Dieta per la Tiroidite di Hashimoto: Alimenti Consigliati e da Evitare

La tiroidite di Hashimoto è il tipo di tiroidite più comune ed è la causa più frequente di ipotiroidismo. Si stima che il 5% della popolazione mondiale soffra di questa patologia autoimmune che si verifica quando gli anticorpi prodotti dall’organismo attaccano il tessuto tiroideo limitandone la secrezione di ormoni. Per motivi ancora non noti, l’organismo produce autoanticorpi, ovvero anticorpi contro le proprie cellule (malattia autoimmune): la tiroide viene invasa dai globuli bianchi e vengono creati anticorpi che attaccano la tiroide (anticorpi antitiroidei). La tiroidite di Hashimoto è più comune fra le donne, soprattutto quelle più anziane, e tende a presentarsi in diversi soggetti della stessa famiglia.

Tiroidite di Hashimoto: Sintomi e Conseguenze

In circa il 50% dei soggetti con tiroidite di Hashimoto la tiroide è inizialmente ipoattiva. Nella maggior parte del restante 50%, la tiroide funziona normalmente all’inizio (anche se in un numero ridotto di soggetti, la ghiandola inizialmente diventa iperattiva) e, in seguito, diventa ipoattiva. La tiroidite di Hashimoto spesso si manifesta con l’ingrossamento asintomatico della tiroide o con una sensazione di pienezza del collo. La ghiandola di solito ha una consistenza gommosa e qualche volta presenta un aspetto nodulare. Se la tiroide è ipoattiva, i soggetti possono avvertire stanchezza, intolleranza al freddo ed altri sintomi tipici dell’ipotiroidismo. I pochi soggetti che presentano una tiroide iperattiva (ipertiroidismo) inizialmente possono avere palpitazioni, nervosismo e intolleranza al calore.

Le conseguenze della tiroide di Hashimoto, se non trattata in modo adeguato, sono l’ipotiroidismo, il gozzo, mielopatia, problemi cardiaci e di fertilità. La tiroide di Hashimoto influenza anche la salute mentale, portando a depressione e stati d’ansia, ed aumenta il rischio di sviluppare altre malattie autoimmuni, ad esempio il diabete e la celiachia.

Tiroidite di Hashimoto: Dieta e Alimentazione

I soggetti con Tiroidite di Hashimoto necessitano di una cura ormonale per poter stare meglio ma indubbiamente, l’alimentazione sana insieme ad alcuni accorgimenti nutrizionali fanno la loro parte. Innanzitutto, persone con tiroidite di hashimoto e tiroide ipoattiva (ipotiroidismo) tendono ad avere un metabolismo rallentato e quindi tendono a prendere peso molto più facilmente. Pertanto, è importante mantenere attivo il metabolismo facendo i famosi 5 pasti al giorno: gli spuntini sono molto importanti e non devono mai mancare ma soprattutto devono essere fatti consumando alimenti salutari. La dieta deve essere sempre ben bilanciata e quindi completa di carboidrati, proteine e grassi ma bisogna prestare molta attenzione alla qualità degli alimenti che introduciamo. In generale, l’alimentazione dei soggetti con Tiroidite di Hashimoto deve essere un’alimentazione “grezza”, varia e completa, ma soprattutto antinfiammatoria con particolare attenzione all’introduzione di alimenti ricchi di vitamine, Sali minerali e sostanze antiossidanti.

Alimenti da Preferire

  • Cereali integrali, pane e pasta integrali
  • Frutta e verdura ricca di fibre
  • Proteine derivanti da fonti magre sia animali che vegetali
  • Fonti di grassi buoni: frutta secca, olio extravergine di oliva
  • Alimenti ricchi di omega-3, soprattutto pesce azzurro e salmone
  • Noci di Macadamia, ricche di Selenio, un minerale spesso carente nei soggetti affetti da tiroidite di hashimoto
  • Spezie utili per la loro azione antinfiammatoria, come zenzero e curcuma

Alimenti da Eliminare o Limitare

  • Alimenti confezionati, pane e pasta raffinati, farine bianche raffinate
  • Zuccheri semplici
  • Carni processate ed insaccati
  • Cibi in scatola
  • Fonti di grassi saturi
  • Glutine, proteina che può scatenare delle reazioni intestinali avverse che coinvolgono il sistema immunitario e per il rischio di sviluppare la celiachia
  • Latticini perché contengono delle molecole pro-infiammatorie
  • Soia e verdure crucifere, ovvero cavoli, broccoli, broccoletti, verza e cavolfiore, perché contribuiscono a sequestrare iodio, un minerale fondamentale per il funzionamento della tiroide

É preferibile consumare alimenti di provenienza biologica in quanto l’uso di antibiotici o altre sostanze chimiche possono stimolare maggiormente la risposta immunitaria e quindi peggiorare la reazione autoimmune.

