Se hai deciso di avviare una carriera come nutrizionista autonomo, uno dei primi passi necessari è l’apertura della Partita IVA. Sono tante le domande che qualsiasi Biologo Nutrizionista si pone prima di compiere questo passo. Quali sono gli adempimenti?
Questo articolo ti guiderà attraverso i passaggi fondamentali per aprire la tua Partita IVA, evidenziando i costi, le scelte fiscali da considerare e le possibili sfide che potresti incontrare. Con questo articolo cercherò di rispondere a queste domande e proverò a farlo evitando di utilizzare termini complessi ed accessibili solo agli “addetti ai lavori”.
Differenze tra Dietologo e Nutrizionista
- Dietologo: È un medico che ha conseguito una laurea in Medicina e Chirurgia seguita da una specializzazione in Scienze dell’Alimentazione.
- Nutrizionista: Un biologo con una laurea quinquennale in Biologia, iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi, sezione A.
Passaggi Fondamentali per l'Apertura della Partita IVA
- Compilazione e invio del Modulo AA9/12: Questo modulo va presentato all’Agenzia delle Entrate e include informazioni dettagliate sulla tua attività, compreso il codice ATECO specifico.
- Iscrizione all’ENPAB o all’ENPAMA: A seconda del tuo titolo professionale, dovrai iscriverti a una delle casse previdenziali obbligatorie.
- Scelta del Regime Fiscale: Uno degli aspetti più importanti è la scelta del regime fiscale.
Costi dell'Apertura della Partita IVA
L’apertura della Partita IVA ha un costo variabile che dipende da diversi fattori. Se decidi di aprire la Partita IVA in autonomia, i costi possono essere molto contenuti. Tuttavia, per un nutrizionista, è consigliabile affidarsi a un consulente per evitare errori burocratici che potrebbero portare a sanzioni.
Regime Fiscale: Forfettario vs. Ordinario
La scelta del tipo di Partita IVA e dunque del Regime Fiscale a mio avviso è la più importante. I 2 Regimi differiscono sotto diversi punti. Innanzitutto hanno una percentuale di tassazione diversa, hanno dei limiti di fatturato annuale diversi, hanno obblighi fiscali diversi. Nello specifico analizzeremo i 2 Regimi con degli esempi pratici ed evidenzierò la tassazione di ognuno.
Regime Forfettario
Il Regime Forfettario è ideale per tutti quei Biologi Nutrizionisti che fattureranno da 0 a 85.000 Euro annuali perché gli permetterà di risparmiare migliaia di Euro in tasse.
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Vantaggi del Regime Forfettario
- NON HA IVA: Esattamente, il Regime Forfettario è un Regime Fiscale esente da IVA. Significa che in questo Regime un Nutrizionista non dovrà aggiungere il 22% di IVA in più nelle sue fatture. Essere esente da IVA esonererà in Biologo Nutrizionista anche dall’obbligo di effettuare la dichiarazione IVA trimestrale e la dichiarazione IVA annuale.
- HA LA TASSE PIÙ BASSE: Vero, il Regime Forfettario ha le tasse più basse di tutti gli altri Regimi Fiscali. Un Biologo Nutrizionista che deciderà di aprire la propria Partita IVA con questo Regime Fiscale pagherà una tassazione IRPEF (chiamata Imposta Sostitutiva) pari al 5% nei primi cinque anni di attività, rendendo il carico fiscale molto più leggero. Questa tassazione sarà calcolata sul proprio Reddito Netto. Sarà esente inoltre dal pagamento dell’IRAP (un altro 3,9% risparmiato). Nessun Regime Fiscale ha le tasse così basse.
- ESENZIONE DA RITENUTA D’ACCONTO: Il Regime Forfettario, oltre ad essere esente da IVA, è esente anche dalla fastidiosissima Ritenuta d’Acconto. Bene, con il Regime Forfettario non si dovrà inserire nessuna Ritenuta d’Acconto.
