Nel panorama televisivo italiano, programmi come "Porta a Porta" spesso affrontano il tema delle diete, suscitando interesse e dibattito nel pubblico. Tuttavia, è fondamentale analizzare criticamente le informazioni presentate, distinguendo tra intrattenimento e rigore scientifico.
Le Diete a Confronto: Mediterranea vs. Zona
L'ultima puntata della stagione di "Porta a Porta" ha messo in scena un confronto diretto tra due diete molto popolari: la Mediterranea e la Zona. Simonetta Matone, sostenitrice della dieta Mediterranea, e Simona Izzo, per la Zona, avevano accettato la sfida cinquanta giorni prima in una puntata dello stesso programma. Tra gli ospiti figuravano Barry Sears, inventore della dieta Zona, il nutrizionista Giorgio Calabrese e Gianluca Mech, ideatore della Tisanoreica, con Valeria Marini come testimonial.
Senza alcuna validità scientifica, la dieta Mediterranea ha vinto contro la dieta Zona, dato che in cinquanta giorni Simonetta Matone ha perso più peso di Simona Izzo.
Critiche e Considerazioni sul Programma
Il primo vincitore è senza dubbio Bruno Vespa che ha puntato, ottenendo il risultato previsto, su un argomento che ottiene sempre audience. Barry Sears e Gianluca Mech ottengono il secondo posto sul podio a pari merito perché hanno potuto, con la scusa del programma di intrattenimento, pubblicizzare gratis i loro prodotti-trattamenti a milioni di persone. Medaglia di bronzo a Giorgio Calabrese, che esce vincitore perché chiunque presenzi a Porta a Porta ottiene poi la qualifica di luminare agli occhi del pubblico.
Ne escono sconfitti gli spettatori, confusi in questo gran minestrone di direttive interessate da un lato (Sears e Mech) e opinioni non competenti dall’altro (Marini, Izzo, Matone, Vespa). Programmi di intrattenimento che affrontano con leggerezza il problema dell’eccesso di peso e delle diete alla moda sono sempre graditi dal pubblico e quindi ricorrenti in televisione.
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È necessario che i giornalisti abbiano una competenza specifica nel trattare argomenti di carattere scientifico. Piero Angela, ad esempio, sarebbe una figura adeguata, dato che comunicare la scienza è il suo lavoro.
L’obesità è una malattia cronica come il diabete o l’ipertensione arteriosa e come tale ha dei protocolli di trattamento consigliati dalla comunità scientifica: affrontare questo argomento significa parlare di medicina e terapia e va trattata come tale, non alla stregua del gossip.
Il Caso della Dieta "Mi Piace Così"
Tra i vari programmi dietetici presenti sul mercato, "Mi Piace Così" ha guadagnato notorietà grazie a pubblicità e testimonial. Questo metodo prevede la consegna a domicilio di pasti pronti e personalizzati, con il supporto di nutrizionisti.
Sono 50 mila le persone che in Italia hanno aderito alle dieta “Mi Piace Così” lanciata nel maggio 2020. In Francia dove il servizio è disponibile da molto più tempo e si chiama “Comme j’aime” le persone coinvolte sino ad ora sono quasi 500 mila. “Mi Piace Così” ha rivoluzionato il mondo delle diete dimagranti per il tipo di proposta innovativa. Il programma prevede l’invio a casa di tutti i pasti, già pronti, necessari per seguire la dieta. Questo approccio, supportato da massicce campagne pubblicitarie e da testimonial come Katia Ricciarelli e Alfonso Signorini ne hanno decretato il successo.
Come Funziona?
Dopo aver visto lo spot si telefona al numero indicato e, nell’arco di pochi minuti, entri in contatto con uno dei 50 nutrizionisti (tutti regolarmente iscritti all’albo) che collaborano con Mi piace così. Il colloquio telefonico preliminare è lungo, perché l’assistente deve capire la tipologia del soggetto che vuole perdere peso, lo stile di vita, le abitudini alimentari, le patologie, le intolleranze, le allergie, le criticità dell’attuale dieta, oltre che conoscere i cibi indesiderati e anche le aspettative. Alla fine il nutrizionista definisce un profilo, fissa i chili da perdere ed elabora un programma che varia da un minimo di 30 giorni a qualche mese, e annuncia la spesa da sostenere che oscilla intorno ai 600 euro al mese.
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Le informazioni e le regole da seguire sono chiare. I pasti giornalieri che arriveranno a casa sono quattro (colazione, pranzo, merenda e cena). Sono preparati in un centro cottura francese, ed essendo sterilizzati o disidratati si possono tenere fuori dal frigorifero. La lista dei piatti si ispira alla Dieta Mediterranea e comprende un centinaio di proposte visibili sul sito. In questo modo nell’arco di un mese non si mangia mai la stessa pietanza.
Criticità e Costi
Detto ciò sembrerebbe di aver di fronte la formula vincente per dimagrire bene, in fretta e senza patire la fame. In realtà seguire il programma e conseguire i risultati non è scontato. Il primo ostacolo da affrontare è il costo non proprio alla portata di tutti. La pubblicità dice 3,35 € a pasto. Fatti bene i conti si tratta di una spesa di circa 600 € al mese (anche se ci sono dei piccoli sconti). La seconda difficoltà riguarda la qualità e la bontà del cibo confezionato.
