L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’allattamento in maniera esclusiva fino al compimento del sesto mese di vita. Il latte materno porta infatti numerosi benefici al bambino, sia per il suo sviluppo, sia come prevenzione di numerose malattie. L’allattamento al seno costituisce il metodo migliore per garantire una sana crescita e un sano sviluppo dei neonati ed esercita un’influenza biologica ed emotiva unica sulla salute sia delle madri che dei bambini.
Tuttavia, durante l’allattamento, molte neo mamme si chiedono se i cibi che mangiano possano influenzare in qualche modo il latte materno, o creare problemi al loro bambino. In generale è importante avere un’alimentazione varia ed equilibrata volta a soddisfare tutti i fabbisogni, sia in termini di macro che micro nutrienti.
Bisogna tener conto del fatto che durante l’allattamento si ha la necessità di avere un maggior apporto energetico (le linee guida LARN 2014 suggeriscono un incremento di circa 330 kcal/die per i primi 6 mesi di allattamento esclusivo), necessario per la produzione di latte. L’apporto di nutrienti deve essere ben distribuito durante la giornata, poiché l’organismo deve produrre latte in maniera continuativa.
Benefici dell'Allattamento al Seno
Il latte materno è ricco di nutrienti essenziali per la salute del neonato; la presenza di sostanze bioattive, inoltre, sostiene la crescita e lo sviluppo immunitario del neonato.
Benefici per il bambino:
- Il latte materno esercita un’azione protettiva per il bambino in termini di sviluppo di infezioni (gastroenteriche e respiratorie).
- Riduzione del rischio di allergie ed eczema (dermatite atopica).
- Prevenzione di malattie croniche (es. diabete mellito, obesità, ipertensione e asma).
- Favorisce uno sviluppo psicomotorio ottimale.
Benefici per la mamma:
- Favorisce l’involuzione uterina post-partum e riduce il rischio di emorragie e di conseguenza il rischio di sviluppare anemia sideropenica.
- Favorisce il recupero fisico e quindi la perdita di peso accumulato durante la gravidanza grazie all’impegno energetico richiesto dall’allattamento.
- Protegge la salute materna dall’insorgenza di carcinoma ovarico e mammario.
- Sembra anche ridurre il rischio di depressione materna post-partum grazie al legame emotivo che l’allattamento al seno crea.
Raccomandazioni Dietetiche Durante l'Allattamento
È consigliato effettuare almeno 5 pasti al giorno (3 principali e 2 spuntini). I pasti devono essere completi, con primo, secondo (anche il fabbisogno proteico aumenta durante l’allattamento) e contorno. È importante prediligere le proteine sane provenienti dal pesce, dalle carni bianche, dalle uova, dai legumi e dai latticini freschi e magri.
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Per garantire un buon apporto di acidi grassi Omega 3 è importante consumare almeno 2 porzioni di pesce (principalmente pesce azzurro) a settimana. Anche la frutta secca, nelle giuste quantità, garantisce un buon apporto di acidi grassi omega 3. Preferire i cibi freschi, di stagione e provenienti da zone vicine (es. Km 0), riduce il rischio di impoverimento vitaminico.
L’uso di cibi integrali garantisce la presenza di minerali e vitamine che si perdono con la raffinazione e un maggior apporto di fibre utile per ridurre la stipsi materna. Sarebbe sicuramente bene evitare grassi idrogenati tipici degli alimenti confezionati (es. merendine, patatine).
Importante evitare il consumo di alcolici e superalcolici e ridurre gli alimenti contenenti caffeina. Come qualsiasi cosa che mangi o bevi, la caffeina passa nel latte materno; quindi, è consigliabile limitarne l’assunzione durante l’allattamento al seno. Le raccomandazioni ufficiali sui limiti di caffeina variano da paese a paese; tuttavia, la maggior parte di esse consiglia di non assumerne più di 200-300 mg al giorno (300 mg equivalgono a due tazze di caffè filtrato). La Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) afferma che durante l’allattamento sono consentiti al massimo due bicchieri di vino a settimana.
Fabbisogno Materno Specifico
Grassi
I grassi presenti nel latte umano derivano dalla sintesi endogena nelle ghiandole mammarie e dall’alimentazione della madre ed ambedue i processi sono influenzati dalla composizione lipidica presente nella dieta della madre Non è necessario modificare l'assunzione totale di grassi (20-35% dell’apporto energetico giornaliero) ma è importante migliorare la proporzione relativa degli acidi grassi polinsaturi. In particolare, un’adeguata assunzione di acido docosaesaenoico (DHA) è fondamentale sia per un corretto sviluppo neurologico e psicomotorio del bambino che per la salute materna (rischio di nascita precoce e depressione post partum). Si raccomanda in allattamento, cosi come in gravidanza, l’assunzione di 100-200 mg/die di DHA in più rispetto a quanto indicato per la donna adulta (LARN 2014) Consumare da 2 fino a 3-4 porzioni a settimana di pesce assicura adeguate quantità di DHA. Per ridurre il rischio di contaminanti ambientali, è preferibile consumare pesci piccoli come le sardine, le acciughe e lo sgombro.
Proteine
Le necessità proteiche durante l’allattamento dipendono dalla sintesi delle proteine del latte materno e di conseguenza sono proporzionali alle quantità di latte prodotto dalla nutrice. Si consiglia alla nutrice di concentrare l’attenzione sul corretto apporto di proteine, DHA, vitamine e acqua e di bere in base al senso di sete che è maggiore soprattutto durante la poppata Si consiglia alla nutrice di consumare pasti completi (piatto sano) e bilanciati in modo da garantire il corretto apporto energetico-nutrizionale e da evitare attacchi di fame improvvisi che porterebbero a consumare «cibo spazzatura». Se necessario, si consiglia di fare uno spuntino dopo ogni poppata. Evitare il consumo di caffeina ed alcolici.
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Alcuni alimenti (aglio, porro, cipolla, peperoni, carciofi, spezie, asparagi…) assunti dalla mamma possono rendere sgradito il latte al bambino Tuttavia se la mamma ha assunto regolarmente questi alimenti durante la gravidanza, le sostanze aromatiche in esse contenute sono passate nel liquido amniotico e quindi sono già state “assaggiate” dal feto che probabilmente si è abituato al loro gusto. Eventualmente evitare quegli alimenti dai sapori forti che sono una novità per il bambino e che risultino loro sgraditi.
Casi in Cui L'Allattamento al Seno Non È Indicato
Potenzialmente tutte le donne possono secernere latte e sono rare le cause puramente fisiopatologiche che impediscono l’allattamento al seno. Tra le controindicazioni per cause materne: positività per HIV o HTLV; HSV della mammella; chemioterapici citotossici; abuso di alcol o di droghe. Tra le controindicazioni per cause dipendenti dal bambino: galattosemia, malattia delle urine a sciroppo d’acero e fenilchetonuria.
Tabella Riassuntiva dei Nutrienti Raccomandati Durante l'Allattamento (LARN 2014)
| Nutriente | Raccomandazione | Note |
|---|---|---|
| Energia | +330 kcal/die (primi 6 mesi) | Per la produzione di latte |
| DHA | 100-200 mg/die in più rispetto alla donna adulta | Sviluppo neurologico e psicomotorio del bambino |
| Proteine | +21 g/die (primo semestre) +14 g/die (secondo semestre) | Mantenere il bilancio azotato |
| Iodio | 200 mcg/die | Funzione tiroidea |
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