La stomatite è una malattia che coinvolge le mucose della bocca. Si tratta di una patologia molto fastidiosa perché è caratterizzata dalla presenza di lesioni (piccole ulcere o afte) dolorose e recidivanti a carico della mucosa che riveste la cavità orale. Può essere una condizione molto fastidiosa per chi ne è colpito.
Tipi di Stomatite
Esistono diversi tipi di stomatite, tra cui:
- Stomatite aftosa ricorrente (SAR): è la malattia più comune della mucosa della bocca tra i bambini. Si contraddistingue per l’eruzione di piccole ulcere nel cavo orale e può svilupparsi anche da adulti. Non è contagiosa e non può essere trasmessa da un soggetto all’altro. Ha esordio, solitamente, nei bambini dai 10 anni in avanti e negli adolescenti.
- Stomatite erpetica (o gengivostomatite): è caratterizzata dalla comparsa di vescicole in tutta la bocca che, pian piano, si rompono e si trasformano in lesioni (ulcere) molto dolorose e sanguinanti. Essendo causata dallo stesso virus dell’herpes labiale, questo tipo di stomatite può essere trasmessa da un soggetto malato a uno sano per contatto diretto (es. saliva) oppure indiretto, ad esempio utilizzando lo stesso spazzolino o lo stesso asciugamano. Comparsa di numerosissime vescicole situate su tutta la bocca e anche intorno ad essa.
Diagnosi e Trattamento
La diagnosi, in entrambe le manifestazioni della malattia, viene effettuata dal medico Pediatra in base alla storia del bambino e alla visita medica.
La stomatite aftosa ricorrente, non essendo causata direttamente da un'infezione batterica o virale, non si cura con antibiotici o antivirali. L’obiettivo primario del trattamento consiste quindi nel ridurre l’intensità dei sintomi dolorosi utilizzando, ad esempio, anestetici o cortisonici locali da applicare sulla lesione. Il pediatra potrebbe prescrivere antinfiammatori non steroidei oppure, nelle forme più gravi, farmaci cortisonici.
Invece, la stomatite erpetica, essendo causata dal virus Herpes simplex di tipo I, si cura con farmaci antivirali.
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Afte: Cosa Sono e Cause
L'afta non è altro che una erosione, sotto forma di lesione, caratteristica delle mucose, che può essere singola o a gruppi, estesa oppure localizzata. Il disturbo prende il nome di aftosi, oppure stomatite aftosa.
Le afte, o ulcere della bocca, sono piaghe dolorose che si formano all’interno della bocca, sulle guance, sulle gengive, sul palato o sulla lingua. Si presentano a qualunque età ma soprattutto nelle donne. Si tratta di lesioni della mucosa orale (ulcere) del diametro di 2-5 mm che possono comparire già nel periodo dell’adolescenza e raggiungere il picco tra i 20 e i 50 anni d’età.
Le afte della bocca si presentano in varie forme e dimensioni e possono comparire in ogni parte della bocca: lingua, parte interna delle guance, labbra, fino ad arrivare in casi estremi alla gola.
La comparsa delle afte in bocca è preannunciata da una sensazione di bruciore nella zona. In seguito al bruciore si verificherà un arrossamento che si trasformerà in una lesione tondeggiante e biancastra, che è appunto l’afta. Non sono contagiose e non si trasmettono dunque da persona a persona, come avviene ad esempio con l’herpes.
Il motivo per cui vengono le afte non è del tutto noto. Esistono però delle correlazioni con l’alimentazione che possono favorirne la comparsa. Un’alimentazione squilibrata come ad esempio una dieta ricca di dolci, bevande zuccherate o gasate possono cambiare il pH della bocca rendendola più suscettibile alla comparsa delle afte.
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La comparsa delle afte è strettamente connessa con una situazione infiammatoria che trova tra le sue concause l’innalzamento dell’infiammazione generalizzata, anche attraverso l’aumento dell’infiammazione da cibo, cioè quella scatenata da alcuni cibi. La comparsa delle afte è, dunque, spesso legata al cibo.
Ad esempio può trattarsi di uno stato di infiammazione intestinale che non permette il corretto assorbimento di alcuni nutrienti o una dieta che non apporti vitamine e sali minerali indispensabili e nelle quantità ottimali. In particolare ferro, folati, vitamina B6, vitamina B12 e vitamina D risultano più carenti in chi soffre di afte rispetto al resto della popolazione.
Il ridotto apporto quotidiano di frutta e verdura fresca e il mancato utilizzo di carboidrati integrali o leguminose peggiorano una situazione di disagio intestinale e di carenza nutrizionale (in sali minerali, vitamine e fibra).
Il controllo dell’infiammazione generalizzata ha un ruolo essenziale nella riduzione e nel trattamento efficace del disturbo. La riduzione dell’infiammazione da cibo è in questo senso utilissima, tanto più se associata alla corretta integrazione vitaminica, di sali minerali e al giusto supporto per gestire lo stress. Una corretta nutrizione durante tutta la giornata e l’uso della giusta quantità di fibra, di frutta e verdura fresca sono elementi da considerare comunque essenziali al trattamento, così come può essere utile l’utilizzo di probiotici specifici e la corretta integrazione della vitamina D. Alcuni cibi ricchi di acidi grassi Omega 3, quali pesce azzurro, aiutano a combattere l’infiammazione.
