Differenza tra Alimenti Dietetici e Alleggeriti: Guida Completa

Negli ultimi anni, si sono affermati i "nuovi alimenti" accanto ai prodotti alimentari tradizionali o di consumo corrente. Tra questi, spiccano gli alimenti alleggeriti o "light". Ma cosa li distingue dagli alimenti dietetici tradizionali?

Alimenti Alleggeriti o "Light"

Gli alimenti alleggeriti o "light" sono una categoria di prodotti alimentari a valore calorico ridotto rispetto ai loro equivalenti tradizionali. Questi prodotti sono caratterizzati da un ridotto contenuto di grassi, colesterolo e saccarosio, garantendo così un basso apporto calorico.

Per mantenere le qualità organolettiche (sapore e consistenza) dell’alimento di riferimento, vengono aggiunti degli additivi come aromatizzanti, emulsionanti, gelificanti, dolcificanti, stabilizzanti e conservanti. Sono considerati “light” gli alimenti con un contenuto ridotto di colesterolo, grassi, zuccheri, ecc.

L’Unione Europea ha definito un alimento light come un alimento il cui valore energetico è ridotto di 1/3 rispetto al prodotto equivalente “normale”; in altri termini, il prodotto light deve avere il 30% di calorie in meno.

"Light”, sembra una parola dai poteri magici ma il più delle volte è solo un’illusione. Il consumo dei prodotti light, lanciati sul mercato negli anni '80, è in continua crescita.

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Oggi l’offerta di cibi alleggeriti di alcuni ingredienti è veramente ampia. Al supermercato si trovano sempre di più non solo versioni light di yogurt e succhi, ma anche di gelati, dessert, biscotti, snack, formaggi, burro e tanti altri ancora.

Riduzione di Grassi, Zuccheri e Calorie

Gli alimenti light sono alimenti tradizionali che hanno subito una variazione nella composizione chimica, allo scopo di ridurre l’apporto di grassi, calorie e zuccheri.

  • Ridotto contenuto di grasso: Per diminuire il contenuto di grassi si utilizzano miscugli a maggior contenuto di acqua anziché grasso, per esempio margarina semigrassa costituita per il 40-60% da grasso vegetale e per il 60-40% da acqua o surrogati del grasso che hanno un gusto cremoso.
  • Ridotto contenuto di zucchero: Lo zucchero è sostituito da dolcificanti chimici privi quasi completamente di valore calorico come il ciclamato (E952), la saccarina (E954), l’aspartame (E951).

Esempi di Alimenti Light

A volte il concetto di alimento LIGHT può confondere il consumatore. La birra light, per esempio, è una birra analcolica o leggera (grado alcolico volumetrico inferiore al 3,5% ). Eventualmente, potremmo considerare un prodotto light la ricotta, perché povera di lattosio e prodotta con il siero (residuo della lavorazione del latte, a basso contenuto di grasso).

In ogni caso, per definizione di legge, il formaggio magro deve avere una quantità di grasso inferiore al 20%; ecco quindi che il concetto di alimento light è regolato da standard imposti dalla legge. Allo stesso modo, lo yogurt magro deve avere un contenuto lipidico pari o inferiore all'1%, mentre nelle margarine leggere a basso tenore in grassi tale percentuale deve aggirarsi intorno ai 40 - 42 punti percentuale. Similmente, la disposizione di legge consente la produzione di burro light a ridotto tenore di grasso, con il 39-41% di lipidi.

Tali esempi ci fanno capire come il concetto di light sia sempre relativo al prodotto considerato (nel burro light ritroviamo quote particolarmente significative di grassi, di conseguenza anche il potere calorico - seppur dimezzato rispetto al tradizionale - rimane elevato).

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Considerazioni Importanti

Spesso considerati una panacea dell’eccesso di peso, il consumo di prodotti "light" non garantisce una diminuzione di peso alla lunga poiché la sensazione di sazietà non dura a lungo (si aumenta il rischio di divorare una razione doppia di prodotti "light"). Inoltre un altro svantaggio, nella versione light, è che il consumatore spesso paga ingredienti che costano poco. Per esempio, nella maionese light è tolto in parte l’olio e sostituito con acqua.

In un buon numero di alimenti la diminuzione dell’apporto calorico è ottenuta sostituendo il saccarosio (zucchero bianco e di canna) con dolcificanti di sintesi. In questo modo l’apporto calorico è abbassato ma, se si eccede nell’uso, si rischia di assumere dosi giornaliere troppo alte di dolcificante, non prive di controindicazioni. Tutti i dolcificanti chimici in commercio sono stati approvati dal Ministero della Salute che ha fissato, sostanza per sostanza, la dose giornaliera da non superare.

Alimenti Dietetici

Sono considerati dietetici i prodotti che presentano particolari proprietà dietetiche, fisiologiche o patologiche particolari. Il termine dietetico in etichetta è facoltativo e non ha alcuna relazione qualitativa con l’alimento, né con il suo valore energetico.

