Recensioni e Approfondimenti sulla Nutrizionista Fabiola Menon

Questo articolo esplora diverse recensioni e approfondimenti riguardanti l'approccio nutrizionale della dottoressa Fabiola Menon, biologa e nutrizionista, analizzando le sue metodologie e i risultati ottenuti dai pazienti.

L'Approccio Olistico di Fabiola Menon

La dottoressa Menon adotta un approccio olistico alla nutrizione, considerando non solo l'aspetto fisico ma anche quello emotivo e psicologico del paziente. Questo approccio è evidente nelle sue riflessioni sulla prevenzione e sul benessere generale.

Lungi da me dirmi contraria alla prevenzione, anzi, credo che cercare di mantenere uno stile di vita quanto più possibile sano certamente aiuti. Eppure spesso mi ritrovo a chiedermi come mai siamo così poco inclini a pensare che il nostro benessere non stia solo in quello che mangiamo o non mangiamo, in quello che non beviamo, in quanto movimento fisico facciamo, ma anche in quello che proviamo e alle prove emotive a cui siamo sottoposti.

Secondo la dottoressa, è fondamentale guardare ogni individuo come un'eccezione, con necessità personali che non devono essere giustificate. Nessuno si guarda come eccezione perché nessuno si crede unico. Quello che regna sovrano è il confronto, il paragone, nella ricerca di ciò che ci accomuna e non di ciò che ci rende diversi.

La spasmodica ricerca dell'uguale porta a negare la propria unicità e, in qualche modo, i propri talenti. Negare i propri talenti significa annullarsi. Significa dire si quando quando si pensa no e dire no quando si pensa si. Significa azzerare i propri desideri e generare una società di frustrati. La frustrazione porta a malattia? Anche si.

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Il Cibo come Farmaco Naturale

La dottoressa Menon sottolinea l'importanza del cibo non solo come fonte di energia, ma come elemento determinante per la salute. Il cibo è un elemento determinante della nostra salute, se ben scelto si comporta come farmaco naturale, in grado di guarire, indurre e/o innescare, la guarigione dell’organismo che lo introduce.

Il cibo non è un elemento più o meno neutro nei confronti dei nostri organi, cervello compreso. È vero che siamo stati educati a pensare al cibo come elemento nocivo, al limite, solo per denti, stomaco e intestino. E invece lo è per tutto il nostro essere. Tanta della nostra irritabilità quotidiana dipende dal cibo che mangiamo e che influisce sul nostro umore attraverso due modalità: una diretta e una indiretta.

Impariamo bene quali sono gli alimenti in grado di fare, e quali sono quelli in grado di disfare. Iniziamo bene questo 2010: prendiamoci finalmente cura di noi e del nostro stato di salute.

Caso di Studio: Signora Rita T. di Vicenza

Un esempio concreto dell'approccio della dottoressa Menon è il colloquio con la signora Rita T. di Vicenza, che lamentava difficoltà a dimagrire nonostante vari tentativi. La dottoressa ha evidenziato come l'organismo si "arrocca" quando non è sano, suggerendo che disturbi come gastrite e cefalea possono influire sul dimagrimento.

Quando il nostro corpo è “disturbato” da qualsivoglia malessere (che può essere un dolore ma anche, attenzione, un farmaco), si innesca un meccanismo automatico, interno, per il quale il corpo trattiene liquidi. Anche tanti. Si sa bene che 1 litro=1 chilo. E la bilancia fa presto a salire.

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La dottoressa Menon ha sottolineato che, se lei non si preoccupa di guarire da questi due disturbi, di certo il suo corpo non le darà la soddisfazione del dimagramento.

Si fa, eccome. C’è un unico punto di partenza: il cibo. Che piaccia o che non piaccia, da questo non si può prescindere. Il cibo non è un oggetto banalmente riempitivo da scartare o meno in base a un’ipotesi calorica (desidero ricordare che le calorie sono un’invenzione, più o meno demenziale, di noi umani nel perenne tentativo di rendere tutto misurabile e controllabile. Possibilmente inattaccabile).

Intolleranze Alimentari e il Ruolo del Latte

La dottoressa Menon affronta spesso il tema delle intolleranze alimentari, in particolare quella al latte. In linea di massima possiamo dire che occorre togliere tutte le fonti alimentari contenenti latte: questo non significa mangiarne poco, o ridurle, ma eliminare totalmente tutto ciò che contiene latte.

