Dimagrimento negli Anziani: Cause, Rischi e Rimedi

La perdita di peso, soprattutto nelle persone anziane, può rappresentare una sfida complessa e spesso incompresa. Non sempre, infatti, si tratta di un obiettivo salutare o intenzionale: talvolta, una riduzione del peso corporeo nasconde problematiche di salute più profonde, che meritano attenzione e un intervento mirato. A partire dai 50 anni, la statura e il peso della persona tendono progressivamente a diminuire. Queste evoluzioni fisiologiche, nel loro insieme, costituiscono un preludio a un peggioramento delle prestazioni fisiche e dello stato di salute.

È frequente che le persone anziane registrino un calo ponderale involontario, che può derivare anche da una diminuzione dell’appetito. Poiché la predita di peso potrebbe essere un segnale d’allarme per problemi di salute potenzialmente gravi, il consulto del medico costituisce sempre una buona soluzione. In particolare, il dimagrimento deve destare sospetti se riguarda almeno 5 kg, senza apparente motivo, o se supera il 5% del peso corporeo in 6-12 mesi.

Perché si Dimagrisce Senza Volerlo?

Quando una persona sta dimagrendo senza motivo, cioè senza fare nulla per volerlo, anzi apparentemente mangiando come prima, si spaventa. In realtà perdere del peso senza motivo apparente non è sempre segno di malattia. Anche un periodo di forte stress, la depressione e forte ansia, possono indurre un dimagrimento improvviso. Tuttavia, può essere bene fare degli accertamenti.

Clinicamente si approfondisce quando il dimagrimento (calo ponderale) involontario è superiore a 4-5 chilogrammi o, in persone più magre, al 5% del peso corporeo in pochi mesi, e se alla perdita di peso si associano altri sintomi.

Cause del Dimagrimento Involontario negli Anziani

Sono diversi i fattori che possono provocare una perdita di peso repentina e involontaria nell’anziano. Le cause alla base di un calo ponderale involontario possono essere molteplici e di diversa natura: come anticipato, un dimagrimento eccessivo può nascondere qualcosa di più grave e non è detto che sia necessariamente legato a una diminuzione dell’appetito, come saremmo portati a pensare in un primo momento.

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  • Patologie Psicologiche: Le patologie psicologiche come il morbo di Alzheimer e le altre forme di demenza possono causare una perdita di peso involontaria. Anche la depressione, così come può portare a un aumento dell’assunzione di cibo, può causare anche una diminuzione dell’appetito.
  • Scarsa Mobilità: Oltre alle malattie sopra menzionate, la scarsa mobilità può contribuire alla perdita di peso involontaria negli anziani. La mancanza di movimento può portare alla perdita di massa muscolare, mentre la diminuzione della forza e dell’autonomia può limitare la capacità di preparare il cibo o fare la spesa autonomamente.
  • Effetti Collaterali dei Farmaci: Intervengono poi alcuni problemi legati all’assunzione di farmaci, i cui effetti collaterali possono ridurre l’appetito e il desiderio di mangiare, causare secchezza alla mucose e problemi di deglutizione.
  • Isolamento Sociale: L’isolamento sociale e la solitudine sono fattori primari e importanti che possono portare a una vera e propria mancanza di interesse nel cibo. Non solo, essere soli può tradursi in una difficoltà pratica nel fare la spesa o a cucinare.
  • Patologie Croniche: Altre cause includono patologie croniche, come il diabete, che può alterare il metabolismo, o malattie come l’ipertiroidismo, che accelerano il consumo energetico. In alcuni casi, la perdita di peso può anche essere il risultato di un trattamento farmacologico prolungato o di malattie oncologiche, che influenzano direttamente l’equilibrio nutrizionale.
  • Problemi di Deglutizione: Un’altra causa spesso sottovalutata è la presbifagia ossia la difficoltà a deglutire che si riscontra frequentemente nelle persone della terza età.

