Dieta per Ulcera Intestinale: Alimenti Consentiti e Vietati

L'ulcera duodenale è una lesione, superficiale o profonda, che colpisce il rivestimento interno del duodeno (la prima porzione di intestino tenue), in particolare interessa il bulbo o ampolla duodenale (segmento iniziale della prima parte di duodeno). L’ulcera duodenale si sviluppa in seguito all'esposizione diretta del rivestimento intestinale con i succhi gastrici (altamente corrosivi), non adeguatamente ostacolati dal muco protettivo.

Cause e Sintomi dell'Ulcera Duodenale

Le cause specifiche dell’insorgenza dell’ulcera duodenale non sono attualmente note con certezza, certo è che lo squilibrio tra i fattori aggressivi (acidità dei succhi gastrici) e i meccanismi protettivi dell’organismo ricopre un ruolo molto importante.

Il principale sintomo dell’ulcera duodenale è un dolore sordo, bruciante e ricorrente, che può comparire per qualche minuto fino a qualche ora, generalmente localizzato tra l’ombelico e la parte inferiore dello sterno. Rispetto all’ulcera gastrica, quella duodenale si caratterizza per un dolore più importante che, di norma, si manifesta durante la notte causando un brusco risveglio nella persona che ne soffre. Seppur alleviato dall’introduzione di cibo, il dolore tende a ricomparire a distanza di due-tre ore dall’ultima percezione dolorosa.

Diagnosi e Trattamento

È bene che la diagnosi di ulcera duodenale sia effettuata da un medico gastroenterologo attraverso un esame endoscopico detto esofagogastroduodenoscopia (EGDS), che permette di mettere in evidenza l’estensione dell’eventuale danno. Durante l’EGDS il medico preleva una piccola porzione di mucosa intestinale per l’esame istologico, che può determinare la possibile presenza del batterio HP. Quest’ultimo può essere rilevato anche con accertamenti meno invasivi (es. esami del sangue, delle feci, test del respiro).

La terapia dell’ulcera al duodeno si basa invece su farmaci che sono in grado di ridurre l’acidità dei succhi gastrici. Tra quelli più usati, in particolare, vi sono gli inibitori di pompa protonica (famiglia omeprazolo) ma, se si è in presenza di un’infezione da HP, occorre una terapia antibiotica in grado di debellare completamente l’infezione.

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Ulcera Gastrica: Cosa Sapere

Per ulcera gastrica si intende un’erosione, superficiale o profonda, che interessa il rivestimento interno dello stomaco. Una delle funzioni più importanti di questo organo è la produzione di succhi acidi (altamente corrosivi), necessari per digerire il cibo introdotto e per distruggere i germi. Lo stomaco, a sua volta, si protegge dall’acidità dei suoi succhi erosivi grazie a una speciale membrana che lo riveste e ne impedisce la corrosione delle pareti. Quando la mucosa protettiva viene alterata l’organo è maggiormente esposto al rischio di ulcera, poiché tale patologia si verifica proprio quando l’acidità dei succhi gastrici supera la membrana e danneggia le pareti dello stomaco.

Tra i vari fattori implicati nell’insorgenza dell’ulcera allo stomaco svolge sicuramente un ruolo importante lo squilibrio tra il grado di acidità gastrica e i meccanismi protettivi.

Il sintomo più tipico di questa patologia è il dolore sordo, bruciante e ricorrente che può durare da qualche minuto a diverse ore, percepito tra l’ombelico e la parte inferiore dello sterno (epigastrio). Il dolore può manifestarsi per giorni o settimane, può comparire tra un pasto e l’altro, mentre si attenua introducendo cibo o se si assumono farmaci specifici (antiacidi). Esistono anche forme asintomatiche di ulcera gastrica (i sintomi mancano del tutto), soprattutto nelle persone anziane. Questa patologia, se non adeguatamente riconosciuta e curata, può causare complicanze che rappresentano vere e proprie emergenze cliniche (es. emorragia digestiva). Ecco perché è importante non sottovalutare mai i sintomi (quando presenti) e sottoporsi agli esami di accertamento necessari.

La diagnosi di ulcera gastrica è bene che sia effettuata dal medico gastroenterologo attraverso un esame endoscopico chiamato esofagogastroduodenoscopia (EGDS), che mette anche in evidenza l’estensione dell’eventuale danno. Durante l’esame si preleva una piccola parte di mucosa per l’analisi istologica, che può determinare la possibile presenza dell’HP. Se lo specialista non ritiene necessaria la gastroscopia, la presenza dell’HP la si può accertare anche con esami meno invasivi (es. esami del sangue, delle feci, test del respiro).

Il trattamento della patologia si basa invece su farmaci che sono in grado di ridurre l’acidità dei succhi gastrici.

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Alimentazione: Un Ruolo Chiave

L’alimentazione ha un ruolo molto importante nella prevenzione e nella terapia dell’ulcera. È stato dimostrato che il paziente con ulcera non trae particolare beneficio dalle cosiddette diete in bianco. L’alimentazione contro l’ulcera deve essere povera di alimenti raffinati e alimenti troppo ricchi di grassi.

