Effetti Collaterali dei Dolcificanti: Una Guida Dettagliata

I dolcificanti sono prodotti edulcoranti con un gusto dolce utilizzati per sostituire gli zuccheri, come saccarosio (lo zucchero da tavola), miele e fruttosio. Si utilizzano perché hanno poche o zero calorie, pertanto aiutano a mantenere il peso forma o sono coadiuvanti nelle diete dimagranti.

Nella maggior parte dei casi, con le dovute eccezioni, i dolcificanti non hanno alcun valore nutritivo e non apportano energia, ma possono avere un impatto negativo sulla salute poiché influiscono sul metabolismo e sulla produzione di insulina.

Tipologie di Dolcificanti

I dolcificanti alternativi al saccarosio vengono utilizzati in maniera massiccia dall’ industria alimentare. Essi sono presenti in molti prodotti alimentari: dalle bevande analcoliche alle merendine, dai succhi di frutta, alle caramelle. Spesso sono al centro dell’ attenzione per le possibili ripercussioni negative sulla salute umana anche perchè i risultati degli studi di tossicità sono a volte contrastanti tra di loro dando adito a dubbi di ogni sorta.

Le informazioni veritiere sono quelle che ci danno le agenzie ufficiali sulla sicurezza alimentare, la FDA per gli Stati Uniti d’ America, la EFSA per l’ Unione Europea, ecc.

Dolcificanti Artificiali

I dolcificanti artificiali sono composti realizzati in laboratorio, spesso a partire da zuccheri o altre sostanze di origine naturale come alcune erbe.

Leggi anche: Controindicazioni carnitina

  • Aspartame (E951): Forse il più noto e diffuso tra i dolcificanti artificiali, l’aspartame possiede un potere addolcente che supera di 200 volte quello dello zucchero.
  • Saccarina (E954): Anche in questo caso parliamo di un edulcorante il cui potere addolcente supera di gran lunga quello di zucchero e miele, addirittura di 500 volte!
  • Acesulfame K (E950): Non viene metabolizzato dal corpo e si elimina con le urine.
  • Sucralosio (E955): Un derivato del saccarosio 600 volte più dolce di questo al netto di zero calorie, anche se spesso viene mescolato ad altri dolcificanti che contengono calorie.

Dolcificanti Naturali

Parlare di dolcificanti “naturali” non è banale: così come gli edulcoranti sintetici, possono derivare da una base “naturale” ma aver subito processi industriali. Inoltre, molti dolcificanti sono veri e propri alimenti, per cui hanno calorie e sortiscono effetti sulla glicemia.

  • Derivati della stevia (glicosidi steviolici): Ecco un tipico esempio di dolcificante naturale che in realtà è il prodotto di un processo chimico a cui vengono sottoposte le foglie dell’albero della stevia, originario del Sud America. All’interno di queste foglie, infatti, sono presenti delle sostanze, gli steviosidi e rebaudiosidi, che sono fino a 300 volte più dolci del saccarosio. Il prodotto che troviamo al supermercato, la polvere bianca in bustina o in compresse, è più dolce del saccarosio solo di circa 30-50 volte. La stevia è del tutto priva di calorie, non ha effetti dannosi, il suo gusto è gradevole ma non “neutro”, pertanto va “testato” prima di usarlo per la preparazione di dolci o per dolcificare il caffè e il tè.
  • Polioli (alcoli dello zucchero): eritritolo (E968), sorbitolo (E420), xilitolo (E967), mannitolo, smaltitolo, isomaltolo. Spesso vengono utilizzati in combinazione con altri edulcoranti, tra cui aspartame e acesulfame K, perché hanno un potere addolcente basso. A differenza degli altri dolcificanti artificiali, i polioli contengono qualche caloria (sebbene in quantità decisamente inferiore rispetto allo zucchero).
  • Tagatosio: È un dolcificante estratto dal latte, quindi è “naturale” come origine, ma in realtà è uno zucchero “modificato”. Ha come caratteristica quella di essere un po’ meno dolce del saccarosio (circa il 10% in meno), ma le sue calorie sono nettamente inferiori (solo il 38% del totale calorico dello zucchero) e soprattutto non ha un impatto sulla glicemia.
  • Altri edulcoranti naturali comunemente usati nell’industria alimentare o per la preparazione di dessert e marmellate casalinghe sono lo sciroppo d’agave, il mosto e il succo d’uva, la melassa, il malto di cereali, lo sciroppo d’acero, zucchero di palma da dattero e succo di frutta concentrato. Tutti contengono una quantità rilevante di calorie e impattano sulla glicemia, sebbene alcuni, in particolare il malto di cereali o lo sciroppo d’acero, siano anche un‘ottima fonte di antiossidanti e vitamine del gruppo B.

Effetti sulla Salute e Rischi Potenziali

In effetti, i dolcificanti possono avere diversi risvolti negativi, sia direttamente sia indirettamente: per questo è importante non superare le dosi di dolcificanti consigliate per età, sesso e altri fattori individuali, sempre dietro consiglio medico o di nutrizionisti.

Una recente metanalisi, cioè uno studio che analizza tutte le ricerche effettuate su un tema specifico, ha mostrato che l’uso di dolcificanti non aiuta a perdere peso né nei bambini né negli adulti. Anzi, potrebbe addirittura aumentare il rischio di sovrappeso, perché, anche se possono essere un modo a breve termine per aiutare a ridurre il consumo di zucchero, possono abituare le papille gustative al sapore dolce, così che non si riesca ad assumere davvero un’alimentazione sana. Infatti, pare che assumere cibi contenenti dolcificanti potrebbe portare a mangiare più alimenti ricchi di zuccheri.

