La dieta senza glutine (GFD) è, ad oggi, l’unico trattamento sicuro ed efficace per la malattia celiaca. Richiede una attenzione alta e deve essere seguita per tutta la vita, con un monitoraggio clinico periodico che include soprattutto aspetti sintomatologici, sierologici, endoscopici e istologici. Ad oggi assumere prodotti senza glutine sembra essere l’unico vero rimedio per coloro che soffrono di celiachia. Gli alimenti senza glutine permettono a questi ultimi un complessivo miglioramento del loro quadro istologico e una progressiva decadenza dei sintomi della celiachia. Si tratta quindi di una scelta obbligata per le persone che soffrono di celiachia quella di rinunciare completamente al glutine per tutto il resto della loro vita. Il ritorno alle vecchie abitudini potrebbe danneggiare irrimediabilmente l’intestino.
Tuttavia, l'adozione diffusa della dieta senza glutine (Gfd), malgrado i benefici percepiti, presenta rischi significativi come carenze nutrizionali, costi elevati e problemi psicologici. Una recente review, pubblicata su Nutrients, sottolinea l'importanza di una valutazione medica accurata prima di intraprendere una Gfd, considerando anche la possibilità di esacerbare disturbi come la sindrome dell'intestino irritabile (Ibs).
Cos'è il Glutine?
Il glutine è un macro-aggregato proteico presente in differenti cereali, tra i quali il frumento, costituito per oltre l'80% da proteine note come glutenine e prolamine. Tali proteine, in particolare la gliadina, per la loro particolare conformazione tridimensionale, sono responsabili delle reazioni immunologiche avverse tipiche del paziente celiaco. Con il passare del tempo i cereali si sono diffusi globalmente e ad oggi rappresentano gli alimenti in assoluto più consumati in tutto il mondo.
Malattie Glutine-Correlate
Oltre alla celiachia, esistono altre condizioni legate al consumo di glutine:
- Sensibilità al glutine non-celiaca: Presenta sintomi intestinali ed extra-intestinali glutine-dipendenti, tuttavia in assenza dei marcatori diagnostici tipici della celiachia. La sua prevalenza è stimata essere circa il 6%, ma ancora oggi sono molti gli interrogativi circa la sua eziopatogenesi e i suoi criteri diagnostici.
- Allergia al grano: È invece una reazione allergica classica o di tipo 1, scatenata dall’ingestione dalle proteine del frumento, quindi, non specificamente del glutine, che può presentare manifestazioni intestinali ed extra-intestinali sovrapponibili alla celiachia.
Inoltre, molti studiosi hanno tentato approcci terapeutici con la Gfd anche in altre condizioni patologiche, come la sindrome dell’intestino irritabile, malattie neurologiche e psichiatriche, la psoriasi e l’endometriosi.
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Benefici della Dieta Senza Glutine per i Celiaci
Come abbiamo visto sopra, un’alimentazione senza glutine è fondamentale per chi è intollerante, vediamo tutti i vantaggi:
- Normalizzazione dei valori degli anticorpi
- Rigenerazione della mucosa dell’intestino tenue
- Metabolizzazione e assimilazione delle sostanze nutritive
- Compensazione della perdita di peso
- Miglioramento dello stato di salute generale
- Qualità di vita migliorata
Il trattamento della sindrome da malassorbimento consente un miglioramento dello stato nutrizionale, dell’anemia sideropenica microcitica, dell'assorbimento di vitamine, in particolare vitamina D, folato e B12, e di minerali. Migliorano inoltre la composizione corporea, la forza e la salute psicologica. Mentre regredisce lo stato infiammatorio, migliorano i sintomi intestinali ed extra-intestinali, specialmente diarrea, stitichezza, dolore e gonfiore addominale, osteoporosi, dermatite, cefalea. Infine, si suppone che un corretto trattamento con Gfd eviti o mitighi possibili comorbilità e complicazioni della celiachia, come ulteriori malattie autoimmuni quali, per esempio, tiroidite autoimmune, diabete di tipo 1, artriti, o infertilità.
Benefici per chi ha Sensibilità al Glutine
Discorso differente per chi ha solo una sensibilità al glutine, in questo caso si potrebbe semplicemente ridurre l’assunzione di cibi con il glutine per un periodo determinato, naturalmente sotto la supervisione del proprio medico specialista. Per loro i vantaggi dell’eliminazione, anche temporanea, del glutine dalla dieta potrebbero essere: riduzione del gonfiore addominale, riduzione del mal di testa, maggiore concentrazione, miglioramento generale dello stato di salute.
Effetti della Dieta Senza Glutine su Soggetti Non Celiaci
Se chiari e visibili sono i miglioramenti connessi alla rimozione del glutine dalla dieta di pazienti soggetti a celiachia, ancora poco chiari sono invece gli effetti degli alimenti per celiaci sulla popolazione sana. Secondo le ricerche effettuate fino ad ora, un’alimentazione priva di glutine sembrerebbe:
- Migliorare la situazione di gonfiore addominale, un problema frequente nei soggetti che soffrono di irritazione intestinale
- Diminuire, negli individui predisposti, il rischio di allergie e di sindromi collegate ad esse
- Migliorare la digestione, riducendone complessivamente i tempi.