Tutti pensano che l’intolleranza sia come l’allergia, che si manifesta più o meno violentemente, a seconda della quantità di cibo ingerito. I disturbi di origine alimentare legati al latte, piuttosto che al pane bianco (di farina raffinata), non dipendono dal quantitativo che introduciamo nell’organismo; mangiarne un chilo o mangiarne pochi grammi, non fa differenza. Questo perché l’organismo risponde alla presenza di quel determinato cibo, non alla sua quantità.

Precisiamo che non è affatto necessario sostituire il latte. Tuttavia, per gli amanti del latte, la soluzione è rappresentata da tutto il latte di origine vegetale. Mi rendo conto che, diventa difficile pensare di abbandonare le proprie abitudini.Capisco, tuttavia le posso dire che diventa facilissimo quando c’è un disturbo/malattia di mezzo: quando si ha un disturbo, di qualsiasi genere esso sia, e si passa ad un assetto nutrizionale di pulizia, va da sé che il disturbo sparisce, o si attenua notevolmente.

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Calcio e Osteoporosi: Un Approccio Alternativo

La dottoressa Menon mette in discussione l'importanza del calcio proveniente dai latticini nella prevenzione dell'osteoporosi. Questo è il punto di vista dell’alimentarista che, conoscendo bene gli alimenti, ritiene di consigliarli in base al loro contenuto. Purtroppo non è così che funziona. Non si tratta di mangiare in base alla presenza o meno di un elemento (come il calcio) ma in base a come il nostro corpo interpreta la presenza o meno di quell’elemento.

Infatti, latte, formaggio e yogurt sono ricchi di calcio non biodisponibile. Il calcio biodisponibile di trova solo sotto forma di bicarbonato, e la fonte più importante rimane sempre e comunque l’acqua. Quando noi assumiamo un derivato del latte, pensando di arricchirci di calcio, il nostro organismo tende ad acidificarsi, cioè ad andare in acidosi.

Consigliare ad una persona anziana, o ad una donna in menopausa, di mangiare latte e derivati, è la cosa più deleteria che si possa fare, perché è demenziale.

Il nutrizionista, invece, sa (o dovrebbe sapere) tutto sul modo in cui i cibi interagiscono con l’organismo umano. Come nutrizionista io non considero il cibo in sé, piuttosto osservo gli effetti che il cibo ha sull’uomo. Bisogna osservare quello che il cibo fa una volta entrato nell’organismo: è chiaro che si ribalta il punto di osservazione.

Caso di Studio: Signora Marina M. di Pontremoli e il Mal di Testa

Un altro caso significativo è quello della signora Marina M. di Pontremoli, che soffriva di mal di testa cronico. La dottoressa Menon, basandosi sulla sua esperienza personale, ha suggerito di eliminare i derivati del latte, ottenendo risultati sorprendenti.

Fino a più di vent'anni fa, io ero un nutrizionista come tutti gli altri (con in più il mal di testa, naturalmente). Avevo il farmaco ovunque: borsa, macchina, comodino, scrivania. Poi, nel 1996 ho avuto un incontro FATALE con un medico PNEI, a Milano.

Fuori dal suo studio mi sono chiesta chi ero che e che cosa volevo dalla vita. Terrificante il non essere in grado di rispondermi. Vivevo di latte. La vita senza panna non aveva senso. Quindi? Quindi, non so perché ma l’ho ascoltato. Avevo percepito, nelle sue parole, un sentire profondo. E da quel giorno IO SONO NATA. In tutti i sensi: la mia cefalea? Svanita nel nulla!

Con tutta la mia solida e schiacciante teoria, mi sono avvicinata timidamente a un modo diverso di fare medicina e ho scoperto, come Alice nel mondo delle meraviglie, che esiste una cosa che si chiama Energia Vitale (quella che tutti noi chiamiamo DIFESE IMMUNITARIE) e che il suo turbamento porta alla malattia.

L'Importanza della PNEI (Psico Neuro Endocrino Immunologia)

La dottoressa Menon utilizza la PNEI come strumento per comprendere le interazioni tra cibo, corpo e mente. Lo studio approfondito delle interazioni cibo-corpo-mente, e della PNEI (Psico Neuro Endocrino Immunologia) mi hanno resa più scienziato di prima. Solo adesso vivo e sento la mia condizione di studioso.

A tale proposito faccio un esempio: viene a trovarmi Monica, sposata, desidera tanto i figli che, però, non arrivano. È un pensiero ossessivo. Soffre di endometriosi, due anni fa è stata operata. Ciclo mestruale doloroso, da piegarsi in due. Soffre di mal di testa improvviso, che la costringe al buio totale e di cui si libera solo dopo aver vomitato. Le suggerisco di assumere del fosforo attraverso il pesce, e le proibisco i derivati del latte. L’ho rivista dopo un mese: è venuta col marito e l’ho trovata raggiante, sparito sia il mal di testa che il dolore mestruale.