Le afte della bocca sono correlate statisticamente all’abuso di alcuni cibi e bevande. -dolore, soprattutto a contatto con il cibo-difficoltà a masticare e parlare.
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Cosa Mangiare e Cosa Evitare
Pur con la presenza di afte dolorose in bocca, l’alimentazione del bambino non deve mai essere interrotta, ma neanche forzata. Assicurarsi che il bambino si idrati correttamente. Le piccole ulcere potrebbero rendere difficile la masticazione e la deglutizione del bambino o della bambina.
Durante la fase acuta bisogna evitare cibi troppo acidi o cibi irritanti, come cibi speziati, salati o piccanti. Un ruolo positivo è invece svolto da una corretta idratazione, dal consumo di frutta e di cibi ricchi di antiossidanti. La dieta di chi soffre di afte dovrebbe prevedere il consumo di cibi integrali, cibi ricchi di fibre e di vitamine.
Quando si hanno delle afte in bocca, una delle attività quotidiane che risulta più difficoltosa è mangiare. La prima causa di fastidio è lo sfregamento del cibo sull’afta durante la masticazione: è perciò consigliabile evitare di mangiare cibi croccanti o duri da masticare, come cracker e crostini, perché possono causare dolore sfregando sulla lesione aftosa, preferendo invece alimenti morbidi e facili da masticare, come yogurt, gelati, budini, purea di patate o minestre calde (ma non bollenti).
Alimenti Consigliati
- Verdure: soprattutto cotte, più facili da masticare e deglutire.
- Acqua: bere almeno 1,5 litri di acqua oligominerale naturale.
- Cereali: come pasta, pane, riso, orzo, farro, ecc. per raggiungere il fabbisogno di carboidrati complessi, indispensabili per avere energia. Privilegiare i formati che possono essere consumati in zuppe o minestroni, che contribuiscono a garantire anche la corretta idratazione.
- Patate: da consumare in alternativa ai cereali perché non sono verdure. Consigliato, in particolare, il purè di patate poiché molto facile da deglutire e di solito molto gradito dai bambini.
- Carni: scelte nei tagli più magre e private del grasso visibile, come manzo, vitello, pollo, tacchino, ecc.
- Uova: consumate in camicia piacciono alla maggior parte dei bambini e sono facili da masticare.
- Latte e derivati: quali yogurt e formaggi freschi. Lo yogurt, per la sua consistenza morbida e la sua freschezza, è un ottimo spuntino molto gradito dai bambini in corso di stomatite.
- Alimenti ricchi di Acido folico: asparagi, tuorlo d’uovo, broccoletti di rapa, carciofi, bieta, barbabietole rosse, spinaci.
Nutrienti Essenziali
Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che alcune carenze nutrizionali possono predisporre alla stomatite aftosa ricorrente. È fondamentale rispettare una dieta bilanciata e sufficiente, che apporti ferro, zinco, vit. C, vit. D, folati, vit.
Il ferro è un minerale presente nei cibi in diverse forme. Del ferro vegetale, quello migliore e solubile è il ferro bivalente o ferroso (Fe++), mentre il ferro trivalente o ferrico (Fe+++) è il peggiore, perché meno solubile. Essendo molto sensibile sia al calore che all'ossidazione, viene perduta facilmente durante la conservazione, il taglio e la cottura. Pertanto, è importante che la maggior parte di questi vegetali sia da filiera corta e consumata rapidamente a crudo.
Lo zinco è un minerale meno presente nei cibi rispetto al ferro. Inoltre, tende a competere con esso (e con il calcio) a livello di assorbimento intestinale.
Quello dei folati è un gruppo di vitameri appartenenti al gruppo delle vit.
La vitamina D è una vitamina liposolubile e molto rara nei cibi ed estremamente importante. Questi devono essere riconosciuti in quantità adeguate e della tipologia giusta.
Alimenti da Evitare
Durante la fase acuta, oltre ai cibi duri e croccanti, è importante evitare:
- Cibi troppo acidi
- Cibi irritanti
- Cibi speziati
- Cibi salati
- Cibi piccanti
Consigli Aggiuntivi
- Idratazione: Assicurarsi che il bambino si idrati correttamente.
- Cottura semplice: Preferire metodi di cottura semplici, cioè senza aggiunta di grassi.
- Probiotici: Può essere utile l’utilizzo di probiotici specifici e la corretta integrazione della vitamina D. Attenzione! Gli alimenti probiotici non devono essere sottoposti a cottura, o i batteri morirebbero. Inoltre, non dovrebbero essere eccessivamente proteici.
- Consulto medico: Ritardare il consulto del medico; le afte possono essere una manifestazione secondaria di condizioni più gravi.
Tabella Riepilogativa degli Alimenti Consigliati e da Evitare
| Alimenti Consigliati | Alimenti da Evitare |
|---|---|
| Verdure cotte | Cibi acidi |
| Acqua | Cibi irritanti |
| Cereali (pasta, riso, orzo, farro) | Cibi speziati |
| Patate (purè) | Cibi salati |
| Carni magre | Cibi piccanti |
| Uova in camicia | Cibi duri e croccanti |
| Latte e derivati (yogurt, formaggi freschi) | Bevande zuccherate o gasate |
| Alimenti ricchi di acido folico (asparagi, uova, spinaci) |