Vulvodinia: Cos'è, Sintomi, Cause e Trattamenti

La vulvodinia è una condizione patologica cronica che interessa i genitali esterni femminili, manifestandosi come dolore vulvare persistente. Si parla spesso della vulvodinia come di un disturbo psicogeno e quindi di competenza dello psicologo, ma è fondamentale comprendere le sue cause e opzioni di trattamento.

Cos'è la Vulvodinia e Come si Manifesta?

La vulvodinia è una condizione di sofferenza, che si esprime con un dolore vulvare tale da interferire con la qualità della vita. La vulvodinia è una malattia sine materia, ovvero non è presente alcuna lesione tissulare riconoscibile, a parte l’arrossamento del vestibolo.

La vulvodinia può essere classificata in base ai sintomi, alle modalità con cui si manifesta e alla sua localizzazione.

  • Localizzata: Il dolore è presente in una zona circoscritta della regione vulvare. Nella maggior parte delle pazienti (circa 80%) è interessato il vestibolo vaginale (vestibolodinia). Raramente può interessare altre regioni come il clitoride (clitoridodinia).
  • Generalizzata: La malattia interessa gran parte della regione vulvare, perineo e zona anale.
  • Provocata: I disturbi sono evocati da stimolazione, contatto, sfregamento e penetrazione vaginale.

Quali Sono le Cause della Vulvodinia?

Le cause della vulvodinia non sono ancora note. La medicina convenzionale non riconosce ancora le cause somatiche della vulvodinia, anche se in alcuni casi può essere almeno collegata ad un trauma.

Tuttavia, numerosi possono essere i fattori scatenanti che provocano l’insorgenza dei processi infiammatori, l’iper-attivazione dei mastociti e l’alterazione della percezione del dolore, considerati i principali fattori responsabili dell’insorgenza della vulvodinia.

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  • Iper-reattività del mastocita: Il mastocita è una cellula immunitaria che, se attivata, libera microgranuli contenenti eparina e istamina e altre sostanze, quali l’ossido di azoto (NO), interleuchine e citochine che stimolano il processo infiammatorio.
  • Alterazioni dei meccanismi di percezione del dolore: Le donne affette da vulvodinia presentano un’alterazione dei meccanismi di genesi e di percezione del dolore, ad esempio uno stimolo tattile può essere percepito come uno stimolo puntorio (disestesia) o come una sensazione dolorosa (allodinia) o intensamente dolorosa (iperestesia).
  • Ipertono del pavimento pelvico: La vulvodinia può essere causata e/o aggravata dalla persistente contrattura del muscolo elevatore dell’ano. La contrattura muscolare può essere precedente all’insorgenza della vulvodinia, ed essere causata dal vaginismo, una disfunzione sessuale che ostacola i rapporti sessuali, caratterizzata da una contrattura involontaria dei muscoli che circondano la vagina, o può essere successiva alla comparsa della vulvodinia, rappresentando un meccanismo di difesa al dolore scatenato dai rapporti sessuali (dispareunia).

Come Nasce la Vulvodinia?

L’iperattività dei mastociti sembra essere il fattore responsabile della cronicizzazione del dolore. Il dolore vulvare provoca anche una reazione difensiva della zona interessata.

Questo perché tutti i fattori scatenanti della vulvodinia finiscono per provocare una iperattività dei mastociti e delle terminazione nervose.

Alterazioni delle strutture nervose con una crescita disordinata ed inopportuna di nuove terminazioni nervose; ciò è causa di una sensibilità aumentata e patologica della vulva che a sua volta aumenta ed alimenta la vulvodinia per cui la donna inizia a percepire dolore anche in presenza di stimoli minimi (allodinia).

Che Sintomi Ha la Vulvodinia?

I sintomi sono vari e diversi: bruciori in punti localizzati, sensazioni atipiche come sensazione di punture di spillo, calore, scosse elettriche o spasmi vulvari o vaginali, coltellate, gonfiore o prurito, tutto in assenza di alterazioni visibili o di natura infettiva.

Il dolore della vulvodinia può interessare il clitoride e questa condizione è chiamata clitorodinia. La vulvodinia può essere scatenata dal contatto o essere spontanea.