È stato attraverso i nostri colloqui, emotivamente molto profondi, che sono arrivata, incontro dopo incontro, a capire il punto esatto dello squilibrio organico. Si tratta di un lavoro estremamente fine, certosino, dove le parole del paziente vengono elaborate e tradotte nella sua disfunzione organica. È come se il disturbo stesso si esprimesse attraverso le parole del soggetto.

Recensioni Negative e Controversie

Non tutte le recensioni sulla dottoressa Menon sono positive. Alcuni pazienti hanno riportato esperienze negative, come nel caso di una persona vegetariana che si è sentita offesa dalle opinioni della dottoressa riguardo alla sua dieta. Di recente mi sono rivolta per una consulenza alla Dottoressa FABIOLA MENON, biologa e nutrizionista di Padova. Nel corso della breve conversazione introduttiva finalizzata all'esposizione dei motivi e dei problemi che mi avevano portata a rivolgermi a lei, le domande si sono orientate sulle mie abitudini alimentari. Quando le ho detto che la ... non comprende il consumo di carne la dottoressa si è decisamente alterata inveendo contro di me ed i vegetariani in generale ed invitandomi ad uscire dal suo studio con un animoso " io la mando via".

Nonostante questo la dottoressa ha voluto essere pagata per l'inesistente consulenza ed ha rilasciato regolare fattura per l'importo da me corrispostole di 150 .. Riassumendo direi che la dottoressa si è dimostrata decisamente limitata come nutrizionista e deontologicamente scorretta! :-)

Altre Opinioni e Professionisti Consigliati

Oltre alla dottoressa Menon, sono stati menzionati altri professionisti nel campo della nutrizione a Padova e dintorni. Alcune recensioni positive sono state espresse per la Dott.ssa Zuccato, il Dott. Federico Lovison e la Dott.sta Valentina Benenati.

Mi sono trovata benissimo,davvero gentile, mi ha aiutata e seguito tanto! Dott.ssa zuccato. Ho perso kg solo seguendo i suoi consigli di sana alimentazione e senza privarmi di nulla. Lo consiglio a tutte. È una bravissima biologa nutrizionista che riceve a Padova in via Cattaneo 1.

Tabella dei Professionisti Consigliati

Nome del Professionista Specializzazione Area di Ricezione Contatti
Dott.ssa Fabiola Menon Biologa Nutrizionista Padova N/A
Dott.ssa Zuccato Nutrizionista Padova (Via Altinate) 049652438
Dott. Federico Lovison Dietista Vicenza/Padova/Bassano 338 1347553
Dott.sta Valentina Benenati Biologa Nutrizionista Padova (Via Cattaneo 1) N/A
Dr. Massimo d'Angelo Dietologo (Sportivi) Rubano N/A

Caso di Studio: Signor Sandro B. di Ferrara e i Problemi di Digestione

Infine, viene presentato il caso del signor Sandro B. di Ferrara, che soffriva di gravi problemi di digestione. Parto dicendole che casi come il suo ne ho visti e ne vedo sempre tanti. Sono più frequenti rispetto a tempo fa.

A tale proposito ricordo sempre con piacere il caso di Francesca, brillantemente risolto. Francesca è venuta da me con un problema complesso, ormai diventato cronico e molto serio. Era allo stremo. Mi raccontava di avere appetito e di mangiare anche con piacere, tranne che, dopo un ora e mezza circa dal pasto, partiva inesorabilmente il vomito.

Il miglioramento delle condizioni generali è stato graduale. Poi, finalmente, la guarigione. Come il caso di Maurizio, citato la settimana scorsa, anche in questo caso la guarigione è arrivata quando è emerso con chiarezza lo squilibrio minerale che imprigionava Francesca: il sodio. È bastato riequilibrarlo per togliere Francesca dallo stato di malattia.

Questo bel risultato su Francesca, ma vale anche per tutti gli altri pazienti, è stato ottenuto con l’applicazione della tecnica PNEI (Psico Neuro Endocrino Immunologia). È stato attraverso i nostri colloqui, emotivamente molto profondi, che sono arrivata, incontro dopo incontro, a capire il punto esatto dello squilibrio organico.

La giusta lettura, ed interpretazione, delle sue parole porta a trovare la soluzione del caso. Si tratta di una tecnica di grande fascino, oltremodo coinvolgente. Il paziente è finalmente il vero protagonista della sua storia. Finalmente ASCOLTATO. E con molta attenzione, visto che il mio mestiere consiste nel tradurre le sue parole in…molecole!!

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