Ciclamato di Sodio: Proprietà, Rischi e Alternative

Sostituire lo zucchero non sempre è vantaggioso. Viviamo in una società sempre più “light”. Bevande, gomme da masticare, yogurt e altri alimenti ipocalorici proliferano sui banchi dei supermercati e spesso anche nelle dispense di chi vuole perdere qualche chilo. Nella maggior parte di questi prodotti lo zucchero è sostituito con dolcificanti (edulcoranti) ipocalorici sui quali si fa spesso molta confusione, soprattutto per quanto riguarda i pro e i contro.

Tipi di Dolcificanti

Innanzitutto occorre fare una distinzione poiché esistono fondamentalmente due tipi di dolcificanti: quelli di derivazione naturale e quelli artificiali o sintetici.

Dolcificanti Naturali

I cosiddetti polialcoli, come sorbitolo, xilitolo e mannitolo (presenti nella frutta o in altre parti delle piante) sono meno calorici del normale zucchero da cucina (saccarosio), fornendo 2,4 calorie al grammo contro le 4 del saccarosio e hanno un potere dolcificante simile. Per questo sono utilizzati in un numero sempre maggiore di alimenti ipocalorici. Inoltre non favoriscono lo sviluppo della carie. In particolare lo xilitolo, che proprio per questo troviamo spesso in prodotti per la salute dei denti e nei chewing-gum.

Un discorso a parte va fatto per il fruttosio. Infatti ha un potere dolcificantie più elevato del saccarosio, ma fornisce esattamente le stesse calorie, pertanto non consente un grosso risparmio energetico. Sebbene i polialcoli siano di origine naturale e consentano un risparmio di calorie, un loro uso eccessivo ha effetti lassativi.

Dolcificanti Artificiali

Assolutamente acariogeni e dotati di un forte potere dolcificante (da 30 a 500 volte quello del saccarosio) oggi sono diffusissimi nell’industria “diet” perché alle dosi utilizzate risultano praticamente privi di calorie. In questi ultimi anni si sono moltiplicati gli studi sulla possibile tossicità di tali sostanze. In particolare è stato recentemente oggetto di controversie l’aspartame, che ha potere dolcificante di 200 volte superiore a quello dello zucchero e che quindi è molto usato nei prodotti dietetici. In Italia è stato al centro di due recenti ricerche dell’Istituto Ramazzini di Bologna che, con i loro risultati ottenuti su animali da laboratorio, hanno riacceso le polemiche. Sono stati infatti evidenziati possibili legami con un aumentato rischio di tumori e di danni alla salute, specie nei bambini.

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Discorso analogo va fatto per altri dolcificanti artificiali che sono stati molto studiati e discussi in passato e poi sono stati scagionati. È il caso per esempio della saccarina (DGA 2,5 mg/kg peso corporeo/die) e del ciclamato di sodio (DGA 11 mg/kg peso corporeo/die). Al di là dei possibili dubbi, ci sono comunque alcune certezze: questi dolcificanti non vanno somministrati ai bambini sotto ai tre anni e non devono essere utilizzati in gravidanza. Gli esperti consigliano l’utilizzo degli edulcoloranti artificiali soltanto alle persone con problemi di obesità o affette da diabete. Chi è in modesto sovrappeso dovrebbe farne al massimo un uso saltuario e limitato nel tempo.

“Il consumo dei sostituti dello zucchero, pur se ormai entrato nell’uso corrente, non è affatto indispensabile, neppure nei casi in cui si seguano regimi ipocalorici per la riduzione del peso.

Ciclamato di Sodio (E952): Cos'è?

Quando leggiamo la lista degli ingredienti di un alimento spesso troviamo delle sigle strane che non conosciamo. Queste contrassegnano gli additivi chimici, sostanze che vengono aggiunti ai cibi per assolvere diverse funzioni. Tra gli additivi più conosciuti abbiamo gli edulcoranti, che servono, come dice il nome, a dolcificare il cibo, magari rendendolo meno calorico. Il Ciclamato di Sodio E952 (o semplicemente Ciclamato E952) è uno degli edulcoranti più noti e utilizzati nell’industria alimentare, la cui sicurezza per la salute è ancora oggetto di studi controversi. Scopriamo insieme cos’è il ciclamato E952, a cosa serve e gli eventuali rischi che può portare al nostro organismo.

L’edulcorante E952 è una polverina bianca sintetizzata in laboratorio e derivata dalla lavorazione dei sali di sodio dell’acido ciclamico. Questi hanno proprietà elettrolitiche, quindi riescono a legarsi bene dal punto di vista chimico con gli ingredienti di un prodotto alimentare.