È molto importante suddividere bene l’introduzione di cibo in tre pasti principali e due piccoli spuntini. Gli alimenti vanno consumati con calma, masticando lentamente e bene. L’alimentazione per combattere l’ulcera deve essere povera di alimenti raffinati e alimenti troppo ricchi di grassi.

Alimenti da Evitare

  • Insaccati grassi come mortadella, salame, salsiccia, pancetta, coppa, ciccioli, cotechino, zampone, etc.
  • Cioccolato, agrumi e succo d’agrumi (spremute), pomodoro (soprattutto crudo) e succo di pomodoro, cipolla, peperoni, aglio, peperoncino, pepe, menta.
  • Latte e yogurt, poiché questi alimenti svolgono un ruolo “tampone” solo transitorio in caso di ulcera. Due o tre ore dopo la loro ingestione segue, infatti, una potente e prolungata stimolazione delle secrezioni gastriche.
  • Andrebbero esclusi dall’alimentazione vino, birra e tutti gli altri alcolici perché l’alcol stimola la secrezione acida.
  • Vanno evitati anche il caffè, compreso quello decaffeinato, il tè e tutti gli altri prodotti contenenti derivati delle metilxantine.
  • È inoltre consigliabile evitare, o quanto meno limitare, il consumo di cibi che stimolano la secrezione cloridropeptica, per esempio il brodo di carne.

Alimenti Consigliati

  • Frutta matura, cercando di variare il più possibile i colori per favorire un’adeguata assunzione di vitamine, sali minerali e antiossidanti. Per aumentarne la digeribilità si consiglia di consumala cotta (es: mele cotte), alternandola però con quella cruda ed evitando la frutta che provoca maggiore acidità (da riconoscere su base individuale).
  • Formaggi magri come primo sale, fiocchi di latte, crescenza, etc. oppure stagionati ma con una minor quantità di grassi rispetto ad altri invecchiati, come il Grana Padano DOP. Meglio quindi prediligere latte e yogurt parzialmente scremati o con un minor apporto di grassi come il Grana Padano DOP. Questo formaggio viene parzialmente decremato durante la sua lavorazione, perciò contiene circa il 50% di grassi in meno rispetto a quelli del latte intero con cui è prodotto.
  • Tuttavia il latte, lo yogurt, ma anche i formaggi freschi e magri contengono lattoferrina, una glicoproteina della famiglia della transferrina con proprietà antibatteriche (chela gli ioni di ferro, quindi limita la disponibilità di questo elemento ai batteri).
  • Miele, in particolare quello di quercia e di manuka poiché hanno mostrato un potere batteriostatico in vitro contro l’HP.
  • Probiotici.
  • Chi soffre di ulcera peptica dovrà prestare attenzione alla propria alimentazione, che dovrà essere ricca di verdura, in particolare a foglia verde e carote, frutta, tra cui le mele, e legumi. Tra le carni la più indicata è quella bianca ed è consigliabile consumare cereali integrali.

Consigli Aggiuntivi

  • Cucinare senza aggiungere grassi, preferire preparazioni semplici come la cottura a vapore, al cartoccio, in forno, in pentola a pressione o alla piastra senza formare crosticine croccanti (parti bruciate).
  • Masticare lentamente, frantumando accuratamente il cibo in bocca.
  • Il fumo ritarda e talvolta addirittura impedisce la guarigione dell’ulcera; favorisce, inoltre, le recidive.

La principale causa dell’ulcera peptica è di origine batterica. A provocarla, infatti, è nella maggior parte dei casi l’infezione da Helicobacter pylori.

Tra i fattori di rischio dell’ulcera peptica figurano il fumo e l’assunzione di alcolici, che pertanto vanno evitati. I farmaci antinfiammatori non steroidei possono danneggiare la mucosa intestinale, impedendo così all’organismo di riparare il danno. Per esempio, in presenza dell’Helicobacter pylori il trattamento per risolvere il disturbo prevede la terapia antibiotica in associazione agli inibitori di pompa protonica.

In caso di sospetta ulcera peptica, lo specialista gastroenterologo indicherà i test diagnostici più adatti tra cui il principale è l’endoscopia mediante l’esofagogastroduodenoscopia, che consente una valutazione diretta dello stomaco e del duodeno rilevando eventuali anomalie.

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Durante l’esame può essere eseguita una biopsia, ossia il prelievo di piccoli campioni di mucosa di stomaco o duodeno su cui verrà effettuato l’esame istologico che, tramite unesame al microscopio, valuterà la presenza dell’Helicobacter pylori.

L’ulcera peptica è un’erosione della mucosa che interessa le alte vie digestive e coinvolge circa 4 milioni di persone ogni anno. L’ulcera peptica può manifestarsi a livello dello stomaco, e in questo caso parleremo di ulcera gastrica, tipica nelle persone over 60, o a livello del duodeno (ulcera duodenale). L’ulcera gastrica si manifesta soprattutto negli anziani, con pari prevalenza nei due sessi.

L’ulcera duodenale è circa 4 volte più frequente dell’ulcera gastrica; è tipicamente una patologia dei giovani-adulti e cioè di quella fascia d’età che va dai 30 ai 60 anni circa, ma può manifestarsi anche in persone più giovanio più anziane.

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