I dolcificanti sono prodotti edulcoranti con un gusto dolce utilizzati per sostituire gli zuccheri, come saccarosio (lo zucchero da tavola), miele e fruttosio. Si utilizzano perché hanno poche o zero calorie, pertanto aiutano a mantenere il peso forma o sono coadiuvanti nelle diete dimagranti. Nella maggior parte dei casi, con le dovute eccezioni, i dolcificanti non hanno alcun valore nutritivo e non apportano energia, ma possono avere un impatto negativo sulla salute poiché influiscono sul metabolismo e sulla produzione di insulina.
Esistono due macrocategorie di dolcificanti: naturali e artificiali.
Dolcificanti Naturali
I dolcificanti naturali sono sostanze utilizzate per infondere un sapore dolce a cibi, bevande o altri prodotti destinati all’uso orale, come collutori o farmaci. Un dolcificante è naturale quando si trova naturalmente in alcuni alimenti, come il fruttosio e il lattosio, o quando viene estratto da piante e utilizzato senza essere sottoposto a un processo di raffinazione.
Ecco alcuni esempi di dolcificanti naturali:
- Zucchero di canna integrale: Non è sottoposto a alcun processo chimico durante la sua produzione ed è ricco di vitamine e sali minerali.
- Miele: Meno calorico dello zucchero, con proprietà antiossidanti e depurative.
- Stevia: Estratto dalla pianta Stevia Rebaudiana, è ipocalorico e non altera la glicemia, rendendola adatta ai diabetici.
- Melassa: Deriva dallo zucchero di canna e dalla barbabietola, ricca di vitamine e minerali.
- Sorbitolo: Si trova naturalmente in alghe e frutti, con un potere dolcificante inferiore allo zucchero e proprietà benefiche per l'igiene orale.
- Malto d’orzo: Ottenuto dalla lavorazione dell'orzo, ha un sapore meno intenso dello zucchero ed è ricco di maltosio e sali minerali.
- Sciroppo di riso e sciroppo di mais: Dolcificanti naturali al 100%, contenenti solo il cereale utilizzato e ricchi di minerali.
- Zucchero di cocco: Estratto dai fiori della palma da cocco, ricco di potassio e zinco, con basso indice glicemico.
- Sciroppo d’agave: Estratto dall'omonima pianta grassa, con elevata presenza di fruttosio e basso indice glicemico.
- Xilitolo di betulla: Estratto da fibre di corteccia di betulla e faggio, con meno calorie e senza interferenze con i livelli di zucchero nel sangue.
- Eritritolo: Ottenuto da processi di fermentazione, non innalza i livelli di zucchero nel sangue né quelli dell’insulina.
- Cannella: Spezia dall’aroma dolce, utile per ridurre i livelli di zucchero nel sangue, i trigliceridi e il colesterolo totale.
Benefici dei Dolcificanti Naturali
I dolcificanti naturali apportano numerosi benefici all’organismo:
Leggi anche: Edulcoranti: un'alternativa salutare?
- Basso apporto calorico, ideale per diete light.
- Adatti per soggetti diabetici.
- Alternativa naturale allo zucchero raffinato.
- Apporto di vitamine e sali minerali.
Dolcificanti Artificiali
Un edulcorante, al contrario, è artificiale se viene raffinato in laboratorio. I dolcificanti artificiali sono composti realizzati in laboratorio, spesso a partire da zuccheri o altre sostanze di origine naturale come alcune erbe.
Tra i principali dolcificanti artificiali troviamo:
- Aspartame (E951): Possiede un potere addolcente che supera di 200 volte quello dello zucchero.
- Saccarina (E954): Il suo potere addolcente supera di gran lunga quello di zucchero e miele, addirittura di 500 volte!
- Acesulfame K (E950): Non viene metabolizzato dal corpo e si elimina con le urine.
- Sucralosio (E955): Un derivato del saccarosio 600 volte più dolce di questo al netto di zero calorie, anche se spesso viene mescolato ad altri dolcificanti che contengono calorie.
Aspartame: Un Approfondimento
L’aspartame è un dipeptide costituito da due aminoacidi (una molecola di acido aspartico ed una di alanina) sotto forma di estere metilico. È caratterizzato da un potere dolcificante da 120 a 200 volte superiore a quello dello zucchero comune e non provoca carie. Nell’organismo l’aspartame viene scisso nei due aminoacidi costitutivi, reperibili nella quasi totalità delle proteine naturali sia di origine vegetale che di origine animale; questi ultimi, metabolizzati dall’organismo, forniscono circa 4 Kcal per grammo.
