Dimagrire Mangiando McDonald's: Realtà o Mito?

Ognuno di noi ha un’immagine differente del fast food. Generalmente, viene associato a cibi grassi, poco salutari, e sicuramente non adatti a chi desidera perdere peso. Ma è davvero così? Se ti dicessi che si può tranquillamente dimagrire mangiando al fast food mi crederesti?

Altro che pasto poco sano e che fa ingrassare: dimagrire mangiando solo cibo del McDonald's è possibile, basta selezionare bene ciò che si consuma.

Esperimenti e Testimonianze

Un insegnante di scienza obeso dell'Iowa, John Cisna, ha infatti condotto un interessante esperimento su se stesso, con la collaborazione dei suoi studenti. Cisna ha lasciato che i suoi studenti di scienza gli disegnassero il menù da seguire ed ha filmato pranzi, cene, progressi.

E' possibile mangiare da McDonald’s tutti i giorni e grazie a questo dimagrire e anche diminuire il tasso di colesterolo? A molti sembrerà una cosa impossibile, ma questi sono i risultati ottenuti da un uomo, John Cisna.

Cisna, professore di scienze dello Iowa (Mississipi), con l’aiuto dei suoi studenti, e si è lanciato in questa, ovvero mettersi a dieta, per perdere peso, mangiando per tre mesi esclusivamente da McDonald’s a colazione, pranzo e cena.

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L’esperimento ha avuto un notevole successo e, alla fine dei 90 giorni, Cisna pesava 17kg in meno e il suo livello di colesterolo è sceso da 249 a 170.

Ma il risultato più soddisfacente per l'uomo è stato l'effetto della 'dieta' sul colesterolo: il suo colesterolo globale è passato da 249 a 170, e quello 'cattivo' è sceso del 34%.

Il professore si è posto un limite di 2.000 calorie al giorno e, con l’aiuto delle informazioni alimentari disponibili sul sito di McDonald’s, si è costruito i suoi menu giornalieri mangiando i Big Mac, I McRoyale, i Sundae e i gelati.

Per tutti i 90 giorni Cisna ha fatto regolare esercizio fisico, camminando per almeno tre quarti d’ora al giorno.

Il professore ha infine spiegato lo scopo dell’esperimento:”La morale non è che bisogna mangiare più spesso da McDonald’s. La morale è che bisogna stare attenti a cosa si mangia, e all’esercizio fisico. Il punto è che sono scelte. Tutti abbiamo scelte.

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Sono le nostre scelte che ci fanno diventare grassi, non McDonald’s».

Anche il presidente e amministratore delegato di McDonald’s, Don Thompson, ha deciso di mettersi a dieta. Per farlo però non è andato da un dietologo, ma si è recato tutti i giorni a mangiare nella catena di cui è il capo. Lo scopo è stato duplice, da una parte provare a dimagrire mangiando sano da McDonald’s, monumento del fast food, dall’altro cercare di invogliare gli americani a scegliere tra le opzioni più sane del menù.

Durante una conferenza con alcuni investitori Don Thompson ha spiegato che per quei dieci chili erano dovuti proprio al cibo della catena.

Super Size Me vs. Fat Head: Due Visioni a Confronto

Se pensi al fast food, probabilmente ti viene in mente il film SuperSize Me del 2004. Nel film, il regista Morgan Spurlock mangia McDonald’s per 30 giorni consecutivi, ingrassando 11 kg.

Immagino che la maggior parte di voi abbia visto il documentario SuperSize Me.

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Il regista statunitense Morgan Spurlock, morto giovedì a 53 anni per le complicazioni legate a un tumore, è ricordato soprattutto per il suo documentario d’esordio Super Size Me, che uscì nel 2004 e ottenne un notevole successo, contribuendo a far diffondere una maggiore consapevolezza sull’alimentazione nei fast-food, ma favorendo anche qualche pregiudizio e stereotipo sulle abitudini alimentari statunitensi.

McDonald’s si difese sostenendo che non esistessero prove in grado di dimostrare una relazione tra il consumo dei loro prodotti e l’aumento dei casi di obesità negli Stati Uniti. Spurlock decise quindi di sottoporsi in prima persona a un esperimento: per un mese mangiò solo da McDonald’s.