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Tiroidite e Alimenti Vietati: Cosa Evitare Assolutamente

Seguire un’alimentazione corretta è fondamentale nella gestione della Tiroidite di Hashimoto. Alcuni alimenti, infatti, possono peggiorare l’infiammazione o interferire con l’assorbimento degli ormoni tiroidei. Ecco perché è importante sapere cosa evitare. I principali alimenti sconsigliati sono:

  • Soia e derivati: contengono isoflavoni che possono interferire con la funzione tiroidea, soprattutto se consumati in grandi quantità.
  • Verdure crucifere crude: cavolo, verza, broccoli, cavolfiore, rapa. Se consumate crude, possono ostacolare l’assorbimento dello iodio. Meglio consumarle cotte e in quantità moderate.
  • Glutine: spesso associato a sensibilità intestinale nei soggetti con patologie autoimmuni. In alcuni casi può essere raccomandata una dieta gluten free, soprattutto in caso di diagnosi associata di celiachia.
  • Latticini: possono avere un effetto pro-infiammatorio in soggetti sensibili o intolleranti. È utile valutarne la tolleranza individuale.
  • Zuccheri semplici e alimenti ultra-processati: contribuiscono all’infiammazione sistemica e al rallentamento metabolico.
  • Alcol e caffeina in eccesso: possono alterare il metabolismo ormonale e affaticare il fegato, organo chiave nella conversione degli ormoni tiroidei.

Limitare questi alimenti aiuta a ridurre l’infiammazione e favorisce una migliore gestione della malattia.

Colazione per chi Soffre di Tiroidite di Hashimoto

La colazione è un pasto fondamentale per chi soffre di Hashimoto, perché contribuisce a mantenere attivo il metabolismo e a prevenire picchi glicemici e stanchezza mentale.

Una buona colazione dovrebbe:

  • Essere bilanciata nei macronutrienti (carboidrati a basso indice glicemico, proteine e grassi buoni).
  • Evitare zuccheri raffinati, farine bianche, prodotti confezionati.
  • Favorire alimenti integrali, freschi e nutrienti.

Esempi pratici di colazione adatta a chi ha la tiroide di Hashimoto:

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  • Porridge di avena senza glutine con frutti di bosco e semi oleosi
  • Pane integrale senza glutine con crema di mandorle e una spremuta fresca
  • Yogurt vegetale con granola fatta in casa e frutta di stagione
  • Uova sode con avocado e pane di grano saraceno

Anche in questo caso, è importante ascoltare il proprio corpo e, se possibile, personalizzare il pasto insieme a un nutrizionista.

Tiroidite di Hashimoto: Fa Ingrassare o Dimagrire?

Una delle domande più frequenti tra chi riceve la diagnosi di Tiroidite di Hashimoto è se questa condizione porti ad ingrassare o dimagrire.

In linea generale, l’Hashimoto porta a un rallentamento del metabolismo basale, con conseguente aumento di peso, soprattutto se la tiroide è ipoattiva. Questo dipende da una produzione insufficiente di ormoni tiroidei, che regolano il metabolismo e la spesa energetica.

Tuttavia, ci sono casi in cui, nella fase iniziale della malattia, si manifesta un ipertiroidismo transitorio che può causare una lieve perdita di peso.

È quindi più frequente un aumento di peso, spesso accompagnato da:

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  • Stanchezza cronica
  • Ritenzione idrica
  • Difficoltà nel perdere peso nonostante la dieta

La chiave è un approccio completo che unisca terapia ormonale, dieta su misura e attività fisica regolare.

Alimenti da Prediligere per la Tiroidite di Hashimoto

Una dieta ricca di alimenti freschi e poco processati, bilanciata che include tutti i macro e micro nutrienti, può aiutare a migliorare la funzione tiroidea, gestire i sintomi della tiroidite di Hashimoto e agire in sinergia con la terapia farmacologica e un corretto stile di vita.

Per le persone con tiroidite di Hashimoto, la salute intestinale dev’essere curata al pari della dieta, al fine di gestire l’infiammazione e regolare il corretto assorbimento dei nutrienti con la dieta e l’integrazione alimentare, funzioni che avvengono per la maggior parte grazie a questo organo.

Spesso chi soffre di una patologia di tipo autoimmune della tiroide presenta anche una condizione di disbiosi intestinale.

La disbiosi intestinale, ovvero l’alterazione della flora batterica intestinale, o microbiota, si è riscontrata con una forte incidenza in persone affette da tiroidite di Hashimoto, e si è scoperto essere sia un importante fattore di rischio per la sua insorgenza e, se protratta nel tempo, può peggiorare il quadro clinico generale favorendo lo stato infiammatorio dell’organismo.