L’aspartame è chimicamente stabile fino a 200° ed è pertanto inadatto alla preparazione di prodotti alimentari da sottoporre a temperature elevate (ad esempio cottura in forno). Fin dal 1985 l’aspartame è stato classificato negli USA come “sicuro e non associato ad effetti negativi di rilievo sulla salute nel soggetto sano”. I dubbi sollevati alcuni anni addietro a proposito della possibile carcinogenicità di questa sostanza non hanno trovato riscontri.
Un lavoro del 2005 condotto da alcuni ricercatori italiani dell’Istituto Ramazzini di Bologna, ha riproposto il tema della possibile pericolosità dell’aspartame. Secondo i risultati dello studio, l’aspartame a dosi elevate aumenterebbe il rischio di leucemie/linfomi nei ratti femmina. I dati dello studio, tuttavia, non permettono di trarre conclusioni definitive. Innanzitutto perché la frequenza di queste patologie osservata negli animali trattati ricade nell’ambito di quelle osservate nelle serie storiche degli animali di controllo: il caso, insomma, potrebbe aver giocato un ruolo assai più importante dell’aspartame.
Leggi anche: Dolcificanti Naturali: Pro e Contro
Un nuovo set di studi, condotto dal National Toxicology Program e pubblicato nel marzo del 2006, ha dimostrato che l’assunzione di aspartame non aumenta l’incidenza di tumori nei topi. L’indagine ha coinvolto tre gruppi di 15 femmine e 15 maschi di topi, sottoposti, rispettivamente, a tre diverse modificazioni genetiche volte a ad aumentarne la propensione a sviluppare tumori. Agli animali sono state somministrate, nel corso di 9 mesi, dosi di aspartame, comprese tra le 3125 e le 50000 ppm, altamente superiori a quelle mediamente consumate dall’uomo. I risultati dello studio hanno evidenziato la stessa incidenza di crescite tissutali anomale (neoplasmi e papillomi) sia nei gruppi di studio, sia in quello di controllo. La DGA dell’aspartame, a conferma della sicurezza di questa sostanza, è stata innalzata alcuni anni fa dalla FDA a 50 mg/Kg.
Saccarina: Un Dolce con Storia
La saccarina possiede un potere dolcificante da 300 a 500 volte superiore rispetto allo zucchero comune. Non è metabolizzata nell’organismo ed è quindi acalorica, non provoca carie ed è stabile ad alta temperatura. È tuttora il dolcificante più utilizzato su base mondiale, anche se il suo uso è in declino.
Nel 1977 alcuni dati sperimentali mostrarono che il prodotto, a dosi molto elevate, induceva un aumento nell’incidenza del cancro alla vescica nel ratto. Tali dati sono stati variamente criticati per motivi di carattere metodologico (soprattutto per le dosi impiegate, estremamente elevate). Nel nostro Paese la DGA della saccarina è fissata in 2,5 mg/Kg di peso corporeo (pari a circa 180 mg/die in un adulto di peso medio).
Acesulfame K: Un Dolcificante Acalorico
L’acesulfame è un dolcificante sintetico circa 200 volte più potente del saccarosio. Non è metabolizzato dall’organismo ed è pertanto acalorico. La DGA dell’acesulfame è fissata attualmente, nel nostro Paese, a 9 mg/Kg di peso.
Polioli
Appartengono a questa categoria il sorbitolo, il maltitolo, l’isomaltitolo, lo xilitolo, il mannitolo,l’isomaltulosio. Si tratta di dolcificanti ottenuti per idrogenazione di carboidrati semplici o complessi. Sono caratterizzati da un potere calorico e dolcificante inferiore o analogo a quello del saccarosio e pertanto vanno impiegati in dosi consistenti per produrre un significativo effetto dolcificante: appartengono quindi alla categoria dei cosiddetti “dolcificanti bulk” o con effetto massa.
Leggi anche: Vitamina B12 e Salute
Altri Dolcificanti
- Ciclamato: E’ un dolcificante non calorico scoperto nel 1937. Possiede un potere dolcificante 30 volte superiore al saccarosio.
- Taumatina: E’ 1500 volte più dolce del saccarosio. Negli USA è riconosciuto sicuro come aromatizzante ma non come dolcificante.
- Alitame: è un dolcificante formato da acido aspartico, alanina e una nuova ammina. È 2000 volte più dolce del saccarosio.
