Innanzitutto, occorre precisare che la diverticolosi non è di per sé una patologia, ma un’alterazione anatomica e, per fortuna, la maggior parte delle persone che presenta questa condizione non ha sintomi.
Si usa definirla una “patologia dell’anziano” poiché, a partire dai quarant’anni, aumenta progressivamente con l’età.
Diverticoli: Cosa Sono?
I diverticoli sono piccole estroflessioni (come una bolla) nella parete del colon che si gonfiano verso l’esterno attraverso punti di minor resistenza nella stessa parete muscolare.
La malattia viene chiamata diverticolosi ed è presente nel 10% circa degli adulti quasi sempre in modo silente e subdolo.
I diverticoli duodenali sono delle estroflessioni sacciformi, ovvero delle “sacche” che si presentano nel duodeno, ovvero la prima porzione di intestino tenue. Asintomatici nel 90% dei casi.
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Diverticoli: erniazione di mucosa e sottomucosa attraverso la parete muscolare
Solitamente situata in vicinanza delle "tenie", dove i vasi retti penetrano nella parete colica, indebolendola. Non superano la sierosa (diverticoli).
Diverticoli: Diverticolosi vs Diverticolite
Come abbiamo detto prima, la diverticolosi implica la presenza di diverticoli, ma è asintomatica. Invece, si ha una malattia diverticolare quando si presentano dei sintomi che procurano disturbi al paziente.
La diverticolite è una vera infiammazione dei diverticoli e il paziente lamenta un dolore molto forte.
La diverticolosi interessa circa il 90% dei pazienti che presentano diverticoli duodenali ed è una condizione del tutto asintomatica poiché i diverticoli non sono infiammati. In questo caso la patologia viene diagnosticata accidentalmente durante un esame radiologico oppure endoscopico.
Se i diverticoli si infiammano la diverticolosi evolve in diverticolite.
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Diagnosi della Malattia Diverticolare
Sono rari i casi in cui è necessario rivolgersi al pronto soccorso.
La colonscopia virtuale, invece, non è altro che una TAC dell’addome in cui avviene una ricostruzione tridimensionale dell’intestino.
Dieta per la Malattia Diverticolare
La dieta per la malattia diverticolare varia, a seconda dello stato di malattia.
Una dieta appropriata può anche prevenire o ritardare la formazione dei diverticoli, anche se, spesso, questa avviene per una predisposizione ereditaria, genetico-costituzionale.
Ricordo che i diverticoli sono sacchette, che il viscere forma verso l’esterno, cioè verso la cavità peritoneale, e queste sacchette si formano nei luoghi di minore resistenza alla pressione, che sono i punti d’ingresso dei vasi arteriosi, venosi e linfatici.
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La dieta può contribuire a rendere le feci più morbide, scorrevoli e idratate, e, in tal modo, ridurre la pressione interna al viscere, che porta alla formazione della tasca diverticolare.
Fatta questa doverosa premessa, occorre fare un distinguo tra quella che può essere una dieta consigliabile nella fase della presenza diverticolare, non complicata da aspetti flogistici o infettivi, e quella da prescrivere nei casi di diverticolite.
Dieta per diverticolosi
Chi ha la diverticolosi non deve fare terapie ripetute. In caso di diverticolosi è sufficiente una dieta ricca di fibre.
Aumentare l’apporto di fibra nella dieta che dovrebbe ammontare a circa 30-40 grammi giornalieri. Per rispettare questa dose è possibile ricorrere a delle bustine di crusca e di altre fibre a base di psyllium, glucomannano, inulina anche associati ai fermenti lattici.
Obiettivo della dieta, quando i diverticoli non sono infiammati (fase di quiescenza), è la corretta funzionalità intestinale.
Preferire alimenti ricchi di fibre, accompagnandoli ad un'abbondante assunzione di liquidi (acqua non gassata). Se necessario, integrare la propria dieta con supplementi dietetici a base di fibre (psillio, crusca...).
Dieta per diverticolite
Chi invece è soggetto a malattia diverticolare dovrebbe seguire una dieta a base di fibre oltre all’uso di antibiotici, particolarmente quelli a rilascio intestinale. Essi sono anche utilizzati nella cura della sindrome del colon irritabile.
Se, invece, sopraggiunge una malattia diverticolare bisogna ricorrere ad antibiotici a rilascio intestinale, antinfiammatori e fermenti lattici.
Durante la fase infiammatoria, in presenza di diverticolite, le raccomandazioni dietetiche cambiano.
In alcuni casi si rende necessario il ricovero, mettendo a riposo l’intestino, alimentando il Paziente per via parenterale (con le flebo).