La normativa esclude dall’ambito dei prodotti dietetici tutti quei prodotti semplicemente addizionati o “reintegrati” di certe vitamine/minerali oppure fibre, salvo quelli che possono dimostrare di essere adatti per raggiungere un certo obiettivo nutrizionale specifico.

Altri Tipi di Alimenti

Oltre agli alimenti light e dietetici, esistono altre categorie di alimenti con caratteristiche specifiche:

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  • Alimenti fortificati, arricchiti, supplementati: La fortificazione è un processo tecnologico attraverso cui nutrienti non energetici o molecole bioregolatrici (sali minerali e/o vitamine) vengono aggiunti agli alimenti tradizionali. "Fortificare" un alimento significa renderlo più nutriente, senza modificarne il contenuto energetico.
  • Alimenti funzionali: Sono alimenti caratterizzati da effetti addizionali dovuti alla presenza di componenti che interagiscono più o meno selettivamente con una o più funzioni fisiologiche dell’organismo.
  • Alimenti OGM: Un organismo vivente si definisce geneticamente modificato quando una parte del materiale genetico di cui è composto viene modificata stabilmente mediante l’inserimento di porzioni di DNA provenienti da altri organismi.
  • Novel food: Con le nuove regole Ue, dopo l’autorizzazione dell’EFSA (European Food Safety Authority) che ne garantisce la sicurezza, possiamo consumare cibi e ingredienti innovativi, compresi i coloranti, o prodotti con nuove tecnologie (es. nanotecnologie) e anche alimenti tradizionalmente consumati al di fuori dell’UE come insetti, funghi e alghe.
  • Alimenti di gamma: Gli alimenti di gamma costituiscono una serie di prodotti che si differenziano in base ai trattamenti subiti ai fini della loro conservazione. Vengono classificati in alimenti di I, II, III, IV, V gamma.
  • Alimenti integrali: In genere per alimenti integrali si intendono i prodotti da forno a base di farina integrale. Il valore nutritivo degli alimenti integrali risulta differente rispetto a quelli raffinati.
  • Alimenti biologici: In pratica l’agricoltura biologica è un metodo produttivo che esclude i prodotti chimici di sintesi, pratica la rotazione agraria e pone un’elevata attenzione alla salvaguardia dei sistemi e dei cicli naturali delle piante e degli animali.

Alimenti Biologici: Un Approfondimento

La definizione “BIOLOGICO” si applica a quei prodotti ottenuti con sistemi di coltivazione, preparazione e allevamento che escludano l’utilizzo di sostanze chimiche aggressive (fertilizzanti, antiparassitari, diserbanti) sia nella concimazione sia nella difesa da parassiti ed erbe infestanti durante la crescita delle piante.Le produzioni agricole non conformi a questo regime di controllo non possono essere considerate biologiche. Un uso non appropriato di questa dicitura è da considerarsi una truffa al consumatore, punibile per legge. Lo stesso discorso vale per indicazioni ingannevoli come “naturale”, “senza pesticidi”, ecc.

Oltre ai prodotti tradizionali fanno parte della categoria biologica una serie di derrate di nuova concezione. Vi sono preparazioni come tofu, Seitan, mochi e tempeh che costituiscono alimenti ricchi di proteine vegetali. Possono sostituire, con buoni risultati, le pietanze di origine animale, apportando una quantità bassa di calorie.

Esempi di prodotti vegetariani includono tofu, seitan, mochi e miso.

Qualità degli Alimenti

Una buona spesa consente di realizzare buoni piatti, mentre alimenti scadenti e mal conservati non potranno essere trasformati in pietanze apprezzabili. La qualità deve essere intesa come l’attitudine di un prodotto a soddisfare le esigenze dei consumatori.

Un alimento può essere considerato di buona qualità nutrizionale quando garantisce un apporto nutrizionale adeguato, sia quantitativamente, sia qualitativamente. Da un punto di vista quantitativo, un alimento deve contenere tutti i propri componenti chimici (una lunga o errata conservazione può impoverire l’apporto nutrizionale dell’alimento). Rispetto alla qualità nutrizionale è necessario considerare i principi nutritivi contenuti negli alimenti che costituiscono un piatto, in modo da fornire al consumatore un apporto nutrizionale equilibrato.

Nella scelta di un alimento il ristoratore deve saper valutare il sapore, l’odore, la consistenza, il colore, la forma. La valutazione di questi requisiti è anche condizionata da fattori relativi al costo, alle caratteristiche della confezione, alla facilità di lavorazione, alla conservazione, alla facilità di reperimento.

avvenga a scapito della qualità: spesso il prezzo elevato di un prodotto sta ad indicare che possiede qualità alimentari elevate.

Tabella Comparativa: Alimenti Light vs. Alimenti Tradizionali

Caratteristica Alimenti Light Alimenti Tradizionali
Valore Energetico Ridotto di almeno 30% Standard
Contenuto di Grassi Inferiore Superiore
Contenuto di Zuccheri Inferiore (spesso sostituiti con dolcificanti) Superiore
Additivi Spesso presenti per mantenere sapore e consistenza Meno frequenti
Costo Generalmente più alto Generalmente più basso

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