Alcuni studi recenti hanno mostrato che l’assunzione di dolcificanti potrebbe alterare il microbiota intestinale (disbiosi). Ad esempio, il sucralosio fa male al microbiota.

Dolcificanti e Cancro

Studi effettuati nei decenni passati hanno riscontrato potenziali associazioni tra l’insorgenza di tumori negli animali e dolcificanti quali aspartame, saccarina e ciclammato.

Leggi anche: Guida completa alla dieta del gruppo sanguigno

Nell’Unione Europea, tutti gli additivi alimentari sono soggetti a controlli, autorizzati e regolamentati prima dell'immissione in commercio, e possono essere sottoposti a riesami successivi. In particolare, la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo ne disciplinano l'uso, decidendo in base alle valutazioni degli esperti, come l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), quali e in che quantità possano essere utilizzati negli alimenti. Secondo queste regole, anche i dolcificanti sono esaminati per capire in quali dosi eventualmente fanno male alla salute e se possono essere impiegati negli alimenti.

Condizioni di Salute e Controindicazioni

“Sebbene sostanzialmente innocui nell’ambito di un consumo occasionale e nelle dosi consentite dalla normativa vigente - spiega Laura Rossi, ricercatrice e nutrizionista del CREA, Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione - questi edulcoranti possono avere effetti collaterali in presenza di alcune specifiche condizioni di salute, motivo per cui il loro utilizzo andrebbe limitato o evitato del tutto”.

  1. Intestino irritabile (Ibs).
  2. Emicrania o mal di testa cronici.
  3. Diabete o pre-diabete.
  4. Fenilchetonuria (Pku). Questa rara malattia ereditaria è causata da un’alterazione del gene necessario a produrre l’enzima che scompone la fenilalanina (il principale costituente dell’aspartame) e quindi provoca un accumulo nell’organismo di questa sostanza.
  5. Bruciore di stomaco e reflusso. Quest’ultima controindicazione non è in realtà correlata con l’uso di dolcificanti in sé, quanto piuttosto con la presenza di gas in queste bibite. Le bevande gassate gonfiano lo stomaco, aumentano la produzione di succhi gastrici e irritano la mucosa gastrica a causa della presenza di acido citrico.

“Il consumo dei sostitutivi acalorici dello zucchero - aggiunge Rossi - è comunque sconsigliato nei bambini fino al terzo anno di età, nonché durante gravidanza e allattamento ed è vincolato all’attenta lettura dell’etichetta e delle eventuali controindicazioni riportate”.

Al di fuori di queste condizioni specifiche, gli esperti concordano sul fatto che un consumo occasionale di bevande contenenti edulcoranti acalorici al posto di quelle zuccherate non sia dannoso, ma anzi possa essere una scelta valida per ridurre l’assunzione di carboidrati e calorie. “Tuttavia - prosegue Rossi - anche negli individui in salute, il loro consumo frequente può causare problemi, soprattutto se alla dose nelle bibite si aggiunge quella contenuta in altri prodotti a cui si ricorre abitualmente per ridurre l’apporto energetico della dieta”.

Questo è per esempio il caso delle caramelle “senza zucchero”, dolcificate con polialcoli (sorbitolo, xilitolo, e maltitolo). In questo caso i rischi aumentano a causa dell’effetto ‘accumulo’ determinato dall’esposizione cronica alla stessa sostanza edulcorante.

Leggi anche: Pillole dimagranti: cosa sapere

Tabella Riepilogativa dei Dolcificanti e Loro Caratteristiche

Dolcificante Tipo Potere Dolcificante (vs Saccarosio) Calorie Effetti Note
Aspartame Artificiale 200x 4 kcal/g (ma usato in quantità minime) Possibili reazioni allergiche, vietato in caso di fenilchetonuria Sensibile al calore
Saccarina Artificiale 500x 0 Retrogusto amaro-metallico Resistente al calore
Acesulfame K Artificiale 200x 0 Può causare insulinoresistenza Resistente al calore
Sucralosio Artificiale 600x 0 Alterazione del microbiota intestinale Stabile alle alte temperature
Stevia Naturale (Processato) 30-300x 0 Gusto non neutro Considerato sicuro in generale
Polioli (Eritritolo, Xilitolo, Sorbitolo) Zuccheri Ridotti Inferiore Variabile (inferiore allo zucchero) Effetto lassativo Spesso usati in combinazione con altri edulcoranti
Tagatosio Naturale (Modificato) ~90% 38% delle calorie dello zucchero Effetto lassativo se assunto in grandi quantità Basso impatto sulla glicemia

Conclusioni

Tutti i dolcificanti possono avere effetti indesiderati e quindi vanno usati con parsimonia. Il consiglio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è di seguire una dieta varia ed equilibrata che non contenga più di 25-50 grammi di zuccheri semplici. Tutti i dolcificanti possono avere effetti indesiderati e quindi vanno usati con parsimonia.

Bibliografia

  • National Health Service, 2023.
  • Mayo Clinic, 2023.
  • World Health Organization, 2023.
  • Nutrition Foundation of Italy.
  • Cleveland Clinic, 2021.
  • Emamat H., Ghalandari H. et al., 2020. Artificial sweeteners are related to non-alcoholic fatty liver disease: Microbiota dysbiosis as a novel potential mechanism. EXCLI J. 2020 May 12;19:620-626.
  • Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).

tags: #effetti #collaterali #degli #edulcoranti

Scroll to Top