Una flora batterica ricca di batteri “buoni” lavora in sinergia con il sistema immunitario, sfavorendo la colonizzazione di batteri o altri microrganismi “cattivi” e agevolando l’assorbimento dei macro e micro nutrienti introdotti con gli alimenti e l’integrazione.

Inoltre, un intestino affetto da permeabilità intestinale, condizione in cui la mucosa che ricopre le pareti dell’intestino permette il passaggio di sostanze nocive nell’organismo al posto di espellerle, non si ritrova a svolgere correttamente il suo ruolo di difesa dell’organismo, andando a peggiorare ulteriormente lo stato infiammatorio, che spesso tende a cronicizzare.

Per contrastare la permeabilità intestinale si può agire su più livelli:

  • Curare la propria flora batterica intestinale tramite l’integrazione, ma soprattutto introducendo abitudinariamente più cibi fermentati in dieta come yogurt, kefir, verdure fermentate, miso, tempeh etc…
  • Curare la propria salute mentale: lo stress è stato rilevato come uno dei fattori di rischio per la disbiosi e la permeabilità intestinale.
  • Curare la propria salute fisica con un allenamento adeguato e una corretta idratazione, per favorire la regolarità intestinale e contrastare l’accumulo di tossine.

Quali Legumi Fanno Bene alla Tiroide?

I legumi tra cui fagioli, ceci e lenticchie, se assunti con regolarità, anche sotto forma di pasta di legumi, possono essere una buona fonte di proteine, ricchi di fibre e povere di grassi, ideali anche per contenere lo stato infiammatorio, integrare ferro e selenio nella dieta e favorire la regolarità intestinale.

La Soia e la Tiroidite di Hashimoto

La soia e i suoi derivati come tofu, tempeh, yogurt e bevande vegetali, assunti più o meno con regolarità dalla maggior parte delle persone che seguono una dieta vegana e non solo, non sembrano essere controindicati per chi ha la sindrome di Hashimoto, tuttavia vi sono alcuni accorgimenti da prendere. Gli isoflavoni, fitonutrienti contenuti in generale nei legumi, ma soprattutto nella soia e nei suoi derivati, non sono causa di ipotiroidismo, se nell’alimentazione quotidiana l’apporto di iodio è adeguato.

Diversi studi sembrano confermare che ci sia un effetto inibitorio delle proteine della soia nell’assorbimento della Levotiroxina quindi la soia non sembrerebbe esercitare alcun effetto sulla tiroide di per sé, ma solo sull’assorbimento dell’Eutirox.

È consigliato quindi assumere l’Eutirox a digiuno almeno a 3 ore di distanza dall’assunzione di alimenti a base di soia.

Principi Fondamentali della Dieta per Hashimoto

La tiroidite di Hashimoto, una forma comune di ipotiroidismo autoimmune, richiede un approccio attento all’alimentazione per gestire i sintomi e migliorare il benessere generale. Una dieta ben bilanciata per Hashimoto dovrebbe puntare a ridurre le infiammazioni e supportare la funzione tiroidea. Alimenti ricchi di selenio come il pesce, il pollo e le uova, sono consigliati perché il selenio aiuta a ridurre l’infiammazione. È anche importante integrare la dieta con cibi ricchi di iodio, essenziale per la produzione degli ormoni tiroidei, ma senza eccedere, poiché l’iodio in eccesso può aggravare la condizione.

Strategie per la Perdita di Peso con la Tiroidite di Hashimoto

Dimagrire quando si soffre di ipotiroidismo di Hashimoto può essere difficile, ma non impossibile. È essenziale focalizzarsi su una dieta equilibrata e ricca di nutrienti che supporti il metabolismo e riduca l’infiammazione. Incrementare l’attività fisica è fondamentale; anche l’esercizio moderato, come camminare o fare yoga, può aiutare. Inoltre, è importante monitorare l’apporto calorico giornaliero e evitare diete drastiche che possono aggravare lo stress del corpo e influenzare negativamente la funzione tiroidea.

Terapie Immunomodulanti: Rimodulare la Risposta Immunitaria

Le terapie immunomodulanti rappresentano un approccio promettente per il trattamento della Tiroidite di Hashimoto. Queste terapie mirano a modulare o “riprogrammare” il sistema immunitario, riducendo l’attacco autoimmune alla tiroide e preservando la sua funzione.

Trapianto di Cellule Staminali: Una Strategia Sperimentale

Il trapianto di cellule staminali è un approccio terapeutico sperimentale che viene studiato per diverse malattie autoimmuni, inclusa la Tiroidite di Hashimoto. L’obiettivo del trapianto è quello di “resettare” il sistema immunitario, sostituendo le cellule immunitarie danneggiate con cellule staminali sane, in grado di ripristinare la tolleranza immunologica.