- SEMPLIFICAZIONI NELLA CONTABILITÀ: Oltre ai grandi vantaggi economici, il Regime Forfettario ha tante semplificazioni contabili. Abbiamo visto prima che questo Regime Fiscale è esente da IVA e dunque esente da Comunicazione IVA trimestrale ed annuale. Inoltre non ci sarà più l’obbligo di registrazione di fatture e corrispettivi, ma rimane obbligatoria solo la loro conservazione e numerazione. Niente più elenchi Clienti/Fornitori.
Limiti del Regime Forfettario
- Per mantenere il regime forfettario, non devi superare gli 85.000 euro di fatturato annuo.
- Un altro obbligo da rispettare per avere la possibilità di accedere al Regime Forfettario è non aver fatturato, o non aver percepito compensi da lavoro dipendente superiori a 30.000 Euro nell’anno precedente.
Regime Ordinario o Semplificato
Nel Regime Ordinario o Semplificato la tassazione IRPEF viene calcolata a scaglioni. Per i primi 15.000 Euro di Reddito Netto la tassazione sarà pari a 3.450 Euro.
Esempio Pratico: Confronto tra Regime Forfettario e Regime Ordinario
Per darti un’idea più concreta, consideriamo un esempio pratico. Supponiamo che tu, come nutrizionista, riesca a fatturare 26.000 euro in un anno. Con il regime forfettario, pagherai le tasse solo sul 78% di questo importo, che rappresenta il tuo reddito imponibile. Quindi, su un fatturato di 26.000 euro, il reddito imponibile sarà di 20.280 euro.
Ipotizziamo il caso di un Biologo Nutrizionista che fatturi 30.000 euro in un anno, e che abbia spese annuali pari a 6.000 Euro.
Regime Ordinario o Semplificato
- Il primo passo da compiere sarà quello di scorporare il 4% di Contributo Integrativo Enpab dal fatturato Lordo.
- Dal Fatturato Lordo dobbiamo adesso sottrarre le spese sostenute nell’anno, che abbiamo ipotizzate pari a 6.000 Euro.
- Siamo pronti quindi a calcolare la tassazione IRPEF sul Fatturato Netto.
Regime Forfettario
- Il primo passo sarà identico a prima, cioè scorporare dal fatturato di 30.000 Euro il 4% di Contributi Integrativi Enpab.
- Dal Fatturato Lordo sarà necessario detrarre i costi. Nel Regime Forfettario i Costi aziendali sono già decisi a tavolino, in modo Forfettario. Nello specifico, per i Professionisti è stato deciso che questi corrispondono al 22% del Fatturato Lordo.
- Dunque ci basterà considerare il nostro Fatturato Lordo (28.800 Euro) e calcolare il 22% di Costi Forfettari. Il nostro Reddito Netto sarà pari quindi a 22.464 Euro.
Come avrai notato, negli esempi che ho realizzato ho inserito solo il Contributo Integrativo dell’Enpab. Esiste naturalmente anche un Contributo Soggettivo, questo dipende però sia dall’età che dal numero di anni in cui si è iscritti all’Enpab. Analizzare tutte le casistiche sarebbe stato quindi impossibile.
Obblighi e Adempimenti
Come nutrizionista, sei obbligato a versare contributi previdenziali alla cassa di appartenenza. Per i biologi nutrizionisti iscritti all’ENPAB, il contributo minimo soggettivo è pari al 15% del reddito netto di lavoro autonomo.
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Oltre ai contributi previdenziali e alle tasse, dovrai considerare altri adempimenti, come il pagamento del diritto camerale annuale, se previsto, e la gestione delle fatture elettroniche.
La gestione di una Partita IVA comporta una serie di obblighi che possono risultare complessi e dispendiosi in termini di tempo. Affidarsi a un consulente fiscale, come IlCommercialistaOnline, può rappresentare un grande vantaggio.