Dieta Celiaca e Performance Sportive
Ancora meno evidenti sono le migliorie conseguenti all’assunzione di alimenti per celiachia in ambito sportivo. Se da una parte, alcuni atleti descrivono come migliorate la propria concentrazione e la resa energetica, sottolineando un upgrade complessivo della performance, dall’altra tali affermazioni sembrano essere in contrasto con gli attuali studi scientifici. Questi ultimi, infatti, sottolineano si un minor rischio di anafilassi causato dall’attività fisica ma nessun beneficio sulle prestazioni dei soggetti non affetti da intolleranza al glutine.
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Rischi e Svantaggi della Dieta Senza Glutine
La dieta senza glutine sta diventando sempre più diffusa. Seguire una dieta povera di glutine sta diventando sempre più comune anche tra le persone non celiache. I suoi effetti in questo caso non sono però del tutto chiari.
In realtà, potrebbe comportare costi aggiuntivi, un’assunzione nutritiva ridotta e persino effetti collaterali indesiderati. In sintesi, la dieta senza glutine dovrebbe essere applicata sotto stretto controllo di un medico e solo in caso di necessità. Se non si è affetti da celiachia o sensibilità al glutine non celiaca diagnosticata da un medico, non c’è motivo di adottare questa dieta in modo indiscriminato.
Abbiamo dunque inteso che in alcune condizioni la Gfd può essere in grado di indurre anche molti effetti negativi su più fronti, dal biologico-medico, passando per quello nutrizionale, fino allo psico-sociale. Inoltre, molti dei disturbi simil-Ibs esacerbabili con la Gfd sono ancora sottovalutati e possono spesso sovrapporsi, rendendo il quadro clinico ancora più complesso da interpretare.
Ecco alcuni dei rischi e svantaggi:
- Carenze nutrizionali: L’esclusione di una vasta gamma di alimenti senza motivi fondati può portare a una dieta meno varia, ci priva di una fonte principale di carboidrati complessi e dei nutrienti (minerali, vitamine, fibre) in essi contenuti. Ad esempio, ci si priva delle importanti fibre derivanti dai cerali integrali, ma anche del ferro e delle vitamine del gruppo B che sono abbondanti nei cereali contenti glutine.
- Costi elevati: I prodotti senza glutine hanno generalmente scarsa palatabilità e alto costo, anche cinque volte superiore. Consumare cibi senza glutine non solo ha delle implicazioni a livello di salute, ma può essere una scelta molto costosa, in quanto gli alimenti senza glutine spesso costano di più rispetto ai loro equivalenti contenenti glutine.
- Problemi psicologici: Non bisogna poi dimenticare l’enorme peso sociale e psicologico della Gfd, tale da condizionare la vita non solo del singolo individuo, ma anche di tutte le persone che lo circondano.
- Diagnosi ritardata: Una Gfd indiscriminata influisce negativamente anche su un corretto percorso diagnostico verso la celiachia: infatti, una volta intrapresa la Gfd, è necessario reintrodurre quantità appropriate di glutine per un periodo di tempo adeguato per poter eseguire i test diagnostici.
- Rischio nutrizionale: Esiste inoltre un serio rischio nutrizionale legato a una Gfd di bassa qualità con dieta selettiva, alimenti confezionati, squilibrio di macro- e micronutrienti, aumento di grassi saturi e lipidi, carboidrati semplici e sodio.
- Esposizione a metalli pesanti: È stata già dimostrata scientificamente una correlazione fra Gfd e una maggiore esposizione a metalli pesanti, in particolare del nichel alimentare, e questo può essere responsabile dell'insorgenza/peggioramento di sintomi gastrointestinali ed extra-intestinali nei pazienti sensibili al nichel stesso. Tuttavia, non si può escludere l'accumulo di ulteriori agenti potenzialmente dannosi durante la Gfd, come per esempio i FODMAPs o l’eccesso di istamina.
- Potenziale aumento di calorie e zuccheri: Contro quanto si pensi, gli alimenti senza glutine non servono a dimagrire. Infatti, biscotti, pasta e pane gluten free, presentano spesso più zuccheri e calorie perché addizionati di grassi rispetto alle versioni con glutine. Questo potrebbe portare a un aumento di peso non desiderato.
- Difficoltà nel mantenere la dieta: Seguire una dieta senza glutine può essere estremamente impegnativo. È difficile evitare completamente il glutine poiché è presente in molti alimenti e può essere nascosto in ingredienti meno ovvi. Questo può causare stress e ansia legati all’alimentazione senza che vi sia la necessità di preoccuparsene.