- Neotame: è un derivato del dipeptide costituito da acido aspartico e fenilalanina. Possiede un potere dolcificante da 7000 a 13000 volte superiore rispetto al saccarosio e 30-40 volte maggiore dell’Aspartame.
Dolcificanti: Benefici e Rischi
I dolcificanti sono utilizzati principalmente per conferire dolcezza ai cibi e alle bevande senza aggiungere calorie provenienti dall’uso dagli zuccheri tradizionali. Quindi il loro utilizzo è strettamente legato al mondo della dietoterapia e della perdita di peso.
Benefici
- Controllo del peso: gli edulcoranti a “basso contenuto calorico” o “acalorici” sono spesso scelti da coloro che cercano di ridurre l’apporto calorico totale della dieta per il controllo del peso.
- Gestione del diabete: poiché molti edulcoranti non influenzano significativamente i livelli di zucchero nel sangue, possono essere una scelta adatta per le persone con diabete.
- Promozione della salute dentale: gli edulcoranti artificiali, come lo xilitolo, non contribuiscono alla formazione di placca dentale e alla carie, rendendoli una scelta sana per i denti.
Rischi e Controindicazioni
Gli edulcoranti, nonostante siano considerati sicuri quando consumati nei limiti stabiliti dalle autorità regolatorie, possono causare alcune controindicazioni ed effetti collaterali in alcune persone.
- Effetto compensazione: alcuni studi suggeriscono che l’uso di edulcoranti artificiali potrebbe influenzare i comportamenti alimentari e la compensazione calorica.
- Azione lassativa: alcuni edulcoranti, come il sorbitolo e il mannitolo, possono avere un effetto lassativo in dosi elevate.
- Fenilchetonuria (PKU): l’aspartame contiene fenilalanina, che potrebbe essere problematica per le persone con una rara condizione genetica chiamata fenilchetonuria (PKU).
- Sensibilità individuale: alcune persone possono essere sensibili a specifici edulcoranti e sperimentare effetti collaterali come mal di testa, nausea o disturbi gastrointestinali.
È importante sottolineare che molte delle controindicazioni sono legate a dosi elevate o al consumo eccessivo di edulcoranti. L’uso moderato e conforme alle indicazioni delle autorità regolatorie di solito non causa problemi significativi per la maggior parte delle persone.
Dosi Giornaliere Accettabili (DGA)
Le principali caratteristiche dei dolcificanti di uso alimentare sono riassunte nella tabella che segue; va sottolineato che la dose giornaliera accettabile (DGA) è calcolata in base a criteri estremamente restrittivi, essendo in genere 100 volte inferiore al dosaggio massimo che non induce alcun effetto significativo nell’animale da esperimento (e, quando i dati siano disponibili, nell’uomo).
Ecco alcuni esempi di DGA:
- Saccarina: 2,5 mg/Kg di peso corporeo
- Aspartame: 50 mg/Kg di peso corporeo
- Acesulfame: 9 mg/Kg di peso corporeo
- Neotame: 18 mg al giorno
Tabella Comparativa Dolcificanti
| Dolcificante | Tipo | Potere Dolcificante (vs Saccarosio) | Calorie | Note |
|---|---|---|---|---|
| Aspartame | Artificiale | 120-200 volte | 4 kcal/grammo (ma usato in quantità minime) | Non stabile ad alte temperature, contiene fenilalanina |
| Saccarina | Artificiale | 300-500 volte | 0 | Stabile ad alte temperature, uso in declino |
| Acesulfame K | Artificiale | 200 volte | 0 | Non metabolizzato |
| Sucralosio | Artificiale | 600 volte | 0 | Derivato dal saccarosio |
| Stevia (Glicosidi steviolici) | Naturale (ma processato) | 30-300 volte | 0 | Gusto non neutro |
| Xilitolo | Poliolo | Simile | 2.4 kcal/grammo | Effetto lassativo ad alte dosi |
| Eritritolo | Poliolo | 60-80% | 0.24 kcal/grammo | Ben tollerato |
| Sciroppo d'Agave | Naturale | 1.4 volte | 3 kcal/grammo | Alto contenuto di fruttosio |
| Miele | Naturale | 1.3 volte | 3 kcal/grammo | Ricco di antiossidanti |
Nota: I valori nella tabella sono approssimativi e possono variare in base al produttore e alla forma in cui viene utilizzato il dolcificante.
Disclaimer: Le informazioni fornite in questo articolo sono a scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un nutrizionista.
tags: #edulcoranti #tipologie #e #utilizzo