Da non sottovalutare sono proprio alcune patologie, come la demenza o l’Alzheimer, che possono avere un forte impatto sulle abitudini alimentari delle persone. Non vanno sottovalutati anche i fattori sociali legati all’isolamento.

Malnutrizione negli Anziani

La malnutrizione nell’anziano è una condizione piuttosto diffusa, che ha un impatto significativo sulla salute e sulla qualità della vita e che può causare complicanze molto serie. “La malnutrizione consiste in uno stato di alterazione funzionale, strutturale e di sviluppo dell’organismo dovuto a uno squilibrio tra il fabbisogno, l’assunzione e l’utilizzo dei nutrienti. Nella malnutrizione, il bilancio tra apporto e richiesta di nutrienti può essere alterato sia in eccesso che in difetto. La malnutrizione per eccesso, chiarisce il Ministero della Salute, si verifica quando le calorie assunte superano il fabbisogno energetico della persona e porta a sovrappeso e obesità.

“L’invecchiamento - spiega la dottoressa Astolfi - determina numerose modifiche funzionali che possono comportare un ridotto introito alimentare, con conseguenze come carenze nutrizionali e stati di grave malnutrizione. La malnutrizione ha conseguenze molto gravi sulla salute e sulla qualità della vita degli anziani.

Segnali di Malnutrizione

Sono diversi i segnali che possono essere la spia di uno stato di malnutrizione nell’anziano: è importante che il caregiver presti attenzione ai campanelli d’allarme per individuare questa condizione e segnalarla subito al medico curante per un intervento tempestivo. L’esame obiettivo è finalizzato soprattutto a valutare lo stato di nutrizione dei muscoli e del tessuto adiposo e il livello di integrità e di idratazione della cute e delle mucose.

La misurazione di peso e altezza permette di calcolare il BMI (Body Mass Index), ovvero l’indice di massa corporea, che è un importante indicatore dello stato nutrizionale. “In genere - spiega la dottoressa Astolfi - un BMI compreso tra 19 e 24 segnala una condizione di normopeso. Quando il BMI è tra 18 e 18,9 si è in presenza di una malnutrizione lieve; se è tra 16 e 17,9 si tratta di una malnutrizione moderata, mentre un BMI inferiore a 16 indica che il paziente è gravemente malnutrito”.

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Trattamento della Malnutrizione

Trattare la malnutrizione è fondamentale per migliorare lo stato di salute dell’anziano e ridurre il rischio di complicanze. “In assenza di patologie - conferma l’intervistata - è importante garantire un’assunzione adeguata di proteine, vitamine e minerali tramite alimenti di alta qualità e integratori, se necessario. Inoltre, è essenziale evitare cibi raffinati e ricchi di grassi e zuccheri, e promuovere una dieta equilibrata, composta principalmente da cibi freschi e non processati.

Uno stato di malnutrizione molto severo, che richiede un monitoraggio costante delle condizioni del paziente e il ricovero in terapia intensiva, rende necessario il trattamento ospedaliero. “Può accadere - spiega l’infermiera - se l’anziano mostra una grave perdita di peso o una riduzione significativa della massa muscolare, se presenta una carenza di nutrienti critici come proteine, vitamine e minerali o un sistema immunitario compromesso. La malnutrizione può anche causare complicanze, come l’anemia, l’insufficienza cardiaca e la disfunzione renale, che richiedono cure specialistiche e interventi medici urgenti.

Come Affrontare il Dimagrimento negli Anziani

Innanzitutto, è importantissimo individuare le cause del dimagrimento, in modo tale da poter intervenire su quelle. Può rendersi necessario un intervento psicologico o farmacologico; altre volte può bastare riequilibrare la dieta e svolgere un’attività fisica adeguata. In alcuni casi, un dimagrimento involontario può essere semplicemente causato dall’apporto calorico inadeguato della dieta: può essere quindi sufficiente rivolgersi a un nutrizionista per adattare l’alimentazione allo scopo di ridurre la perdita di peso e somministrare supplementi nutrizionali da assumere tra un pasto e l’altro.