FODMAPs
Il termine è un acronimo, derivato da "Fermentable, Oligo-, Di-, Mono-saccharides And Polyols” e identifica molecole ad alto impatto fermentativo che includono lattosio, fruttosio, fruttani, galatto-oligosaccaridi e polioli quali sorbitolo, mannitolo, xilitolo e maltitolo. Sono molecole scarsamente assorbite a livello intestinale a causa dell'assenza di enzimi in grado di idrolizzare i legami glicosidici, oppure per via di trasportatori scarsamente efficienti o perché sono semplicemente troppo grandi per la diffusione. Pertanto, i FODMAPs possono causare sintomi gastrointestinali dovuti all'accumulo eccessivo di liquidi e gas.
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Reattività al Nichel Alimentare
Anche detta mucosite allergica da contatto al nichel, la reattività al nichel alimentare rappresenta il risultato di un accumulo, prima intestinale e poi anche sistemico, di questo metallo a causa di una alimentazione sbilanciata in soggetti predisposti e sensibilizzati. È un’allergia di tipo 4, pertanto a effetto ritardato, che può far scaturire sintomi simil-Ibs.
Effetto Placebo
Per alcune persone, i miglioramenti percepiti sulla dieta senza glutine potrebbero essere attribuiti all’effetto placebo. Pensando che la dieta sia più sana, possono sperimentare una riduzione dei sintomi gastrointestinali o un aumento dell’energia, anche se il glutine non era la causa dei loro problemi iniziali e non riuscirebbero così a risolverli sul lungo termine.
Studio sugli Effetti della Dieta a Basso Contenuto di Glutine
Uno studio coordinato da Lea B.S. è stato condotto su 60 volontari sani suddivisi rispettivamente nei gruppi a basso o elevato apporto di glutine (2gr/die vs 18gr/die) per otto settimane. Al termine di questa prima fase, dopo altre sei settimane di dieta normale (con una media di 12gr/die di glutine), sono stati invertiti i gruppi per pari durata di tempo. Nel dettaglio, sono stati confrontati gli effetti dei due regimi alimentari sul microbioma intestinale, sul profilo metabolico delle urine, del siero e delle feci oltre che su altri parametri fisiologici (gonfiore, peso ecc). Come era facile supporre, nel gruppo a basso apporto di glutine sono state registrate basse concentrazioni di composti derivati dal grano. I livelli di idrogeno sono risultati positivamente associati con i metaboliti grano-dipendenti nelle urine e con B. In seguito al periodo di scarso apporto di glutine si è osservata una perdita di peso media pari a 0.8 kg supportata da un aumento dei livelli plasmatici del peptide YY (PYY), ormone che riduce l’appetito.
Conclusioni degli Studi Scientifici
Nel primo studio, presentato dai ricercatori dell’Instituto de Investigación Sanitaria La Fe spagnolo al recente congresso della European Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition svoltosi a Praga, sono finiti sotto accusa gli alimenti per celiaci, bocciati nel confronto con gli omologhi alimenti con glutine. Gli autori hanno confrontato 654 diversi cibi gluten free e 655 prodotti normali, appartenenti a 14 categorie come: pasta, biscotti, pane, cereali per la colazione e anche piatti pronti. Dall’analisi dei due gruppi è emerso che che, per esempio, il pane ha mediamente una concentrazione di grassi doppia rispetto a quello tradizionale e un contenuto di proteine da due a tre volte inferiore. Per i biscotti la situazione è simile: più grassi e meno proteine rispetto a quelli normali, mentre per quanto riguarda la pasta, quella per celiaci ha meno proteine di quella convenzionale. Alle persone che vogliono comunque evitare il glutine viene suggerito di leggere molto bene le etichette nutrizionali, cercando di scegliere i cibi con meno grassi. Tra le richieste rivolte alle aziende c’è l’invito a formulare nuove ricette sfruttando anche materie prime alternative quali il grano saraceno, l’amido di patate o l’amaranto.
I ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston hanno esaminato i dati di quasi 100 mila uomini e donne che avevano partecipato a due grandi studi con molti elementi riferiti a un periodo di 26 anni. Gli autori hanno visto che il consumo di glutine non è in alcun modo associato a un aumento del rischio per le malattie cardiovascolari, mentre il consumo di alimenti gluten free può esserlo, anche solo per la sottrazione alla dieta di fibre, efficaci agenti di prevenzione cardiovascolare. Risultato: l’adozione di una dieta priva di glutine è sconsigliata a tutti coloro che non ne hanno una reale necessità.
Alternative e Consigli
Se si sospetta di avere problemi legati al glutine, è essenziale consultare un professionista sanitario per una diagnosi accurata. Inoltre, invece di adottare una dieta senza glutine, è consigliabile concentrarsi su una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre, che può favorire la salute e il benessere senza la necessità di escludere il glutine in modo non giustificato.
Alle persone che vogliono comunque evitare il glutine viene suggerito di leggere molto bene le etichette nutrizionali, cercando di scegliere i cibi con meno grassi. Tra le richieste rivolte alle aziende c’è l’invito a formulare nuove ricette sfruttando anche materie prime alternative quali il grano saraceno, l’amido di patate o l’amaranto.