DNP: Rischi e Benefici di un Pericoloso "Farmaco" Dimagrante

Perdere peso è un obiettivo comune, ma la ricerca di soluzioni rapide può portare a scelte pericolose. Purtroppo, spesso e volentieri c’è chi vuole accelerare questo processo di perdita di peso e ottenere risultati strabilianti in pochissime settimane. Spesso, infatti, ci sono pillole ‘vendute’ per dimagrire ma che hanno un effetto deleterio sul corpo di una persona. E a distanza di qualche anno si torna a parlare di una sostanza killer presente in questi ‘farmaci’.

Una di queste è il dinitrofenolo (DNP), una sostanza chimica pericolosa che è stata commercializzata illegalmente come aiuto per la perdita di peso.

Cos'è il DNP?

Basta una semplice ricerca online per rendersi conto che questa sostanza tutto è, tranne che un farmaco. Le prime tracce del dinitrofenolo risalgono agli anni ’30: utilizzato come miscela per preparare la polvere da sparo. Successivamente sono divenute note le sue proprietà insetticide: da qui l’impiego, comunque sporadico, nei campi agricoli. Invece, dopo alcuni esperimenti condotti a metà del secolo scorso, alcuni ricercatori inglesi si resero conto che il dinitrofenolo induceva l’organismo a intaccare le riserve energetiche. In linea estremamente teorica, dunque, sembrava che agisse come dimagrante.

La Food Standard Agency, l’agenzia governativa inglese che si occupa della sicurezza e dell’igiene degli alimenti, non ha perso tempo: dopo gli ultimi due decessi sospetti, ha lanciato l’allarme. «Il dinitrofenolo è una sostanza non idonea ed estremamente pericolosa per la salute umana». Questo, in sintesi, l’ammonimento che l’agenzia ha veicolato attraverso il proprio sito.

Rischi per la Salute

«Nulla, però, che consenta di liberalizzarne l’utilizzo come medicinale - afferma Carlo Nebbia, ordinario di farmacologia e tossicologia veterinaria all’Università di Torino -. Il dinitrofenolo agisce sui mitocondri, favorendo un aumento dell’energia sintetizzata. Questa, però, invece di accumularsi nelle cellule, viene dispersa sotto forma di calore». Da qui l’ipertermia, il primo effetto collaterale dovuto all’uso della sostanza: spesso accompagnato da nausea, vomito, agitazione, pelle arrossata, vertigini, mal di testa e battito cardiaco irregolare. Il dinitrofenolo può anche portare alla morte.

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Ed è proprio in una nota diffusa dal Dipartimento di Sanità del New South Wales che vengono specificati gli effetti del Dnp. Questo farmaco, infatti, previene l’immagazzinamento di energia come grasso, diffondendola invece come calore, facendo così aumentare la temperatura corporea e danneggiando di conseguenza le cellule degli organi come reni e cervello.

«Nell’uomo il consumo di venti milligrammi di dinitrofenolo per chilo di peso corporeo, assunto per via orale, inalatoria o cutanea, può essere fatale - spiega Simona Pichini, primo ricercatore del dipartimento di farmacodipendenza, tossicodipendenza e doping dell’Istituto Superiore di Sanità -. Stiamo parlando di una sostanza che, poiché risulta venduta come fertilizzante, non richiede alcuna autorizzazione da parte dell’Aifa.

Secondo il ministero della Salute, la dose letale del DNP (2,4 - Dinitrophenol) è molto bassa, pari a 1000-3000 mg (circa 4-10 compresse). La sostanza inoltre da luogo ad accumulo nell’organismo. Non esistono antidoti ed è impossibile salvare la vita del paziente dopo intossicazione con una dose letale.

Da una revisione della letteratura internazionale, emergono 62 casi di morte riconducibili all’assunzione del potente insetticida. Se diversi di questi decessi sono riconducibili a casi di suicidio, gli ultimi quattro, registrati in Gran Bretagna nell’ultimo anno e mezzo, potrebbero essere spiegati con un uso improprio della sostanza. Le vittime erano adolescenti o maggiorenni che avevano un obiettivo comune: valorizzare il proprio aspetto fisico. Ecco perché le tracce di dinitrofenolo ritrovate nei loro corpi hanno destato sospetti.

