La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) sono condizioni che interessano distretti corporei diversi: l’una riguarda l’intestino, l’altra l’esofago. Tuttavia, spesso esse si presentano insieme. Diversi studi, infatti, hanno evidenziato una forte correlazione tra il colon irritabile e il reflusso gastroesofageo.
Uno studio condotto su oltre 6000 persone ha infatti evidenziato che il 63% dei soggetti con diagnosi di intestino irritabile presentava anche sintomi di reflusso gastroesofageo. La ricerca ha anche mostrato che la presenza concomitante di MRGE e IBS, riscontrata maggiormente tra le donne, peggiorava i sintomi di entrambi i disturbi.
La sindrome dell’intestino irritabile è un disturbo cronico, con manifestazioni prevalentemente intestinali. La malattia da reflusso gastroesofageo è un disturbo che si verifica quando il contenuto gastrico risale nell’esofago a causa di un malfunzionamento dello sfintere esofageo inferiore. In genere i sintomi della GERD sono persistenti e richiedono un intervento farmacologico e opportuni cambiamenti dello stile di vita e della dieta.
Meccanismi Fisiopatologici Comuni
L’associazione tra la malattia da reflusso e la sindrome dell’intestino irritabile suggerisce che alla base dei due disturbi possano esserci meccanismi fisiopatologici comuni. Tuttavia essi non ancora sono stati pienamente compresi e la loro natura rimane solo ipotetica.
Una prima ipotesi è che i pazienti affetti da MRGE e IBS abbiano un deficit della funzionalità muscolare del tratto gastrointestinale. In particolare, una scarsa coordinazione dei muscoli che rivestono esofago, stomaco e intestino sarebbe alla base dei sintomi sia del reflusso sia del colon irritabile. Il deficit muscolare potrebbe infatti essere la causa di un’anomala motilità gastrointestinale, responsabile sia del reflusso del contenuto gastrico verso l’esofago sia dell’alterato transito delle feci nell’intestino.
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Un’ulteriore spiegazione è che i soggetti affetti da MRGE e IBS abbiano una maggiore sensibilità del sistema digestivo. Essi sarebbero cioè affetti da ipersensibilità viscerale, una condizione caratterizzata da un’aumentata percezione del dolore a carico delle pareti delle vie digerenti. In questo caso i sintomi dei due disturbi come il dolore addominale, il gonfiore e il bruciore dipenderebbero da un esofago e da un intestino ipersensibili.
Quest’ultima ipotesi potrebbe essere supportata dal fatto che alcuni casi di IBS e di pirosi funzionale rispondono positivamente alla terapia con antidepressivi. L’efficacia terapeutica degli antidepressivi, infatti, è dovuta prevalentemente al loro effetto analgesico sulle pareti esofagee e intestinali.
Vale la pena notare, inoltre, che i casi di pirosi funzionale tendono a essere più frequenti tra le donne così come quelli in cui IBS e MRGE sono concomitanti. Ciò suggerisce che l’apparente relazione tra reflusso e colon irritabile potrebbe sottendere in realtà un legame tra colon irritabile e pirosi funzionale, la cui matrice comune è l’ipersensibilità viscerale.
Il reflusso di per sé non provoca diarrea. Tuttavia la MRGE può associarsi alla sindrome del colon irritabile, che frequentemente causa diarrea.
Dieta a Basso Contenuto di FODMAP
Alcuni studi suggeriscono che seguire una dieta a basso contenuto di FODMAP aiuti a migliorare i sintomi dell’IBS. I FODMAP sono carboidrati a catena corta, difficilmente assorbibili dall’intestino tenue. Per questa ragione la loro eliminazione o riduzione nella dieta migliora i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile.
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Una revisione pubblicata sulla rivista Gastroenterology & Hepatology ha rilevato che dal 50 all’86% delle persone con IBS mostra un miglioramento dei sintomi con una dieta a basso contenuto di FODMAP. I carboidrati FODMAP, inoltre, sembrerebbero peggiorare anche i sintomi del reflusso. In uno studio, infatti, l’assunzione di un tipo di FODMAP, i fruttosani, ha diminuito il tono dello sfintere esofageo, aumentando così gli episodi di reflusso. Una dieta a basso contenuto di FODMAP potrebbe quindi migliorare anche i sintomi della MRGE.
Cosa sono i FODMAP?