Scelse anche di darsi alcune regole, come per esempio l’obbligo di consumare tre pasti al giorno (colazione, pranzo e cena), di scegliere un menù “Super Size” (il più abbondante fra quelli a disposizione) ogni volta che gli veniva proposto e di fare al massimo 5mila passi al giorno, come la media dei cittadini statunitensi del tempo.

Spurlock dichiarò in seguito che, nel periodo della prova, assunse una media di 5mila calorie giornaliere, circa il doppio del fabbisogno di un uomo adulto, e che a causa della sua alimentazione ebbe sintomi come sbalzi d’umore e disfunzioni erettili.

Il documentario ebbe un grande successo, incassò più di 11 milioni di dollari e fu accolto molto favorevolmente dal pubblico.

Ma, c’è un altro lato della medaglia. Nel 2009, esce un altro documentario meno noto, “Fat Head”.

Nel 2009 uscì poi un altro documentario, sicuramente meno conosciuto, dal titolo “Fat Head”.

In Fat Head, documentario che prova a smontare l’esperimento di Super Size Me, uscito nel 2009 e diretto dal giornalista Tom Naughton, viene sottolineato per esempio come, durante l’intera durata dell’esperimento, Spurlock non avesse mai mostrato un diario con un calcolo attendibile delle calorie assunte nel corso della giornata.

Lo stesso Naughton provò a farsi consegnare da Spurlock dei documenti che attestassero quante calorie avesse effettivamente assunto in quei giorni, ma senza ricevere una risposta.

Altri lo reputarono semplicemente un documentario poco utile. Per esempio avrebbe potuto approfondire un argomento di interesse pubblico che nel documentario viene soltanto accennato, ossia quello dei menù delle mense di molte scuole americane, che propongono spesso pasti poco bilanciati e salutari.

Invece, secondo Davis, Spurlock avrebbe scelto di seguire intenzionalmente un approccio scandalistico e poco informativo, incentrando il documentario su qualcosa che sanno tutti, ossia che il junk food è dannoso per la salute.

Il Concetto di Bilancio Calorico

Quindi, com’è possibile? In SuperSize Me, Spurlock accetta sempre l’offerta di “super-size” il suo pasto, ovvero di aumentare la dimensione del piatto. In contrasto, in Fat Head, Naughton consuma circa 2000 kcal al giorno, che è più o meno il fabbisogno calorico giornaliero di un uomo medio.

Questi due documentari ci portano a un punto importante: la differenza tra “cibo sporco” e “cibo pulito” non è rilevante se l’obiettivo è solamente quello di perdere peso.

Il concetto di bilancio calorico è semplice: se consumi più calorie di quelle che bruci, ingrassi. Se consumi meno calorie di quelle che bruci, dimagrisci.

Considerazioni Aggiuntive

Però, c’è di più da considerare oltre le calorie. Il cibo da fast food generalmente ha un contenuto nutritivo molto basso rispetto agli alimenti integrali e naturali.

Un altro punto da considerare è la dipendenza dal fast food. I cibi grassi e zuccherati possono creare dipendenza, e il fast food ne è ricco.

L’approccio migliore è probabilmente un mix tra i due estremi. Non è necessario evitare completamente il fast food, ma neanche pensare di dimagrire mangiando solo al fast food.

Thompson ha anche osservato che, tristemente, non vede come possa crescere il numero di vendite di insalate nel prossimo futuro, se non si continua con questa promozione di cibi sani e con la lotta all’obesità. Ha anche proclamato che l’azienda non si arrenderà e continuerà a mettere in menù frutta e verdura. Ma il “dollar menù”, le proposte di menù a un dollaro, sono troppo allettanti per i ceti bassi.

Conclusioni Parziali

Si, volendo si può dimagrire anche mangiando solo McDonald tutti i giorni se il nostro introito calorico resta inferiore rispetto al dispendio totale.

Se volete dimagrire non sarò certo io a suggerirvi di mangiare McDonald o junk food tutti i giorni. Tuttavia è preferibile non assumere, come accade di frequente, una visione troppo estrema, tipica del black and white thinking, o tutto bianco o tutto nero.

Gli alimenti industriali, processati, compreso il junk food sono facilmente reperibili, portatili e spesso l’occasione per un momento sociale con familiari ed amici.

In conclusione, sì, è possibile dimagrire mangiando junk food. Ho visto ragazzi perdere peso con cibo spazzatura e ragazzi perdere peso seguendo la dieta alla lettera. Ma, come per tutto, è importante farlo con moderazione e bilancio.

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