività fisica. E' obesa, presenta una circonferenza addominale > 88cm e dal punto di vista metabolico evidenzia: tendenza all'ipercolesterolemia (330mg/dl), tendenza all'ipertrigliceridemia (170mg/dl), sbalzi pressori del sangue (con picchi di massima fino a 170mm/Hg), tendenza alla calcolosi renale, diabete mellito tipo 2 (glicemia a digiuno di 130mg/dl).

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