Sistema Tessera Sanitaria (STS) e Fatturazione
I professionisti sanitari, tra cui i biologi nutrizionisti iscritti all’albo, devono seguire regole specifiche per l’emissione delle certificazioni di pagamento e la comunicazione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS).
Le prestazioni sanitarie erogate dal biologo nutrizionista, come la redazione di diete e programmi alimentari, rientrano tra quelle esenti da IVA ai sensi dell’articolo 10, comma 1, numero 18 del DPR 633/1972.
Il biologo nutrizionista è obbligato a comunicare i dati delle prestazioni sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria, ma solo con il consenso del paziente.
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Nonostante l’emissione di fatture cartacee per un numero elevato di pazienti (ad esempio 700 settimanali) possa risultare onerosa, al momento non esistono alternative conformi alla normativa che consentano di sostituire il formato cartaceo con strumenti digitali, come lo scontrino elettronico.
ENPAB: Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Biologi
Ps. ATTENZIONE Ricordiamo che, secondo l’articolo 1 (titolo 1, capo 1) del Regolamento di Disciplina delle Funzioni di Previdenza gli iscritti al FNOB (Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi) nella sezione A e B, che esercitano attività autonoma di libera professione senza vincolo di subordinazione, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa ancorché svolgano contemporaneamente attività di lavoro subordinato, sono obbligatoriamente iscritti al ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Biologi) nel seguito denominato Ente - Fondazione di diritto privato ai sensi del Decreto Legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, pubblicato sulla G.U. n.
Il reddito non può essere superiore al massimale (art. 2, comma 18, della l. Per coloro che svolgono contemporaneamente attività di lavoro dipendente il contributo è ridotto del 50% (non cumulabile), per redditi di attività libero professionale fino alla somma di 5.130,00 €. I dipendenti privati iscritti all’Ente, per almeno sei mesi nel corso dell’anno solare, versano un contributo è ridotto ad un terzo (non cumulabile), per redditi di attività libero professionale fino alla somma di € 3.420,00. Per la prima iscrizione all’Ente (under 30) il contributo è ridotto ad un terzo (non cumulabile), per l’anno solare di iscrizione e per i due anni successivi e per redditi di attività professionale fino alla somma di 3.420,00 €.
Gli iscritti all’Ente devono applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi che concorrono a formare il reddito imponibile dell’attività autonoma di libera professione, conseguito anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, e devono versare all’Ente il relativo ammontare, indipendentemente dall’effettivo pagamento che ne abbia eseguito colui che si avvale dell’attività professionale.
La maggiorazione dovuta dai beneficiari dell’attività professionale, siano essi pubblici o privati, è del 4% ed è riscossa direttamente dall’iscritto contestualmente ai corrispettivi o proventi, previa evidenza del relativo importo sul documento fiscale. Non è soggetto a ritenuta di acconto ai fini dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) e non concorre alla formazione del reddito imponibile. È soggetto ad IVA fatto salvo il caso delle prestazioni esenti di cui all’art. 10, comma 18 del d.P.R.
Tabella Riepilogativa dei Regimi Fiscali
| Caratteristica | Regime Forfettario | Regime Ordinario/Semplificato |
|---|---|---|
| IVA | Esente | Soggetto |
| Tassazione IRPEF (Imposta Sostitutiva) | 5% (primi 5 anni), poi 15% | A scaglioni IRPEF (minimo 23%) |
| Ritenuta d'Acconto | Esente | Soggetta |
| Limite di Fatturato | 85.000€ | Nessun limite |
| Costi Forfettari | 78% del fatturato | Costi reali documentati |
In conclusione, aprire una Partita IVA è una scelta importante. È possibile aprire la Partita IVA in modo retroattivo fino a 30 giorni prima senza incorrere in alcuna sanzione.
Ti sembra complicato tutto ciò? Hai paura di sbagliare e di incorrere in inutili sanzioni?
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