Farmaci Biologici: Bersagliare le Molecole dell’Autoimmunità

I farmaci biologici, come gli anticorpi monoclonali, sono farmaci di ultima generazione che agiscono in modo mirato su specifiche molecole coinvolte nel processo autoimmune. Nella Tiroidite di Hashimoto, alcuni farmaci biologici potrebbero essere utilizzati per bloccare l’azione di citochine infiammatorie o per sopprimere l’attività di specifiche cellule immunitarie.

Importante: È fondamentale sottolineare che queste terapie sono ancora in fase di studio e non rappresentano trattamenti standard per la Tiroidite di Hashimoto.

Affaticamento Cronico e Problemi Cognitivi nella Tiroidite di Hashimoto

L’affaticamento cronico è uno dei sintomi più comuni e debilitanti della Tiroidite di Hashimoto. L’esercizio fisico regolare, come camminare, nuotare o fare yoga, può aiutare a migliorare l’energia e l’umore. La Tiroidite di Hashimoto può talvolta causare problemi cognitivi, come difficoltà di concentrazione, problemi di memoria e “annebbiamento mentale” (brain fog).

Supporto Psicologico nella Tiroidite di Hashimoto

La Tiroidite di Hashimoto può avere un impatto significativo sulla salute emotiva e psicologica. È importante riconoscere e affrontare le emozioni negative, come ansia, depressione e frustrazione, che possono derivare dalla convivenza con questa malattia cronica. Non esitare a cercare aiuto se stai lottando con l’affaticamento cronico, i problemi cognitivi o le difficoltà emotive associate alla Tiroidite di Hashimoto.

Autoanticorpi nella Tiroidite di Hashimoto

La presenza degli autoanticorpi anti-tireoglobulina (TgAb) e anti-tireoperossidasi (TPOAb) è un elemento chiave nella diagnosi della Tiroidite di Hashimoto. Gli TgAb e i TPOAb non sono la causa diretta della distruzione della tiroide nella Tiroidite di Hashimoto, piuttosto, sono marcatori di un processo autoimmune in corso. I livelli di TgAb e TPOAb possono variare nel tempo, anche in assenza di cambiamenti nella funzione tiroidea. Il monitoraggio periodico dei livelli di TgAb e TPOAb può fornire informazioni utili sull’attività della malattia e può aiutare a personalizzare il trattamento. La presenza di TgAb e TPOAb è associata a un aumentato rischio di sviluppare altre malattie autoimmuni, come la celiachia, il diabete di tipo 1 e l’artrite reumatoide. La presenza di TgAb e TPOAb elevati indica una predisposizione autoimmune e la necessità di un monitoraggio regolare della funzione tiroidea.

Complicazioni a Lungo Termine della Tiroidite di Hashimoto e Strategie di Prevenzione

Una Tiroidite di Hashimoto non diagnosticata o non trattata adeguatamente può portare a diverse complicazioni a lungo termine.

  • Malattie Cardiovascolari: L’ipotiroidismo non trattato può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, come l’ipertensione, l’aumento del colesterolo LDL (“colesterolo cattivo”) e l’aterosclerosi (accumulo di placche nelle arterie). Questo perché gli ormoni tiroidei svolgono un ruolo importante nella regolazione della funzione cardiaca e del metabolismo dei lipidi.
  • Osteoporosi: L’ipotiroidismo cronico può aumentare il rischio di osteoporosi, una condizione caratterizzata dalla riduzione della densità ossea e da un aumentato rischio di fratture. Questo perché gli ormoni tiroidei influenzano il metabolismo osseo.
  • Neuropatia Periferica: L’ipotiroidismo, in alcuni casi, può essere associato a neuropatia periferica, una condizione che causa danni ai nervi e che può manifestarsi con dolore, intorpidimento, formicolio e debolezza alle estremità (mani e piedi). La neuropatia periferica può essere causata da diversi fattori, tra cui l’accumulo di liquidi nei tessuti che comprime i nervi e la riduzione del flusso sanguigno ai nervi. Il trattamento dell’ipotiroidismo può aiutare a migliorare i sintomi della neuropatia periferica.

Mantenere un buon controllo della funzione tiroidea con una terapia sostitutiva adeguata è fondamentale per prevenire le complicazioni a lungo termine della Tiroidite di Hashimoto.

É importante ricordare che la ricerca scientifica è in continua evoluzione e tutte le informazioni contenute in questo articolo sono a scopo puramente informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire il parere del medico o di altri professionisti sanitari qualificati. La Tiroidite di Hashimoto è una sfida, ma non è una condanna. Non esitare a consultare il tuo medico per discutere le opzioni terapeutiche più adatte a te e per ricevere il supporto necessario per affrontare al meglio la Tiroidite di Hashimoto.

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