A domicilio, prediligere una dieta liquida o semiliquida, a tenore ridotto in fibra.
Queste diete, povere in fibra e scorie, vanno seguite sotto controllo e per periodi di tempo limitati.
Pertanto, in caso di diverticolite o malattia diverticolare complicata, con sintomi sub-occlusivi, dolore e febbre, è opportuno consultare il proprio Medico e valutare un ricovero, per “mettere a completo riposo” l’intestino, con digiuno assoluto o una dieta assolutamente liquida e chiara, con nutrizione enterale o parenterale.
Il primo intervento è quello di mettere il paziente a dieta liquida; in un secondo momento gli si somministrano degli antibiotici. In genere per circa 7/15 giorni, anche se dipende da come si risolvono i sintomi e, soprattutto, se ci sono state complicanze.
Nella fase acuta della malattia si rende invece necessaria una terapia antibiotica sistemica. Infatti andare ad agire anche all'esterno in modo da combattere le infiammazioni della parete intestinale esterna (peridiverticolite).
Raccomandazioni Dietetiche Generali
Diverticolosi
- Assumere un’adeguata quantità di fibre morbide, tipo Psyllio (circa 30-40 grammi/die).
- Idratarsi a sufficienza (bere acqua a piccoli sorsi, preferibilmente a stomaco vuoto, almeno 1,5 litri al dì).
- Ridurre i grassi, soprattutto di origine animale, le bevande e gli alimenti ricchi di zuccheri.
- Cucinare senza grassi aggiunti. Preferire metodi di cottura come vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, padella antiaderente; evitare la frittura e i bolliti di carne.
- E’ possibile consumare integratori alimentari a base di fibra in polvere (Psyllio).
Diverticolite
- Durante la fase infiammatoria, in presenza di diverticolite, le raccomandazioni dietetiche cambiano.
- In alcuni casi si rende necessario il ricovero, mettendo a riposo l’intestino, alimentando il Paziente per via parenterale (con le flebo).
- A domicilio, prediligere una dieta liquida o semiliquida, a tenore ridotto in fibra.
- Queste diete, povere in fibra e scorie, vanno seguite sotto controllo e per periodi di tempo limitati.
Consigli Dietetici per Diverticolosi o Malattia Diverticolare Non Complicata
A seguire, uno schema di alimenti non consentiti, consentiti con moderazione, consentiti e consigliati nel caso della malattia diverticolare, sintomatica o non sintomatica, ma non complicata.
Alimenti Non Consentiti
- Legumi, oppure assumerli passati o centrifugati per eliminare le bucce.
- Verdure con fibre molto dure e filamentose (finocchi, carciofi, fagiolini, asparagi, ecc.). Se si desidera assumerli, andrebbero consumati sminuzzati o centrifugati o cotti e passati al setaccio.
- Bevande che irritano la parete intestinale come alcolici e superalcoolici, ma anche tè e caffè e altre sostanze nervine.
- Spezie piccanti (come pepe e peperoncino), curry.
- Cacao.
- Insaccati, salame, salsicce, mortadella.
- Alimenti che possono provocare meteorismo, come bevande gassate, frappè, panna montata, maionese, chewing-gum.
- Dopo un episodio infiammatorio (diverticolite), può verificarsi un’intolleranza al lattosio. In questi casi è opportuno eliminare anche i cibi contenenti lattosio (latte e latticini) che potranno essere reintrodotti gradualmente dopo alcune settimane dalla remissione dei sintomi:
- Latte.
- Burro.
- Formaggi freschi.
- Affettati e insaccati contenenti lattosio (come il prosciutto cotto e i wurstel).
- Prodotti da forno contenenti lattosio (biscotti, merendine, torte…).
Alimenti Consentiti con Moderazione
- Tè deteinato o caffè decaffeinato.
- Latte o latticini a basso tenore in lattosio, quali lo yogurt e alcuni formaggi, oppure, per non rinunciare agli importanti nutrienti del latte, consumare Grana Padano, che non contiene lattosio.
Alimenti Consentiti e Consigliati
- Acqua, almeno 1,5-2 Litri di liquidi al giorno (preferibilmente acqua oligominerale naturale, ma anche consumando brodo o tisane).
- Verdura, almeno una porzione a pranzo o cena, cruda o cotta. Per la scelta del tipo di verdura, valutare la tollerabilità individuale, tuttavia, poiché è importante anche la capacità delle verdure di trattenere acqua per aumentare il volume delle feci, sono molto utili lattuga, radicchio, sedano e carote cotti, zucchine e cipolle (ricche di inulina), carote e patate lessate. Bene anche i centrifugati di verdura.