Il Ciclamato E952 fu scoperto per la prima volta nel 1937 da Michael Sveda, ricercatore dell’università dell’Illinois che lo creò per caso e vide che la sostanza aveva un gusto dolce. Il brevetto fu poi affidato ai laboratori Abbott, che per anni ne furono gli unici produttori. Successivamente fu poi prodotto anche da altre compagnie, fino alla fine degli anni’70, quando negli Stati Uniti ne fu bandito l’uso a causa della sua presunta pericolosità per la salute. Ad oggi il paese che produce più Ciclamato E952 è la Cina; in Europa viene ancora prodotto in molti paesi, anche se il suo utilizzo è regolamentato da norme.

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Questo additivo serve a dolcificare cibi e bevande, oppure per modificare il sapore troppo amaro di alcuni medicinali. Il vantaggio dell’utilizzo del Ciclamato E952 è che ha un potere dolcificante circa 30 volte superiore al comune saccarosio, ma molto meno calorico. Inoltre il ciclamato ha un gusto dolce abbastanza persistente, che non tende a diventare amarognolo ad alte concentrazioni come capita con altri dolcificanti. Di solito viene utilizzato in combinazione alla saccarina all’interno di alimenti e bevande. Si è visto infatti che l’utilizzo dei due dolcificanti insieme è in grado di dare ai cibi un sapore più pieno, evitando qualunque tipo di retrogusto.

Generalmente il ciclamato di sodio è contenuto in tutti quegli alimenti denominati “senza zucchero”, che sono quindi indicati per chi vuole poche calorie ma senza rinunciare al gusto. Questo dolcificante trova inoltre impiego in tutti quei prodotti senza zucchero che fanno parte dell’industria dolciaria, come ad esempio biscotti e prodotti da forno, marmellate e gelatine.

Rischi e Controversie

Non esistono ancora prove certe sulla dannosità degli edulcoranti e in particolare del ciclamato di sodio. Alla fine degli anni ’70 tuttavia, alcuni studi condotti negli Stati Uniti hanno notato una correlazione tra questa sostanza e l’insorgere del cancro alla vescica, motivo per cui da quel momento il suo utilizzo è stato proibito. Si pensa infatti che la flora batterica del colon intestinale possa trasformare il ciclamato in una sostanza detta “cicloesilammina”, altamente tossica per il nostro organismo. Oltre a questo sembra l’E952 possa dare anche dei problemi a livello cardiovascolare e possa far alzare i livelli di glicemia, favorendo l’insorgere del diabete. Naturalmente si tratta solo di ipotesi, e nulla è stato ancora confermato.

Tuttavia, per tutte queste ragioni in Europa il suo utilizzo è ancora consentito, ma è stata abbassata molto la soglia di sicurezza, che al momento è di 7mg/kg (equivalente più o meno un litro di bevanda senza zucchero). Posto che non esistono delle prove certe sugli eventuali rischi del Ciclamato E952, la regola resta sempre la stessa, ossia di avere una dieta varia e sana, cercando di evitare il più possibile quegli alimenti che contengono edulcoranti.

L'uso di ciclamato di sodio è consentito in 50 paesi, Italia compresa, anche se con alcune limitazioni. Il ciclamato viene generalmente utilizzato in associazione con altri dolcificanti quali l’ aspartame, la saccarina e l’ acesulfame k ma può essere anche usato come agente aromatizzante. In particolare, quando utilizzato insieme alla saccarina, il potere edulcorante di entrambi viene potenziato: è stato, infatti, osservato il 10-20% di aumento del loro potere dolcificante.

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Dose Giornaliera Ammissibile (DGA)

Ogni dolcificante ha una dose giornaliera ammissibile (DGA) che è una garanzia di sicurezza perché rappresenta la quantità di edulcorante ipocalorico che una persona può consumare ogni giorno per tutta la vita senza rischi per la salute. Ma i recenti studi sulla salubrità di queste sostanze pongono comunque notevoli spunti di riflessione riguardo all’uso sempre più frequente di queste sostanze. Non è possibile controllare se un individuo fa un consumo che resta entro la DGA e l’unica cosa veramente giusta è informare il consumatore e renderlo consapevole di ciò che assume.

Alternative e Raccomandazioni

Dolcificanti o edulcoranti sono sempre più diffusi e utilizzati nell’alimentazione moderna, non solo da coloro che soffrono di disturbi del metabolismo (diabete, obesità, dislipidemia, ecc.) ma anche da coloro i quali vogliono ridurre l’apporto calorico di bevande e cibi altrimenti ricchi di zucchero. La comunità scientifica si interroga sui potenziali effetti negativi sulla salute che queste sostanze chimiche possano avere. I risultati degli studi non permettono risposte certe ma sono molti gli studiosi che chiedono con urgenza una rivalutazione e una nuova regolamentazione delle attuali posizioni delle agenzie internazionali di controllo.