Avvertimenti

“Vi è un mito secondo cui se usato in piccole dosi è sicuro, ma il Dnp è una sostanza estremamente tossica”, queste le parole della tossicologa clinica Kylie McArdie del Poisons Information Centre di Sydney. “Non esistono antidoti e anche con le migliori cure mediche le persone possono morire se usano prodotti che lo contengono”, ha concluso.

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Ci sono stati ripetuti avvertimenti, per esempio in Gran Bretagna dalla NHS e dalla Food Standard Agency, contro l’uso di questo farmaco per la perdita di peso.

Storia del DNP

La storia del Dnp è tutto eccetto che recente. Già verso gli anni trenta del Novecento vennero individuati gli effetti collaterali del farmaco, in uno studio pubblicato sull’American Journal of Public Health nel 1934 condotto da Maurice L. Tainter, Windsor C. Cutting e A. B. Stockton assieme ai ‘benefici’ del medicinale (in grado di far perdere quasi 1,5 kg di peso a settimana) venivano evidenziati i rischi di una prolungata ed eccessiva stimolazione del metabolismo provocata dal DNB. Nel 1938, in seguito ad alcuni decessi il DNP fu classificato come estremamente pericoloso e non adatto al consumo umano.

Non per molto però, nel 1960 venne scoperto che l’esercito russo era solito prescrivere il DNP per tenere alta la temperatura corporea dei soldati e consentire loro di resistere al freddo. Nel 1980 Nicholas Bachynsky inventò una cura dimagrante a base di dinitrofenolo che lo rese milionario. Ancora una volta le autorità (in questo caso la FDA) imposero di cessare la somministrazione.

Status Legale

In Italia, come in molti altri paesi Europei, è illegale vendere DNP come prodotto per la perdita di peso, ed è vietato per il consumo umano.

Alternative Sicure per la Perdita di Peso

La realtà, però, è ben diversa: dimagrire è possibile solo e soltanto con una dieta e della sana attività fisica. Ci sono le operazioni per ‘togliere il grasso’ come la liposuzione. Ma è sconsigliato farsi abbindolare da facili pubblicità o non professionisti del settore che possono arrivare a proporre ‘integratori’ infallibili.

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Finalmente una buona notizia per chi soffre di diabete e ipertensione, ma ama la buona tavola: le diete drastiche non sono il rimedio giusto per restare in salute. Tenendo d’occhio zucchero e sale, si può mangiare tutto, o quasi, con qualche trucco in cucina e scegliendo bene gli ingredienti. «Insieme al colesterolo alto, diabete e ipertensione sono le principali patologie che possono mettere in pericolo cuore e arterie», spiega il professor Roberto Ferrari, ordinario di Cardiologia presso l’Università di Ferrara. «Per prevenirle o combatterle, non dobbiamo rinunciare al gusto della buona cucina, ma adottare alcuni piccoli accorgimenti tecnici che non tolgono nulla al sapore dei nostri piatti».

Consigli utili

  • Colazione ricca di cereali: È bene innanzitutto fare una colazione ricca di cereali.
  • Alimenti integrali: Per i pasti principali sono da preferire gli alimenti integrali in genere, la pasta e il pane.
  • Verdura: Non far mancare mai dalla tavola due porzioni di verdura al giorno (specialmente quella a foglia verde).
  • Condimento: Un piccolo aiuto viene anche dal condimento: limone o agrumi aiutano ad assorbire con più facilità il ferro di origine vegetale.
  • Legumi: Non dimentichiamo poi i legumi, di cui si consiglia una porzione almeno tre volte la settimana.

Secondo uno studio di Oliver Genschow e Leonie Reutner, ricercatori dell’Università di Basilea (Svizzera), per mangiare di meno bisogna portare il rosso in tavola: riduce la fame del 44%. Può sembrare un dettaglio, ma fa la differenza nel moderare le calorie che assumiamo ogni giorno. Invece, quando cibo e colore del piatto sono simili, mangiamo fino al 20% di più.

La caratteristica fondamentale di un corretto programma nutrizionale è la presenza di alimenti multicolore: l’umore cambia, si mangia più volentieri e l’alimentazione corretta non è più vista come una privazione, ma come la scoperta di piatti nuovi e appetitosi. Le gradazioni cromatiche fondamentali sono cinque: rosso, giallo-arancio, verde, blu-viola e bianco, una tavolozza di salute e bontà che colora frutta e verdura. L’Organizzazione mondiale della Sanità ne prescrive 5 porzioni al giorno e variare resta sempre fondamentale.

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