La sigla FODMAPs è l’acronimo inglese di Fermentable Oligo-Di-Monosaccharides And Polyols. Questi sono dei nutrienti contenuti in numerosi cibi che costituiscono la nostra alimentazione quotidiana. Negli ultimi anni alcuni ricercatori australiani hanno studiato e dimostrato che un’alimentazione priva di FODMAPs favorisce (fino al 75% dei casi) una regressione del gonfiore e del dolore addominale, un miglioramento nella consistenza delle feci e, conseguentemente, una riduzione dei livelli di stress.
In particolare, i polyols sono un gruppo di carboidrati a bassa digeribilità usati come dolcificanti artificiali al posto dello zucchero e sono chiamati anche alcol di zucchero. Essi non sono né zuccheri né alcol, hanno un sapore dolce e hanno il vantaggio di essere scarsamente calorici, non rovinano i denti, e contribuiscono a perdere peso nelle diete e ad abbassare la glicemia. I più noti sono: eritritolo, maltilolo, isomaltolo, lattilolo, mannitolo, sorbitolo e xilitolo.
Sintomi di IBS si presentano dopo assunzione di lipidi, che stimolano l’attività motoria intestinale, e di carboidrati i quali, se non assorbiti, o essendo assorbiti molto lentamente, rimangono nel lume intestinale, dove vengono sottoposti a fermentazione da parte del microbiota, con produzione di gas e richiamo di acqua che, distendendo le anse e stimolando il sistema nervoso enterico ipersensibile dei Pazienti con IBS, causano i disturbi addominali.
Fasi della Dieta Low-FODMAP
Solitamente la dieta Low-FODMAP comprende tre fasi:
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- La prima prevede una forte riduzione dei FODMAP e ha una durata di 3-6 settimane.
- Una seconda fase, di durata variabile, prevede che vengano reintrodotti progressivamente nella dieta singoli alimenti contenenti FODMAP, una o più volte alla settimana, per testare la soglia di tolleranza del Paziente.
- In questa fase, si potranno verificare i tipi e le quantità settimanali di cibo tollerati, senza che il Paziente avverta disturbi, e questo servirà come riferimento per impostare la terza fase della dieta, che il Paziente potrà successivamente gestire in maniera autonoma.
La migliore risposta a questo tipo di dieta si ha nei Pazienti che riferiscono una stretta relazione temporale tra l’assunzione di cibo e i sintomi, un preminente disturbo di gonfiore addominale e l’alvo diarroico.
Alimenti Consigliati e Da Evitare
Alimenti Consigliati
- Frutta: banana, mirtillo, pompelmo, uva, melone, kiwi, limone, mandarino, arancia, lampone, fragola
- Dolcificanti: tutti eccetto i polioli
- Latte: latte delattosato, di soia, di riso
- Formaggi: formaggi duri e stagionati
- Sostituti del gelato: sorbetti
- Verdure: germogli di bambù, sedano, peperoni, melanzane, fagiolini, lattuga, erba cipollina, zucca, cipolla verde, pomodoro pelato
- Cereali: prodotti senza glutine e farro
- Carne: manzo, vitello, vitellone, pollo, coniglio, tacchino, lonza di maiale, cavallo, scelte nelle parti più magre e private del grasso visibile.
- Pesce: (fresco o surgelato). È consigliabile consumarlo, nelle dosi prescritte, almeno tre volte alla settimana preferibilmente cucinato alla griglia, al forno, al vapore, arrosto.
Alimenti da Evitare
- Frutta: mele, pere, pesche, mango, anguria, cachi, albicocche, ciliegie, susine, prugna
- Miele
- Alte dosi di fruttosio: concentrati di frutta, conserve di frutta, succhi di frutta, frutta secca
- Latte: formaggi morbidi e freschi (es. ricotta)
- Verdure: carciofi, asparagi, barbabietole, cavolini di Bruxelles, broccoli, cavoli, finocchio, aglio, cipolle, piselli, scalogno, avocado, cavolfiori, funghi
- Cereali: frumento e grandi quantità (pane, pasta, couscous, crackers, biscotti)
- Legumi: ceci, lenticchie, fagioli, fave
- Dolcificanti: sorbitolo, mannitolo, xilitolo e altri che terminano in -olo
- ALIMENTI NON CONSENTITI: Sorbitolo, mannitolo dolcificanti presenti nelle gomme da masticare, nella confetteria, nelle caramelle senza zucchero.