Tabella Comparativa dei Dolcificanti

Dolcificante Energetici Intensivi
Zuccheri Saccarosio Aspartame
Polioli Sorbitolo Acesulfame K
Altri zuccheri Fruttosio Ciclamato
Mannitolo Saccarina
Xilitolo

Le agenzie di controllo come la Food and Drug Administration (FDA) e l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sono attualmente dell’opinione che i dolcificanti siano sicuri per la salute umana, ad eccezione del ciclamato da parte della FDA ma negli ultimi 20-30 anni si sono fatti numerosi studi di tossicità e cancerogenicità della saccarina, dell’acesulfame K, dell’aspartame e degli altri dolcificanti artificiali con risultati contraddittori.

Gli autori dello studio concludono che i dati da loro riportati siano importanti e possano dare nuovi spunti per aiutare l’EFSA europea e le altre Agenzie sanitarie a livello globale a valutare rischi e benefici degli edulcoranti artificiali.

Recenti studi mostrano come gli edulcoranti artificiali possano alterare la glicemia, la tolleranza al glucosio e la popolazione dei batteri intestinali (microbiota) con una maggiore crescita di quelle specie che causano obesità e sindrome metabolica e una riduzione dei batteri “amici”. Si osserva una riduzione dei Lattobacilli e un aumento delle specie Enterobacteroides e Clostridium.

Inoltre ci sono evidenze su come queste sostanze - se consumate in dosi abituali eccessive, superiori alle dosi raccomandate - possano indurre danni al DNA e possano essere cancerogene.

Sebbene molti di questi studi non siano definitivi e non tutti siano stati effettuati sull’uomo e quelli epidemiologici presenti sono studi di coorte (cioè studi non sperimentali ma solo osservazionali), la cosa importante che può fare il consumatore è innanzitutto non esagerare con il consumo di tali sostanze; leggere sempre le etichette alimentari per scoprire quando si introducono introduce dolcificanti senza averne la consapevolezza; inoltre, tenere a mente l’effetto sommatoria che si rischia di avere usando diversi alimenti e - infine - essere attenti a non farne un uso cronico. Se si mantiene uno stile di vita sano, anche per il benessere del microbiota intestinale, è molto probabile che i potenziali effetti negativi dei dolcificanti artificiali vengano compensati dai molteplici effetti pro-salute dello stile di vita corretto.

In un altro studio condotto alla Sorbona di Parigi, pubblicato nel marzo 2022, i ricercatori hanno studiato una casistica di 103.388 adulti francesi, dei quali il 37,1% aveva dichiarato di consumare edulcoranti artificiali. Lo studio ha previsto un periodo di follow-up medio di ben nove anni, alla fine dei quali, l’assunzione di dolcificanti artificiali è risultata correlata a un aumento del 9% del rischio di eventi cardiovascolari o cerebrovascolari, tra cui infarto del miocardio, sindrome coronarica acuta, angioplastica, angina, ictus o attacco ischemico transitorio. L’assunzione media di dolcificanti artificiali era di 42,46 mg/die, che corrisponde a circa un singolo pacchetto di dolcificante da tavola o 100 ml di bevanda gassata dietetica. Ulteriori analisi più approfondite sono necessarie.

Un recente studio pubblicato il 6 giugno 2024 sull’European Heart Journal è giunto a conclusioni preoccupanti riguardo allo xilitolo, un comune dolcificante a basso contenuto calorico. La ricerca ha rivelato una significativa correlazione tra i livelli plasmatici di xilitolo e l’aumento del rischio di eventi cardiovascolari maggiori (MACE) nell’arco di tre anni. Lo xilitolo, spesso utilizzato come sostituto dello zucchero in molti prodotti alimentari e per l’igiene orale, è comunemente raccomandato per i pazienti con malattie cardio-metaboliche. Tuttavia, questo studio suggerisce che il consumo abituale di xilitolo potrebbe avere effetti negativi sul sistema cardiovascolare, contrariamente a quanto si riteneva in precedenza.

Gli autori riconoscono alcune limitazioni del proprio studio, tra cui l’assenza di dati dietetici dettagliati e la mancanza di misurazioni ripetute dei livelli di xilitolo. Inoltre, la validità dei risultati è confinata a soggetti con elevati fattori di rischio cardiovascolare, sollevando dubbi sulla possibilità di estendere le conclusioni a una popolazione più ampia.

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