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Il dolore può aumentare stando seduta e comportare problematiche di natura sessuale rendendo difficoltoso o impossibile i rapporti. La vulvodinia è una sindrome con specifiche cause organiche e tutt'ora sono ancora in corso studi e trials per scoprirne a fondo i meccanismi.

Come si Capisce se si Ha la Vulvodinia?

Le pazienti con vulvodinia visitano molti dottori prima che venga fatta una corretta diagnosi. Non tutti i medici hanno familiarità con la vulvodinia e spesso la malattia viene confusa con una condizione esclusivamente psichica. Spesso la vulvodinia inizia con l’ ingresso nella sessualità ingenerando confusioni deprecabili tra vulvodinia e senso di colpa.

La diagnosi di vulvodinia è poi eseguita attraverso lo swab test. Questo esame consiste nell’applicare una leggera pressione con un cotton fioc su alcuni punti specifici della zona vestibolare: in caso di vulvodinia, la paziente avverte una sensazione di dolore non commisurata alla pressione.

La diagnosi di vulvodinia si esegue in base al quadro clinico, escludendo la presenza di altre patologie caratterizzate da dolore vulvare cronico come: infiammazioni (vaginiti), distrofie (lichen sclerosus), neoplasie e patologie neurologiche (traumi del pudendo).

Come si Guarisce Dalla Vulvodinia?

Non esiste una cura unica che vada bene per tutte le donne perché ogni caso è complesso e investe diversi fattori. L’instaurazione di un adeguato protocollo terapeutico permette di guarire dalla vulvodinia nell’arco di alcuni mesi.

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La medicina convenzionale non conoscendo le cause della vulvodinia non esprime un protocollo di trattamento al quale la classe medica si possa riferire. I trattamenti proposti sono empirici e implicano farmaci a livello topico e sistemico. I farmaci per la vulvodinia più frequentemente proposti sono anestetici e antidepressivi.

Opzioni di Trattamento:

  • Terapie topiche: Sono a base di anestetici locali. Attualmente si sta sperimentando anche l’uso locale del Cannabidiolo.
  • Terapie sistemiche: Sono realizzate con antidepressivi triciclici (amitriptilina) o con antidepressivi SSNRIs (es.venflaxina) o con anticonvulsivanti (gabapentina).
  • Fisioterapia: Le tecniche di fisioterapia sono utili per controllare la contrazione dei muscoli e il dolore, e per massaggiare le zone dolenti al fine di desensibilizzarle. Tra le tecniche fisioterapiche più utilizzate per contrastare la vulvodinia figura senz’altro la riabilitazione muscolare del pavimento pelvico.
  • Riabilitazione del pavimento pelvico: La riabilitazione della muscolatura del pavimento pelvico significa rieducazione al rilassamento la muscolatura pelvica ipercontratta.
  • Pelvic chair: La Pelvic chair è uno strumento, letteralmente una poltrona, che si basa sull’utilizzo di impulsi elettromagnetici focalizzati e per contrarre in maniera automatica i muscoli pelvici. Durante il trattamento, la paziente resta comodamente seduta sull’applicatore a poltrona, rimanendo vestita, mentre lo strumento agisce direttamente sulla riabilitazione del pavimento pelvico.
  • Elettroporazione: E' una metodica che utilizza un'apparecchiatura che attraverso dei piccoli campi elettrici rende la mucosa vulvovaginale più permeabile alle sostanze farmacologiche.
  • Elettrostimolazione antalgica TENS: La TENS è una metodica terapeutica di applicazione di correnti elettriche a basso voltaggio attraverso la cute.
  • Laser Co2 frazionato: Il danno tissutale indotto in maniera frazionata dal laser CO2 a livello della mucosa uro-genitale stimola i fibroblasti a ripristinare la corretta composizione della matrice con fibre collagene e contenuto in acqua.
  • Terapia del blocco dei gangli: Prevede un ciclo di sedute durante le quali viene effettuata una serie di punture di anestetico nei “centri nervosi” direttamente coinvolti nella SVV, al fine di bloccarli e, dunque, riprogrammarli.
  • Terapia infiltrativa vestibolare: L’infiltrazione vestibolare di cortisonici associati ad anestetici locali si è dimostrata utile in forme molto localizzate a livello vestibolare.
  • Chirurgia: La chirurgia è impiegata nei casi più gravi e prevede la recisione di una parte delle terminazioni nervose della mucosa. Non sortendo spesso effetti positivi, rappresenta un rimedio estremo e non sempre praticabile. Un altro tipo di intervento sperimentale consiste nell’iniezione locale della tossina botulinica di tipo A, per eliminare il dolore delle terminazioni nervose iperattive.