- Superalcolici e alcolici.
- Caffè, tè e bevande contenenti caffeina, Coca-Cola.
- Bevande gassate.
- Condimenti grassi come burro, lardo, margarine e altri alimenti grassi che possono rallentare la digestione (intingoli, fritture, ecc.).
- Insaccati
- Salse come maionese, ketchup, senape.
- Peperoncino, pepe e spezie piccanti in generale perché possono irritare le mucose intestinali.
- Brodo di carne o confezionato con estratti di carne o dadi per brodo.
- Dolci come torte, pasticcini, marmellata, panna, gelati ecc ….
- La fibra della crusca può aggravare alcuni sintomi del colon irritabile, come ad esempio il gonfiore.
Alimenti Consentiti con Moderazione
- Meglio evitare legumi (fagioli, piselli, lenticchie) per il loro potenziale flautogeno.
- Evitare anche verdure che durante la digestione producono grandi quantità di gas, quali cavoli, cavolfiori, broccoli.
- Frutta con potenziale flautogeno, come uva passa, albicocche, prugne e frutta secca.
- Latte. Limitare soprattutto se è presente intolleranza al lattosio.
- Prodotti integrali. Valutare la tolleranza individuale.
Alimenti Consentiti e Consigliati
- Acqua almeno 1,5 litri al giorno, oligominerale naturale.
- Pane, pasta, riso e cracker, in qualsiasi varietà tra cui segale, orzo, avena, grano intero bianco senza glutine, ecc. sono ben tollerati.
- Latticini freschi e yogurt con moderazione.
- Formaggi stagionati, come il grana padano che non contiene lattosio e può essere un ottimo sostituto a un secondo piatto di carne o uova.
- Frutta. Consumare circa 2-3 frutti di medie dimensioni, a seconda della tollerabilità, sbucciata o non (in questo caso ben lavata).
- Verdure. Le fibre permettono una buona peristalsi.
Norme Dietetiche Generali
Per tutti è importante seguire giornalmente le seguenti norme generali:
- Mangiare senza fretta, masticando bene, tre pasti, non abbondanti, non distanziati tra loro da eccessivi intervalli di digiuno, evitando di coricarsi subito dopo cena.
- Bere 1500-2500 ml di acqua al giorno.
- Non bere più di tre tazzine di caffè o tazze di tè.
- Evitare alcol e bevande gassate.
Prescrizioni Dietetiche di Primo Livello
Sulla base di un’attenta anamnesi medica e dietologica può essere utile indicare un iniziale pasto dietetico che consiste in:
- Riequilibrare (di solito diminuendo), in funzione del sottotipo di IBS e delle abitudini dietetiche del Paziente, l’assunzione di fibre giornaliere, preferendo quelle solubili a quelle non solubili.
- Limitare l’assunzione degli amidi resistenti alla digestione solitamente presenti nel cibo trattato o cotto due volte.
- Non assumere più di tre frutti al giorno, evitare i cibi grassi, i fritti.
- Evitare sorbitolo e dolcificanti in chi ha la variante diarroica.
Chi ha un deficit dell’enzima lattasi sarà sottoposto a restrizioni per i cibi contenenti lattosio, ai quali dovrà prestare particolare attenzione.
Consigli Comportamentali
- Consumare i pasti a tavola mangiando lentamente e masticando a lungo.
- Rendere lo stile di vita più attivo, riducendo la sedentarietà.
- Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana. L’attività fisica moderata concorre ad attenuare i sintomi.
- Non fumare: il fumo contribuisce a danneggiare le mucose dell’organismo.
- Cercare di ridurre gli stress ambientali.
- Leggere le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in grassi.
Esempio di Ricette Consigliate
- Insalata di tacchino e parmigiano.
- Pesce spada grigliato con salsa di prezzemolo.
- Dentice con arance, finocchi e fagiolini (se tollerati).
- Bruschette pomodoro e peperoni (se tollerati, pomodoro con poca buccia).
- Insalata di riso con zucchine e peperoni.
- Scampi al pompelmo con carciofi (senza le foglie dure, quindi solo il cuore).
- Passato di porri e patate.
- Crema di ricotta alle erbe.
- Bruschette al pomodoro (possibilmente senza buccia).
- Crostini con le melanzane (valutare se tollerate).