- Per la frutta preferire mele (contenenti pectina), arance, pere, banane (ricche di inulina).
- Alternare i cereali raffinati (pane, pasta, riso…) con gli analoghi integrali.
- Patate.
Consigli Comportamentali
- Praticare regolarmente attività fisica (camminare almeno 20-30 minuti al giorno e fare ginnastica). L’attività fisica aiuta a mantenere tonici i muscoli della parete addominale, migliora la motilità intestinale e riduce il ristagno di feci nei diverticoli. In caso di necessità, aiutarsi con l’aggiunta di Polietilenglicoli (consultare prima il Medico).
- Sia in caso di semplice diverticolosi, sia in presenza di diverticoli infiammati è importante correggere fattori di rischio come il fumo.
- Evitare o abolire fattori di rischio, come il fumo.
Consigli Pratici
- Per incrementare l’apporto di fibre e di acqua, al pasto serale è bene abituarsi a consumare anche minestroni e passati di verdure (possibilmente frullati o passati).
- L’aumento del consumo di fibra (frutta, verdura, alimenti integrali) può determinare un temporaneo aumento del meteorismo. Tale effetto è destinato a scomparire nel giro di qualche settimana.
- Il meteorismo indotto dal consumo di fibra si può ridurre con le seguenti strategie:
- Aumentare gradualmente l’introduzione di fibra (limitando cavolfiori e broccoli).
- Aumentare contemporaneamente il consumo di acqua.
- Incrementare l’attività fisica.
Ricette Consigliate
- Pasta di mais, nocciole e agrumi.
- Riso integrale mantecato con succo di barbabietola e Parmigiano.
- Risotto al radicchio trevigiano.
- Straccetti di manzo con insalate cotte.
- Minestrone invernale con gramigna.
- Passato di porri e patate.
- Involtini di sogliola all’arancia.
- Zucchine alle noci.
- Branzino al sale in salsa di rosmarino.
- Farfalle al pesto e faraona.
- Vellutata di porri e patate (consentita).
Alimenti da Evitare e da Limitare
Tra gli alimenti da limitare o evitare, in quanto, di solito, peggiorano i sintomi della malattia infiammatoria cronica intestinale, abbiamo:
- alcolici e superalcolici + bibite gassate + cacao e cioccolato
- caffè, tè, Coca Cola e bevande contenenti caffeina (si può invece consumare il caffè decaffeinato e il tè deteinato) + carni grasse
- curry, noce moscata, pepe, peperoncino + formaggi fermentati e grassi + fritture + insaccati
- lardo, strutto + pasticceria elaborata + spezie.
È opportuno limitare inoltre il consumo di verdure e alimenti ricchi di fibre, soprattutto nella malattia di Crohn:
- asparagi, barbabietola, cavolfiore, cavolo, cipolla, fagioli, pomodori, porro, rabarbaro, spinaci
- frutta (se ne deve fare un uso moderato, preferendo gli agrumi e le banane; ci si ricordi poi che la frutta deve essere sbucciata; unica eccezione è l’ananas, preferibilmente assunto come succo: la bromelina in esso contenuto ha effetto anti-infiammatorio)
- latte e latticini (eliminarli o moderarne drasticamente il consumo)
- pane fresco integrale e nopesci grassi, crostacei e molluschi e uova.
Cibi Consentiti
Tra gli alimenti consigliati ricordiamo:
- avena, orzo (con moderazione nel morbo di Crohn, ma vietati in quello di tipo stenosante) + carni bianche o rosse magre, preferibilmente cucinate tramite cottura ai ferri o cottura al vapore
- formaggi a pasta cotta, cioè quelli in cui la temperatura di cottura è superiore a quella di formazione della cagliata, mentre quelli a pasta cruda non subiscono nessun trattamento termico
- pane tostato, cracker, fette biscottate, grissini
- pesci magri lessi + prosciutto sgrassato (sia crudo che cotto)
- verdure a foglia morbida nelle fasi quiescenti di malattia: carote, insalata (lattuga morbida, gallinella), zucchine lesse (con moderazione nel Crohn)
- yogurt magro e alimenti probiotici in genere (quando non vi sia intolleranza al lattosio).
Conclusioni
La preferenza va poi a piatti semplici e non elaborati; da evitare grassi in eccesso e fritture.
Può essere utile bere un po’ più del normale, per compensare episodi diarroici. I liquidi introdotti non devono essere né troppo caldi né troppo freddi.
Si ricorda inoltre di evitare eccessi alimentari e si consiglia di consumare piccoli pasti, ripartendoli nel corso della giornata. È importante masticare i cibi lentamente e accuratamente, perché ciò favorisce il processo digestivo.
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