È sempre più diffusa l’abitudine di consumare cibi senza glutine, anche se non si è celiaci e non ci sono necessità terapeutiche, nella convinzione che siano più sani, che aiutino a dimagrire o a mangiare più sano. Ma è davvero così?
Cos'è il glutine e perché è diventato un argomento così dibattuto?
Il glutine è diventato uno degli argomenti più dibattuti nell’ambito dell’alimentazione moderna. Da un lato, milioni di persone lo consumano regolarmente senza problemi; dall’altro, sempre più persone lo accusano di essere un nemico silenzioso per la salute, responsabile di infiammazione, gonfiore e disturbi intestinali. Ma cosa c’è di vero?
Il glutine è una proteina presente in cereali come frumento, orzo e segale. È responsabile della elasticità dell’impasto e della consistenza dei prodotti da forno. In sostanza, il glutine conferisce al pane la sua morbidezza e permette alla pasta di mantenere la cottura.
Il glutine: amico o nemico?
Il glutine può rappresentare un problema significativo. Ecco alcuni punti chiave:
- Celiachia: Una malattia autoimmune in cui il glutine provoca una reazione del sistema immunitario che danneggia l’intestino tenue.
- Infiammazione sistemica: Il Dr. T. Colin Campbell, autore di The China Study, suggerisce che il glutine possa contribuire a uno stato infiammatorio cronico, anche in individui che non soffrono di celiachia.
Dieta senza glutine: quando è necessaria?
Quando si soffre di celiachia o sensibilità al glutine l’unica terapia consiste nell’eliminazione del glutine stesso dalla dieta, poiché quando viene ingerito va a danneggiare i villi della mucosa intestinale portando a sintomi anche gravi: malassorbimento dei nutrienti, perdita di peso, sintomi gastrointestinali. Ci sono altri casi, oltre alla celiachia, in cui invece è necessario assumere cibi senza glutine? Sì. Abbiamo parlato prima della sensibilità al glutine, o gluten sensitivity, in cui si manifestano gli stessi sintomi della celiachia ma in assenza di diagnosi. È una condizione documentata dalle evidenze scientifiche. Può avere senso inoltre se si soffre di colon irritabile e si segue una dieta low-Fodmap. I Fodmap sono sostanze che tengono a fermentare nell’organismo e possono causare gonfiore e disturbi gastrointestinali.
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Benefici di un’alimentazione senza glutine per i celiaci
Come abbiamo visto sopra, un’alimentazione senza glutine è fondamentale per chi è intollerante, vediamo tutti i vantaggi:
- Normalizzazione dei valori degli anticorpi
- Rigenerazione della mucosa dell’intestino tenue
- Metabolizzazione e assimilazione delle sostanze nutritive
- Compensazione della perdita di peso
- Miglioramento dello stato di salute generale
- Qualità di vita migliorata
Discorso differente per chi ha solo una sensibilità al glutine, in questo caso si potrebbe semplicemente ridurre l’assunzione di cibi con il glutine per un periodo determinato, naturalmente sotto la supervisione del proprio medico specialista. Per loro i vantaggi dell’eliminazione, anche temporanea, del glutine dalla dieta potrebbero essere: riduzione del gonfiore addominale, riduzione del mal di testa, maggiore concentrazione, miglioramento generale dello stato di salute.
La dieta senza glutine fa dimagrire?
“Si pensa ‘non so cosa eliminare, elimino il glutine così dimagrisco, mi sgonfio o comunque mangio più sano’, ma in realtà non è così. Il glutine è semplicemente una proteina, composta dall'unione di altre due proteine, la gliadina e la glutenina, presente in alcuni cereali. È utile nella panificazione, perché dà elasticità e resistenza all’impasto. Eliminare una singola proteina non fa dimagrire, soprattutto se nei prodotti senza glutine viene sostituita con grassi e addensanti Inoltre, viene vista come responsabile dell’infiammazione dell’organismo, ma non è così. Il glutine, come sostanza proteica di origine vegetale, può tranquillamente rientrare in una dieta sana. Eliminare una singola proteina non fa dimagrire, soprattutto se nei prodotti senza glutine viene sostituita con grassi e addensanti.