Alimentazione e Vulvodinia

La alimentazione nella vulvodinia contribuisce nella gestione integrata della paziente con strategie alimentari idonee a contenere la risposta immunitaria e quella adattativa stress. La vulvodinia e l’alimentazione sono interconnesse da rapporti metabolici e emozionali, possibili ingressi per una terapia integrata.

Di seguito vengono dati dei consigli alimentari per migliorare la disbiosi intestinale e gestire i disturbi a carico dell’apparato uro-genitale:

  • Bere a sufficienza per mantenere una buona idratazione. È possibile raggiungere il quantitativo giornaliero di 2 litri consumando acqua bicarbonato calcica, tisane o infusi.
  • Evitare l’apporto di zuccheri semplici e controllare l’apporto degli zuccheri complessi. Per quanto riguarda i carboidrati complessi è bene preferire il consumo di cereali in chicchi decorticati senza eccedere nelle quantità.
  • In alcuni casi può essere consigliato preferire cereali senza glutine (riso, grano saraceno, miglio, quinoa, amaranto, teff, sorgo, mais) limitando quelli contenenti glutine (frumento compreso kamut, bulgur, couscous, farro, segale, avena, orzo).
  • Anche per quanto riguarda i prodotti da forno industriali come cracker, gallette, grissini, pizze, piadine, focacce, biscotti, ecc.
  • Dovevo scegliere cibi vivi, freschi, animali non allevati intensivamente, pesce pescato, pane lievitato naturalmente, legumi, cereali integrali, e iniziare nuove abitudini comportamentali per migliorare il mio status fisico.

Un esempio? Conoscere come sia possibile sfruttare al meglio il cibo per ottenere tutti i suoi benefici è la prima base della cucina naturale. Ecco il motivo per cui sono guarita dalla vulvodinia definitivamente.

La alimentazione è basata sul calcolo del carico glicemico, i valori nutrizionali degli alimenti e la loro risposta sull’equilibrio acido base. Il calcolo del carico glicemico o GL Glicemic Load di un alimento è in grado di prevedere la risposta glicemica e quell’insulinemica dell’organismo in seguito alla sua assunzione. Questo fattore dipende dalla qualità dei carboidrati contenuti nell’alimento e in particolare dalla rapidità con cui questi possano essere digeriti.

La alimentazione oltre a rappresentare un presidio per la terapia è anche uno strumento di prevenzione importante. La alimentazione e la cura sono interconnessi da precisi rapporti ormonali, biochimici e metabolici. Il trattamento tramite alimentazione è integrativo di altri strumenti di terapia.

Cibi da Evitare o Limitare in Caso di Vulvodinia:

Tuttavia alcuni cibi sono potenzialmente infiammatori e quindi potrebbero ostacolare la guarigione:

  • Zuccheri e carboidrati raffinati
  • Cibi processati, lavorati e preconfezionati
  • Cibi irritanti per la vescica
  • Cibi ricchi di ossalati
  • Cibi acidi

Una volta individuati gli alimenti a rischio non è necessario eliminarli totalmente. Sicuramente bisognerà evitarli in fase acuta, quando cioè la vescica è infiammata e quindi molto sensibile ed irritabile. Passata questa fase, in base alla reazione individuale li si può mangiare in modo limitato. Talvolta è sufficiente diminuirne le quantità per non avere sintomi, in altri casi basta aumentare l'intervallo che passa tra un'assunzione e l'altra di questi cibi.

Riassumendo:

Bisognerebbe imparare ad ascoltarsi un po’ di più e vivere secondo il proprio ritmo e le proprie volontà più profonde. Non vivendo in un mondo ideale non è semplice, ma non è neanche impossibile!

La vulvodinia viene spesso chiamata anche “malattia invisibile” in quanto si manifesta senza causa apparente ed ancora oggi è spesso misconosciuta o sottovalutata.

Associata alla terapia farmacologica è utile consigliare una terapia psicologica e sessuologica. In caso di ipertono muscolare è utile la riabilitazione del pavimento pelvico.

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