Più complesso se le cause sono psico-sociali: in questo caso, la prima cosa da fare è fornire il proprio supporto alla persona e farla sentire meno sola. Come detto, la solitudine è uno dei maggiori problemi, per questo è fondamentale cercare di essere il più possibile partecipi nella sua vita, magari facendogli compagnia nel momento del pasto, il che permette anche di monitorare l’assunzione di cibo.

Prevenzione del Dimagrimento Involontario

Oltre a intervenire nel modo più opportuno in caso di malnutrizione, è fondamentale prevenire questa problematica per proteggere la salute degli anziani, soprattutto se fragili. Prevenire la perdita di peso involontaria richiede un approccio globale e consapevole che integri una dieta equilibrata, attività fisica regolare e un monitoraggio continuo del proprio stato di salute. A livello alimentare, è fondamentale assicurarsi che ogni pasto sia ricco di nutrienti essenziali, come proteine, vitamine e minerali, che aiutano a mantenere la massa muscolare e le funzioni corporee ottimali.

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Anche l’esercizio fisico gioca un ruolo chiave: attività semplici come camminare, praticare yoga o esercizi di rafforzamento muscolare non solo migliorano il metabolismo, ma stimolano anche l’appetito e contribuiscono al benessere psicofisico. promuovere uno stile di vita attivo e salutare, che preveda una regolare attività fisica, un sonno adeguato e l’eliminazione di cattive abitudini come il fumo e l’abuso di alcol.

Consigli Utili

  • Seguire un’alimentazione varia, di tipo mediterraneo
  • Rispettare la stagionalità di frutta e verdura
  • Limitare il sale aggiunto e i prodotti industriali che ne contengono molto.
  • fare una moderata attività fisica tutti i giorni
  • trovare occasioni d’incontro con altre persone
  • seguire i consiglio di un nutrizionista
  • abituarsi a curare il proprio aspetto anche in casa

Quando Preoccuparsi?

Naturalmente non tutta la perdita di peso è motivo di preoccupazione, ma è fondamentale saper distinguere tra una variazione fisiologica e un campanello d’allarme che richiede approfondimenti. Se una persona perde oltre il 5% del peso corporeo nell’arco di un mese senza alcuna motivazione apparente, è senza dubbio il momento di consultare un medico. Un altro aspetto critico si traduce nella presenza di sintomi associati, come un calo dell’appetito, difficoltà digestive o dolori persistenti, che spesso vengono trascurati pensando siano normali conseguenze dell’invecchiamento. Per questo motivo è sempre bene porre una lente di ingrandimento sui sintomi della perdita di peso.

Il Ruolo dell'Ormone della Sazietà

Stando a una recente ricerca condotta dall'Università di Plymouth e pubblicata sulla rivista Appetite la causa del dimagrimento degli anziani sarebbe da ricercare anche nella maggiore produzione dell'ormone Peptide YY, noto anche come ormone della sazietà. Il confronto con i risultati ha rivelato che le donne con età superiore agli 80 anni producevano quantitativi maggiori dell'ormone della sazietà mentre i livelli dell'ormone della fame restavano pressoché uguali.

Una delle cause del dimagrimento degli anziani, quindi, potrebbe essere legata proprio a una maggiore produzione dell'ormone della sazietà, quello cioè responsabile del senso di pienezza al termine dei pasti. Grazie a questa nuova scoperta probabilmente in futuro sarà possibile affrontare meglio questa comune condizione fisica tipica di moltissimi anziani.

Monitorare il peso con regolarità e adottare abitudini di vita equilibrate sono i primi passi per mantenere la salute sotto controllo. Attenzione ai segnali che il nostro corpo ci fornisce. La perdita di peso improvvisa, accompagnata da una stanchezza persistente, può infatti sembrare una condizione transitoria, legata allo stress o a un cambiamento nello stile di vita. Questo accade perché il corpo, in assenza di un adeguato apporto calorico o per via di difficoltà metaboliche, inizia a consumare le proprie riserve di grasso e muscoli, riducendo la forza e il benessere generale.

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