La dieta senza glutine non fa dimagrire, ma non fa nemmeno ingrassare. A sfatare entrambi i miti ci ha pensato l’Associazione italiana celiachia che, nel corso di un convegno tenutosi a Genova il 3 novembre 2017, ha presentato i risultati di uno studio che ha confrontato le caratteristiche nutrizionali di 600 tra prodotti convenzionali e analoghi senza glutine.
Confronto nutrizionale: prodotti con glutine vs prodotti senza glutine
Con lo studio dell’Aic, invece, si conferma che i prodotti senza glutine sono del tutto paragonabili a quelli convenzionali per caratteristiche nutrizionali. Per arrivare a questo risultato, sono stati selezionati 349 prodotti e 235 analoghi senza glutine, scelti tra le marche più diffuse. Le categorie di alimenti incluse nello studio comprendevano pane e sostituiti, biscotti e merendine, pasta e mix di farine. Le differenze nutrizionali rilevate tra senza glutine e convenzionale non sono significative.
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Anche la questione della carenza di proteine va ridimensionata. I prodotti senza glutine sono veramente meno proteici dei loro analoghi convenzionali, ma il fabbisogno quotidiano di proteine viene comunque soddisfatto dalle principali fonti di questi nutrienti (carne, pesce, uova, latte e latticini, legumi).
Confronto tra due biscotti frollini con crema alla vaniglia Galbusera senza glutine (a sinistra) e con glutine (a destra): il prodotto gluten free è più calorico, ha più zuccheri e ha meno fibre e proteine.
“La forza dell’indagine - dichiara Susanna Neuhold, responsabile dello studio - sta soprattutto nei numeri: abbiamo analizzato poco meno di 600 prodotti, i risultati sono perciò solidi e devono tranquillizzare i pazienti. I cibi senza glutine possono comporre una dieta sana ed equilibrata, non mettono a rischio la salute generale per colpa di un apporto inadeguato di nutrienti poco salutari”. Insomma, per quanto riguarda i prodotti industriali, tra gluten-free e convenzionale le differenze nutrizionali sono veramente poche e facilmente compensabili all’interno di una dieta equilibrata.
Effetti degli alimenti senza glutine sui soggetti sani
Ma quali sono i possibili effetti di una dieta senza glutine sulle persone NON celiache? Se chiari e visibili sono i miglioramenti connessi alla rimozione del glutine dalla dieta di pazienti soggetti a celiachia, ancora poco chiari sono invece gli effetti degli alimenti per celiaci sulla popolazione sana. Secondo le ricerche effettuate fino ad ora, un’alimentazione priva di glutine sembrerebbe:
- Migliorare la situazione di gonfiore addominale, un problema frequente nei soggetti che soffrono di irritazione intestinale;
- Diminuire, negli individui predisposti, il rischio di allergie e di sindromi collegate ad esse;
- Migliorare la digestione, riducendone complessivamente i tempi.
Dieta celiaca e performance sportive
Ancora meno evidenti sono le migliorie conseguenti all’assunzione di alimenti per celiachia in ambito sportivo. Se da una parte, alcuni atleti descrivono come migliorate la propria concentrazione e la resa energetica, sottolineando un upgrade complessivo della performance, dall’altra tali affermazioni sembrano essere in contrasto con gli attuali studi scientifici. Questi ultimi, infatti, sottolineano si un minor rischio di anafilassi causato dall’attività fisica ma nessun beneficio sulle prestazioni dei soggetti non affetti da intolleranza al glutine.
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Il mercato dei prodotti senza glutine
A questo si aggiunge la crescita del mercato dei prodotti gluten free. Certo, un numero maggiore di consumatori favorisce l’abbassamento dei prezzi e la diffusione dei prodotti ma allo stesso tempo mette i celiaci diagnosticati in competizione con persone sane per le quali i prodotti non sono necessari. Insomma, il fenomeno va affrontato responsabilmente, cercando di stare lontano dagli estremismi e dai tanti punti scientific...