Prima di tutto va detto che i quattro pasti giornalieri devono essere integrati con latte, yogurt e, in aggiunta bisogna pensare anche a frutta e verdura. Tutti i piatti che arrivano a casa sono senza coloranti, senza olio di palma e senza esaltatori di sapore o aromi artificiali e secondo Mi Piace Così sono ispirati alla Dieta Mediterranea. L’altra cosa da evidenziare è la presenza sulla confezione dell’etichetta a semaforo Nutri Score sempre di colore verde. L’apporto calorico giornaliero previsto attraverso l’assunzione dei 4 pasti previsti varia da 1200 a 1500 calorie. Si tratta d’un valore ridotto rispetto alle 1500 a 2000 kilocalorie indicate per la donna e fino a 2500 per l’uomo.
Un’altra criticità del sistema Mi Piace Così è la poca sostenibilità della dieta. Ammesso che si riesca a perdere i chili programmati il problema è come riuscire a mantenere il peso forma. Una volta finito il pacco dei piatti pronti chi si metterà ai fornelli di casa per preparare quei piatti? Dopo un mese di dieta non si impara a mangiare correttamente come invece cerca di fare una dieta come Weight Watchers. È un metodo per perdere chili che può funzionare, sapendo che c’è il rischio concreto di riprenderli in fretta. Sarebbe interessante monitorare le persone che hanno aderito al programma, e vedere se a distanza di 12-24 mesi i chili persi sono stati ripresi o si è mantenuto il profilo acquisito a fine dieta. Un altro problema riguarda il messaggio pubblicitario che lascia intendere facili e immediate soluzioni al problema dei chili di troppo.
Giudizi sui Piatti
A questo punto riportiamo alcuni giudizi assegnati dalla redazione ai vari piatti dopo l’assaggio. Si tratta di pareri evidentemente privi di valore statistico. Le criticità del menu riguardano soprattutto la texture degli ingredienti e gli accostamenti. In quasi tutti i piatti provati i cereali e il riso sono insipidi e gli accompagnamenti troppo liquidi.
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- Lasagne (voto 8) ottimo.
- Tonno alla mediterranea (voto 7) buono.
- Legumi con riso in salsa provenzale (voto 4) scarso.
- Pollo in salsa agro dolce (voto 5) mediocre. Pollo con troppo intingolo, riso è insipido.
- Pollo alla basca con riso (voto 6) sufficiente.
Testimonianze e Recensioni
La popolarità di questo servizio ha portato molti utenti a cercare recensioni relative alla dieta Mi piace così. Sono diversi i siti che ospitano pareri sul suo funzionamento e, in generale, le persone che vi aderiscono sono piuttosto soddisfatte: le recensioni negative associate a “Mi piace così”, infatti, sono molto poche.
Abbiamo visto che in generale chi sta seguendo questa dieta è piuttosto soddisfatto e i commenti che si leggono in rete su Mi piace così sono positivi. A giudicare dai piatti presenti nei menu e dalle indicazioni riportate sul sito, si tratterebbe di pasti equilibrati, per cui non sembra vi sia il rischio di carenze nutrizionali. L’offerta, tra l’altro, è molto varia. Con tutta probabilità, se si segue questo piano si riesce davvero a dimagrire.
C'è da considerare, oltre al prezzo, che i piatti potrebbero non soddisfare il proprio gusto personale; ma se anche fosse, consumare quasi esclusivamente piatti pronti per uno o più mesi potrebbe non essere così appagante. Mangiare, cioè, deve rimanere un piacere. Un valido programma dietetico, poi, dovrebbe introdurre nuove regole alimentari da seguire nel lungo periodo. Visto che difficilmente si potranno consumare piatti pronti tutta la vita, una volta raggiunto il peso desiderato, come ci si potrà alimentare in modo corretto e mantenere il peso raggiunto, se non si è mai imparato a farlo nella pratica?
Avvertenze e Conclusioni
La sentenza prosegue sostenendo che “Lo spot illustra il caso di una perdita di 23 kg in 4 mesi, un dato francamente eccessivo, anche tenuto conto delle più recenti linee guida per una sana alimentazione del CREA (2018), che ribadiscono che la perdita media di peso di un chilo a settimana rappresenta, in genere, un tetto da non superare.
Nel 2021, proprio su questo tema, lo IAP (Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria) aveva ritenuto ingannevole la pubblicità in tv di Mi piace così, censurando lo spot pubblicitario. Questo perché allora venivano sottolineate in modo esagerato le promesse di risultato (si illustrava una perdita di peso di 23 kg in 4 mesi), ma anche perché la comunicazione, focalizzandosi troppo sulla quantità di chili persi e mostrando testimonianze "prima e dopo", risultava eccessivamente illusoria, e dunque in contrasto con l’art.
È importante sottolineare che le reazioni alle diete possono variare significativamente da persona a persona. Prima di intraprendere qualsiasi regime alimentare, è sempre consigliabile consultare un professionista della salute per assicurarsi che la dieta sia adatta alle condizioni e agli obiettivi individuali.